DI ESTHER DYSON
Questo articolo è tratto dal numero di agosto di Technology Review, una pubblicazione del Massachusetts Institute of Technology. La traduzione è a cura dello staff di Shannon.
Qualche settimana fa un amico mi ha scritto perchè aveva un problema. Mi ha detto che il nome di sua figlia - chiamiamola ad esempio “Alice Haynes - appariva per errore su Internet come membro di un club di bowling sul social network Meetup.
Dato che io sono nel board di Meetup, mi ha chiesto di togliere quel nome. Sono andata a controllare e, per quel che posso dire, l’Alice Haynes in questione non era sua figlia, ma una qualche altra Alice Haynes in una qualche altra città.
L’episodio è un piccolo esempio di come stiano mutando le questioni inerenti identità e privacy online. Agli albori il problema era tenere i tuoi dati segreti. Adesso invece la sfida è essere sicuri che i propri dati non si confondano con quelli di qualcun altro e controllare come questi dati si diffondano sulla rete. Insomma, gestirli e curarli.
La tua presenza sul Web è sempre più distribuita. E i tuoi dati non sono più solo tuoi: appartengono anche al commerciante che ti ha venduto quel maglione rosso (taglia 12), a Juan che ti ha scattato una foto mentre lo indossavi in spiaggia, e a Susan che l’ha commentata. Dovrei forse io avere il controllo su quello che gli altri scrivono di me?

| DI JOHN MADERO |
LinkedIn è un servizio di social networking online impiegato principalmente per networking professionale. La rete di LinkedIn ad Ottobre 2007 contava più di 15 milioni di utenti in America del Nord, Asia e Europa e cresce a una velocità di 100.000 iscritti a settimana. (Wikipedia)
Da qualche settimana è possibile inserire nel profilo una propria foto e, come tutti i social network, anche LinkedIn riceve sempre più attenzione dai media tradizionali (soprattutto in Italia, dove ispirarsi in ritardo alle mode americane è ormai la regola).
Ne abbiamo parlato con Liz O’Donnell, International Director di LinkedIn che, oltre a riportarci interessanti statistiche sull’uso di questo network in Italia, ha risposto anche alle critiche che vedrebbero LinkedIn sempre più simile a Fecebook, e sempre meno utile perchè surclassato dai social network di nicchia.

