Vi segnalo alcune delle discussioni a cui prenderò parte in questi giorni perché in tutte è centrale il tema della formazione libera online, e quindi il lavoro che stiamo facendo con Oilproject e Shannon.
Oggi alle 17.30 parteciperò al Festival delle Libertà Digitali alla Triennale di Milano, organizzato dalla Wikimedia Foundation. La tavola rotonda si intitola Open&Crowd - le marce in più. Di cosa si parlerà? “Un incontro per parlare della rivoluzione in rete: le persone. Un confronto con aziende e associazioni che hanno trovato successo nella rete grazie alla forza delle loro idee e all’aiuto degli internauti” - sintetizzano gli organizzatori.
Oggi alle 21 - nel contesto dei corsi di divulgazione “Avviso ai naviganti” organizzati dalla Biblioteca Civica di Cologno Monzese (magari anche le biblioteche delle grandi città come Milano avessero le risorse per organizzare cose del genere!) - farò una specie di lezione dal titolo Dietro il fenomeno dei social network. Esiste davvero la “saggezza delle folle”? Gli elementi del calderone sono (in rigoroso disordine): Evgeny Morozov (faremo una contro-argomentazione collettiva delle sue teorie :D), Gustave Le Bon, Liquida.it, Emanuele Severino, James Surowiecki (visto il titolo, era d’obbligo), Oilproject, Luca De Biase, Internet4Peace, Jaron Lanier. E questo è solo quello che mi viene in mente adesso… Insomma, una vera minestra. Vi farò avere le slide!
Domenica 16 maggio alle ore 11.00 presso lo stand della Regione Piemonte (pad.5) del Salone Internazionale del Libro di Torino, partecipo a:
a cura di John Madero
1) A New York più del 50% dei partecipanti è di sesso femminile. Se siete fortunati, troverete giovani PR Microsoft di 23 anni.
2) Incredibile. Oltreoceano, ai barcamp, la gente ha l’abitudine di ascoltare i talk degli altri partecipanti. E non parlo solo di poche persone…è una tendenza davvero diffusa! Insomma, nessuno imboscato nell’area rinfreschi ad aspettare solamente il proprio turno.
3) Si parla inglese, non italiano.
4) A New York i barcamp e le conferenze sono frequentati da veri venture capitalist, veramente interessati ad investire veri soldi in veri progetti che reputano validi. Non sono una leggenda come in Italia, in cui al massimo se ne sente parlare: oltreoceano si possono incontrare VC che si muovono con le loro gambe. E sono anche parecchi. Potete addirittura rivolgere loro la parola e intavolare una conversazione. Se avete un buon business plan, potrebbe essere fatta.
5) Se non vi piace il caffè americano, non provate quello che servono nei servizi di catering. E non dite che non vi avevano avvisato!
