| DI JOHN MADERO |
Del.icio.us è un servizio web di bookmarking sociale per memorizzare, condividere e scoprire nuovi segnalibri e pagine web segnalate come interessanti da altri utenti.
Il sito è stato fondato nel 2003 da Joshua Schachter ed è stato acquistato, nel 2005, da Yahoo. Adesso ha più di tre milioni di utenti e 100 milioni di segnalibri in archivio.

Abbiamo fatto qualche domanda al riguardo ai ragazzi di Yahoo.
DI JOHN MADERO (Risposta di DAVID ORBAN)
In seguito alle ultime sanzioni imposte dagli Stati Uniti, società come Microsoft, Ebay e Yahoo sono state costrette a modificare o limitare l’utilizzo dei loro servizi in Iran (stiamo parlando di killer application come PayPal, Skype e MSN Hotmail). C’è chi dice addirittura che, in accordo con le nuove sanzioni, queste aziende non potrebbero operare in Iran in nessuna forma.
Insomma, la strategia a me appare chiara: sabotare l’infrastruttura telematica iraniana chiudendo il rubinetto ai servizi più comuni. Quelli che ci rimettono, però, sono i comuni cittadini iraniani, che si ritrovano senza casella mail, senza chat, senza la possibilità di telefonare gratuitamente con Skype. Credete infatti che in Iran gli addetti alla costruzione della famigerata atomica chattino su MSN, passino le giornate su Skype, o facciano ordini di uranio su Ebay pagando con il loro conticino PayPal? Ma per favore…

DI FEDERICO MORO
Il percorso che segnalo di seguito per sfruttare al meglio i servizi sviluppati secondo i principi del Web 2.0 è arbitrario e non vuole essere una guida dei siti di qualità.
Prima di tutto, per chi ancora non l’avesse fatto, è bene scaricare e usare Firefox. Per quanto mi riguarda navigare con Internet Explorer è più faticoso e Firefox consente l’installazione di molti plugin che semplificano e velocizzano di molto il lavoro.
Una volta connessi, una buona tazza di caffè (o una cioccolata calda) e si comincia aprendo un account su Clipperz, gestore di password, su cui memorizzare tutti gli account: Clipperz memorizza nome utente e password e fornisce una lista di link diretti ai servizi che si utilizzano.
Un account di Google è un secondo, ragionevole step. Google Accounts è un pacchetto di servizi on line con avanzate funzioni di condivisione.

DI JOHN MADERO
“In USA un fenomeno può definirsi completamente radicato nella cultura e nelle abitudini americane solo se I Simpsons ne hanno fatto una loro versione satirica. Google questo onore lo ha avuto.”, così apre l’articolo di copertina dell’autorevole The Economist di questa settimana.
Who’s afraid of Google? e Inside the Googleplex non aggiungono niente di nuovo a quello che ormai quotidianamente leggiamo riguardo a BigG, semplicemente riassumono i malumori, le critiche e le contestate iniziative dell’azienda più misteriosa della Silicon Valley. Tutto questo presentando un panorama comprensibile anche ai non addetti ai lavori.

Vi raccontiamo, ma magari lo farà anche Punto Informatico domani, cosa si dice in questa inchiesta.
DI JOHN MADERO
Murdoch aveva appena fatto scoppiare un putiferio il mese scorso cercando (con esito per ora negativo) di comprare il Wall Street Journal insieme all’intero gruppo editoriale Dow Jones per 5 miliardi di dollari quando, il 20 giugno, ha proposto di cedere MySpace al board di Yahoo in cambio del 30% delle sue azioni.
Per Yahoo sarebbe un gran colpo ritrovarsi all’improvviso in mano il giocattolo dalle infinite uova d’oro MySpace (che persino Google invidia), mentre invece Murdoch, a cui il senso degli affari non sembra mancare, potrebbe entrare nell’executive-board di Yahoo, attuare una strategia di rilancio e, in caso di successo, guadagnare altre palate di quattrini.

E tu, cosa ne pensi del povero Rupert?
