Se passate le vostre giornate su Facebook e vi occupate di web application, potreste essere interessati a sapere come funziona l’infrastruttura di quello che ormai è il primo social network per volumi di traffico.
Facebook ha tre datacenter, due sulla west coast (San Francisco, Santa Clara) e uno sulla east (Northern Virginia). I server utilizzati sono x86, e il software utilizzato è opensource.
Il datacenter principale è quello di Santa Clara, dove ha sede la società. Il livello più alto, quello web, è costituito da applicazioni scritte in Php.
Il cuore del sistema invece è scritto in C++, Java, Python e Ruby.
Come viene spiegato qui, la società ha creato adhoc Thrift, un framework che permette ad applicazioni scritte in linguaggi diversi di interagire a vantaggio dell’intero sistema.
Di JEROEN VAN DER MEER
Tradotto molto liberamente da http://jero.net/articles/php6
Mentre gran parte dei web server utilizzano la versione 4 di Php, gli sviluppatori stanno già pianificando e sviluppando la sesta major release. Bè, diamo un’occhiata a quello che li sta tenendo così impegnati…

Si conclude con una discussione riguardo alle utilità delle funzioni introdotte in Php 6.
DI JOHN MADERO
Se siete dei programmatori web, e magari avete anche avuto a che fare con AJAX, sapete bene che alcuni dei principali problemi sono il riconoscimento dello stesso utente in due sessioni diverse (i sistemi per memorizzare i dati sul client, cookies in primis, sono spesso poco efficaci), la gestione dell’interfaccia utente mentre il vostro codice javascript sta elaborando in locale o contattando il web server, e infine l’improponibile dipendenza dalla cache del browser per visualizzare una pagina offline.
Ed ecco quindi nascere Google Gears (completamente opensource), presentato da Eric Schmidt in persona al Google Developer Day di Sydney lo scorso 31 maggio.

E tu, programmatore web o semplice utente, cosa ne pensi di Google Gears?
