La Redazione riceve e pubblica volentieri questa segnalazione.
DI ANDREA RATTO
Vi scrivo per segnalarvi un’iniziativa.
Al dipartimento di informatica della facoltà di scienze di Torino è tradizione organizzare un breve corso su GNU/Linux, gestito direttamente dagli studenti più anziani e gratuito.
Il corso è pensato per studenti di informatica del primo anno o comunque per gente con un po’ di basi tecniche e teoriche.
Siamo disponibili ad accogliere anche chi non è studente da noi, pertanto vi segnalo questo progetto, nel caso risponda a quanto promuovete e voleste darle una certa visibilità.
Ovviamente presso il dipartimento di informatica di via Pessinetto 2 a Torino.

Programma:
Per confermare la propria partecipazione, avere dettagli sull’ora e il luogo esatto o per contattare gli organizzatori visitate questa pagina.
DI MARIO GOVONI
È abbastanza recente la notizia che IBM ha deciso di contribuire allo sviluppo di OpenOffice.org con una cinquantina di sviluppatori. Vado molto in giro sul web e ho notato che la cosa è stata accolta, in alcuni casi, con un certo scetticismo, come se una multinazionale non fosse libera di contribuire allo sviluppo di un software libero se non per reconditi motivi e scopi inconfessabili.
In una discussione su un forum ho, addirittura, letto che IBM teme la diffusione ancora più capillare del software libero e, quindi, questa sua adesione sarebbe una sorta di doppiogiochismo perché paventa di perdere i propri guadagni. Il punto di vista esposto, pur se degnissimo, come qualunque altro, in verità, mostra alcune lacune piuttosto evidenti.

| DI JOHN MADERO |
Spiegare ad un comune utente cosa è Linux, in cosa differisce da Windows e come funziona il suo sviluppo distribuito è sempre stata un’impresa ardua. Per questo, quando a luglio ho visto questo video seduto in un internet cafè decisamente trasandato nel barrio gotico di Barcellona, sono rimasto sorpreso: non solo si svelavano in pochi minuti le dinamiche dei prodotti opensource e il funzionamento pratico di Ubuntu Linux, ma addirittura si descriveva il relativo modello di business, basato sull’assistenza, che garantisce guadagni a chi lavora con software a codice aperto.
Propongo qui, per la nostra rubrica Shannon People, un’intervista alla psicologa Francesca Terri e al matematico Christian Biasco, gli autori di questo video (che è la quarta puntata di un videoblog sulla proprietà intellattuale prodotto da Arcoiris.tv).

DI ANDREA CAMBIERI
L’ultima patch per la versione italiana di Windows Xp Service Pack 2 aggiunge il timezone dell’Armenia e di altre regioni prima riunite in un unico timezone. Qualche Mb di patch e riavvio necessario, ovviamente è una patch per una patch di mesi fa. Quanti armeni con windows xp in italiano esisteranno al mondo? O.o
Nel frattempo se prendete un catalogo dell’Euronics potrete notare che con i portatili con Windows Vista installato vi danno 24 LATTINE di burn in omaggio….roba che per i primi 5 minuti non riuscivo a collegare la parola portatile con la marca della bibita e mi chiedevo se mi fossi perso qualche anno di progresso informatico.

In molte scuole ed università si parla di ECDL (European Computer Driving Licence). Dal sito di questa certificazione possiamo leggere che si propone di “attestare la capacità di saper usare il personal computer a diversi livelli di approfondimento e di specializzazione”.
L’hacklab di Torino, conosciuto come Underscore, sostiene che “Saper usare il computer” non si limita alla serie di azioni meccaniche presentate dai corsi per sostenere gli esami ECDL, ma sotengono che “saper usare un computer”significhi invece avere la vera padronanza del mezzo ed avere coscienza delle problematiche che da esso scaturiscono. L’Underscore dunque afferma che “saper usare un computer” significa anche saper *valutare la qualità di un software*, riconoscere se è stato sviluppato seguendo un modello ‘aperto’ o ‘chiuso’.

