DI MARCO BENNICI
Le potenzialità degli ‘Innovation Relay Center’ (IRC) e delle ‘ideagorà’ sono ancora tutte da scoprire. Questi ‘market place’ virtuali possono a buon titolo aspirare a diventare la ‘spina dorsale’ della società della conoscenza. Conoscenza intesa in senso ampio, possibilmente il più ampio possibile. Nella loro vasta capacità di rendere possibile il difficile percorso verso un’innovazione di successo, gli IRC presentano comunque alcune criticità. Prima fra tutte, la mancanza di un marketing strutturato. L’euristica con cui procedono attualmente al loro interno le richieste e le offerte inserite rischia di lasciare troppo al caso l’effettivo incrocio tra domanda ed offerta di competenze.
Gli ‘Innovation Relay Center’ lavorano a favore del trasferimento tecnologico poggiando le loro attività su una infrastruttura web all’interno della quale vengono inserite le offerte e le richieste di tecnologia. Questa intranet comunitaria è in grado di offrire anche servizi di incrocio automatico tra domanda ed offerta. Il vero filtro verso le imprese clienti sono gli operatori IRC. Spetta ed essi selezionare, consigliare, proporre alle aziende le cose più interessanti che arrivano dalla rete. Il mondo delle tecnologie che può uscire dal ‘cilindro’ degli IRC è ampissimo, ciò rappresenta un problema non da poco non potendo essere gli operatori IRC dei ‘tuttologi’. E’ molto elevato, quindi, il pericolo di grosse inefficienze proprio nel tratto che va dagli operatori IRC alle imprese destinatarie delle proposte di questi market place.
Un buon supporto a questo mercato delle tecnologie potrebbe essere fornito da adeguate strategie di marketing. Tradizionalmente i due driver principali del marketing sono dati dalle logiche ‘push’ e ‘pull’.
Un prodotto può essere spinto sul mercato creando nel consumatore un bisogno precedentemente inespresso. Un prodotto può essere, invece, richiesto dal mercato. Il bisogno sottostante in questo caso è ben chiaro nella mente del consumatore. Il mondo delle tecnologie nel 90% dei casi lavora maggiormente in un’ottica ‘push’, essendo difficilmente comprensibile per un consumatore di avere bisogno di qualcosa se l’oggetto dei desideri non è stato precedentemente concettualizzato.
DI MARCO BENNICI
Il dibattito sugli IRC non ha mai preso in considerazione almeno finora alcuna strategia di marketing. Sono i vari operatori IRC a decidere come meglio promuovere le offerte e richieste del network. Il rischio di una simile impostazione è di perdere di vista alcune questioni strategiche di non poco rilievo. ‘Ingegnerizzare’ la catena degli IRC è una della possibilità per rendere più efficiente e più veloce il processo di adozione delle tecnologie inserite al suo interno.
Richiamando alcuni pilastri fondamentali del marketing è bene anzitutto vedere quali spazi si aprano per esso nei confronti delle offerte di tecnologia di IRC. Troppe volte si legge ‘marketing’ come ‘comunicazione’. Questa visione riduttiva della materia lascia fuori tutta una serie di elementi di carattere strategico che possono fare la fortuna o meno di certe scelte di mercato. Che si tratti di marketing strategico od operativo, differenziandosi su un orizzonte di breve o di medio-lungo periodo, il marketing è sempre frutto di un’impostazione strategica. Di breve periodo, giocherà sui due-tre anni, di medio-lungo su un arco temporale più ampio. Le leve da utilizzare sono quelle del ‘marketing mix’ (prodotto, prezzo, promozione, distribuzione) e delle strategie attorno a cui costruire comunicazione del brand, partnership ed opportunità di economie di scala.

DI MARCO BENNICI di Innonation.org
Nell’era della collaborazione di massa le nuove tecnologie e le competenze possono essere cercate nei market place virtuali dell’economia della conoscenza. “Esistono due tipi principali di Ideagorà: quelle che propongono una serie di soluzioni in cerca di un problema e quelle che propongono una serie di problemi in cerca di soluzione”. L’Innovation Relay Center raggruppa entrambe queste esigenze.
All’interno di questa piazza affari dell’innovazione c’è chi vende e chi compra know-how. La materia prima dello scambio, l’innovazione stessa, è reperita direttamente sul mercato dai vari addetti di questa agorà virtuale. Le offerte e le richieste arrivano direttamente sulla e-mail dei vari responsabili degli IRC.

