Nota: questo articolo ci è stato spedito alle 16 circa dal nostro blogger in Cina Federico Moro. In Italia ancora non se ne è parlato. Aggiornamenti in arrivo
Dopo Thailandia e Marocco anche in Cina arriva la censura per YouTube. Il fatto è ieri, la notizia non ancora riportata dalla stampa ufficiale. Da un giorno e mezzo a Pechino infatti non si apre più il sito, non si riesce accedere nemmeno usando un server proxy e i video importati da YouTube sulle pagine di altri siti semplicemente non esistono più e al loro posto la pagina bianca lascia un cadaverico senso di vuoto.
Ovviamente si spera che sia una cosa temporanea; per chi è in cina da qualche anno il fenomeno non è nuovo, Bloggers ha avuto molti momenti bui, cosi’ come Wikipedia (tutt’ora inacessibile), Flickar (il sito si apre ma le immagini non si vedono) e perfino il motore di ricerca di Google di tanto in tanto presenta diverse anomalie alquanto sospette (la pagina del motore che si riaggiorna invece che darti i risultati della ricerca, i risultati della ricerca rimandano alla pagina principale o, meno originale, il server impiegando troppo tempo a rispondere e quindi il browser da errore).
Nulla di nuovo quindi, ma il fastidio e il danno restano e a quelli farci l’abitudine non è facile. Il dibattito sulla legittimità di censura e controllo non può essere per quanto mi riguarda liquidato dicendo la censura è cattiva e non va tollerata. Che la censura sia un errore fondamentale e che vada combattuta è fuori discussione, quello su cui invece bisogna riflettere con più precisione è sui vantaggi/svantaggi dell’atteggiamento tolleranza zero.
Il problema principale è quello di non considerare in primis le ragioni della censura: senza entrare in merito di giusto e sbagliato, le motivazioni di una azione di censura possono e devono essere spiegate e analizzate. Esistono alcune ragioni di base culturale, altre politico sociale (ad esempio il silenzio stampa è una forma di censura, ma accettata perchè ragionevole), in ogni caso bisogna partire da qui se si vuole trasmettere una cultura aperta.
Con questo la speranza personale che chi legge queste righe invece che storcere subito il naso e indignarsi per il fatto cominci a porsi delle domande e cerchi di capire come poter sviluppare tale cultura; si tratta a mio avviso di passare da un’ottica “sono contro la censura” ad un’ottica “sono per la libertà di informazione in modo da arginare la censura fino a eliminarla”.
Commenti e riflessioni a buon rendere.
Tags: Censura, Cina, Google, libertà in rete, polemiche, YouTube

34 Responses for "YouTube Censurato in Cina, live report dall’Oriente"
Secondo me esiste una fondamentale differenza tra censura e silenzio stampa:
Il silenzio stampa lo decide la “fonte” delle informazioni;
La censura vieta alle persone di raggiungere chi “distribuisce” le informazioni;
Quindi dire che il silenzio stampa è una forma di censura mi sembra sbagliato.
Per il resto concordo pienamente è inutile dire la solita frase fatta io sono contro… è meglio trovare qlc modo per eliminare questo tipo di atteggiamento che limita la liberta umana oltre che l’informazione.
[...] Shannon.it scrive: Dopo Thailandia e Marocco anche in Cina arriva la censura per YouTube. Il fatto è di ieri, la notizia non ancora riportata dalla stampa ufficiale. Da un giorno e mezzo a Pechino infatti non si apre più il sito, non si riesce accedere nemmeno usando un server proxy e i video importati da YouTube sulle pagine di altri siti semplicemente non esistono più e al loro posto la pagina bianca lascia un cadaverico senso di vuoto. [...]
diciamo che la cina anticipa i tempi delle censure a cui noi ci stiamo abituando.
Tempo tre anni e siamo come loro. Solo che sara’ per la nostra sicurezza.
cla
[...] Su http://www.shannon.it è comparso un articolo di Federico Moro sulla censura da parte del Governo di Pechino al sito di You Tube. Oltre al fatto che ci sentiamo molto vicini a Federico Moro, nostro cugino che vive da anni in Cina, segnaliamo questo articolo per le riflessioni sul concetto di informazione, di censura e più in generale sul senso della parola libertà. [...]
Per Emmeesse,
Caro EmmeEsse. Permettimi di dissentire su questa interpretazione così pessimista. Il Marketing europeo e più in generale di modello occidentale trova linfa vitale nella libertà e nella democrazia. Se venissero a meno questi valori si fermerebbe l’economia. Non conviene a nessuno.
Sono solo le nazioni non evolute o in via di sviluppo che temono internet proprio per il livello di emancipazione che il web implica. Non è un caso che internet sia diffusissimo laddove le democrazie sono forti e coese.
[...] Via Shannon.it [...]
difatti, vedi la legge che obbliga persino i blogger ad iscriversi al ROC…
Evidentemente l’ItaGlia non e’ una democrazia forte e coesa…
@emmeesse
Ciao EmmeEsse,
effettivamente sì, mi riferivo all’Europa. Sono reduce da un convegno in Francia sull’E-Commerce: la 4 conferenza internazionale sull’E-Commerce
Io mi riferivo a una realtà che muove 17 miliardi di Euro all’anno, ovvero il 10% del PIL nazionale e che riceve grande attenzione da parte dei media nazionali:
http://ecoweb.blogspot.com/2007/09/un-esempio-di-nazione-che-non-teme.html
In quelle realtà, farebbe sorridere pensare di mandare un fax per aprire un dominio e dovere produrre un documento per aprire un blog. Anzi più che fare sorridere, causerebbe disagi causati da un danno economico notevole.
Io parlo di Economia come Libertà, perchè se la libertà di informazione diventa uno strumento Business Oriented, essa si tutela in quanto non conviene a nessuno perderla.
Rimango allibito quando leggo la tua notizia confermata da questi post nei quali si parla di “urocratizzare” l’apertura di blog.
http://www.beppegrillo.it/2007/10/la_legge_levipr.html
E’ chiaro che questa diffidenza verso il marketing digitale concorrerà nel non raggiungere le quote di 17 miliardi di Euro raggiunte dalle nazioni di punto dell’Europa.
Anche queste forme di boicottaggio hanno meccanismi di funzionamento simili alle censure. Occorre riflettere.
Effettivamente Erreemme, ieri, non conoscevo questa notizia, e COMUNQUE Confermo che mi riferivo all’Europa. Io mi penso come Cittadino Europeo che vive in Italia … sempre che l’Italia riesca a stare dietro agli standard europei.
P.S.
Provo un certo divertito imbarazzo. Difendo una posizione che in Europa verrebbe vista come conservatrice e qui in questo paese viene vissuta come naive e perchè la rete è trattata come luogo di “alternativi” e di cui diffidare. Che pittoresco quadretto LOL
Opps piccolo refuso
“burocratizzare” l’apertura di un blog e non erroneamente come ho scritto urocratizzare …
per Bruno
quando mi riferivo al silenzio stampa parlavo dell’impossibilità di trasmettere notizie sensibili sulla stampa pubblica come informazione relative a indagini o processi ancora in corso. Il mio punto è che il problema della censura va analizzato in profondo. cercando di distinguere cio’ che è censura da cio’ che è tutela. senza dubbio una azione violenta come il blocco di un sito utilizzato da milioni di utenti tutto di un colpo è un fatto di censura dichiarata e vidente, ma la comunicazione di massa ( e ormai internet vi entra a pieno titolo) puo’ avere effetti dirompenti per una popolazione (sia nel bene che nel male) e la linea di distinzione tra censura e tutela è sottile, per questo occorre cercare di vedere il fenomento da diversi punti di vista non per combatterlo all’arma bianca ma per affrontarlo capendone le dinamiche e trovando soluzioni che portino a un progressivo miglioramento della situazione. Per… Non contro
P.S. giorno 3… you tube è ancora inaccessibile… la vedo dura…
Io parlo di Economia come Libertà, perchè se la libertà di informazione diventa uno strumento Business Oriented, essa si tutela in quanto non conviene a nessuno perderla.
Enrico. Questa frase mi raccapriccia (ma e’ un limite mio). Non avrei mai pensato alla liberta’ di informazione come uno strumento Business Oriented.
Ma ha una logica quello che dici. Non mi piace ma sta in piedi. E’ funzionale.
Il tuo approccio e’ pragmatico e ha buone possibilita’ di riuscita.
Emotivamente pero’…. mi intristisce.
Per emmeesse
, ma penso che se si considera la libertà come bene fondamentale, come l’acqua per fare un esempio, e non come gadget raffinato, allora non se ne può fare a meno.
un po’ intristisce anche me
La notizia del blocco di YouTube.com è arrivata anche alle testate giornalistiche nazionali. Molte testate hanno fatto riferimento a blog statunitensi e fino ad ora nessun blog dell’Unione Europea. Almeno fino alle 9:49 del 21 ottobre 2007.
http://news.google.it/nwshp?hl=it&tab=wn&ncl=1103592561&topic=t
Per fede,
concorco pienamente con il tuo punto di vista credo che per iniziare un cammino verso il miglioramento una delle cose fondamentali sia quella di tipicizzare le informazioni. mi spiego meglio, con un esempio stupido, se l’informazione fosse “fra 3 giorni il mondo esplode” e i mass media decidessero di non publicarla sarebbe censura o tutela(tutela perchè ci sarebbe il caos totale credo)? io credo tutela naturalmente il caso in particolare è un pò buttato li, ma se ci riflettete il divario sottile tra censura e tutela sta tutto nel tipo di iinformazione, infatti se l’informazione fosse “la città di parigi esplodera fra 3 giorni” sarebbe censura(almeno secondo me)!.
Quindi la mia PROPOSTA su questo argomento è di tipicizzare le informazioni.
ciao, segnalo a tutti che youtube è ancora chiuso e che anche coi diversi proxi se si riesce ad aprire il sito non si vedono i video.
c’e’ gente disperata ma per fortuna youtube non è basilare come cibo e acqua quindi sopravviveremo
anche io pensa che la libertà di informazione non dovrebbe essere necessariamente uno strumento business oriented. la convenienza c’e’ già da che abbiamo cominciato a sviluppare il linguaggio. la cultura è efficace quando si muove rapidamente! a questo serve la libertà di informazione: a difforndere sapere in fretta.
Sempre continuando il discorso censura e informazione ho postato sul mio blog a riguardo una riflessione sulla legge prodi-levi che non parla di censura ma è molto piu’ pericolosa e non sonolo per internet… RAGZZI ATTENZIONE!!! Questa rischia di bloccare tutta la stampa indipendete che sia su web o meno!!!!!!!
date un occhiata qui, io qualche idea la sto buttando giu’
http://www.openarea.net/fm/index.php?option=com_content&task=view&id=45&Itemid=101
Io abito a shanghai da 6 anni e non mi sono mai lamentato dei siti che bloccavano qua. Ma bloccando Youtube mi hanno veramente fatto un danno siccome ho un vlog e un canale nel quale tanti amici sono subscribed. Cosa c’e’ da censurare su youtube? Non esiste pornografia e i video che uno posta sono sempre controllati e moderati. Finche la Cina non la pianta di rompere le scatole con i suoi insensati blocchi su internet.. Io non raccomando a nessuno di venire qui e fare affari. Chi usava youtube per business ha subito un bel danno pure.. Quindi questo e’ il modo col quale la cina intende porsi?
Essendo la Cina a tutti gli effetti una dittatura non credo che si farà molti scrupoli sul come imporsi. Su internet e in particolare su Youtube c’è da censurare la vita fuori dalla Cina, che molto cinesi non conoscono e potrebbero conoscere con youtube. Naturalmente ai grandi capi questo discorso brucia parecchio, vi immaginate se i cinesi scoprono che in alcuni paesi del mondo le ore lavorative sono 8?.
La censura serve per mantenere il potere, perchè tutte le grandi dittature hanno un solo grande problema: la rivoluzione della popolazione, ma se eviti brutti pensieri nella popolazione (quindi limiti l’afflusso delle informazioni) eviti qlc tipo di problema.
tenere a bada i cinesi e porevenire una possibile rivoluzione e’ quello che potrbbe evitare un disastro al pianeta… comunque in questi giorni la censura su internet si sta facendo pesante e non si spiega il motivo visto che il congresso e’ finito… temo che le cose non si allegeriscano a breve.
Tips per Bruno: sfatiamo il mito che i cinesi si ammazzano di lavoro
se li vedi all’opera nella maggior parte dei casi ti cadono le braccia e tre delle tue ore di lavoro (non so come lavori ma mi permetto di fare una stima apporossimativa sulla media nazionale) valgono almeno 8 delle loro 
La Cina non e’ una dittatura, vivo qui da anni e te lo garantisco. Hanno soltanto un problema di collisione tra nuove tecnologie ed antiquate strutture.
La vita al di fuori della Cina la conoscono molto bene con o senza youtube.
Considera che solo a Shanghai risiedono oltre 600 mila occidentali. Tu stai pensando alla cina di 20 anni fa’, ora e’ cambiata radicalmente. Si puo’ tranquillamente dire che la cina e’ un paese capitalista nasconde dietro una bandiera rossa.
Poi non si sa’ esattamente cosa stia bloccando youtube, non ci sono conferme, potrebbe essere anche solo un problema tecnico siccome i cavi con la quale si collega a siti esteri sono sotto il mare. E’ successo gia con il profili di yahoo che adesso funzionano e sono visibili, come e’ di nuovo visibile Flickr.
Comunque sia collegarsi a youtube e’ molto semplice. Basta usare Mozilla Firefox e scaricare il “tor addon”. Quei siti proxy sono una perdita di tempo, si, ti fanno vedere youtube ma non i video.
Daniele, mi stai dicendo che per “un problema di cavi” è possibile che vengano oscurati proprio YouTube, i profili di Yahoo e Flickr?
Non si finisce mai di imparare
L’anno scorso ci fu’ un terremoto a Taiwan e per circa una settimana non ci fu’ verso collegarsi a siti esteri perche danneggio’ i cavi sotto il mare. Poi quando li ripristinarono, molti siti che non potevo vedere tornarono ad essere accessibili.
Il 18 ottobre (tra l’altro giorno del mio compleanno, bel regalo m’hanno fatto!) notai che yahoo, myspace e tutti gli altri siti che uso erano in tilt. Devono aver ripristinato quelli ma non youtube. Se volessero seriamente bloccare youtube allora dovrebbero anche bloccare myspace e tutti gli altri blog che pero’ sono accessibili. Ci sono una marea di siti porno americani accessibili con il normale internet explorer.. e ora bloccano youtube ? Mi sembra strano.
Daniele
Se leggi l’articolo ti accorgerai che l’autore vive e risiede a Pechino. Non ha visioni lontane e di vent’anni fa visto che questo articolo ci è arrivato via email in diretta dalla Cina.
E comunque non trovi quantomeno curioso che in alcuni paesi dell’Asia internet si blocchi per cavi sottomarini? E’ accaduto recentemente anche in Birmania. Fatto ancora più curioso è che si blocchino solo alcune risorse, generalmente quelle più sgradite a governi che vedono la democrazia come un impiccio.
Saranno coincidenze, ma non capisco per quale motivo lo Tsunami non ha bloccato per settimane internet, mentre il giocattolo si danneggia proprio in occasione del congresso di un Partito Comunista e durante una protesta in Myanmar.
Per Daniele [Errata corrige],
Rileggendo il mio post mi sono accorto che ho scritto “Se leggi l’articolo…” anzichè scrivere “Se Rileggi l’articolo”
Naturalmente, intendevo dire “se rileggi l’articolo”. Rettifico perchè altrimenti grazie a questo errore il post potrebbe essere scambiato per un flame.
Mi scuso per l’inesattezza del mio post precedente.
Cordialmente
Enrico Giubertoni
Qui si parla soltanto di un sito bloccato o inaccessibile, non di tutto l’internet.
Queste cose succedono sempre. Evidentemente in Tailandia e Indonesia hanno un altro sistema di collegamento che non e’ cosi’ sensibile ai cavi.
Da considerare anche che la Cina dipende da Taiwan per per collegarsi a siti esteri.. Taiwain sta creando una copia di youtube quindi puo’ anche essere che youtube in Cina sia inaccessibile a causa di qualcosa a Taiwan. Non vi sono certezze.
Parlo da anni via Skype con mio cugino a Pechino.
A volte non riesce a vedere il mio blog, a volte non riesce a vedere Google, a volte non riesce a vedere [anzi spessissimo] Flikr, a volte non riesce a vedere Wikipedia, a volte non riesce a vedere Blogger.com.
Poi tramite complicate soluzioni via proxie tutto … magicamente … riappare.
Mi sembra un po’ arduo dire che una nazione come la Cina abbia tecnici scadenti e non abbia la forza di avere internet diffusa.
Con questo non voglio denigrare una nazione che ha una cultura millenaria come la Cina, cultura che trovo immensa e affascinante. E non voglio nemmeno demonizzare questa nazione, come molti fanno.
Sostengo soltanto che ci sono notevoli limiti alla democratizzazione della Cina. Limiti che stanno creando ostacoli e imbarazzi.
P.S.
Mio cugino ha cambiato diverse volte casa in Cina e molti provider. non posso pensare che la colpa sia dei provider o delle portanti.
Enrico, sono d’accordo. Navigare l’internet in Cina e’ come sedersi su un cactus senza pantaloni. Navighi benissimo e veloce i siti locali tipo yahoo.cn e tutti gli altri hosted in Cina. Io se non avessi scoperto Firefox con il Tor, a quest ora starei ancora a rosicare.
tornato youtube!!!!
evviva!!!! tutto ha ripreso a funzionare… ovviamente la morsa della censura è tutt’affatto che eliminata, ma tiriamo di nuovo fiato. la mia teoria in proposito è che progressivamente la censura diminurà (magari ci vorrà un secolo o piu’) ma in ogni caso la libertà di espressione è un elemento troppo competitivo per un paese per non essere utilizzato, e anche se chi è al governo la teme sul lungo periodo sono convinto che passerà sempre di piu’ anche in Cina.
)
il problema è di controllo, ma avendo visto la realtà delle campagne cinesi (dove la rivoluzione culturale di mao sembra appena passata), una informazione piu’ filtrata puo’ essere anche vista come tutela da uno shock culturale notevole. (lo so, è un discorso opinabile e dibattibile… ma siamo qui per dibattere o cosa???
Posso confermare che anche a Shanghai youtube e’ tornato. Quindi a questo punto mi viene veramente da dubitare che fosse stato un caso di censura ma molto piu probabilmente un problema tecnico. Beh, Fede, se ricapita ricordati di scaricare il Tor Addon dal sito di Mozilla e puoi andare su tutti i siti inaccessibili.
grazie… lo faccio, di solito uso altri proxi.
per quello che riguarda i problemi tecnici, mi piacerebbe davvero sapere se è possibile che un problema tecnico cassi solo un servizio web con le modalità con cui è scomparso youtube…
che il collo di bottiglia e i problemi di collegamento fisico della rete ci siano sono assolutamente d’accordo. quello di cui dubito è che un solo sito possa essere danneggiato in questo modo mentre il resto del web rimane intatto (o quasi) mi darai atto che stanno succedendo cose strane in queste ultime settimane, non so a SH ma qui a BJ usare google sta diventando davvero irritante
(e lo dico con tutta la moderazione e tolleranza che posso)
Non sono riuscito a fare vedere a mio cugino Federico questo fondamentale post
http://ecoweb.blogspot.com/2007/11/decisamente-ot.html
Mio cugino dice che oggi Blogger non va.
Accidenti. E’ dai tempi della rivoluzione culturale che in Cina c’è uno stramaledettissimo cavo che fa le bizze … soprattutto ogni volta che si tratta di YouTube e Blogger.com
SI, è vero, il governo cinese ha questo vizio di eliminare informazioni a lui sfavorevoli anche a rischio di lasciare i suoi “sudditi” in uno stato di grande ignoranza per le cose del mondo. Questo da una prospettiva di evoluzione dell’individuo risulta una cosa spiacevole e irritante ma fra le tante mi pongo una domanda: sono i cinesi pronti ad una totale libertà di informazione e di pensiero autonomo. Bisognerebbe trovare gli strumenti adatti perchè questo avvenga in modo equilibrato. Perchè io che vivo a Pechino come te , caro Fede, ho l’impressione che come dei bambini ,molti cinesi, chiedano con forza alla propria nazione di essere protetti, di rimanere nella loro condizione di fanciullesco rifiuto dell’età adolescenziale. di credere che loro, come cina, abbiano la saggezza e la forza nazionale di risolvere ogni problema “sbattendosene” spesso del resto del mondo in tutti i sensi. Loro vogliono credere con forza a questa fiaba che gli viene raccontata ormai da generazioni. Capisco quindi che se il processo di libertà non venga effettuato con molta cautela, attenzione e d equilibrata consapevolezza potrebbero verificarsi effetti forse non utili al processo stesso. Questa ovviamente è una mia piccola riflessione desiderosa di essere capovolta e rivista al più presto.
[...] su Shannon.it il 18 Ottobre [...]
la censura è arrivata anche su youtube italia(disattivano i commmenti,li cancellano,censurano i video,insomma una schifezza dopo l’altra),siamo l’unico paese con la cina a voler fermare lo sviluppo della rete,ridotti a pecorelle dalla televisione,con una classe politica incredibile,cocaina,mignotte,leggi ad personam…..e la madonna……,siamo veramente penosi….siamo il paese della macchietta,all’estero gli italiani rimangono allibiti,e noi nn ci muoveremo mai,quando tutti i giovani saranno andati via forse faremo qualcosa ma come sempre troppo tardi,ecco perchè quando andiamo all’estero e ci domandano “where are you from?” rispondiamo “Je Suis France”……
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