di Marco De Rossi
Ieri sono stato - insieme ad altri blogger, geek e internettiani - ad un incontro a Milano con i responsabili di Rai Net. L’oggetto della discussione, in sostanza, era Rai.tv.
Beh, innanzitutto è sempre piacevole scoprire che dietro ad un prodotto che si utilizza spesso (le poche cose che guardo in televisione, le guardo su Rai.tv), c’è un gruppo di persone così aperto, vitale ed in gamba.
Pensate che l’intero budget annuale è di qualche milione di euro (all’estero si ragiona con due ordini di grandezza in più), e cioè appena il doppio di quello che la Rai ha dato a Bonolis l’ultima volta che ha condotto Sanremo. Vi risparmio - per clemenza e per non andare off topic - altri paragoni (ad esempio il budget attuale dell’Ente Pugliese di Bonifica dell’Agro Pontino, territorio bonificato 80 anni fa).
L’impressione è stata ottima, ma è evidente che questi eroi di Rai Net sono tirati come delle marionette da una parte dall’assetto miope e conservatore della dirigenza Rai (che discende ovviamente dalla miopia di un’altra dirigenza), e dall’altra parte non dico dal popolo della Rete (chissenefrega di qualche geek), ma direttamente dal buon senso e dal progresso.

Ok, arriviamo al punto.
DI JOHN MADERO
Il trend dell’internet collaborativo ha portato in questi 18 mesi di ascesa delle webtv e nei numerosi investimenti che sembra di moda riservare a questo settore, ad una tendenza quasi maniacale a strutturale i contenuti video in palinsesti “personalizzati”.
Il ragionamento che conduce ad una scelta di questo tipo (vedi ad esempio, in Italia, il nuovo arrivato Glomera) è sempre lo stesso: il tradizionale palinsesto televisivo non può funzionare su internet e quindi bisogna socialnetworkizzarlo affidando alla comunità l’organizzazione dei contenuti.
Si perde così di vista il vero elemento innovativo dei contenuti multimediali digitali, e cioè l’on-demand, esemplificato dalla killer application YouTube che, permettendo in qualsiasi momento di accedere a qualsiasi video, intrattiene milioni di teenagers in un vero e proprio zapping di nuova generazione: non salto da un canale all’altro alla ricerca di un programma che mi convinca, ma salto da un programma di interesse da me selezionato, ad un altro programma di interesse. Un vero paradiso dell’entertainment.
Questo nuovo approcio alla scelta del contenuto viene riassunto da Luca De Biase su Nova24 (29/11/2007): “Il tempo della televisione è sostituito dal tempo del pubblico”.

