di Marco De Rossi

Ieri sono stato – insieme ad altri blogger, geek e internettiani – ad un incontro a Milano con i responsabili di Rai Net. L’oggetto della discussione, in sostanza, era Rai.tv.

Beh, innanzitutto è sempre piacevole scoprire che dietro ad un prodotto che si utilizza spesso (le poche cose che guardo in televisione, le guardo su Rai.tv), c’è un gruppo di persone così aperto, vitale ed in gamba.

Pensate che l’intero budget annuale è di qualche milione di euro (all’estero si ragiona con due ordini di grandezza in più), e cioè appena il doppio di quello che la Rai ha dato a Bonolis l’ultima volta che ha condotto Sanremo. Vi risparmio – per clemenza e per non andare off topic – altri paragoni (ad esempio il budget attuale dell’Ente Pugliese di Bonifica dell’Agro Pontino, territorio bonificato 80 anni fa).

L’impressione è stata ottima, ma è evidente che questi eroi di Rai Net sono tirati come delle marionette da una parte dall’assetto miope e conservatore della dirigenza Rai (che discende ovviamente dalla miopia di un’altra dirigenza), e dall’altra parte non dico dal popolo della Rete (chissenefrega di qualche geek), ma direttamente dal buon senso e dal progresso.

Ok, arriviamo al punto.

- Dobbiamo ancora stare a discutere sul fatto che Rai.tv si affianchi, oppure sostituisca, la visione della televisione tradizionale? Ovvio: la sostituisce. Che domande! Invece che stare a casa sabato sera a guardare Antonio Albanese, vado fuori e poi me lo rivedo la domenica pomeriggio. Se ceno a casa, non ceno in pizzeria. Vogliamo discuterne ancora un po’ ? :) La vera domanda è “Quando un minuto di view online verrà premiato, a livello di richiesta e relativi introiti da advertisment, come un minuto di tv tradizionale? Come possiamo accelerare i tempi?”. Senza contare che, a livello di inserzionista, un contenuto on demand (come sono quelli di Rai.tv) dovrebbe essere molto più appetibile di uno propinato da dinamiche di palinsesto.

- A furia di parlare di diritti (alcune delle cose che non trovate su Rai.tv non ci sono per questo motivo) si rischia di impazzire. L’unica, come si è detto ieri, è obbligare l’Ufficio Acquisti a non firmare contratti in cui non sia permesso anche lo streaming online. Il problema, in questo tipo di problemi, è sempre il potere contrattuale. Ed io mi chiedo: se non ce l’ha Rai, questo potere contrattuale, chi lo deve avere? Le piccole tv universitarie cosa dovrebbero fare? Spararsi?

- Menosa remembrance del “dare-avere”. Come possiamo pretendere che gli utenti di Rai.tv tagghino i video per aumentare i metadata, e passino ore della loro vita a preparare usergenerated video da inviare a Rai per partecipare a determinati contest, se poi in cambio – alla comunità – non permettiamo nemmeno di embeddare i video in giro per la blogosfera?

- Come alla fine ha spiegato Mafe: dire che embeddare i video Rai nei siti esterni è pericoloso perché si rischia la dispersione, oltre che essere anacronistico, è quantitativamente errato. Se anche solo 1/5 delle persone che trovano i video Rai in giro per la blogosfera, cliccassero sul video e andassero sul Rai.tv, sarebbe il 20% in più del traffico. Non è certo una cosa originale: siti come WSJ o Cnet vivono di questa presunta “dispersione”.

- Non avevo mai visto misurare le statistiche di un sito in cui ogni pagina contiene un video (l’hanno spiegato loro) in pageviews invece che in minuti/ore. Misurare in minuti, e mettere in correlazione i dati ottenuti con quelli delle categorie di contenuti, permette di estrarre dati molto interessanti (tipo: il 90% di quelli che guardano tale programma, stoppa lo stream entro i 2 minuti…).

Ultima cosa.

È anni che, bazzicando nel mondo online user generated, sentiamo dire “Eh sì… il problema è che nell’ugc c’è un sacco di porcheria… quale inserzionista metterebbe il suo annuncio lì di fianco, a scatola chiusa? Nessuno”. È vero, ed è un tormentone. C’è gente nello staff commerciale e developers di YouTube che venderebbe sua madre per avere molti più contenuti professionali, invece che UGC.

In Rai, se ne rendono conto di questa forza immensa che hanno? Questo gigantesco valore? Sono la Rai. Hanno tutti super-contenuti. Si rendono conto – quando parlano dello scarso seguito delle loro funzioni social (commenti, preferiti, playlist personalizzate) – che se facessero un clone di YouTube, avrebbero dei feedback social enormi semplicemente perché sono la Rai e perché hanno super contenuti?

Per questo motivo sono rimasto perplesso quando, in merito ai motivi che disincentivano l’external embedding sul Web, mi hanno detto che “intaccherebbe l’identità dei contenuti”. L’identità? Ma diamine, sei la Rai! Tutti i contenuti hanno un’identità fortissima. Nessun timore! Falli girare ovunque. Tutti sanno e continueranno a saper che son Rai! Solo che saranno in più a vederli, e più numerosi anche gli inserzionisti.

Detto questo, in bocca al lupo allo staff.

Ecco le slide dell’evento:

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La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Guida PHP: Condizioni e Operatori logici.