Una discussione di Lorenzo Perone, Mauro Rubin e Giacomo Rizzo sul tema dell’e-learning scaturita da una riflessione di Federico Moro.
DI FEDERICO MORO
Anche se il concetto di innovazione (che sta alla base di una cultura veloce e mutevole come quella attuale) comincia a essere assorbito, prima che questo diventi un fondamento culturale dovrà passare qualche tempo. Mentre lo sviluppo tecnologico in campo educativo corre, le istituzioni e strutture preposte hanno problemi notevoli a mantenere il passo, a sviluppare nuovi sistemi educativi e allineare il personale su di essi.
Qualcuno che ci sta provando c’è, è il professore dell’MIT Mitch Resnick e di recente ha tenuto una conferenza nella prestigiosa università americana dove ha presentato un suo progetto: “L’eterno asilo” - “Life Long Kindergarden”.
Il punto di partenza di Resnick è semplice ma efficace: se in un insieme di tre oggetti composto da televisione, pennello e computer dobbiamo raggruppare due per somiglianza e scartare uno come ci comportiamo?
La domanda serve per spiegare come il computer possa essere usato come uno strumento attivo e creativo (come un pennello appunto) piuttosto che passivo e statico (come un televisore). Attraverso questa metafora Resnick sta sviluppando dei progetti formativi per gli asili d’infanzia negli Stati Uniti che si basano sull’uso delle nuove tecnologie (con un’attenzione particolare alla robotica) per lo sviluppo intellettivo dei bambini nei loro anni di maggiore sviluppo. La ragione per cui il progetto si ferma agli asili è data soprattutto dalla libertà che questi hanno nelle scelte formative rispetto alle scuole dell’obbligo con fondi più limitati e programmi da seguire imposti dall’alto.

