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	<title>Comments on: Web 2.0, chi ci guadagna?</title>
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	<description>Il blog a più voci di Oilproject</description>
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		<title>By: Rubin Mauro</title>
		<link>http://www.shannon.it/blog/web-20-chi-ci-guadagna/#comment-5</link>
		<dc:creator>Rubin Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 May 2007 07:53:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.shannon.it/?p=4#comment-5</guid>
		<description>Argomento molto interessante,  su cui si potrebbe passare le notti a scrivere articoli in merito... ma il tempo è quello che è... quindi cercherò di descrivere la mia  &quot;percezione&quot; del web: Web 2.0 penso che sia semplicemente un passaggio come tante altre cose, dai portali che danno servizi (mi ricordo ancora quando ho aperto il mio primo account su freemail.it), le prime community etc... questo &quot;periodo&quot; lo stiamo atraversando e non credo sia necessariamente lungo (parlando in termini informatici),penso che il futuro della rete sia second life, ho qualcosa di simile, dal punto di vista commerciale e dal punto di vista di blog (è possibile bloggare su SL) ma anche il concetto di navigazione da semplice utente, pensate, ho assistito ad un colloquio dell&#039;ibm su SL... 

per quanto riguarda i &quot;Social Network&quot; non credo siano dei &quot;collezionatori di anime&quot; (come qualcuno diceva...), siamo obietivi: danno un servizio. Se vi piace bene altrimenti passate ad un altro... 

e come parlare della tv (che io detesto al 90%) quando c&#039;è qualcosa che mi piace la guardo. altrimenti... faccio altro. i &quot;Social Network&quot; non sono persone, sono fatti di persone sono strumenti alla mercè del primo che capita... personalmente mi piaciono molto non per il fatto di conoscere nuove persone (concetto vecchio) ma la possibilità di essere creativi di fronte al mondo.

spero di non essere uscito fuori topic...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Argomento molto interessante,  su cui si potrebbe passare le notti a scrivere articoli in merito&#8230; ma il tempo è quello che è&#8230; quindi cercherò di descrivere la mia  &#8220;percezione&#8221; del web: Web 2.0 penso che sia semplicemente un passaggio come tante altre cose, dai portali che danno servizi (mi ricordo ancora quando ho aperto il mio primo account su freemail.it), le prime community etc&#8230; questo &#8220;periodo&#8221; lo stiamo atraversando e non credo sia necessariamente lungo (parlando in termini informatici),penso che il futuro della rete sia second life, ho qualcosa di simile, dal punto di vista commerciale e dal punto di vista di blog (è possibile bloggare su SL) ma anche il concetto di navigazione da semplice utente, pensate, ho assistito ad un colloquio dell&#8217;ibm su SL&#8230; </p>
<p>per quanto riguarda i &#8220;Social Network&#8221; non credo siano dei &#8220;collezionatori di anime&#8221; (come qualcuno diceva&#8230;), siamo obietivi: danno un servizio. Se vi piace bene altrimenti passate ad un altro&#8230; </p>
<p>e come parlare della tv (che io detesto al 90%) quando c&#8217;è qualcosa che mi piace la guardo. altrimenti&#8230; faccio altro. i &#8220;Social Network&#8221; non sono persone, sono fatti di persone sono strumenti alla mercè del primo che capita&#8230; personalmente mi piaciono molto non per il fatto di conoscere nuove persone (concetto vecchio) ma la possibilità di essere creativi di fronte al mondo.</p>
<p>spero di non essere uscito fuori topic&#8230;</p>
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	<item>
		<title>By: Enrico Giubertoni</title>
		<link>http://www.shannon.it/blog/web-20-chi-ci-guadagna/#comment-4</link>
		<dc:creator>Enrico Giubertoni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2007 15:28:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.shannon.it/?p=4#comment-4</guid>
		<description>E&#039; molto interessante questo articolo e il dibattito che ne sta emergendo che si divide tra apocalittici e integrati. Credo francamente che nessuno possa determinare le conseguenze del web 2.0 e le considerazioni fin qui emerse siano ineccepibili. 

Si sta facendo una scommessa sul futuro, ma a differenza dell&#039;era delle DotCom i fenomeni che stiamo analizzando non appartengono ad un modello imposto/proposto che necessitava di una accettazione come nel caso della NewEconomy. 

Il Web 2.0 nasce dalle ceneri della prima ondata di internet. Le sue radici si sono nutrite di un clima sonnacchioso e rinunciatario a volte quasi disperato. Si è rinforzato senza quasi alcun sostegno da parte dei players mondiali che si sono fermati a guardare cosa stava succedendo per entrare. E in questo modo si è rinforzato.

Il Web 2.0 nasce dagli utenti è quindi un fenomeno BOTTOM/UP e non top/down.

Ora si sta gradatamente istituzionalizzando e sta trasformando impetuosamente il modo di concepire la nostra visione della realtà. Entra nel commercio, proponendo nuove forme di acquisto. 
Entra nella vita quotidiana proponendo un uso solidale delle conoscenze: pochi sanno che su YouTube coesistono molte persone che si riprendono suonando il pianoforte arrivando  ad insegnare le tecniche  per imparare a suonare dei brani (Cfr http://www.youtube.com/watch?v=p53wZr4TjYI&amp;mode=related&amp;search=). 

Alcune professioni nascono e altre muoiono e altre si trasformano: questo talvolta spaventa, ma è accaduto così anche agli albori del XX secolo. Basta guardate sulle lapidi dei martiri della I guerra mondiale e leggere  le loro professioni ... stagnini, arrotini, sarti, scalpellini. Appare chiaro che molte di queste sono ormai minoritarie e alcune definitivamente tramontate.

Il Web 2.0 inizia a trasformare il nostro presente, ma siamo noi a farlo. Canale 5, Italia 1 e Rete 4, hanno un palinsesto televisivo di bassa qualità se raffrontato a quello di 10 anni fa e questo è anche dato dalla migrazione della pubblicità verso forme più interattive. Google.Uk ha raggiunto la quota pubblicitaria riservata ai giornali.

E&#039; un cambiamento a cui dobbiamo prestare interesse e attenzione. 

Enrico</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; molto interessante questo articolo e il dibattito che ne sta emergendo che si divide tra apocalittici e integrati. Credo francamente che nessuno possa determinare le conseguenze del web 2.0 e le considerazioni fin qui emerse siano ineccepibili. </p>
<p>Si sta facendo una scommessa sul futuro, ma a differenza dell&#8217;era delle DotCom i fenomeni che stiamo analizzando non appartengono ad un modello imposto/proposto che necessitava di una accettazione come nel caso della NewEconomy. </p>
<p>Il Web 2.0 nasce dalle ceneri della prima ondata di internet. Le sue radici si sono nutrite di un clima sonnacchioso e rinunciatario a volte quasi disperato. Si è rinforzato senza quasi alcun sostegno da parte dei players mondiali che si sono fermati a guardare cosa stava succedendo per entrare. E in questo modo si è rinforzato.</p>
<p>Il Web 2.0 nasce dagli utenti è quindi un fenomeno BOTTOM/UP e non top/down.</p>
<p>Ora si sta gradatamente istituzionalizzando e sta trasformando impetuosamente il modo di concepire la nostra visione della realtà. Entra nel commercio, proponendo nuove forme di acquisto.<br />
Entra nella vita quotidiana proponendo un uso solidale delle conoscenze: pochi sanno che su YouTube coesistono molte persone che si riprendono suonando il pianoforte arrivando  ad insegnare le tecniche  per imparare a suonare dei brani (Cfr <a href="http://www.youtube.com/watch?v=p53wZr4TjYI&#038;mode=related&#038;search" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=p53wZr4TjYI&#038;mode=related&#038;search</a>=). </p>
<p>Alcune professioni nascono e altre muoiono e altre si trasformano: questo talvolta spaventa, ma è accaduto così anche agli albori del XX secolo. Basta guardate sulle lapidi dei martiri della I guerra mondiale e leggere  le loro professioni &#8230; stagnini, arrotini, sarti, scalpellini. Appare chiaro che molte di queste sono ormai minoritarie e alcune definitivamente tramontate.</p>
<p>Il Web 2.0 inizia a trasformare il nostro presente, ma siamo noi a farlo. Canale 5, Italia 1 e Rete 4, hanno un palinsesto televisivo di bassa qualità se raffrontato a quello di 10 anni fa e questo è anche dato dalla migrazione della pubblicità verso forme più interattive. Google.Uk ha raggiunto la quota pubblicitaria riservata ai giornali.</p>
<p>E&#8217; un cambiamento a cui dobbiamo prestare interesse e attenzione. </p>
<p>Enrico</p>
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	<item>
		<title>By: Gabriele Levy</title>
		<link>http://www.shannon.it/blog/web-20-chi-ci-guadagna/#comment-2</link>
		<dc:creator>Gabriele Levy</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Mar 2007 14:05:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.shannon.it/?p=4#comment-2</guid>
		<description>Rispondo con più di un mese di ritardo, al post di Simone.
Le rivoluzioni non si fanno in un giorno, dalla mattina alla sera, specie se si tratta di rivoluzioni che coinvolgono non una elite, ma l&#039;intera popolazione.
Web 2.0 e&#039; a mio parere l&#039;inizio dei cambiamenti che influenzeranno il modo di relazionarsi e di organizzare, di comunicare e di lavorare, del genere umano nei prossimi decenni.
Ogni nuovo tipo di approccio a comunicare richiede un periodo di warm-up, riscaldamento, e di apprendimento da parte degli utenti.
Non tutti gli uomini sono animali sociali, e non tutti riescono a capire l&#039;importanza di una community, ne sanno come vivere in una comunita&#039;, sia anch&#039;essa virtuale.
Web 2.0 e&#039; basata sulla nascita e diffusione delle comunita&#039; virtuali. Queste comunita&#039; stanno diventando reali. Tra alcuni anni anche il bar sport qui sotto avra&#039; una sua comunita&#039; virtuale, e poi ci si trovera&#039; al bar a parlare di quello che era scritto nel forum.
Sto studiando da alcuni mesi il fenomeno dei social networks e sono convinto che presto diventeranno il punto focale di Internet, il luogo dove la gente si ritrova e si ridefinisce, anche in termini professionali.
Ho scritto pochi giorni fa un articolo sul forum di Punto Informatico dove spiego questi temi:
http://punto-informatico.it/f/m.aspx?m_id=1936702
Tra alcuni anni le riunioni di condominio e le assemblee di quartiere, i consigli di amministrazione e gli incontri scuola-genitori, si faranno via web 2.0.
Sono nati poco fa i blog e ci sono gia&#039; in giro i floggers, le persone pagate dalle aziende per difendere i propri interessi nella blogosfera, specie di cavalli di troia commerciali.
Consiglio di provare anche il nuovo software per crearsi la propria comunita&#039; virtuale, si chiama Ning: http://www.ning.com
E&#039; ovviamente gratuito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rispondo con più di un mese di ritardo, al post di Simone.<br />
Le rivoluzioni non si fanno in un giorno, dalla mattina alla sera, specie se si tratta di rivoluzioni che coinvolgono non una elite, ma l&#8217;intera popolazione.<br />
Web 2.0 e&#8217; a mio parere l&#8217;inizio dei cambiamenti che influenzeranno il modo di relazionarsi e di organizzare, di comunicare e di lavorare, del genere umano nei prossimi decenni.<br />
Ogni nuovo tipo di approccio a comunicare richiede un periodo di warm-up, riscaldamento, e di apprendimento da parte degli utenti.<br />
Non tutti gli uomini sono animali sociali, e non tutti riescono a capire l&#8217;importanza di una community, ne sanno come vivere in una comunita&#8217;, sia anch&#8217;essa virtuale.<br />
Web 2.0 e&#8217; basata sulla nascita e diffusione delle comunita&#8217; virtuali. Queste comunita&#8217; stanno diventando reali. Tra alcuni anni anche il bar sport qui sotto avra&#8217; una sua comunita&#8217; virtuale, e poi ci si trovera&#8217; al bar a parlare di quello che era scritto nel forum.<br />
Sto studiando da alcuni mesi il fenomeno dei social networks e sono convinto che presto diventeranno il punto focale di Internet, il luogo dove la gente si ritrova e si ridefinisce, anche in termini professionali.<br />
Ho scritto pochi giorni fa un articolo sul forum di Punto Informatico dove spiego questi temi:<br />
<a href="http://punto-informatico.it/f/m.aspx?m_id=1936702" rel="nofollow">http://punto-informatico.it/f/m.aspx?m_id=1936702</a><br />
Tra alcuni anni le riunioni di condominio e le assemblee di quartiere, i consigli di amministrazione e gli incontri scuola-genitori, si faranno via web 2.0.<br />
Sono nati poco fa i blog e ci sono gia&#8217; in giro i floggers, le persone pagate dalle aziende per difendere i propri interessi nella blogosfera, specie di cavalli di troia commerciali.<br />
Consiglio di provare anche il nuovo software per crearsi la propria comunita&#8217; virtuale, si chiama Ning: <a href="http://www.ning.com" rel="nofollow">http://www.ning.com</a><br />
E&#8217; ovviamente gratuito.</p>
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