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	<title>Comments on: Web 2.0: benvenuto futuro!</title>
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	<link>http://www.shannon.it/blog/web-20-benvenuto-futuro/</link>
	<description>Il blog a più voci di Oilproject</description>
	<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 16:50:36 +0000</pubDate>
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		<title>By: Retoh</title>
		<link>http://www.shannon.it/blog/web-20-benvenuto-futuro/#comment-1785</link>
		<dc:creator>Retoh</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Sep 2007 14:03:17 +0000</pubDate>
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		<description>Penso che il web 2.0 sia solo l'ennesima trovata di chi deve per forza di cose trovare quelle rivoluzioni alle quali ci aveva abituato il secolo scorso... (automobili, telefono, aerei, ecc).

L'internet banking esiste da almeno 8-9 anni, così come i blog (si chiamavano diversamente e in rete c'era molta meno gente.

Riguardo al subdolo messaggio (quasi di rancore) contro i giornalisti e i loro contratti (non faccio il giornalista e non ho amici o parenti in quel settore) credo che si stia peccando troppo di presunzione.
Mi chiedo sempre infatti se questi blogger tanto fighi e 2.0 abbiano mai notato che alla fine loro scrivono e preparano testi partendo dalle notizie apprese dalle vere agenzie di informazione, quotidiani registrati e dalle TV.

Un blogger lavora solo dal suo ufficio, così come il 99.999% dei blogger del mondo. Ergo non avrebbero di che discutere se gli inviati del corriere della sera a londra, new york, ecc.. venissero tutti licenziati per mancato rinnovo.

Io penso che una vera evoluzione e rivoluzione del web debba partire da una nuova e vera presa di coscienza collettiva e non da una specie di sfida con il mondo reale, tipica dei bambini frustrati ed emarginati in cerca di rivincita.

Ci sarebbero pagine e pagine da scrivere su tutta la fuffa e la stupidità che gira attorno il cosiddetto web 2.0, ma per ora sono stanco e mi fermo qui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che il web 2.0 sia solo l&#8217;ennesima trovata di chi deve per forza di cose trovare quelle rivoluzioni alle quali ci aveva abituato il secolo scorso&#8230; (automobili, telefono, aerei, ecc).</p>
<p>L&#8217;internet banking esiste da almeno 8-9 anni, così come i blog (si chiamavano diversamente e in rete c&#8217;era molta meno gente.</p>
<p>Riguardo al subdolo messaggio (quasi di rancore) contro i giornalisti e i loro contratti (non faccio il giornalista e non ho amici o parenti in quel settore) credo che si stia peccando troppo di presunzione.<br />
Mi chiedo sempre infatti se questi blogger tanto fighi e 2.0 abbiano mai notato che alla fine loro scrivono e preparano testi partendo dalle notizie apprese dalle vere agenzie di informazione, quotidiani registrati e dalle TV.</p>
<p>Un blogger lavora solo dal suo ufficio, così come il 99.999% dei blogger del mondo. Ergo non avrebbero di che discutere se gli inviati del corriere della sera a londra, new york, ecc.. venissero tutti licenziati per mancato rinnovo.</p>
<p>Io penso che una vera evoluzione e rivoluzione del web debba partire da una nuova e vera presa di coscienza collettiva e non da una specie di sfida con il mondo reale, tipica dei bambini frustrati ed emarginati in cerca di rivincita.</p>
<p>Ci sarebbero pagine e pagine da scrivere su tutta la fuffa e la stupidità che gira attorno il cosiddetto web 2.0, ma per ora sono stanco e mi fermo qui.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Pietro</title>
		<link>http://www.shannon.it/blog/web-20-benvenuto-futuro/#comment-124</link>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jun 2007 08:33:33 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo con Marco GRAZIA, si fa` tanto parlare del Web2, ma alla fine non e` altro che un rimescolamento degli stessi ingredienti, il tutto spacciato per qualche cosa di nuovo e rivoluzionario, citando Sid, personaggio delle strisce di UserFriendly "Che fine ha fatto il Web 1.0?", non abbiamo ancora capito come sfruttare appieno le tecnologie che abbiamo e gia` dobbiamo migrare verso nuovi orizzonti (anche se solo concettuali)? Mi ricorda quello che succede nel campo della programmazione, lo hardware (casalingo, non industriale) cambia cosi` velocemente che non si fa` in tempo a capire come funziona che si deve imparare tutto daccapo, in questo modo l'ottimizzazione del codice va a farsi benedire e lo hardware viene sfruttato un terzo di quello che si potrebbe.

Ciao, Pietro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con Marco GRAZIA, si fa` tanto parlare del Web2, ma alla fine non e` altro che un rimescolamento degli stessi ingredienti, il tutto spacciato per qualche cosa di nuovo e rivoluzionario, citando Sid, personaggio delle strisce di UserFriendly &#8220;Che fine ha fatto il Web 1.0?&#8221;, non abbiamo ancora capito come sfruttare appieno le tecnologie che abbiamo e gia` dobbiamo migrare verso nuovi orizzonti (anche se solo concettuali)? Mi ricorda quello che succede nel campo della programmazione, lo hardware (casalingo, non industriale) cambia cosi` velocemente che non si fa` in tempo a capire come funziona che si deve imparare tutto daccapo, in questo modo l&#8217;ottimizzazione del codice va a farsi benedire e lo hardware viene sfruttato un terzo di quello che si potrebbe.</p>
<p>Ciao, Pietro.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Marco GRAZIA</title>
		<link>http://www.shannon.it/blog/web-20-benvenuto-futuro/#comment-87</link>
		<dc:creator>Marco GRAZIA</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jun 2007 09:24:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.shannon.it/blog/web-20-benvenuto-futuro/#comment-87</guid>
		<description>Il problema della fonte dell'informazione non è una prerogativa del Web, semmai è un problema e basta.
Non c'è dubbio che c'è sempre chi è pronto a pensare che se c'è scritto lì, allora deve essere vero per forza, ma il problema rimane, la fonte è importante e il citarla sarebbe la prima garanzia di correttezza.
Purtroppo chi cita le fonti sono sempre troppo pochi: chi pensa che basti il proprio nome per dare la sicurezza dell'informazione; chi se ne frega altamente e sono purtroppo la maggior parte; e chi fa della disinformazione pura.
Ma tutto ciò che c'entra col Web2?
Ci stanno mettendo nella zucca che il Web 2 è questo: blog, possibilità di interazione asincrona col Web, ma non è sempre così.
A ben vedere un blog non è Web 2, ma solo un buon sistema per dare a tutti la possibilità di dire la sua, ma non è che ci sia una tecnologia nuova in questo è solo un modo di approccio diverso; se il Web 2 fosse solo questo, non sarebbe una nuova tecnologia ma solo un nuovo modo di vedere il vecchio, in poche parole un nuovo approccio e un nuovo concetto del vecchio. In effetti è così.
La possibilità di interagire in modo asincrono è effettivamente un buon metodo per sviluppare piattaforme in grado di far interagire l'utente con l'applicazione stessa, ma a ben vedere anche questa tecnologia è vecchiotta, solo non era stata mai usata in questa forma, ciò riapre il discorso sulla concettualità e non sulla sostanza.
Il Web 2 è un concetto, ma non una nuova tecnologia, avrei preferito leggere di un nuovo modo di usare la tecnologia esistente, perché di questo si tratta, epperò i paroloni fanno vendere di più e quindi vai di Web 2.

M.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema della fonte dell&#8217;informazione non è una prerogativa del Web, semmai è un problema e basta.<br />
Non c&#8217;è dubbio che c&#8217;è sempre chi è pronto a pensare che se c&#8217;è scritto lì, allora deve essere vero per forza, ma il problema rimane, la fonte è importante e il citarla sarebbe la prima garanzia di correttezza.<br />
Purtroppo chi cita le fonti sono sempre troppo pochi: chi pensa che basti il proprio nome per dare la sicurezza dell&#8217;informazione; chi se ne frega altamente e sono purtroppo la maggior parte; e chi fa della disinformazione pura.<br />
Ma tutto ciò che c&#8217;entra col Web2?<br />
Ci stanno mettendo nella zucca che il Web 2 è questo: blog, possibilità di interazione asincrona col Web, ma non è sempre così.<br />
A ben vedere un blog non è Web 2, ma solo un buon sistema per dare a tutti la possibilità di dire la sua, ma non è che ci sia una tecnologia nuova in questo è solo un modo di approccio diverso; se il Web 2 fosse solo questo, non sarebbe una nuova tecnologia ma solo un nuovo modo di vedere il vecchio, in poche parole un nuovo approccio e un nuovo concetto del vecchio. In effetti è così.<br />
La possibilità di interagire in modo asincrono è effettivamente un buon metodo per sviluppare piattaforme in grado di far interagire l&#8217;utente con l&#8217;applicazione stessa, ma a ben vedere anche questa tecnologia è vecchiotta, solo non era stata mai usata in questa forma, ciò riapre il discorso sulla concettualità e non sulla sostanza.<br />
Il Web 2 è un concetto, ma non una nuova tecnologia, avrei preferito leggere di un nuovo modo di usare la tecnologia esistente, perché di questo si tratta, epperò i paroloni fanno vendere di più e quindi vai di Web 2.</p>
<p>M.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Marco Castronovo</title>
		<link>http://www.shannon.it/blog/web-20-benvenuto-futuro/#comment-84</link>
		<dc:creator>Marco Castronovo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jun 2007 09:16:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.shannon.it/blog/web-20-benvenuto-futuro/#comment-84</guid>
		<description>@madero
&#62; La stessa persona, con le stesse tendenze e curiosità, ha la vita 
&#62; decisamente facilitata grazie alla rete.

Io penso invece che la sua vita sia in qualche modo più complessa.

La possibilità di accedere facilmente alle informazioni potrebbe indurre qualcuno a ragionare poco sulla loro provenienza e a sviluppare ancor meno un senso critico. Credo che sotto questo punto di vista l'informazione *possa* essere un pericolo, perchè *può* indurre chi la possiede a pensare di avere con essa conoscenza delle cose. Mi viene in mente, come esempio "illustre", quello dei filosofi greci Socrate e Platone, che avevano criticato la scrittura come forma di trasmissione del sapere proprio per ragioni simili.

Riportando il discorso ai nostri tempi se ne può vedere subito la concretezza: cosa succederebbe se le "giovani generazioni", così entusiaste della loro Rete, della loro libertà (e non a torto), dovessero sottovalutarne la portata e indebolire le loro capacità critiche e dialogiche, diventando facile preda di persone che queste informazioni le possono controllare (governi, aziende, individui...)?

Ripropongo l'ormai classico esempio di Wikipedia: quanti, effettuando una ricerca, si chiedono se effettivamente quello che leggono sia corretto, lo verificano comparandolo con altre fonti e quanti invece costruiscono le proprie certezze su voci scritte da chissà chi e con chissà quali intenzioni o competenze?

&#62; Questo non sarà un concetto originale, ma è senza dubbio altrettanto
&#62; generalista presentare un’ obiezione del calibro “non è la quantità
&#62; dei contenuti che conta, ma piuttosto la qualità”.

Non ho detto che la quantità dei contenuti non conta, ho detto che spesso la qualità e il contesto in cui l'informazione viene fornita perde molta della sua dovuta importanza. Sarà anche una frase generalista, ma il mio è un commento, non un articolo.

&#62; Si fa quel che si può. Tu quando ci scrivi qualcosa??

Ritengo di non essere in grado di scrivere un articolo interessante e preciso, però mi piacerebbe leggerne e commentarne, come ormai avrete capito ;) Invece apprezzo molto il vostro tentativo, continuate così.

---------------------------------------------------------------------

Comunque riassumendo il mio commento in maniera più stringata:
il Web può essere una risorsa, ma può anche arrecare enormi danni a chi lo utilizza in modo superficiale. Chiudo con una domanda provocatoria, sperando di stimolare la discussione: si può ancora oggi credere e ripetere le parole di Socrate "so di non sapere" o possiamo ritenerci ormai lontani, così ricchi di "informazione" come siamo, da questa ingoranza socratica?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@madero<br />
&gt; La stessa persona, con le stesse tendenze e curiosità, ha la vita<br />
&gt; decisamente facilitata grazie alla rete.</p>
<p>Io penso invece che la sua vita sia in qualche modo più complessa.</p>
<p>La possibilità di accedere facilmente alle informazioni potrebbe indurre qualcuno a ragionare poco sulla loro provenienza e a sviluppare ancor meno un senso critico. Credo che sotto questo punto di vista l&#8217;informazione *possa* essere un pericolo, perchè *può* indurre chi la possiede a pensare di avere con essa conoscenza delle cose. Mi viene in mente, come esempio &#8220;illustre&#8221;, quello dei filosofi greci Socrate e Platone, che avevano criticato la scrittura come forma di trasmissione del sapere proprio per ragioni simili.</p>
<p>Riportando il discorso ai nostri tempi se ne può vedere subito la concretezza: cosa succederebbe se le &#8220;giovani generazioni&#8221;, così entusiaste della loro Rete, della loro libertà (e non a torto), dovessero sottovalutarne la portata e indebolire le loro capacità critiche e dialogiche, diventando facile preda di persone che queste informazioni le possono controllare (governi, aziende, individui&#8230;)?</p>
<p>Ripropongo l&#8217;ormai classico esempio di Wikipedia: quanti, effettuando una ricerca, si chiedono se effettivamente quello che leggono sia corretto, lo verificano comparandolo con altre fonti e quanti invece costruiscono le proprie certezze su voci scritte da chissà chi e con chissà quali intenzioni o competenze?</p>
<p>&gt; Questo non sarà un concetto originale, ma è senza dubbio altrettanto<br />
&gt; generalista presentare un’ obiezione del calibro “non è la quantità<br />
&gt; dei contenuti che conta, ma piuttosto la qualità”.</p>
<p>Non ho detto che la quantità dei contenuti non conta, ho detto che spesso la qualità e il contesto in cui l&#8217;informazione viene fornita perde molta della sua dovuta importanza. Sarà anche una frase generalista, ma il mio è un commento, non un articolo.</p>
<p>&gt; Si fa quel che si può. Tu quando ci scrivi qualcosa??</p>
<p>Ritengo di non essere in grado di scrivere un articolo interessante e preciso, però mi piacerebbe leggerne e commentarne, come ormai avrete capito <img src='http://www.shannon.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> Invece apprezzo molto il vostro tentativo, continuate così.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Comunque riassumendo il mio commento in maniera più stringata:<br />
il Web può essere una risorsa, ma può anche arrecare enormi danni a chi lo utilizza in modo superficiale. Chiudo con una domanda provocatoria, sperando di stimolare la discussione: si può ancora oggi credere e ripetere le parole di Socrate &#8220;so di non sapere&#8221; o possiamo ritenerci ormai lontani, così ricchi di &#8220;informazione&#8221; come siamo, da questa ingoranza socratica?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: madero</title>
		<link>http://www.shannon.it/blog/web-20-benvenuto-futuro/#comment-82</link>
		<dc:creator>madero</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jun 2007 14:52:47 +0000</pubDate>
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		<description>@MarcoCastronovo
&gt;Rimane da dimostrare perchè un accesso rapido a una quantità di 
&gt; informazione maggiore implichi in ogni caso una maggiore conoscenza.

E' chiaro: non è sufficiente un accesso rapido e una grande quantità di informazioni (la differenza sta nelle singole persone che decidono se apprendere o no); qui si sta però facendo un discorso di possibilità e pari opportunità.
La stessa persona, con le stesse tendenze e curiosità, ha la vita decisamente facilitata grazie alla rete.
Questo non sarà un concetto originale, ma è senza dubbio altrettanto generalista presentare un' obiezione del calibro "non è la quantità dei contenuti che conta, ma piuttosto la qualità".

&gt; avventurose analisi oscillanti tra il tecnico e il sociale,
Io di tecnico non ci vedo proprio niente, è un puro e lineare articolo "sociale" oppure, direi, quasi "di costume".

&gt; Come lettore preferirei articoli più tecnici o comunque “di settore”, 
Sono d'accordo! Si fa quel che si può. Tu quando ci scrivi qualcosa??

Buona giornata!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@MarcoCastronovo<br />
>Rimane da dimostrare perchè un accesso rapido a una quantità di<br />
> informazione maggiore implichi in ogni caso una maggiore conoscenza.</p>
<p>E&#8217; chiaro: non è sufficiente un accesso rapido e una grande quantità di informazioni (la differenza sta nelle singole persone che decidono se apprendere o no); qui si sta però facendo un discorso di possibilità e pari opportunità.<br />
La stessa persona, con le stesse tendenze e curiosità, ha la vita decisamente facilitata grazie alla rete.<br />
Questo non sarà un concetto originale, ma è senza dubbio altrettanto generalista presentare un&#8217; obiezione del calibro &#8220;non è la quantità dei contenuti che conta, ma piuttosto la qualità&#8221;.</p>
<p>> avventurose analisi oscillanti tra il tecnico e il sociale,<br />
Io di tecnico non ci vedo proprio niente, è un puro e lineare articolo &#8220;sociale&#8221; oppure, direi, quasi &#8220;di costume&#8221;.</p>
<p>> Come lettore preferirei articoli più tecnici o comunque “di settore”,<br />
Sono d&#8217;accordo! Si fa quel che si può. Tu quando ci scrivi qualcosa??</p>
<p>Buona giornata!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Luca</title>
		<link>http://www.shannon.it/blog/web-20-benvenuto-futuro/#comment-81</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jun 2007 09:06:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.shannon.it/blog/web-20-benvenuto-futuro/#comment-81</guid>
		<description>Ho letto la parte di Gabriele Levy... e mi sono quasi commosso... non sò perchè forse per la condivisione  delle esperienze... forse perchè ho visto crescere pian piano internet fino ad oggi... forse perchè questa creatura che cresce a ritmi esponenziali mi da lavoro... forse perchè siamo testimoni di una rivoluzione... forse la più VERA rivoluzione che ci sia stata nel ventunesimo secolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto la parte di Gabriele Levy&#8230; e mi sono quasi commosso&#8230; non sò perchè forse per la condivisione  delle esperienze&#8230; forse perchè ho visto crescere pian piano internet fino ad oggi&#8230; forse perchè questa creatura che cresce a ritmi esponenziali mi da lavoro&#8230; forse perchè siamo testimoni di una rivoluzione&#8230; forse la più VERA rivoluzione che ci sia stata nel ventunesimo secolo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Marco Castronovo</title>
		<link>http://www.shannon.it/blog/web-20-benvenuto-futuro/#comment-80</link>
		<dc:creator>Marco Castronovo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2007 21:04:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.shannon.it/blog/web-20-benvenuto-futuro/#comment-80</guid>
		<description>Per mettere in chiaro le cose: la mia voleva essere una critica costruttiva, sono un liceale e di certo non saprei fare di meglio nello scrivere un articolo  di questo tipo, ma penso che il mio commento possa comunque interessare gli altri coinvolti nel progetto.

Come lettore preferirei articoli più tecnici o comunque "di settore", sicuramente sarebbero più accurati e meno vaghi. Oh se poi volete pubblicare articoli così fate pure, dicevo giusto la mia...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per mettere in chiaro le cose: la mia voleva essere una critica costruttiva, sono un liceale e di certo non saprei fare di meglio nello scrivere un articolo  di questo tipo, ma penso che il mio commento possa comunque interessare gli altri coinvolti nel progetto.</p>
<p>Come lettore preferirei articoli più tecnici o comunque &#8220;di settore&#8221;, sicuramente sarebbero più accurati e meno vaghi. Oh se poi volete pubblicare articoli così fate pure, dicevo giusto la mia&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Marco Castronovo</title>
		<link>http://www.shannon.it/blog/web-20-benvenuto-futuro/#comment-79</link>
		<dc:creator>Marco Castronovo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2007 20:57:10 +0000</pubDate>
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		<description>Beh secondo l'idea del progetto dovrebbe essere il lettore.
Facevo queste osservazioni in quanto lettore eh, non ho intenzione di giudicare nessuno ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh secondo l&#8217;idea del progetto dovrebbe essere il lettore.<br />
Facevo queste osservazioni in quanto lettore eh, non ho intenzione di giudicare nessuno <img src='http://www.shannon.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Marco Scialdone</title>
		<link>http://www.shannon.it/blog/web-20-benvenuto-futuro/#comment-78</link>
		<dc:creator>Marco Scialdone</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2007 19:24:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.shannon.it/blog/web-20-benvenuto-futuro/#comment-78</guid>
		<description>Perdonami, mi sfugge chi debba ergersi a giudice della "qualità" assoluta
;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perdonami, mi sfugge chi debba ergersi a giudice della &#8220;qualità&#8221; assoluta<br />
 <img src='http://www.shannon.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Marco Castronovo</title>
		<link>http://www.shannon.it/blog/web-20-benvenuto-futuro/#comment-77</link>
		<dc:creator>Marco Castronovo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2007 16:33:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.shannon.it/blog/web-20-benvenuto-futuro/#comment-77</guid>
		<description>L'esperienza quotidiana ci mostra che la Rete ha cambiato il modo di accedere all'informazione esistente e di crearne e distribuirne di nuova.
Rimane da dimostrare perchè un accesso rapido a una quantità di informazione maggiore implichi in ogni caso una maggiore conoscenza.

Forse un'ottica economica porta a privilegiare determinate variabili dell'informazione (quantità, diffusione) rispetto ad altre (contesto, qualità) per intuibili difficoltà di espressione numerica e oggettiva di queste ultime.

Lascerei il compito di analizzare questi fenomeni a pareri più precisi e (possibilmente) originali, piuttosto che ad avventurose analisi oscillanti tra il tecnico e il sociale, accompagnate da commenti spesso assenzienti e privi di contenuti aggiuntivi, il tutto in un clima quanto mai "generalista". Sempre che vogliate perseguire la qualità :)

P.S. sarebbe bello, per gli amanti dei contenuti e per i claustrofobici, leggere i testi a pagina intera e avere un' po' di aria per scrivere i propri commenti, il formato blog un è un po' scomodo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;esperienza quotidiana ci mostra che la Rete ha cambiato il modo di accedere all&#8217;informazione esistente e di crearne e distribuirne di nuova.<br />
Rimane da dimostrare perchè un accesso rapido a una quantità di informazione maggiore implichi in ogni caso una maggiore conoscenza.</p>
<p>Forse un&#8217;ottica economica porta a privilegiare determinate variabili dell&#8217;informazione (quantità, diffusione) rispetto ad altre (contesto, qualità) per intuibili difficoltà di espressione numerica e oggettiva di queste ultime.</p>
<p>Lascerei il compito di analizzare questi fenomeni a pareri più precisi e (possibilmente) originali, piuttosto che ad avventurose analisi oscillanti tra il tecnico e il sociale, accompagnate da commenti spesso assenzienti e privi di contenuti aggiuntivi, il tutto in un clima quanto mai &#8220;generalista&#8221;. Sempre che vogliate perseguire la qualità <img src='http://www.shannon.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>P.S. sarebbe bello, per gli amanti dei contenuti e per i claustrofobici, leggere i testi a pagina intera e avere un&#8217; po&#8217; di aria per scrivere i propri commenti, il formato blog un è un po&#8217; scomodo&#8230;</p>
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