Logo di Shannon.it
Wednesday
Jun 17,2009

In questo articolo di MARIO GOVONI si parla di libertà di espressione in Rete e dell’approccio con cui il legislatore vuole regolamentare Internet. La posizione espressa è condivisa dalla redazione di Shannon.

Caro nipote,
[..]
Ricordo, ad esempio, che in Italia ci fu chi propose una legge, una tra le tante, che stabiliva che chiunque si fosse sentito offeso da qualcosa che qualcuno aveva scritto in Rete, chiedesse, anzi pretendesse, immediata rettifica, pena sanzioni pecuniarie gravosissime. Devo dirti, caro nipote, che non so se la legge fosse stupida perché chi l’aveva scritta non capiva nulla di Internet, oppure fosse stata redatta da un sabotatore che l’aveva resa, di proposito, inapplicabile. Chi era che poteva chiedere la rettifica? Come si poteva esser certi che era stata richiesta da chi ne aveva diritto e non da uno scherzoso buontempone? A chi andava richiesta? A che indirizzo la si doveva inoltrare? Come si poteva avere la certezza che la notifica era stata recapitata? Come si poteva, infine, esser certi che il soggetto al quale era stata inoltrata la richiesta di rettifica fosse realmente in grado di apportarla? Senza contare, poi, che una notizia, una volta apparsa su Internet, poteva esser ripresa da altre fonti e diffusa come un incendio in una macchia di sterpaglie, quindi la richiesta di rettifica avrebbe dovuto raggiungere decine, forse centinaia di soggetti. Poi c’era un’altra cosa da considerare: la rettifica, lungi dal tutelare la dignità di chi si era sentito offeso, avrebbe potuto provocare l’effetto esattamente contrario. Se io scrivevo che tu eri un ladro c’era la possibilità che a leggere la notizia fossero solo dieci persone; tu chiedevi la rettifica e questa era letta da cento persone. La tua richiesta aveva fatto sì che altre novanta persone avessero saputo che c’era chi ti riteneva un ladro. Non c’è che dire: un vero e proprio atto di tafazzismo. Ah! Sì, scusa … Tafazzi era un personaggio, creato da un trio comico, che passava le sue giornate a prendersi a bottigliate i testicoli, un vero e proprio autolesionista.
[..]

Forse lo scopo della legge era proprio questo: creare un massiccio contenzioso al fine di bloccare ancor di più l’attività giudiziaria per favorire lo scattare dei termini della prescrizione dei reati, o per avere il destro per “riformare” l’amministrazione della giustizia nel senso auspicato dagli estensori della legge e dalla maggioranza che l’aveva approvato.
Quello che non era chiaro ai legislatori di tutto il mondo era che si trovavano di fronte a un fenomeno nuovo, che travalicava i confini degli Stati per creare una sorta di super nazione: l’espressione “cittadino del mondo” assumeva un nuovo, più preciso significato. Chi aveva accesso a Internet diventava, a tutti gli effetti, un cittadino del mondo, di un mondo libero e democratico, dove la parola di tutti aveva lo stesso valore. Di questo dovevano tener conto i legislatori, ma non se ne erano resi conto. Internet garantiva a tutti libertà di parola, libertà di espressione, libertà di conoscenza, libertà di informazione, ma era una nazione severa: pretendeva che i suoi abitanti acquisissero una cosa fondamentale, la consapevolezza. Consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri, dei rischi connessi, della possibilità di fare cattivi incontri e di essere truffati da criminali, perché, caro nipote, su Internet c’erano anche quelli, ma anche coscienza di dover difendere i propri diritti e doveri, di dover difendere Internet. Ed era proprio questa, spesso, a mancare. Ecco che gli Stati più evoluti iniziarono a organizzare campagne massicce di alfabetizzazione informatica, proprio per diffonderla. Fu come una valanga: dapprima poche iniziative, spesso locali e scoordinate, poi, via via, sempre più diffuse, estese a macchia d’olio. Cittadini di tutte le nazioni e di tutte le età acquisirono la capacità di usare Internet, che nel frattempo si era diffusa veramente in tutto il mondo, raggiungendo anche le più sperdute valli montane e gli angoli più remoti dei deserti, e capirono che erano tutti uguali, al di là delle differenze di cultura, razza e religione. Internet, così, diventò il primo luogo nel quale trovarono pratica applicazione i tre principi fondamentali della Rivoluzione Francese.

Augurio per una Rete veramente libera e democratica. Non c’è davvero nessun motivo per non essere uniti in questa battaglia: “Quando la verità è evidente, è impossibile che sorgano partiti e fazioni. Mai s’è disputato se a mezzogiorno sia giorno o notte” (Voltaire).



Tuesday
May 19,2009

Martedì 26 maggio 2009 alle 21 su Oilproject (la scuola online da cui nasce Shannon.it).

Una legge per la Rete: incontro con il sen. Luigi Vimercati

Una video-intervista online a cura di Stefano Quintarelli, fondatore di NNsquad Italia

Il sen. Luigi Vimercati, ex Sottosegretario al Ministero delle Comunicazioni e professore di filosofia al Liceo Parini di Milano, presenterà in una video-intervista curata da Stefano Quintarelli il progetto di legge del PD “Neutralità delle reti, free software e società dell’informazione”, sviluppato insieme all’onorevole Vincenzo Vita.

L’incontro, privo di alcuna valenza politica, è un momento di riflessione su alcune delle tematiche più rilevanti connesse alla regolamentazione della Rete; segue a distanza di pochi giorni un convegno dedicato all’argomento con relatore il prof. Carter della Columbia University, New York, già membro dell’office of studies della FCC, convegno organizzato dalla Fondazione Bordoni in collaborazione con NNsquad.it.



Aforismi ad aeternum

"Ratzinger ha invitato i giovani alla castità. Se funziona con loro proverà anche con i preti."
Daniele Luttazzi

"Ciò che ho sempre trovato di più bello, a teatro, è il lampadario."
Baudelaire

"Non so se Dio esiste. Ma se esiste, spero che abbia una buona scusa."
Woody Allen

"Dio è un commediante che recita per un pubblico troppo spaventato per ridere."
Voltaire


Technorati


MyBlogLog




Vuoi proporre un articolo?
articoli@shannon.it

Vuoi contattare lo staff?
staff@shannon.it

PARTECIPA ALLE DISCUSSIONI IN CORSO:





CLAUDE SHANNON




Claude Shannon è uno dei più grandi teorici del secolo scorso. Gettò le basi per la progettazione dei circuiti digitali, scrisse una teoria dell'informazione ancora oggi ampiamente considerata, fondò la teoria matematica della crittografia e creò uno dei primi programmi scacchistici per computer.
Maggiori informazioni


Add to Technorati Favorites