di Marco De Rossi
Ieri sono stato – insieme ad altri blogger, geek e internettiani – ad un incontro a Milano con i responsabili di Rai Net. L’oggetto della discussione, in sostanza, era Rai.tv.
Beh, innanzitutto è sempre piacevole scoprire che dietro ad un prodotto che si utilizza spesso (le poche cose che guardo in televisione, le guardo su Rai.tv), c’è un gruppo di persone così aperto, vitale ed in gamba.
Pensate che l’intero budget annuale è di qualche milione di euro (all’estero si ragiona con due ordini di grandezza in più), e cioè appena il doppio di quello che la Rai ha dato a Bonolis l’ultima volta che ha condotto Sanremo. Vi risparmio – per clemenza e per non andare off topic – altri paragoni (ad esempio il budget attuale dell’Ente Pugliese di Bonifica dell’Agro Pontino, territorio bonificato 80 anni fa).
L’impressione è stata ottima, ma è evidente che questi eroi di Rai Net sono tirati come delle marionette da una parte dall’assetto miope e conservatore della dirigenza Rai (che discende ovviamente dalla miopia di un’altra dirigenza), e dall’altra parte non dico dal popolo della Rete (chissenefrega di qualche geek), ma direttamente dal buon senso e dal progresso.

Ok, arriviamo al punto.
Nato nel novembre del 2000, Catapulta.it è stata delle prime realtà italiane ad occuparsi del mondo del lavoro sul web.
Cresciuto in maniera esponenziale nel corso degli anni, attualmente il sito vanta quasi 400.000 utenti unici mensili, 4 milioni di pagine viste al mese ed oltre 100mila utenti registrati e che, attraverso l’esclusivo servizio.Il nostro obiettivo è quello di favorire l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro, integrando tutti i canali a nostra disposizione: il giornale in edicola, la distribuzione free press ed Internet.
da “Chi siamo” di Catapulta.it
Come si distingue Catapulta dagli altri siti di e-recruitment? La novità – ripresa tra l’altro da Repubblica a novembre – è quella di un canale televisivo online (una web tv, appunto) completamente dedicata alla ricerca di lavoro e alla presentazione di annunci di posizioni vacanti.
Dalla homepage di Catapulta TV, potete guardare una robotica annunciatrice che presenta, ogni due settimane, le offerte di lavoro più interessanti, di cui poi la community potrà discutere nelle aree sociali del sito. Segue una dettagliata descrizione di quali mansioni esattamente dovrebbero essere svolte dall’utente di Catapulta che decidesse di rispondere all’annuncio.
Un progetto che richiede senz’altro un impegno notevole da parte dello staff. Dimenticando per un attimo che si tratti di un’iniziativa – almeno in Italia – anomala e senza precedenti, siamo sicuri che il gioco valga la candela?
Ecco le opinioni di alcuni blogger di Shannon.

DI JOHN MADERO
Il trend dell’internet collaborativo ha portato in questi 18 mesi di ascesa delle webtv e nei numerosi investimenti che sembra di moda riservare a questo settore, ad una tendenza quasi maniacale a strutturale i contenuti video in palinsesti “personalizzati”.
Il ragionamento che conduce ad una scelta di questo tipo (vedi ad esempio, in Italia, il nuovo arrivato Glomera) è sempre lo stesso: il tradizionale palinsesto televisivo non può funzionare su internet e quindi bisogna socialnetworkizzarlo affidando alla comunità l’organizzazione dei contenuti.
Si perde così di vista il vero elemento innovativo dei contenuti multimediali digitali, e cioè l’on-demand, esemplificato dalla killer application YouTube che, permettendo in qualsiasi momento di accedere a qualsiasi video, intrattiene milioni di teenagers in un vero e proprio zapping di nuova generazione: non salto da un canale all’altro alla ricerca di un programma che mi convinca, ma salto da un programma di interesse da me selezionato, ad un altro programma di interesse. Un vero paradiso dell’entertainment.
Questo nuovo approcio alla scelta del contenuto viene riassunto da Luca De Biase su Nova24 (29/11/2007): “Il tempo della televisione è sostituito dal tempo del pubblico”.

Italia: una panoramica introduttiva alle nuove tecnologie televisive (IPTV, MobileTv e WebTV) e ai relativi pro e contro.
DI JOHN MADERO
Partiamo dalle IPTV ( Internet Protocol TV ), veri e propri canali gestiti da provider che si avvalgono dell’infrastruttura su cui si basa internet (TCP/IP) per diffondere video attraverso banda larga (Adsl o fibra che sia).
In Italia le più famose sono quelle di Fastweb e Alice / Telecom Italia ma, recentemente, anche Tiscali è scesa in campo in seguito all’acquisizione della londinese Homechoice, specializzata appunto in questo tipo di soluzioni.
L’aspetto negativo delle IPTV più spesso sollevato critica la natura “chiusa” di questa tecnologia: si tratta di una televisione completamente gestita da un provider, che spesso si limita a comprare i diritti di alcuni contenuti della tv generalista e a riproporli in un palinsesto riorganizzato secondo i criteri di mercato della padrona di turno (Telecom, Fastweb, Tiscali appunto).
Ma oltre ad essere carenti di contenuti prodotti adhoc per questa tecnologia (all’estero non è così), le IPTV italiane mancano spesso di strumenti di comunicazione sociali che sfruttano gli user generated contents. I big providers dovrebbero prenderne atto, non basta l’interattività del telecomando per parlare di nuova televisione: in futuro verrà premiato il servizio con un’efficace interazione tra utenti che stanno visionando lo stesso contenuto.

Nota redazionale
Visto l’interesse suscitato dalla vicenda inerente il modello di business della webtv italiana RiflettoTv, comunichiamo ai nostri lettori che, come possono facilmente constatare, RiflettoTv è un’iniziativa connessa a Epson Meteo.
Scrive tra i commenti il nostro Mario Govoni:
Un uccellino, nella lontana primavera scorsa, mi parlò di Rifletto TV e mi disse che era emanazione nientepopodimeno che di Epson meteo (quella del colonnello Giuliacci che, roteando la penna, espone le previsioni meteo su canale 5).
Pare che, al momento, distribuiscano contenuti regolarmente acquisiti e che abbiano idee di autoprodurre contenuti per il futuro.
L’ipotesi più probabile è che, al momento, si tratti di un’operazione di marketing virale per poi vendere contenuti al pubblico.
Mi riservo ulteriori indagini)
P.S.: Epson meteo ha anche un giornale gratuito, Rifletto, che pubblica articoli scientifici.
Si ringrazia l’Ufficio Stampa di RiflettoTv per la collaborazione e per gli auguri di Natale inviati questa mattina:
| DI JOHN MADERO |
Dal 19 marzo scorso (grazie ad un finanziamento iniziale di soli 50000 $), su Justin.tv potete seguire Justin Kan in ogni sua mossa, grazie alla webcam che si è attaccato al cappellino da cui mai si separa. Questo Grande Fratello 24/7 ha avuto un tale successo che dopo sole due settimane Justin è stato invitato alla trasmissione Today Show.
Tutti ricordano lo scherzo di cattivo gusto del 23 marzo scorso: uno spettatore ha chiamato la polizia locale denunciando un delitto in corso nello stabile da dove stava andando in onda Justin.tv, dando fra l’altro come riferimento il numero di telefono della Web Tv, reperibile da tutti sul loro stesso sito. La polizia ha fatto irruzione nella camera da letto dove Justin e i suoi amici stavano trasmettendo, scatenando un pandemonio. Tutto questo sotto gli occhi attoniti degli spettatori.

