MASSIMO MELICA, presidente del Centro Studi di Informatica Giuridica, esprime il suo pensiero sull’esclusione italiana dalla gara per sviluppare software per il nuovo applicativo Android. A rispondergli ci sono MAURO RUBIN e GUIDO SCORZA, secondo cui gli avvocati di Google avrebbero sbagliato facendo una “distratta lettura della vigente disciplina”.
La notizia è di queste ore, il colosso Google decide di sviluppare un software denominato Android con la caratteristica di essere basato su open source, nonchè destinato a particolari piattaforme tecnologiche di sicuro successo, gli smartphone; a tal fine nell’ottica della Rete promuove un concorso planetario con un montepremi di 10 milioni di dollari (quasi sette milioni di euro) da destinare ai migliori programmatori.
Il regolamento del concorso, per la sua natura privatistica, si riserva di indicare i requisiti dei partecipanti e qui riporta una serie di nazioni in contrasto con le leggi federali statunitensi Cuba, Iran, Syria, North Korea, Sudan, and Myanmar (Birmania) precludendo altresì la partecipazione ai cittadini residenti in Quebec e Italia in quanto le leggi locali pongono delle restrizioni.

