DI JOHN MADERO
Una buona parte della stampa italiana sembra voler giocare a fare Dio, divertendosi a creare, far crescere e poi distruggere fenomeni mediateci legati ad Internet.
Prima, quando già usavamo Wikipedia da anni, ci hanno coperto di reportage sulla libera enciclopedia più grande del pianeta (e c’era un ma: non garantiva la qualità delle proprie voci perchè modificabili da chiunque), poi, cavalcando il successo di BeppeGrillo.it, hanno per mesi parlato del fenomeno “blog” (e c’era un ma: i blog erano troppi, confusi e anarchici, Beppe Grillo invece era apolitico e puzzava). Poi stop. Basta.
L’estate del 2007 - si sa, d’estate c’è poco da scrivere - ci hanno riempito la testa con approfondimenti su Second Life. Decine di paginone sui maggiori quotidiani nazionali parlando di un mondo virtuale che, sostanzialmente, aveva parecchi milioni di iscritti ma soltanto 40.000 persone connesse contemporaneamente. E ovviamente c’era un ma: la seconda vita avrebbe rischiato di prevalere sulla prima allontanando la vittima dal mondo vero (i sociologi tornano sempre utili, soprattutto d’estate). Poi la bolla Second Life è scoppiata e tutti hanno smesso di parlarne.
a cura di John Madero
Shannon, la tecnologia raccontata a più voci
Ci siamo resi conto che digitando “Cuil” (ma anche “Cuil search engine”) nel motore di ricerca “Cuil”, il motore di ricerca non compare! Un sito con crisi di identità che non riesce a trovare nemmeno se stesso…
Si parla in queste ore di Cuil, il nuovo motore di ricerca creato da due ex-dipendenti del colosso di Mountain View. Prima di tutto cerchiamo di capire in che cosa i due motori di ricerca si differenziano (oltre alla schermata iniziale di colore nero, che molti preferiscono per l’inferiore consumo energetico):
1) La ricerca non avviene in base ad un algoritmo che privilegia i risultati con più autorità e link in ingresso (come fa il famoso PageRank di Google), ma usa come criterio solamente la pertinenza con la chiave (o le chiavi) di ricerca fornite dal navigatore.
2) Cuil vanta, lo leggiamo in homepage, un database di 120 miliardi di pagine web. E cioè tre volte quello di Google.
3) I risultati non vengono presentati come un lungo elenco di link blu, ma con una accattivante grafica a tre colonne, con tanto di minipreview o immagini correlate.
4) Cuil presenta una feature molto promettente. Per alcune ricerche, è disponibile sulla parte destra della pagina un browse by category, funzionalità utile se vogliamo risalire al nucleo concettuale a cui la nostra parola chiave appartiene, oppure effettuare ricerche su altre parole appartenenti alla stessa categoria.
5) Essendo Cuil appena nato, la sua stabilità è ancora insoddisfacente. Nel momento in cui scriviamo, ad esempio, il sito è irraggiungibile a causa dell’eccessivo carico di richieste ricevute.
6) Rispetto a Google, in cui Wikipedia appare tra i primi risultati per la maggior parte delle chiave di ricerca, salta subito all’occhio come invece con Cuil l’enciclopedia più famosa della rete venga decisamente penalizzata.

Ed ora vediamo cosa dice la blogosfera a riguardo:
DI SIMONE ONOFRI
Leggevo qualche tempo fa da Francesco, che oramai ci ha tristemente salutati, una riflessione sul pensiero che Zygmut Bauman - importantissimo sociologo e teorico della postmodernità - ha espresso tempo fa in un’intervista per Nova, l’inserto del Sole 24 Ore. Dell’intervista troviamo il sunto di Gregorji su Giornalettismo Militante, del quale consiglio vivamente la lettura non solo dell’articolo ma anche dei relativi commenti.
Brevemente, Bauman sostiene che da un punto di vista sociologico Internet, e più precisamente il fenomeno meglio conosciuto come Web 2.0 (che Tim Berners-Lee definisce un jargon) si sviluppa su tre concetti chiave: “solitudine“, “paura” e “narcisismo“ ed è sostanzialmente “una potente via di fuga dalle difficoltà e dalle tribolazioni della vita reale“.
Questo primo punto fa immediatamente pensare ai Mondi Virtuali ed è interesante lo stesso titolo di Second Life, una Seconda Vita. Non a caso gli ultimi slogan usati per le sue comunità suonano come: “Second Chance for Real Life Players“. Inoltre, spesso, si sente che la Second Life diventa se non la First Life almeno la Primary Life e questo - da un punto di vista sociale e umano - non è il massimo. David illuminaci tu con la tua esperienza sui Mondi Virtuali.
Altro concetto che fa riflettere è che Bauman ci ricorda che Internet è un Lusso. Per navigare si ha bisogno di computer econnessione - possibilmente a banda larga e flat così da non avere problemi a seguire tutti i siti “social”, mantenere uno o più Blog, scrivere quello che faccio su Twitter e parlare con tutti i miei contatti in tempo reale. Ma non solo questi costi in “pura” moneta, soprattutto Tempo.

DI MASSIMO MELICA (Presidente del Centro Studi di Informatica Giuridica)
All’alba del 27 settembre 2007 alcuni navigatori della Rete hanno potuto leggere su un canale telematico non ancora censurato il messaggio in epigrafe che descrive, meglio di qualunque reportage giornalistico, il dramma della rivolta in Birmania.
Nonostante gli sforzi per censurare internet, i dissidenti del governo birmano con ogni stratagemma tecnologico (sim estere, e-mail, blog, chat, icq) inviano le informazioni su ciò che realmente accade nel loro paese.
E’ Internet il primo avversario che viene oscurato dai governi autoritari, tuttavia in questo caso ha portato alla luce la rivolta in Birmania; una protesta che, nata tre mesi fa, solo grazie alla Rete è evasa dai confini birmani per raggiungere le coscienze del pianeta.
Non è la prima volta che internet diventa strumento della libertà di espressione e del diritto alla conoscenza, ricordo quando si distinse nei conflitti in Bosnia e Iraq permettendo al “pensiero libero” di attraversare i confini della repressione e della guerra.

Oggi più che mai Internet ha bisogno di essere tutelata e difesa, ma da chi?
DI GABRIELE LEVY
Da contenitore di contenuti, quale era la rete agli inizi degli anni ‘90, il web ha via via trasformato o rivoluzionato il mondo della editoria (RSS e blogging), della telefonia (VOIP), della televisione (Youtube), della radio (Podcasting), del sistema postale (Gmail, Hotmail), dei modelli di business (Alibaba, Ebay, Amazon…) e di molto altro ancora.
Negli anni ‘70 ero al liceo e quando dovevo fare una ricerca prendevo un tram che dopo mezz’ora mi lasciava vicino alla Biblioteca Civica…

E tu? Pensi davvero che si tratti di una rivoluzione?
