Logo di Shannon.it
Saturday
Jul 21,2007

DI ZENONE SORRE POLONO

SAP R/3 è un prodotto per piattaforma architetturale client-server costituito da un modulo centrale a cui è possibile aggiungere moduli specifici. Si tratta cioè di una soluzione software ampliabile in base alle esigenze della società che lo installa.” (Wikipedia)

“Fiat runs sap!” questo era il motto che si poteva leggere sul cartellone pubblicitario dell’areoporto di Caselle. La gente iniziava a chiedersi cosa fosse e a farsi delle domande. I più attenti avevano capito che stavano assistendo a una delle più grosse campagne di marketing degli ultimi anni…

Quando la mia multinazionale passò a Sap, le “truppe scelte” formate dai consulenti occuparono tutte le nostre scrivanie, eravamo costretti a una convivenza forzata: con persone che chiedevano e non spiegavano.
Ora non pensate che il mio dsappunto nei confronti di questo sistema sia dovuto ad una questione di “sopravvivenza lavorativa”: al grido di “ogni resistenza è vana!” come i Borg di StarTrek ci hanno assimilato nei loro processi e ora siamo “unico e solo”… :-)

Ma dato che sono un analista ecco a voi i 4 motivi per cui sap non mi convince:

1. I costi. Integrare Sap in una azienda che ha un processo già esistente ha un costo esagerato per quanto riguarda consulenza, formazione del personale e acquisto dell’hardware adatto (un server Sap deve seguire delle specifiche ben delineate che obbliga il cliente a scegliere un determinato Hardware)

2. Il punto forte di Sap è che esistono i moduli, ovvero l’insieme di architettura dati e applicazioni per un dato tipo di gestione (Hr, contabilità, e-learning, etc…) quindi troviamo un prodotto fatto e finito. Ma chi lavora nel settore sa benissimo che il 90% dei processi esistenti necessitano di una customizzazione (adattarli alle esigenze aziendali) quindi ulteriori analisi/consulenze = costi aggiuntivi.

3. Il boom commerciale ha generato il proliferarsi di moltissime società di consulenza Sap, molte, ma non tutte, “improvvisate”. Un processo Sap non pianificato bene è difficilissimo da correggere.

4. Colori del sistema: Colori pastello Ikea

Immagine del post

Ancora adesso, in molti ambienti, la gente tratta Sap come un mostro sacro, molti ne parlano come se fosse un segreto massonico (ho visto consulenti salutarsi incrociando il dito mignolo e pronunciando frasi apparentemente senza senso), a volte, addirittura, come la soluzione ad ogni problema aziendale. Ma non è così. Sap a parer mio è un sistema complesso sofisticato che offre una soluzione il più delle vote soddisfacente ma assolutamente chiuso (un linguaggio proprietario è un concetto da anni 90) e ad un costo eccessivamente elevato, facilmente sostituibile con tecnologie “open” molto più “adattabili” e meno costose. Ma il vero bussines di Sap è la sua dipendenza! Per modificare o implementare nuovi processi si dovrà sempre richiedere una consulenza Sap… una volta passato al lato oscuro è impossibile tornare indietro!

BREVE RISPOSTA DI GABRIELE LEVY
SAP è un mostro, su questo sono tutti d’accordo.
Comunque è il mostro gestionale più grande del mondo.
E quindi bisogna dedicargli attenzione, visto che il tema crea lavoro.
Ho fondato una comunità di consulenti indipendenti di SAP in lingua italiana, che si trova qui:
http://www.neurona.it/independent-SAP-consultants.html
Ad oggi ci sono 191 membri.
Lì ti puoi iscrivere gratis, scrivere i tuoi pensieri sul forum ecc.
Ti ho creato una cartella dal titolo “Esperienze negative con SAP”, tutta per te:
http://www.neurona.it/index.php/memento.foro_comunidad/idBo.321/idCat.1261___

La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Fabrizio Gifuni. Il rapporto di Gadda con la critica letteraria italiana.



Monday
Jul 16,2007

DI SIMONE ONOFRI

Oggi a Roma tutte le auto sono in vendita con tanto di cartelli rossi, blu, gialli e verdi con grandi scritte “Euro 1200″. Tutti vogliono comprare la nuova FIAT 500? Ovviamente non è così. E’ in atto una campagna pubblicitaria, di eBay Motori, lanciata a pochi giorni dalla commercializione del nuovo modello FIAT 500. E’ un caso? Probabilmente no, sul sito un partner FIAT-eBay ha messo all’asta alcune FIAT 500 nuove di zecca ma leggendo bene… Comunque i volantini sono ben pensati, li vedremo più in dettaglio, ma una perplessità viene in mente ai web marketer. La pubblicità Off-line, di solito, non funziona per il Web. In ogni caso è interessante che si siano interessati anche degli utenti della rete.

Come mai una mossa così? Cosa penseresti se trovassi la tua macchina con scritto “Vendesi”? Inoltre le aste delle 500 hanno qualcosa di particolare…

I COMPLIMENTI
Guardando i volantini sulle macchine sono subito stato incuriosito e avvicinandomi ho capito il trucco, vedendo poi tanti colori non ho esitato a raccoglierli tutti per controllarli meglio, è la prima volta che vedo eBay fare una pubblicità off-line e la curiosità ha preso il sopravvento. I volantini sono ben fatti, su cartoncino abbastanza rigido (dunque un costo non indifferente – poveri alberi) delle dimensioni di un foglio A4.

I VOLANTINI
Quattro le varianti con rispettivi colori e un motto differente. I colori, oltre ad attirare l’attenzione senza problemi, sono gli stessi del marchio eBay (la parola eBay con lettere colorate rispettivamente di rosso, blu, giallo e verde). Un “Vendesi” bianco su un riguardo nero (con i bordi arrotondati – il Web 2.0 approda sulla carta stampata) occupa quasi la metà del foglio in orizzontale. Sotto il motto principale “La trovi su eBay Motori!” differente solo nella versione rossa che riporta “Euro 1200″. Con un corpo più piccolo un ulteriore frase a effetto che ci fa pensare alla vastità del catalogo – “tra oltre 40.000 auto in vendita” (blu e verde), a quanto il sito sia già frequentato e ottimo per vendere o comprare – “Solo su eBay Motori si vende un’auto ogni 20 minuti” (giallo e rosso). La versione rossa ha un ulteriore testo “Solo su eBay Motori trovi un affare così”, come a consolarci che quell’auto – effettivamente – non sia in vendita a quel prezzo e ci consiglia dove trovarla. Per finire il logo stesso di eBay Motori con il relativo indirizzo. Ultimo elemento, molto piccolo ma degno di nota, una frase che ci dice di buttare – sapendo gia la fine che gli spetta – questo volantino nel cestino e non lasciarlo a terra, allora perchè spender tanto per quella carta così pesante?

SOTTO IL “MOTORE” PUBBLICITARIO
E’ interessante una pubblicità del genere, simile alla mania di un certo periodo di fare volantini con dei Fac-simile della banconote, comunque innovativa. Se lo troviamo sulla nostra macchina attira sicuramente la nostra attenzione: ci fa infatti pensare inconsciamente che la nostra macchina sia in vendita e “chi l’ha messa in vendita?” e dunque “e se lo facessi veramente?“. Oppure cominciamo a valutare effettivamente – il classico effetto che abbiamo al supermercato – tutte le macchine con tali cartelli.

E LA FIAT 500 COSA C’ENTRA?
Da notare la concomitanza del lancio della FIAT 500 con questa campagna (ovviamente non è l’unica per la FIAT, anche sequella sui giornali è – giustamente – contestata). Su eBay motori infatti, tramite un partner FIAT-eBay sono presenti alcuni esemplari della nuova nata FIAT e anche un’ asta. Sarà un caso? Nonostante la partnership le aste sembrano avere qualche cosa di anomalo, andiamo a vedere nel dettagio: “SE TI AGGIUDICHI L’ASTA POTRAI SCEGLIERE DI ACQUISTARE LA TUA NUOVA 500 CON LA FORMULA COLAFIVE!”, dunque possiamo ache aggiudicarcela per qualche spicciolo e poi avere il finanziamento? Ma allora andiamo a prenderla in concessionario! Questa non sembra l’unica sorpresa e gli scetticismi sulla FIAT 500 non sono da meno, sapevate che è fatta in Polonia?

MA LA PUBBLICITA’ E’ OFFLINE…
Dunque complimenti e riflessoni, ma un’ulteriore questione fa riflettere. Recenti studi dimostrano che la pubblicità Off-line non è molto efficace per prodotti o servizi On-line in quanto, oltre alla difficoltà di tracciare il tutto (per risolvere questo solitamente si utilizzano degli indirizzi web specifici della campagna) è richiesto all’utente non un semplice click, come sulle pubblicità On-line, ma svariate operazioni quali appuntarsi l’indirizzo, andare al proprio computer, collegarsi a internet (anche se con l’avvento della banda larga oramai si è sempre connessi), recuperare l’indirizzo del sito e digitarlo. Dunque un utente potrebbe dimenticarsi l’indirizzo o semplicemente avere troppo da fare. Allora perchè usare questo metodo? Funzionerà?

Secondo voi sta funzionando questa campagna? Volete la nuova 500 da eBay Motori? (ma non al vostro prezzo, al loro?). Avete trovato sulla vostra macchina in Vendesi? Cosa avete pensato?

Immagine del post

RISPOSTA DI ENRICO GIUBERTONI

E’ interessante osservare nell’evento di lancio di un’auto che si includa la possibilità di venderla avvalendosi di Ebay. E’ interessante soprattutto quando la creazione di questa auto è stata influenzata in modo determinante dal contributo della propria webCommunity nata e sviluppatasi intorno al sito www.fiat500.com (cfr. oneweb20.it).

Certamente tra Fiat 500 e Iphone ci sono moltissimi punti di contatto – sottolineati tra l’altro dall’A.D. Marchionne – pur essendo i prodotti completamente diversi:

* Entrambi sono prodotti dirompenti e di cambiamento
* Entrambi utilizzano soluzioni avanzatissime che precorrono i tempi.
* Entrambi nascono nel 2007, anno della legittimazione e imposizione dei modelli del web 2.0.
* Sia Fiat 500, sia Iphone sono legati nel loro esistere al web 2.0, trattandosi di prodotti di nuova generazione, il cui DNA è pervaso dai partecipative media.

Entrambi i prodotti hanno avuto un evento ufficiale di presentazione. Ma mentre per Iphone si è creata una campagna adHoc studiata per il web, per quanto riguarda Fiat si sente il distacco ancora netto tra due modelli di marketing: quello on line e quello tradizionale dell’auto.

Fiat 500 è un prodotto innovativo e legato al Web 2.0. Credo però che l’evento di lancio abbia seguito logiche distaccate dal DNA di Fiat 500 e ancora legate al mondo dell’automobile tradizionale e dei mass media. Per questa ragione penso sia da ricercare anche in questa causa la ragione di alcune critiche da parte della Blogosfera. (cfr. Blogosfere).

Forse una maggiore integrazione del lancio di Fiat 500 con i media on line – come, ad esempio, una maggiore presenza su Second Life del gruppo, attualmente deficitaria se paragonata a Mazda (che ha lanciato su SL la Concept Car Hazake) o Renault (che il 31 maggio ha fatto provare la nuova Twingo su SL) – avrebbe spiegato e connotato in modo più preciso il Brand di Fiat 500.

… queste naturalmente sono le mie idee: e le vostre (anche critiche)?

___

La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Geolocalizzazione: come Google Places dà visibilità a esercizi pubblici, negozi e imprese.



Friday
Jul 13,2007

DI AGHOST

Quando uscì UMTS ci dissero che era la rivoluzione: sarete sempre connessi ovunque ad alta velocità, promettevano i gestori. Poi si scoprì che le cose erano un bel po’ diverse: intanto la copertura era pessima, praticamente solo nelle grandi città. Ma la cosa peggiore erano i costi esagerati.
Cosicché navigare col cellulare oggi è piuttosto proibitivo e soprattutto zeppo di insidie. Le tariffe sono come sempre a dir poco cervellotiche: a consumo, a fasce orarie, con bonus o senza e col solito miliardo di opzioni quasi incomprensibili. Capirci qualcosa è un’impresa.

Proviamo a fare due conti prendendo ad esempio uno tra i gestori che ha la copertura maggiore, cioè TIM. Attenzione dunque ai costi: con il piano tariffario Web Facile Recharge si pagano 20 euro al mese per 500 MB, ovvero €0,040 per 1 MB. Se si rinnova entro il mese, si hanno 500 MB di bonus , cioè 1000 complessivi, quindi il costo si dimezza diventando € 0,020 per MB.

Ma ecco la brutta sorpresa in agguato: se per disgrazia si sfora il bonus, e questo accade non di rado perché TIM si guarda bene dall avvisare il cliente, il costo balza a ben 6 euro a MB!

Immagine del post

Significa che 1 MB di dati può costare da € 0,020 a 6 euro (sei!). Come si giustifica, se si giustifica, uno sbalzo simile? Nessuno lo sa, dietro ci sono strategie commerciali imperscrutabili e l’unica cosa certa è che i gestori ci marciano, imponendo prezzi che sono ben più alti del dovuto.

Il risultato è che la rivoluzione dell’internet mobile è un pantano in cui sguazzano i soliti coccodrilli, pronti ad azzannare l’incauta preda.

http://www.aghost.wordpress.com/

RISPOSTA DI DIEGO LA MONICA

Sono parzialmente d’accordo con te.

Ormai siamo nell’era della “banda-larga” (o come dice il popolo del nuovo continent “broad-band”) e comunque non tutta la penisola è coperta da xDSL.

Tutto ciò ovviamente per i gestori di fonia mobile è una manna, perchè riescono ad offrire una serie di servizi a caro prezzo (talvolta più caro anche di un ADSL). Ma allo stesso tempo potrebbero essere anche molto vantagiosi se si prova a seguire l’acquisto giusto.

Per fare qualche esempio:
- Tim offre 500 Mb a 20 euro con la Maxi Tim Web Facile Recharge con la quale puoi navigare a qualsiasi ora del giorno e della notte senza limiti (Se non il traffico) e con un bonus se ricarichi entro 30gg di altri 500Mb
- Sempre Tim offre 500 Mb a 25 euro con Maxi Tim Web Facile Time con la quale puoi navigare in determinate fasce orarie.
- Vodafone offre 100 ore mese
- Wind ha altre offerte
- Tre offre due servizi: uno per l’utenza domestica con 5Gb mese ed una per l’utenza business con 5Gb settimanali con vincolo per entrambe all’adesione per almeno 24mesi all’offerta.

Per esempio, personalmente, uso l’offerta della H3G Tre dati business. La trovo comoda ed ho una connettività HSPDA (3.6Mbit quasi un ADSL) e ci vado alla grande! :)

Quindi credo che basti guardardarsi un po’ attorno per avere la tariffa che maggiormente ci soddisfa.___

La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Il tempio greco: caratteristiche e struttura.



Saturday
Jul 7,2007

del nostro lettore DIONIGI FACCENDA

1. Le aziende non tecnologiche hanno sicuramente molte esigenze di servizi e sistemi informativi avanzati ma non vogliono assolutamente investire nell’IT e nelle Telecomunicazioni (di seguito ICT) nemmeno a fronte di un chiaro risparmio dei costi contro modesti investimenti;

2. Viceversa, le aziende del ramo ICT devono investire in Ricerca e Sviluppo per sopravvivere agli sviluppi continui del mercato, ma siccome non ci sono sufficienti investimenti del mercato stesso, si trovano a dover effettuare inevitabili tagli di costi che tipicamente partono dal personale ed arrivano alla comunicazione;

3. Chi invece usufruisce della nuova tecnologia e sta dietro allo sviluppo, è l’utente finale, il quale tipicamente però non è disposto a spendere ma è diventato molto esigente da un punto di vista tecnologico;

Ma la domanda che io mi pongo da diverso tempo è: chi ci guadagna? Chi ci sta dietro? So bene che pongo una domanda banale ma credetemi: ancora non trovo risposta, nemmeno dai più autorevoli interlocutori del mondo ICT, economico ed industriale.

Poiché, se da una parte le aziende non ICT devono innovare ed innovarsi senza voler spendere, le società ICT devono necessariamente investire per non perdere il passo con il mercato ed i famosi ROI (Ritorni sull’ Investimento) sono ridicoli e quasi irraggiungibili, questo perchè il fatturato per utente tende drasticamente a diminuire;

Ed ecco il grande enigma: la tecnologia avanza a tempi di record ma le aziende ICT ce la faranno a sostenersi ed a rimanere competitive in un mercato tecnologicamente molto avanzato ma molto riluttante nell’investire?

Dato che le aziende siamo noi, non è forse possibile che siamo noi (generazione 2.0), portandoci la cultura consumer in azienda, a sminuire gli investimenti necessari allo sviluppo della società stessa che poi deve stare nel mercato per poterci pagare il mutuo?

Immagine del post

RISPOSTA DI NECOSI

1. Dove sono i dati che dimostrano che “le aziende non tecnologiche hanno sicuramente molte esigenze di servizi e sistemi informativi avanzati”?

Dal mio punto di vista le aziende (che si differenziano tra grandi e piccole), se non lavorano nel campo tecnologico (esempio un’azienda che produce carta) non hanno assolutamente bisogno di servizi e sistemi informativi avanzati.

2. Concordo con te quando dici “Le aziende del ramo ICT devono investire in Ricerca e Sviluppo per sopravvivere agli sviluppi continui del mercato”, ma purtroppo non concordo quando dici che “non ci sono sufficienti investimenti del mercato stesso” e che quindi “si trovano a dover effettuare inevitabili tagli di costi che tipicamente partono dal personale ed arrivano alla comunicazione”. Quando gli investimenti si possono considerare sufficienti? Se è necessario fare ricerca e sviluppo, come puoi tagliare personale? Al massimo aumenta la richiesta di personale specializzato a discapito di personale meno qualificato. Ciò credo sia una diretta conseguenza però della teoria evolutiva di Darwin.

3. L’utente finale è sempre al centro di ogni processo di produzione. Si lavora per fornire un servizio o vendere un prodotto ad un utente/cliente finale. Essere disposti a spendere non è sempre una scelta, ma spesso è una condizione di un individuo. La possibilità economica varia da persona a persona. Non tutti hanno la possibilità di spendere migliaia di euro per restare al passo con la tecnologia, e spesso, devo essere sincero, non è neanche necessario. Chiaramente l’utente, ma non solo quello informatico, esige il miglior prodotto a parità di prezzo. Una tecnologia è spesso rappresentata da strumenti ben precisi con un funzionamento ben preciso. Spesso le aziende non sono pronte a soddisfare le richieste degli utenti. Ciò evidenzia la grande presa di coscienza degli individui, che personalmente reputo un ottimo punto a favore dell’intera società culturale. Porto ad esempio il bisogno di computer laptop privi di sistemi operativi. Per quanto Dell ci stia provando, sono evidenti gli ostacoli economici contro i quali si sta confrontando. Un’azienda che abbia voglia di affermarsi, ad esempio, potrebbe entrare sul mercato con prezzi competitivi, vendendo hardware privo di software preinstallato ad esempio.

le società YouTube, Skype, SecondLife non impongono il modello 2.0, ma lo presentano alla propria utenza, che decide se sposare la piattaforma offerta o meno. Non si può imporre un modello 2.0 proprio perchè esso dipende da altri, e non dall’azienda, e quindi se la community non si forma, e non evolve, la piattaforma di conseguenza muore.

Chi ci guadagna?

Un po tutti. Grazie a YouTube puoi pubblicare il tuo video senza preoccuparti di spazio e banda. Grazie ai suoi utenti/produttori YouTube guadagna con il servizio pubblicitario e altre forte di guadagno. Fortunatamente YouTube ha deciso di dividere i guadagni con i suoi utenti/produttori. Questo, per quanto sia quasi passato inosservato, rappresenta una svolta epocale per il MetaMondo( http://geekplace.org/index.php?m=news&id=2&titolo=Il_MetaMondo ).

Chi ci sta dietro?

Ci sono gli utenti, e ci sono le aziende, che creano piattaforme che mettono in comunicazione gli utenti fra di loro. Non mi sembra comunque ne un mistero ne una grande scoperta. I forum ad esempio, anche se in piccolo ed in modo non molto specifico, hanno sempre funzionato su un modello 2.0, eppure di tale fenomeno non se ne parlava nei termini in cui se ne parla oggi. Oggi è stato molto più amplificato questo aspetto, ma in realtà esiste da sempre e ciò è una caratteristica intrinseca di Internet. E’ solo successo che gli utenti hanno preso coscienza.___

La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Da disegno industriale ad Arte: la situazione del design in Italia.



Thursday
Jul 5,2007

DI JOHN MADERO

Novità in vista sul fronte Google AdSense: dopo 4 mesi di test riservato ad alcuni eletti, con il cosiddetto sistema “Referrals 2.0”, da oggi il celebre programma di inserzioni di Google potrà essere utilizzato per pubblicare sul proprio sito specifici annunci, scelti precedentemente dal webmaster in base alla categoria e il target d’utenza.

Ma le sorprese non finiscono qui: dopo poco più di un mese dalla fatidica acquisizione (1 giugno, almeno 100 millioni di dollari), Google ha deciso di fornire gratuitamente i servizi PRO della controlla FeedBurner, leader nella gestione e analisi statistica dei feed RSS.

FeedBurner fino all’altro ieri, oltre alla versione base gratuita, offriva un servizio PRO a pagamento che permetteva di accedere a delle statistiche RSS e podcast più avanzate, con in primis la possibilità di tracciare i click degli utenti su ogni singolo contenuto.

Allo stesso modo pagando potevate accedere al servizio MyBrand, che eliminava il vincolo di avere il nome FeedBurner nell’url del feed RSS (http://feeds.feedburner.com/ShannonBlog sarebbe stato ad esempio feed.shannon.it ).

Adesso, grazie a questa azione di carità da parte dei benefattori di Mountain View, potete accedere ad entrambi i servizi gratuitamente.

Ma la spesa di inizio estate non è conclusa: negli scorsi giorni Google ha concluso con 50ml $ le trattative per l’acquisizione di GrandCentral, famosa per il suo servizio sponsorizzato come “One number… for life!”. A cosa serve? A collegare tutti i vari numeri di telefono fissi, mobili e fax permettendo così al cliente di essere reperibile ad un solo numero dovunque egli sia.

Che dire? Le ferie in Google sicuramente non le fanno in questo periodo….

Immagine del post

RISPOSTA DI MARCO VERGARI ( marco@xray.it )

Diamine! Innanzitutto biasimo la redazione di Shannon.it per avermi chiesto di rispondere a questo articolo… come diavolo faccio ad esprimere un’opinione diversa quando si tratta di fatti di cronaca?

Dirò semplicemente la mia. Sono molto soddisfatto delle novità di AdSense perchè penso che possano offrire nuovi orizzonti interessanti e più lucrosi, finalmente anche per noi piccoli webmaster.

Per quanto riguarda GrandCentral, come hanno già detto molti in rete, sento puzza (anzi, “odore”, visto che non è niente di negativo) di integrazione con applicativi come Google Talk oppure, già più intrigante, qualche nuovo software per l’Iphone di Apple.

FeedBurner? Non ho parole: pura operazione di marketing per fare la figura dei “salvatori” che prima pagano e poi rendono gratuito. Google è buono? Ormai non ci caschiamo!___

La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Privacy sui social network: Facebook ti conosce meglio di tua madre?.



Sunday
Jul 1,2007

DI ENRICO GIUBERTONI

Inauguriamo le videointerviste del blog sperimentale Shannon.it con una intervista altrettanto sperimentale a David Orban sulle forme di organizzazione politica che si instaurano su Second Life. Abbiamo incontrato David Orban al convegno Frontiers of Interaction III che si è tenuto a Milano il 28 giugno 2007.

David Orban – Ceo di Questar – è ricercatore e studioso dei mondi on line e in particolare di Second Life. Su Second Life ha fondato ed è istigatore dell’Isola di Vulcano, isola dedicata alla sperimentazione delle potenzialità offerte da Second Life che è diventata comunità on line dotata di regole interne e di forme avanzate di autoregolamentazione politica.

La tesi di David Orban nel suo intervento a Frontiers of Interaction III e approfondita per noi su Shannon.it, è che i modelli di organizzazione politica partecipativi e democratici sperimentati su Vulcano e su altre isole di Second Life possano essere sperimentati e applicati anche nel mondo fisico.

Il lavoro di Orban – suggestivo e ricco di spunti – sembra riscoprire la concezione dell’uomo universale – “[...]concezione culturale già presente nella tradizione greco-romana e giudaico-cristiana e ricomparsa nella storia europea tardo medievale con la nascita della corrente filosofica dell’Umanesimo, – che mette al centro il sapere come potere, ovvero del sapere che può diventare strumento di trasformazione della realtà[..]“(cfr. Wikipedia)

Riferimenti

Isola di Vulcano – con Teleport

Convegno Frontiers of Interaction III

Blog di David Orban

Def. Wikipedia – Uomo universale

Immagine del post

Abbiamo scelto di affidare la risposta a questo articolo ad un cittadino di Second Life, Siddharta Masala perché riteniamo maggiormente stimolante e sperimentale un parere di un abitante di SL.

RISPOSTA DI SIDDHARTA MASALA
Certamente la tesi di David Orban è estremamente ardita e innovativa e apre nuovi scenari. Il successo dei lavori di Vulcano di cui Orban è un po’ mentore, è certamente incoraggiante. Io condivido e mi sento molto vicino alle tesi di Orban, ma visto che mi viene richiesto di fare il contro relatore, accetto la sfida giocando a fare l’ avvocato del diavolo.

Orban sostiene che i mondi on line – proprio perché recuperano tradizioni epistolari antiche e aggiungo io, recuperano le forme di interazione delle antiche “comunità presenti nell’umanesimo e nel rinascimento – hanno molto da (re)insegnare alla politica del XXI secolo. Certamente questa ipotesi è condivisibile.

Va però aggiunto che Second Life ha grande vantaggio rispetto al mondo reale: non mancano le risorse scarse: i cittadini di SL non hanno il problema di procacciarsi il cibo e i vestiti che si procacciano servono per un piacere edonistico, non per un riparo dal freddo. Non esistono su SL risorse scarse per cui combattere.

Sarebbe interessante introdurrre negli incontri su Vulcano queste tematiche e il dibattito che ne nascerà. Di sicuro un sincero ringraziamento va a David e al gruppo di Vulcano per il lavoro svolto e i risultati ottenuti.

___

La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Firefox, Linux, OpenOffice: ecco perché usare software opensource.



Friday
Jun 29,2007

DI ZENONE SORRE POLONO

C’è chi mette le tende davanti al nuovo Apple Store
in 5th Avenue per essere sicuro di accaparrarsene un esemplare, chi specula al Nasdaq convinto che il nuovo prodotto possa innescare un altro costante trend positivo (come era successo 6 anni fa con l’iPod), chi si improvvisa analista per poter proporre le sue previsioni.

La febbre da gadget tecnologico non è certo una novità (pensate ai lanci di PlayStation 2 e 3 in Giappone) ma questa brezza di imminente rivoluzione è davvero qualcosa di mai visto.

E certo Jobs a gennaio ci ha messo del suo quando, con la solita tenuta casual jeans-based, ha detto senza troppi giri di parole “Avete presente le due rivoluzioni che ho innescato con Macintosh e iPod? Ecco, l’iPhone sarà la stessa cosa…
La cosa fastidiosa è che, visti i precedenti miracoli, non possiamo neanche accusarlo di arroganza per questa pre-annunciata “rivoluzione a comando” (l’on-demand è di moda…).
Steve Jobs ha dichiarato di voler vendere 10 milioni di iPhone entro la fine dell’anno ma le reazioni di molti analisti sono state tutt’altro che positive.

L’opinione comune di chi critica è “Jobs ha sbagliato i conti: nonostante l’inevitabile successo, l’iPhone resta uno smartphone da 600 dollari, e cioè un prodotto di nicchia”.
Ma la risposta è arrivata senza farsi attendere: non era la stessa cosa nel post-11/9, quando la Apple aveva lanciato un oggetto molto costoso (550$) per ascoltare musica chiamato Ipod?

Etichettiamo con disprezzo come “americano” l’accampamento davanti all’Apple Store “Cube” a New York, ma anche noi del Bel Paese dovremmo darci una regolata: avete letto nell’ultima settimana su un quotidiano un articolo che non riguardasse Veltroni o l’iPhone?

Sembra quasi una battaglia mediatica tra Partito Democratico ed Apple…

Immagine del post


RISPOSTA DI MADERO

Che la Apple avrebbe lanciato un cellulare lo si vociferava, che avrebbe avuto le caratteristiche di uno smartphone anche (come avrebbe fatto Jobs a lanciare un iPhone senza internet e musica?!?), che avrebbe avuto un bel design anche (Cupertino non può trascurare l’estetica); quello che non sapevamo erano semplicemente i dettagli tecnici (numero e funzione dei sensori ad esempio).

Anche se ci illudiamo di essere consumatori arbitri del successo di un prodotto, questa suspance, attenzione e attesa per l’iPhone è una buffonata clamorosa.E’ inutile meravigliarsi. La verità è che stiamo assistendo ad un copione scritto già da almeno un anno e mezzo.
Per quanto riguarda l’annuncio del prodotto, non si è trattato di una trovata di Jobs: era suo dovere lanciare l’iPhone perchè quello era ciò che il mercato e soprattutto i suoi investitori si aspettavano.

Se a gennaio Jobs non avesse fatto il grande annuncio, il titolo Apple il giorno dopo avrebbe perso anche più di un punto percentuale, per questo l’iPhone è stato presentato così prematuramente e così tanto tempo prima dell’uscita nei negozi: per non deludere le aspettative degli investitori Nasdaq.

Non si tratta di deliri: già dopo il MacWorld Expo di settembre scorso, la mancata presentazione dell’iPhone aveva provocato un certo malcontento (pensate alla diffusa opinione “non possiamo campare di Ipod a vita”).

Cosa succederà dopo il lancio nei negozi è anche questo noto: ci saranno delle critiche per dei difetti hardware, la blogsfera dedicherà all’argomento ampissimi spazi, ma alla fine il caro Steve venderà i suoi 10 milioni di iPhone e si potrà comprare un paio di jeans nuovi.

E’ inevitabile…___

La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Trend della programmazione web: AJAX, API e widget.



Monday
Jun 25,2007

DI JOHN MADERO

Aveva appena fatto scoppiare un putiferio il mese scorso cercando (con esito per ora negativo) di comprare il Wall Street Journal insieme all’intero gruppo editoriale Dow Jones per 5 miliardi di dollari quando, non contento dei suoi 2.65 miliardi di dollari di guadagno netto annui, ha deciso di allungare gli occhi sul colosso in crisi Yahoo.
Per chi si fosse perso gli ultimi acquisti del sabato pomeriggio, il gruppo di Murdoch News Corp. sembra proprio essere proprietario di 20th Century Fox, Fox Studios, Fox Tv, National Geographic, DirecTV (una televisione satellitare americana con 15 milioni di abbonati), Sky Tv, The Weekly Standard, Daily Telegraph, The Sunday Times, The Sun, The Times, il New York Post (!!) e il network emblema dell’internet sociale MySpace; se non avete la pressione già alta, trovate su Newscorp.com la lista completa.

Yahoo è ormai dichiaratamente in crisi e la sua impotenza davanti allo strapotere di Google è stata ammessa platealmente all’assemblea degli azionisti del 13 giugno 2007 quando il CEO Terry Semel è stato allontanato non troppo cortesemente.
Il fiume di MySpace è in piena come mai lo è stato. Secondo HitWise, MySpace (acquistata da Murdoch nel luglio 2005) servirebbe ben l’80% degli utilizzatori di social network.

Ed ora veniamo al sodo (che qui trovate descritto da qualcuno che sa anche scrivere): sembra che Murdoch il 20 giugno abbia proposto di cedere MySpace al board di Yahoo in cambio del 30% delle sue azioni.
Per Yahoo sarebbe un gran colpo ritrovarsi all’improvviso in mano il giocattolo dalle infinite uova d’oro MySpace (che persino Google invidia), mentre invece Murdoch, a cui il senso degli affari non sembra mancare, potrebbe entrare nell’executive-board di Yahoo, attuare una strategia di rilancio e, in caso di successo, guadagnare altre palate di soldi (utili per tentare qualche altra scalatina).

Immagine del post

Il dato allucinante in realtà è un altro: Murdoch ha comprato MySpace nel 2005 per 580 milioni di dollari e, dato che il 30% di Yahoo vale qualcosa come 11 milardi di dollari, complessivamente l’investimento del magnate australiano avrebbe fruttato quasi 10.5 milardi di dollari.

Ragazzi attenti: acqua in bocca e profilo basso, altrimenti arriva l’aquila e vi compra…

Immagine del post

___

La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Georiferire foto digitali con Google Earth.



Friday
Jun 22,2007

DI ENRICO GIUBERTONI
Martedì 19 e mercoledì 20 giugno si sono tenuti a Milano presso Palazzo Affari ai Giureconsulti i convegni EBA FOrum – everything But Advertising Forum e NETCOMM – The Italian Ecommerce Forum. EBA Forum è l’evento WIRELESS dedicato ai responsabili marketing che vogliono ottimizzare le proprie strategie di comunicazione approfondendo la conoscenza dei media interattivi. NETCOMM, The Italian Ecommerce Forum - in Co-location con l’EBA Forum – è l’evento di presentazione della ricerca sull’e-commerce BtoC 2007 realizzata da Netcomm e la School of Management del Politecnico di Milano.

Ho assistito sia alle sessioni di EBA Forum sia a quelle di NETCOMM e ho trovato estremamente interessanti e strategici i risultati e le riflessioni emerse. Il dato rilevante è lo spostamento dell’attenzione da parte del Marketing e della Comunicazione italiani verso i fenomeni dei Blog, dei Video Blog e degli embedded media: l’esplosione dei contenuti generati dagli utenti attraverso questi nuovi strumenti sta cambiando radicalmente le regole fondamentali del mondo dei media tradizionali. Come conseguenza emergono nuovi modelli e casi di successo di marketing e di comunicazione che sempre più mettono in discussione i paradigmi esistenti.

Si è finalmente ribaltato un concetto di webmarketing ereditato dalla prima ondata di internet: il sito web non è più concepito come un punto chiave e focale di attenzione verso il quale le risorse dovevano convergere. Al contrario, il sito web diventa un punto di aggregazione in collegamento dinamico con le altre risorse.
Alberto Cottica – musicista (fondatore dei Modena City Ramblers), esperto di scienze sociali e blogger – nel suo intervento ha messo in evidenza il cambiamento dell’ontologia del marketing dato dal web 2.0. Non funziona più il concetto di pubblicità come banner da cliccare, ma la pubblicità si sta evolvendo verso forme di PR Recommendation: si è preso infatti atto che gli utenti sono più complessi delle profilazioni e soprattutto mutano continuamente. Alberto Cottica nel suo intervento ha tuttavia messo in evidenza come l’Italia sia ancora in ritardo e in controtendenza rispetto agli altri Partner Europei, per la presenza ancora importante di una comunicazione ancora generalista e ancorata ai criteri della società di massa sia in televisione sia in radio.

Interessantissimo l’intervento di David Orban su Second Life. David Orban – CEO di Questar, blogger e “istigatore” della comunità Vulcano su Second Life – nel suo intervento ha messo in evidenza il ruolo di Second Life come piattaforma di comunicazione emergente. Second Life è un mondo on line estremamente creativo che coinvolge comunità di persone nella possibilità sia di interagire tra loro, sia di creare e scambiare oggetti. Second Life è figlia della definizione data dal Cluetrain Manifesto I mercati sono essenzialmente conversazioni: il valore aggiunto dato da Second Life al paradigma del Cluetrain Manifesto consiste nel fatto che – oltre alle tradizionali forme di interazione e comunicazione – entra entra come novità la possibilità di costruire e scambiare oggetti in un mondo on line. Questo nuovo elemento – la costruzione e l’interazione finalizzata allo scambio di oggetti – determina una riflessione da parte del Marketing e della comunicazione su come agire ed esistere nei mondi on line (cfr. intervista a David Orban su Second Life all’EBA Forum 2007! fonte blog iab.blogosfere.it).

Immagine del post

I dati emersi dall’EBA Forum hanno trovato riscontro nell’analisi dello stato dell’E-Commerce presentata nella relazione del Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano.Roberto Liscia – Presidente del Consorzio NETCOMM – ha aperto i lavori mettendo in evidenza la legge universale che correla investimento tecnologico al Prodotto Interno Lordo e dichiarando in questo senso che l’E-Commerce è sviluppo nazionale.

L’Italia è tuttavia eccessivamente ancorata ad un mondo di produzione tipico della società di massa e ancora emergono dei limiti quando ci si avvicina ad una produzione o scambio di oggetti (reali e virtuali) tramite la rete.
L’E-Commerce Italiano nel 2007 ha avuto un tasso di crescita globale del 30% rispetto all’anno precedente, con un aumento netto dell’ordine medio dei prodotti. Alcuni settori come l’abbigliamento hanno avuto una impennata del 40% rispetto all’anno precedente.
Nonostante questi dati estremamente positivi e incoraggianti di uno sviluppo vorticoso, emerge dal convegno quanto lo sviluppo del 2007 non riesca da solo a risolvere il problema della penetrazione dell’E-Commerce Italiano: i tassi di crescita sono infatti insufficienti per raggiungere la media Europea e – pur avendo un tasso di crescita molto più alto rispetto ai nostri partner europei – abbiamo volumi di vendita nettamente inferiori così come la concentrazione delle vendite che è legata a pochi player.
Durante il convegno è emerso che – oltre alla mancanza di fiducia da parte degli aspiranti clienti nei confronti dell’E-Commerce italiano, eguale disinteresse sia dimostrato dalle aziende che sono ancora troppo legate a sistemi di vendita tipici della società di massa e sono ancora ambivalenti nell’utilizzare i media interattivi.

Emerge dai due convegni l’esigenza di creare delle ricette per favorire l’accesso ad internet e all’E-Commerce di interi segmenti della popolazione italiana che attualmente si sentono esclusi.
Per quanto riguarda l’E-Commerce, è necessario sfatare la superstizione che la carta di credito on line sia pericolosa, e nel contempo migliorare le infrastrutture (come ad esempio l’eliminazione dell’obbligo fiscale di inserire il codice fiscale durante l’acquisto) e dimostrare quanto sia conveniente l’acquisto on line.

EBA FORUM e NETCOMM hanno messo in evidenza come il metodo di produzione di massa è ormai sorpassato dai sistemi di interazione offerti dalla rete. Sono emersi durante i convegni diversi esempi positivi e anche i partecipanti – coinvolti durante le tavole rotonde – hanno segnalato esperienze e casi emblematici.
Durante uno dei molti spazi aperti agli interventi, anche noi di Shannon.it abbiamo portato la nostra esperienza di Blog al contrario. A giudicare dal feedback sul blog di David Orban direi che Shannon ha suscitato interesse: “[...] Dal pubblico un nuovo intervento che conferma come stia cambiando il marketing e la comunicazione e racconta l’esperienza di Shannon.it che raccoglie i contributi dei lettori del blog. AS commenta come possono essere utili questi esperimenti anche il punto di vista didattico” (fonte: David Orban’s Blog)

Riferimenti

http://www.ebaforum.it/

http://www.netcomm.it

http://iab.blogosfere.it/tag/eba%20forum

http://www.osservatori.dig.polimi.it/

http://www.davidorban.com/blogit/2007/06/intervista_su_second_life_di_b.html___

La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Amministrazione digitale e semplificazione dello Stato spiegate agli internauti.



Tuesday
Jun 19,2007

DI LORENZO PERONE

Prologo
Da poco tempo la Garmin ha rilasciato le specifiche relative al formato di comunicazione proprietario GSP-computer (Garmin Proprietary Sentences Specification e Garmin Simple Text Output Format) e un SDK per sviluppare applicazioni che comunichino con i propri prodotti (Garmin Device Interface SDK). E’ una bella novità per chi come me, ha voglia di sperimentare e prima doveva giovarsi del paziente e lungo lavoro di reverse engineering di alcuni audaci per fare, ad esempio, un po’ di correzioni differenziali dei dati rilevati da un Etrex.
Mi era venuta voglia di scrivere un articolo su questa interessante possibilità, quando googlando mi sono imbattuto in http://www.motionbased.com. E ho deciso di parlare di questo.

Se questo non è WEB 2.0 mi mangio il cappello
Se WEB 2.0 è “… una serie di siti web con interfaccia, facilità e velocità d’uso tali da renderli simili alle applicazioni tradizionali che gli utenti sono abituati a installare nei propri personal computer.” (http:// it.wikipedia.org) http://www.motionbased.com lo è decisamente.
Questo articolo potrebbe essere la prosecuzione ideale di “Con Google Earth ho scoperto la geografia” ma forse, se escludiamo il 3D, qui andiamo oltre. Oltre perche il WEB 2.0 è, a mio modesto parere, maggiormente incentrato sulla/e comunità, offrendo strumenti di “relazione” sempre più potenti e sofisticati.

Immagine del post

In questo caso la comunità di riferimento è piuttosto chiara, è composta da sportivi, con forte interesse per la tecnologia e risorse economiche adeguate. http://www.motionbased.com permette infatti una fruzione completa al costo di $11,95 al mese o di $95.40 all’anno. Non è decisamente poco, pensando che un’anno di iscrizione a Flickr costa $24,95.
Descrivere a chiare lettere cosa fa http://www.motionbased.com è arduo, aiuterebbe un po poter guardare il video di presentazione. Comunque tentiamo…
Fornisce un’interfaccia (lato client) che permette di fare l’upload dei dati memorizzati sul GPS direttamente sul server della Garmin. Da qui in poi inizia il divertimento.
Confrontare due percorsi, fatti in momenti diversi, analizzando in maniera visuale le velocità di percorrenza di ogni tratta, è veramente interessante. Grafici con velocità/pendenza/ritmo cardiaco, esportazione del percorso e link diretto a Google Earth e Google Maps non sono da meno.
Ecco un esempio di un “giretto”.

Immagine del post

Aggiungo: possibità di accedere ai percorsi di altri utenti, possibilità di “taggare” i percorsi (il sistema attribuisce automaticamente il riferimento a toponimi locali presenti nella sua banca dati geografica) e davvero tanto altro.
Che ne dite, è o non è WEB 2.0?___

La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Architettura Bizantina: il Foro, la Colonna di Arcadio e la Colonna di Costantino.



Aforismi ad aeternum

"Ratzinger ha invitato i giovani alla castità. Se funziona con loro proverà anche con i preti."
Daniele Luttazzi

"Ciò che ho sempre trovato di più bello, a teatro, è il lampadario."
Baudelaire

"Non so se Dio esiste. Ma se esiste, spero che abbia una buona scusa."
Woody Allen

"Dio è un commediante che recita per un pubblico troppo spaventato per ridere."
Voltaire


Technorati


MyBlogLog




Vuoi proporre un articolo?
articoli@shannon.it

Vuoi contattare lo staff?
staff@shannon.it

PARTECIPA ALLE DISCUSSIONI IN CORSO:

  • Le democrazie al banco di prova (2567)
    • Gaston Castle: I have read so many articles or reviews about the blogger lovers except this post is truly a nice article,keep it up.My blog official link
    • Leopoldo Spradling: Thanks for sharing your thoughts on %meta_keyword%. RegardsHere is my web-site … via
    • Lauri Geach: Hi there, after reading this amazing piece of writing i am also cheerful to share my knowledge here with friends.Stop by my blog post visit link
    • Brianne Heard: This is really attention-grabbing, You are an excessively skilled blogger. I’ve joined your rss feed and look ahead to in quest of more of your fantastic post. Also, I have shared your web...
    • Andy Petchy: Awesome issues here. I am very satisfied to look your post.Thanks a lot and I’m having a look forward to touch you.Will you kindly drop me a e-mail?my website :: home page
  • Oilproject presenta sei nuovi eventi gratuiti su Internet (802)
    • Victorina Pittmann: Sⲟme genuinely nice aand utіlitarian innfo on this ѡeb site, likewise I conceive the layout has ɡot excellent features.Feel fеe to surf to my site … Niki Weiser
    • Fredericka Affleck: I like this web site very much, Its a real nice bіllet tto read and obtain info.Also visit my web ѕite … utah buy 100 facebook photo likes cheap
    • Margherita Zylstra: Some reaⅼly nice and uѕefսl infо on thiѕ internet sіte, too I believe the patteгn has got ցreat features.Feel free to visit my website: bairnsdale buy 100 facebook likes cheap




CLAUDE SHANNON




Claude Shannon è uno dei più grandi teorici del secolo scorso. Gettò le basi per la progettazione dei circuiti digitali, scrisse una teoria dell'informazione ancora oggi ampiamente considerata, fondò la teoria matematica della crittografia e creò uno dei primi programmi scacchistici per computer.
Maggiori informazioni


Add to Technorati Favorites