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Wednesday
Nov 12,2008

L’amico ANDREA BICHIRI presenta e analizza Zooppa, un progetto italiano per lo sviluppo collettivo, attraverso un social network, di spot pubblicitari. Lo spot scelto viene poi premiato economicamente. A rispondergli c’è ENRICO GIUBERTONI di Shannon, che mette in evidenzia le differenze tra i prodotti di Zooppa (spot virali) e campagne pubblicitarie di altro genere. Buona lettura!

Da un’idea vincente dell’imprenditore Riccardo Donadon è nata Zooppa.com, piattaforma che rivoluziona il modo di fare pubblicità sul web.

Essa offre a tutti i creativi la possibilità di realizzare video e spot pubblicitari e ricevere premi in denaro, partecipando ai contest che le aziende lanciano sul sito per ottenere le migliori pubblicità virali. Per iscriversi ai concorsi è sufficiente entrare nel sito http://it.zooppa.com/ e creare un account personale. A questo punto ogni utente potrà decidere a quale competizione prendere parte in base ai propri interessi e le proprie capacità tecniche e artistiche.

User generated Advertising. Zooppa collabora con diverse aziende nazionali e internazionali, interessate a sponsorizzare i loro marchi attraverso le gare che periodicamente vengono organizzate sul sito. A seconda delle indicazioni fornite dalle aziende committenti, gli utenti sono invitati a creare pubblicità per marchi o prodotti delle aziende in questione. Gli utenti registrati possono partecipare con diversi tipi di contributi: scrivere un’idea o una breve sceneggiatura per una potenziale pubblicità, realizzare delle pagine grafiche con il logo dell’azienda e un pay off, produrre un’animazione o girare un video vero e proprio.



Saturday
Aug 9,2008

1) Culture: Sense of Place
2) Integration: No community is an island
3) Participation: You are what you have to say
4) Trust (Transparency / Authenticity): Give up the control you don’t have
5) Leadership: Lead, Empower, Listen, Follow

Un’ermetica slide tratta dall’intervento di Jay Bryant al SocialMediaCamp di New York (7 agosto).

Il dono della sintesi…



Thursday
Jul 31,2008

DI ENRICO GIUBERTONI

The Filter è un client-based recommendation engine, ovvero una risorsa che filtra i principali siti di entertainment selezionando i contenuti che si avvicinano ai gusti degli utenti registrati.

Il servizio oltre alle funzioni proprie dei client-based recommendation engine - è in grado di sincronizzare automaticamente le proprie playlist su iPod o MP3 player: queste playlists si aggiornano in automatico quando viene connesso un device, semplificandone in questo modo la gestione.

The Filter nasce come UK based company ideata da una joint venture tra Eden Ventures e il cantautore Peter Gabriel [vedi Wikipedia].

Il principio è semplice quanto efficace: un utente si registra (gratuitamente) e inizia a definire un profilo dei suoi gusti musicali e più in generale di entertainment:

- scegliendo i generi cinematografici e musicali a lui vicini

- rispondendo a delle veloci domande di approfondimento per meglio definire il proprio profilo

- scaricando (se lo ritiene) un programma disponibile nelle versioni Windows e MacOs che osserva cosa un utente ascolta in iTunes, Windows Media Player o WinAMP al fine di perfezionare il profilo dell’utente

Una volta definito il profilo, The Filter - oltre ad affinarlo continuamente - propone all’utente musica e film attinenti ai propri gusti.

Il sito consente inoltre di acquistare musica dallo iTunes Store, da Amazon. e eMusic oltre a sincronizzare in modo automatico le playlists sul proprio iPod ed MP3.



Thursday
Jul 24,2008

DI ESTHER DYSON

Questo articolo è tratto dal numero di agosto di Technology Review, una pubblicazione del Massachusetts Institute of Technology. La traduzione è a cura dello staff di Shannon.

Qualche settimana fa un amico mi ha scritto perchè aveva un problema. Mi ha detto che il nome di sua figlia - chiamiamola ad esempio “Alice Haynes - appariva per errore su Internet come membro di un club di bowling sul social network Meetup.

Dato che io sono nel board di Meetup, mi ha chiesto di togliere quel nome. Sono andata a controllare e, per quel che posso dire, l’Alice Haynes in questione non era sua figlia, ma una qualche altra Alice Haynes in una qualche altra città.

L’episodio è un piccolo esempio di come stiano mutando le questioni inerenti identità e privacy online. Agli albori il problema era tenere i tuoi dati segreti. Adesso invece la sfida è essere sicuri che i propri dati non si confondano con quelli di qualcun altro e controllare come questi dati si diffondano sulla rete. Insomma, gestirli e curarli.

La tua presenza sul Web è sempre più distribuita. E i tuoi dati non sono più solo tuoi: appartengono anche al commerciante che ti ha venduto quel maglione rosso (taglia 12), a Juan che ti ha scattato una foto mentre lo indossavi in spiaggia, e a Susan che l’ha commentata. Dovrei forse io avere il controllo su quello che gli altri scrivono di me?

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Thursday
Jul 17,2008

DI JOHN MADERO

Ieri sera, in un locale dell’East Village di Manhattan, un venticinquenne americano che ha vissuto in Italia mi chiede se anche noi, dall’interno, percepiamo il forte stato di ristagno in cui il Belpaese si trova. Non vuole offendermi, aggiunge. Dall’estero – mi spiega - ormai sono quattro anni che si sente parlare di un’Italia inesorabilmente in declino.
Gli rispondo che, ovviamente, lo percepiamo anche noi.
Non è niente di nuovo per me, ma sentirselo ribadire con tanta sicurezza da stranieri non è mai un granchè.
“Mi spiace molto dirlo” - aggiunge - “perchè amo l’Italia e ci sono stato per quattro anni”.
“Non sai quanto dispiace a me, che sono italiano!” gli rispondo.

Tornando a casa mi interrogo
. Rifletto. Poi la risposta si presenta da sola. Si, la risposta è nel mio aggregatore di feed rss. L’ennesima testimonianza di questa tragedia (uomini in ruoli chiave che forse dovrebbero valutare un ricollocamento) è il discorso di Francesco Pizzetti, presidente dell’Autorità garante della per la protezione dei dati personali.
Una vetustà ed una ignoranza delle dinamiche sociali, tecniche e burocratiche delle nuove tecnologie che non può davvero riguardare un uomo in quella posizione.
Capisco mia nonna (in cambio del pranzo del giovedì le racconto volentieri quanto Facebook può essere comodo), ma non Francesco Pizzetti.
Che dire? Se non altro, nella foto, l’aspetto è impeccabile.

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Tuesday
May 13,2008

Una maggiore diffusione di risorse strategiche di Marketing come acceleratore dell’eCommerce Italiano? Una ipotesi affascinante

A CURA DI ENRICO GIUBERTONI

L’eCommerce italiano è meno sviluppato rispetto alle nazioni traino europee come U.K, Germania, Francia e Spagna, mercati caratterizzati nel 2007 da un volume di transazioni con punte di 50 miliardi di Euro (cfr. Link in calce).

Molti osservatori mettono in evidenza quanto l’eCommerce italiano sia comunque settore in espansione con tassi di crescita impressionanti se paragonati alle nazioni traino europee e con vaste aree ancora da conquistare.

Io credo tuttavia che la minore diffusione delle abitudini all’ecommerce in Italia siano causate anche dalla scarsità di risorse di marketing strategico: per risorse di Marketing Strategico intendo quelle risorse che invogliano e rendono affascinante per il consumatore l’acquisto on line.

I servizi e le risorse di marketing e di advertising legate all’Ecommerce nel nostro paese si sviluppano essenzialmente su tre grandi aree:

  1. Pubblicità Pay Per Click e altre forme di advertising
  2. Comparatori di Prezzi
  3. Servizi di sponsorizzazione tramite Newsletter ed Email Marketing

In queste tre aree operano diverse grandi realtà che forniscono importanti e interessanti risorse e servizi.

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Tuesday
Jan 29,2008

DI MARCO BENNICI

Le potenzialità degli ‘Innovation Relay Center’ (IRC) e delle ‘ideagorà’ sono ancora tutte da scoprire. Questi ‘market place’ virtuali possono a buon titolo aspirare a diventare la ‘spina dorsale’ della società della conoscenza. Conoscenza intesa in senso ampio, possibilmente il più ampio possibile. Nella loro vasta capacità di rendere possibile il difficile percorso verso un’innovazione di successo, gli IRC presentano comunque alcune criticità. Prima fra tutte, la mancanza di un marketing strutturato. L’euristica con cui procedono attualmente al loro interno le richieste e le offerte inserite rischia di lasciare troppo al caso l’effettivo incrocio tra domanda ed offerta di competenze.

Gli ‘Innovation Relay Center’ lavorano a favore del trasferimento tecnologico poggiando le loro attività su una infrastruttura web all’interno della quale vengono inserite le offerte e le richieste di tecnologia. Questa intranet comunitaria è in grado di offrire anche servizi di incrocio automatico tra domanda ed offerta. Il vero filtro verso le imprese clienti sono gli operatori IRC. Spetta ed essi selezionare, consigliare, proporre alle aziende le cose più interessanti che arrivano dalla rete. Il mondo delle tecnologie che può uscire dal ‘cilindro’ degli IRC è ampissimo, ciò rappresenta un problema non da poco non potendo essere gli operatori IRC dei ‘tuttologi’. E’ molto elevato, quindi, il pericolo di grosse inefficienze proprio nel tratto che va dagli operatori IRC alle imprese destinatarie delle proposte di questi market place.

Un buon supporto a questo mercato delle tecnologie potrebbe essere fornito da adeguate strategie di marketing. Tradizionalmente i due driver principali del marketing sono dati dalle logiche ‘push’ e ‘pull’.

Un prodotto può essere spinto sul mercato creando nel consumatore un bisogno precedentemente inespresso. Un prodotto può essere, invece, richiesto dal mercato. Il bisogno sottostante in questo caso è ben chiaro nella mente del consumatore. Il mondo delle tecnologie nel 90% dei casi lavora maggiormente in un’ottica ‘push’, essendo difficilmente comprensibile per un consumatore di avere bisogno di qualcosa se l’oggetto dei desideri non è stato precedentemente concettualizzato.



Wednesday
Jan 9,2008

DI MAURO RUBIN

Alcune società hanno sfornato schiere di creativi che mediante i mezzi di comunicazione promuovevano in modo originale nuovi prodotti e allo stesso tempo creavano nuove necessità… Successivamente questo tipo di “guerra dei prodotti” si spostò sulla Rete ma ben presto si scoprì che l’anonimato di quest’ultima dava la possibilità di applicare nuove tecniche…

Alcune società iniziarono a mettere in giro voci (tramite siti, forum e chat ) in modo anonimo sulla pericolosità di alcuni prodotti sul mercato: molti ricorderanno le batterie della Nokia che saltavano in aria a contatto che certi tipi di onde elettromagnetiche… Nokia ha dovuto impegnare parecchi comunicati stampa per smentire queste voci…

Queste “leggende metropolitane” fecero capire alle varie agenzie di pubblicità che screditare o promuovere alcuni prodotti in questo modo causava una variazione sostanziale nelle vendite, anche perché la notizia appena messa in circolazione sulla rete solitamente non veniva verificata (a causa dell’impossibilita tecnica), veniva divulgata attraverso il passaparola o altri mezzi di comunicazione (negli ultimi dieci anni soprattutto mail e sms) e spesso beneficiava dell’immaginazione collettiva di cui soffrono anche le “leggende metropolitane” (”conosco una persona che conosce qualcuno a cui è successo”.

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Sunday
Jan 6,2008

DI MARCO BENNICI

Il dibattito sugli IRC non ha mai preso in considerazione almeno finora alcuna strategia di marketing. Sono i vari operatori IRC a decidere come meglio promuovere le offerte e richieste del network. Il rischio di una simile impostazione è di perdere di vista alcune questioni strategiche di non poco rilievo. ‘Ingegnerizzare’ la catena degli IRC è una della possibilità per rendere più efficiente e più veloce il processo di adozione delle tecnologie inserite al suo interno.

Richiamando alcuni pilastri fondamentali del marketing è bene anzitutto vedere quali spazi si aprano per esso nei confronti delle offerte di tecnologia di IRC. Troppe volte si legge ‘marketing’ come ‘comunicazione’. Questa visione riduttiva della materia lascia fuori tutta una serie di elementi di carattere strategico che possono fare la fortuna o meno di certe scelte di mercato. Che si tratti di marketing strategico od operativo, differenziandosi su un orizzonte di breve o di medio-lungo periodo, il marketing è sempre frutto di un’impostazione strategica. Di breve periodo, giocherà sui due-tre anni, di medio-lungo su un arco temporale più ampio. Le leve da utilizzare sono quelle del ‘marketing mix’ (prodotto, prezzo, promozione, distribuzione) e delle strategie attorno a cui costruire comunicazione del brand, partnership ed opportunità di economie di scala.

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Saturday
Dec 29,2007
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Ecco l’intervento di Enrico Giubertoni al primo Oilproject meeting di Firenze ( 28 ottobre, Fortezza da Basso ).

Il titolo dell’intervento è “L’advertising nell’era di internet: la pubblicità online soppianterà quella cartacea?“.

Enrico Giubertoni ha un background da formatore ma, esperto E-commerce market manager, si occupa principalmente di commercio online (www.diwalistore.it) e in particolari di soluzioni basate sui due celebri software opensource: Joomla e Virtuemart. Appassionato di marketing, comunicazione e mondi virtuali, cura il blog Buzzes.eu, insegna su Oilproject e partecipa al coordinamento editoriale di Shannon.it.

Buona visione!



Aforismi ad aeternum

"Ratzinger ha invitato i giovani alla castità. Se funziona con loro proverà anche con i preti."
Daniele Luttazzi

"Ciò che ho sempre trovato di più bello, a teatro, è il lampadario."
Baudelaire

"Non so se Dio esiste. Ma se esiste, spero che abbia una buona scusa."
Woody Allen

"Dio è un commediante che recita per un pubblico troppo spaventato per ridere."
Voltaire


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CLAUDE SHANNON




Claude Shannon è uno dei più grandi teorici del secolo scorso. Gettò le basi per la progettazione dei circuiti digitali, scrisse una teoria dell'informazione ancora oggi ampiamente considerata, fondò la teoria matematica della crittografia e creò uno dei primi programmi scacchistici per computer.
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