È raro incontrare qualcuno che creda così tanto in ciò che fa, ma che non assuma posizioni estreme o talebane. Paolo era una di queste persone e, persino in questo periodo, credeva un sacco nel suo lavoro.
Qualche settimana fa, a Firenze, ho assistito ad un suo intervento, efficace come sempre, e mi aveva divertito la retorica utilizzata per allungare la durata del suo speech (l’ospite seguente era in ritardo). La sua vitalità si esprimeva anche in queste cose.
A febbraio invece – azzannando un trancio di pizza – ci eravamo presi in giro a vicenda per le nostre passioni sportive. Io, nuotatore, con la mia mania della piscina e delle nuotate di ore e ore in mare aperto in Puglia. Lui temerario con la sua montagna, che io invece snobbavo, e il suo sogno del Kilimangiaro.
Sono orgoglioso che una persona come Paolo abbia dato fiducia a me, teenager squinternato. E continuando a nuotare, sia nello Ionio, sia cercando di cambiare Internet, un pensiero per lui ci sarà sempre. “Keep in touch”, direbbe lui sorridendo.
Marco De Rossi
Chi non ha conociuto Paolo, che proprio a febbraio ha tenuto una lezione su Oilproject, guardi questo link.
