DI CLAUDIO BROVELLI
Nota: Adesso il sito si fa chiamare Zzub. Rebranding da post-finanziamento? Il nuovo nome sembra essere un risultato collettivo
Bzzers è un colpo di genio del marketing.
In un solo colpo raccoglie l’onda lunga della vendita dei prodotti di nicchia e la amplifica con una (si suppone) costante e funzionale raccolta di dati, istinti, gusti ed impulsi.
Persino il giochino di votare il brand preferito è un’applicazione concreta della scelta del “primo che preferisci” di freudiana memoria ed è, ovviamente, un database aggiornato in tempo reale sulle tendenze ed i gusti.
Non solo il buzzerato sciorina le sue preferenze e si unisce a comunità di gente con gusti simili e come tali prevedibili con algoritmi, ma addirittura lascia che le scelte estetiche ed inconscie monitorate dal giochino creino un enorme database di scelte correlabili con gli acquisti fatti e con la personalità rilevata.

Francesco D’Orazio, la persona che sembra metterci la faccia ed il nome (anche se bisogna fare due giretti su Google per trovare la relazione tra Buzzrs e Francesco, insomma non è nascosta ma nemmeno palese) è sicuramente una persona ben preparata e con delle strategie innovative, almeno in Italia…
Non nego che una tale strategia di marketing non porti anche dei vantaggi all’utente finale (una yougurtiera di qualità a prezzo buono o la possibilità di trovare un prodotto di nicchia che dove abito io non si trova).
Non nego che questo sistema consente alle imprese che credono nel web 2.0 come mercato di prosperare permettendo loro di avere una maggior base di acquisto, magari su prodotti ‘tradizionali’ e quindi ‘non
innovativi’. Quelli che hanno bisogno della cosiddetta “onda lunga”.
Ciononostante il primo cliente che il signor D’Orazio ha conquistato è stato Nokia (complimenti). Il che significa che le compagnie più innovative comprendono appieno il valore del fenomeno “onda lunga” (non so bene se per quietare un pochino o per alleggerire i magazzini, ma non mi importa ora).
Tutto questo mi conferma l’utilità dell’idea di Bzzers dal punto di vista di chi vuole vendere…
Quello che sconcerta me, che mi rende perplesso è: ma i vantaggi PER ME sono tali da giustificare questo screening di massa di dati, gusti, preferenze?
(per chi proprio ne ha voglia, il percorso tra bzz ed il signor
d’Orazio è descritto su http://ossex.blogspot.com)
Claudio Brovelli
RISPOSTA DI BLACKSTORM
Interessante giochino. Interessante anche il column di Bzzers. Andando a guardare, si vede che il signor D’Orazio sembra far parte di una società diversa dalla Eikon. Interessante come sembra esserci un buon giro (il passaparola non passa mai di moda, ed i pettegoli si trovano sempre). La cosa inquietante, invece, è la descrizione della community, che parla di “gioco di ruolo”, nel quale abbiamo un karma, che salirà grazie ai punti esperienza, e più punti esperienza accumuliamo, più importanti saranno le campagne a cui partecipare.
Un MMORPG per vendere. Mi viene da sorridere pensando ad alcuni amici che si preoccupano di google che invade la loro privacy. E di nuovo, mi ritrovo a far mia una domanda:
Ma i vantaggi PER ME sono tali da giustificare questo screening di massa di dati, gusti, preferenze?
La buona notizia è che questo è il Web 2.0. La cattiva notizia è che questo è il Web 2.0.
Sembra uno scherzo, ma non lo è. La raccolta dati è fondamentale per una moderna azienda che opera nel web. La stessa blogosfera è una centrale di smistamento pettegolezzi paurosa.
La cosa assolutamente divertente in tutto questo, è che viene sfruttato a livello psicologico il fattore pettegolezzo. La cosa tragica è che uno “spettegola” di ciò che vuole il sito, non di ciò che vuole l’utente. E’ un ottimo esempio di marketing al contrario: non offri all’utente ciò che ha bisogno, ma lo spingi a dirti che ha bisogno di quello che tu gli offri, che è ben diverso dall’offrire ciò che l’utente ti chiede. Notevole il fatto che un cliente importante come Nokia abbia colto la palla al balzo, ed altrettanto interessante il fatto che ciò indichi una forte componente commerciale che nulla ha a che fare con il pettegolezzo. Fa sorridere, almeno a me, il pensiero che se si vuole spettegolare, i blog sono un mezzo molto più potente. E mi fa sorridere il fatto che ciò che dovrebbe essere un gioco diventa un’occasione di marketing. Online esistono molti giochi di ruolo, che sono divertenti e non portano via troppo tempo. Questo è uno come tanti, ha il uso giro d’affari dietro, e sfrutta un fattore psicologico noto come voglia di parlare e sparlare di tutto. In realtà mi pare tutto tranne che la nuova frontiera del pettegolezzo. Benvenuti nel web 2.0, e nella nuova grande balla della Nuova New Economy.___
La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è John Foot. La guerra civile, dal Risorgimento alla guerra fredda.
Tags: marketing, privacy, pubblicità, social networking, Zzub

5 Responses for "Vita e miracoli di Zzub, il social network per markettari"
…mi trova d’accordo con Blackstrom: sono utente di “zzub” fin dagli esordi… (spinto dalla curiosità) ma fino ad ora il “gioco” lascia un po’ a desiderare, si acquistano solo punti che non si sa come spendere, mentre per quanto riguarda il marketing e senza dubbio un’idea geniale!
Personalmente mi sono accorto che tra i miei contatti il 90% ha scritto e testato il portale nei primi 3gg poi successivamente moltissimi hanno smesso di utilizzarlo, poco stimolante…
forse l’intenzione era buona ma gli utenti sono stati attirati con la scusa del “gioco” e si son ritrovati a compilare questionari… poco divertenti.
Diciamo che tu accumuli una cosa che non sai come usare. E il gestore uguale, accumula, ma a differenza dell’utente sa benissimo come usare i dati.
Attualmente ZZUB ha lanciato una campagna in cui puoi esprimere cio che ami e cio che odi, cio che vorresti e cio che non vorresti…
Tutte le critiche e i consigli sono ben accetti perche’ ZZUB ha davvero intenzione di crescere
Ciao! e complimenti per il tuo blog!
Io sono iscritta da più di un anno a Zzub ed attualemente sto partecipando alla nuova campagna di ZZub: “Zzub si migliora grazie agli Zzubbers!”. In pratica Zzub ha coinvolto i suoi utenti per conoscere, con questa campagna, idee e suggerimenti per migliorare la comunity!
La campagna è molto interessante perchè permette a tutti noi iscritti di chiedere a Zzub con i nostri Feedback tutte le migliorie che vogliamo trovare su Zzub. Zzub ha compiuto un anno da poco e quindi è venuto il momento di cambiare qualcosa, di aggiungere e migliorare il sito. Con questa campagna, come con le altre campagne, è possibile anche fare tanto passaparola e scrivere i report…
A me pare una bellissima campagna e mi sto impegnando per scrivere tanti feedback per contribuire anch’io alle migliorie di Zzub!
Ciao ciao a presto!
ma sei rimasto a zzub?? ormai l’utente che vuole ragrannellare qualcosa col pc,sia un buono spesa che un prodotto da testare nn ha che l’imbarazzo della scelta di panel..uno molto in voga è toluna. . .oltre che zzub….ma vorrei parlare di toluna…mi chiedo come siano attendibili i sondaggi che si sentono in giro visto che se sei idoneo passi il sondaggio e guadagni punti,se nn sei idoneo vieni scartato,una volta capito sicuramente il 90% si rende idoneo…ma sono cmq tutti siti che nn mantengono la promessa data.. . soppratt toluna. . . .in quanto a zzub che me frega quello che si sa …tanto sono tutte bugie,come tutti quanti mi sono resa fan dei prodotti più belli perchè spero di poterli testare. .. . che il mercato sappia che 50 mila persone usino postepay non mi cambia la vita, e se un prodotto mi piace cmq lo uso,certo è che se vedo la clio su zzub e a me cmq fa schifo mica domani me la compro….si sa che il tesoro del futuro sono la raccolta di dati…nn è una novità…sempre più pubblicità mirate…ci sono persone che cercano nei vari social i clienti ideali da proporre alle aziende…se una ditta di scarpe ne stà lanciando un tipo nuovo per correre,certi personaggi procureranno qualche migliaio di indirizzi mail a cui proporre il prodotto….cmq come tutte le mie amcche siamo su questi siti solo ed esclusivamente per arrottondare la giornata,visto che i conti in tasca a me nessuno li fa come io nn li faccio a nessuno. .. . .se togliessero il guadagno non ci sarebbe più nessuno di iscritto
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