DI ENRICO GIUBERTONI

The Filter è un client-based recommendation engine, ovvero una risorsa che filtra i principali siti di entertainment selezionando i contenuti che si avvicinano ai gusti degli utenti registrati.

Il servizio oltre alle funzioni proprie dei client-based recommendation engine - è in grado di sincronizzare automaticamente le proprie playlist su iPod o MP3 player: queste playlists si aggiornano in automatico quando viene connesso un device, semplificandone in questo modo la gestione.

The Filter nasce come UK based company ideata da una joint venture tra Eden Ventures e il cantautore Peter Gabriel [vedi Wikipedia].

Il principio è semplice quanto efficace: un utente si registra (gratuitamente) e inizia a definire un profilo dei suoi gusti musicali e più in generale di entertainment:

- scegliendo i generi cinematografici e musicali a lui vicini

- rispondendo a delle veloci domande di approfondimento per meglio definire il proprio profilo

- scaricando (se lo ritiene) un programma disponibile nelle versioni Windows e MacOs che osserva cosa un utente ascolta in iTunes, Windows Media Player o WinAMP al fine di perfezionare il profilo dell’utente

Una volta definito il profilo, The Filter – oltre ad affinarlo continuamente – propone all’utente musica e film attinenti ai propri gusti.

Il sito consente inoltre di acquistare musica dallo iTunes Store, da Amazon. e eMusic oltre a sincronizzare in modo automatico le playlists sul proprio iPod ed MP3.

The Filter è sicuramente una risorsa estremamente raffinata e tecnologicamente avanzata:

- è totalmente basata sulle scelte dell’utente a cui vengono proposti contenuti pertinenti ai propri gusti;

- consente alle aziende servizi di marketing avanzato, diventando di fatto un sito sociale di guida all’acquisto musicale;

- è basato sulla tecnologia dei Navigation Layers analizzata e definita da Chris Anderson nella sua opera – The Long Tail book che consentono di filtrare i contenuti esclusivamente sulla base delle scelte degli utenti.

- La tecnologia dei Layers si basa sul seguente principio: ad un utente che acquista prevalentemente abiti maschili di colore grigio antracite, è bene proporgli quando naviga solo vestiti di quel genere e non una homepage generica con abiti femminili di colore giallo (si veda nei riferimenti un interessante articolo che ben spiega la teoria dei Navigation Layers).

- Grazie alla tecnologia dei Navigation Layers, The Filter mantiene sempre sincronizzato il profilo dell’utente con le scelte che egli fa. E’ in questo modo in grado di seguire il mutamento dei gusti di ogni utente e fornirgli un servizio sempre migliore.

La tecnologia è stata resa dal punto di vista della usability estremamente intuitiva. La usabilità di The Filter è basata su un modello ad evento: trovi la tecnologia giusta nel momento in cui è appropriato usarla.

Vorrei però mettere in evidenza un fatto che mi è accaduto analizzando The Filter: l’estrema usabilità del modello ad evento va a discapito della comprensione delle potenzialità del sito.

Il primo approccio che ho avuto con The Filter ha scaturito in me una percezione totalmente errata di questa risorsa. Ad una prima percezione, ho pensato erroneamente che si trattasse dell’ennesimo sito DotCom style che filtrava i contenuti per facilitare la navigazione per un utente medio.

Non ho immediatamente percepito i vantaggi per i possessori di iPod, per chi acquista musica on line, non ho percepito la possibilità di estendere i propri gusti con una navigazione contestuale e in linea generale ho percepito erroneamente The Filter come un sito che restringeva – anziché ampliarli – i miei ambiti di ricerca.

L’approccio di The Filter è basato un modello tale per cui, le innovazioni le scopri laddove sono pertinenti: questa caratteristica tuttavia rischia ad un primo fugace sguardo di nascondere le potenzialità di esso.

Per me che sono un utilizzatore modello mordi e fuggi (se lo capisco subito e cattura la mia attenzione lo uso, altrimenti lo scarto), il fatto di non vedere nella visione di insieme le sue potenzialità mi ha fatto avere una immagine riduttiva ed errata di esso.

Forse un video in Homepage svelerebbe le magie di The Filter e lo renderebbe più interessante. Non sempre il modello delle potenzialità nascoste è vincente: è meglio in qualche caso fare apprezzare i propri plus.

Questo lo scrivo poiché se non avessi letto la voce scritta su Wikipedia [en] – di The Filter, probabilmente non l’avrei mai utilizzato dandone un erroneo giudizio negativo perdendomi una interessante e ben fatta risorsa.

Enrico Giubertoni

Riferimenti

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La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Nanotecnologie su sistemi umani e umanoidi: i progressi della ricerca presentati da Roberto Cingolani.