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Thursday
May 15,2008

Il modello di business di RiflettoTV ci aveva sempre incuriosito e, sospettando qualche presunta (ancora da accertare) illegalità, avevamo effettuato una nostra piccola inchiesta, pubblicata poi qui su Shannon.

Per quel post, avevamo ricevuto una diffida da un loro legale, anche se non per mezzo di una raccomandata. Quelli di RiflettoTV, curiosamente, si lamentavano (come se ci fosse qualcosa di male) del fatto che avessimo nominato il loro Direttore Responsabile, il dottor Cucolo.

Ecco uno stralcio della diffida:

Secondariamente, la presente per segnalarVi che al link http://www.shannon.it/blog/riflettotv-linattesto-paradiso-delle-webtv/ è stato pubblicato un articolo dai contenuti in esubero rispetto ai diritti di cronaca e critica.
In particolare l’autore del pezzo, oltre a insinuare aspetti di illegalità, cita il nominativo del Dott. Cucolo.
Allego alla presente mail il testo pubblicato alla pagina suddetta con evidenziato in rosso i passaggi per cui richiediamo la cancellazione.
Qualora non provvediate entro 24 ore, segnaleremo alle Autorità competenti le violazioni presenti nel pezzo pubblicato sul sito, chiedendo immediatamente l’oscuramento delle pagine interessate.

Ieri abbiamo appreso che il sito è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza ai sensi dell’articolo 354 C.P.P.
Per violazione dell’art. 171 co. 1 lettera a-bis della legge 633/44
. Che dire… i nostri dubbi erano perlomeno fondati.

Non facciamo comunque conclusioni affrettate: le autorità competenti accerteranno le responsabilità di quello che è successo effettivamente.



Tuesday
Apr 15,2008

Dopo numerosi post inerenti la proprietà intellettuale e i brevetti software ( l’ultimo pubblicato settimana scorsa ) vi proponiamo su queste pagine una breve storia della nascita dei brevetti.

Non si parla nè di informatica nè di tecnologia, ma le vicende della Venezia del XV° secolo possono comunque aiutarci a riflettere sui contrasti che in questi anni i brevetti hanno innescato.

Abbiamo fra noi uomini di grande ingegno, atti ad inventare e scoprire dispositivi ingegnosi: ed è in vista della grandezza e della virtù della nostra città che cercheremo di far arrivare qui sempre più uomini di tale specie ogni giorno“.
Così, dopo anni di legislazione confusa, apre il primo documento ritrovato inerente i brevetti e la loro applicazione.
Si tratta dello Statuto dei Brevetti approvato con 116 voti favorevoli, 10 contrari e 3 astenuti il 19 marzo 1474 nella Repubblica di Venezia.

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Wednesday
Jan 23,2008

Vi ricordate il videoblog sulla proprietà intellettuale di Francesca Terri e Christian Biasco di cui avevamo già parlato?

Arcoiris, il canale libero senza nè censura nè pubblicità, ha sospeso i finanziamenti al progetto, giunto ormai alla sua quinta puntata. Pubblichiamo la prima parte del messaggio che abbiamo ricevuto dai due autori, augurandoci che l’iniziativa possa in qualche modo riprendere con qualche altra fonte di finanziamento.

“…In un’epoca in cui la conoscenza e l’informazione possono circolare a costi bassissimi, una mentalità arretrata e lobbistica impone balzelli e pizzi arbitrari. Ci stiamo abituando all’idea che la cultura libera e gratuita è un’illusione (così come dichiarato qualche mese fa anche dalla presidente dell’ADAGP, la SIAE francese). Noi riteniamo che questa mentalità sia ingiusta e pericolosa: l’accesso alla conoscenza non può essere considerato un optional a disposizione solo di chi è in grado di pagare. È un bene primario, come l’aria, (non citiamo l’acqua e il cibo, visto che ormai ci siamo abituati all’idea che è accettabile che esseri umani muoiano di fame e sete!). La solita obiezione che viene mossa a questo ragionamento, è che facendo così si condanna gli autori a morire di fame e stenti e non si incentiva la ricerca e la creazione artistica. Non bisogna essere degli esperti per notare che comunque lo stato attuale delle leggi che riguardano “la proprietà intellettuale” (termine arbitrario per indicare cose differenti), non favoriscono gli autori e gli inventori, quanto piuttosto i grossi gruppi editoriali e le grosse compagnie private. La competenza e l’ingegnosità possono essere sostenute e finanziate anche in una società in cui la cultura e la conoscenza circolano liberamente: basta trovare nuove forme di sostentamento (il software libero è un esempio)…”



Tuesday
Dec 18,2007

Nota: il nome del Direttore Responsabile di RiflettoTv è stato rimosso in data 28/12/2007 in seguito ad una esplicita richiesta (diffida) del suo ufficio legale.

DI CLAUDIO BROVELLI

Da un po’ di tempo nella blogosfera si fa un gran parlare di RiflettoTV, la piattaforma di streaming video digitale di ottimo livello e tutta italiana.

In effetti qualcosa di strano c’è. Intanto trasmettono gratuitamente e senza pubblicità contenuti che hanno un costo. Addirittura film in programmazione nelle sale cinematografiche.

E chi paga i diritti? Ho inviato loro una mail chiedendo di intervistarli sul loro modello di business per pubblicare un articolo ma non mi hanno mai risposto.
Posso solo fare alcune congetture. Intanto sulla Home Page del sito non è presente alcuna partita iva. Quindi non sono una azienda. Vi è però un link che rimanda a http://www.sunet.it/.

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Friday
Nov 16,2007

MASSIMO MELICA, presidente del Centro Studi di Informatica Giuridica, esprime il suo pensiero sull’esclusione italiana dalla gara per sviluppare software per il nuovo applicativo Android. A rispondergli ci sono MAURO RUBIN e GUIDO SCORZA, secondo cui gli avvocati di Google avrebbero sbagliato facendo una “distratta lettura della vigente disciplina”.

La notizia è di queste ore, il colosso Google decide di sviluppare un software denominato Android con la caratteristica di essere basato su open source, nonchè destinato a particolari piattaforme tecnologiche di sicuro successo, gli smartphone; a tal fine nell’ottica della Rete promuove un concorso planetario con un montepremi di 10 milioni di dollari (quasi sette milioni di euro) da destinare ai migliori programmatori.

Il regolamento del concorso, per la sua natura privatistica, si riserva di indicare i requisiti dei partecipanti e qui riporta una serie di nazioni in contrasto con le leggi federali statunitensi Cuba, Iran, Syria, North Korea, Sudan, and Myanmar (Birmania) precludendo altresì la partecipazione ai cittadini residenti in Quebec e Italia in quanto le leggi locali pongono delle restrizioni.

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Saturday
Nov 3,2007

FEDERICO MORO, dalla Cina, sostiene che qui in Italia siamo tutti cascati in una sorta di truffa mediatica. A rispondergli c’è MASSIMO MELICA, Presidente del Centro Studi di Informatica Giuridica. Buona lettura!

Signori della stampa e signori politici, complimenti! Se la sono bevuti tutti, in primis Grillo (che non ha colto l’aspetto più drammatico della vicenda), seguito dai bloggers italiani (che già prima si stavano informando della cosa) e dall’opinione pubblica fino ad arrivare agli echi della stampa internazionale.

Tanto per fare qualche esempio: Out-law.com titola un articolo “Italy proposes ‘anti-blogger’ law”; il Times con una fredda battuta tristemente allusiva alle condizioni della nostra politica “A geriatric assault on Italy’s bloggers”; BoingBoing “Italy proposes a Ministry of Blogging with mandatory blog-licensing”. Grazie al nostro sistema informativo sia i cittadini italiani che il resto del mondo si stanno convincendo che la legge Prodi Levi sia una legge anti-blog. Mi spiace deludere tutti ma questa legge non è anti-blog, magari lo fosse!

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Sunday
Oct 7,2007
DI JOHN MADERO
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Spiegare ad un comune utente cosa è Linux, in cosa differisce da Windows e come funziona il suo sviluppo distribuito è sempre stata un’impresa ardua. Per questo, quando a luglio ho visto questo video seduto in un internet cafè decisamente trasandato nel barrio gotico di Barcellona, sono rimasto sorpreso: non solo si svelavano in pochi minuti le dinamiche dei prodotti opensource e il funzionamento pratico di Ubuntu Linux, ma addirittura si descriveva il relativo modello di business, basato sull’assistenza, che garantisce guadagni a chi lavora con software a codice aperto.

Propongo qui, per la nostra rubrica Shannon People, un’intervista alla psicologa Francesca Terri e al matematico Christian Biasco, gli autori di questo video (che è la quarta puntata di un videoblog sulla proprietà intellattuale prodotto da Arcoiris.tv).

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Thursday
Sep 6,2007

DI CLAUDIO BROVELLI (Partito Pirata)

La durata dei supporti è estremamente limitata nel tempo: nastri magnetici che si smagnetizzano, CD che dopo 15 anni circa perdono irrimediabilmente il loro contenuto, le modifiche dell’hardware, i differenti standard sono un ulteriore ostacolo.

Il rischio serio è che nel giro di un paio di generazioni tutta la memoria artistica, giuridica e scientifica moderna scompaia.

Solo chi condivide e quindi continua a salvare su supporti diversi e multipli tali opere consente alla civiltà umana di potere avere accesso all’arte ed alla cultura contemporanea.

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Il filesharer si configura quindi come una sorta di neo-amanuense, egli lo fa su base volontaria, a proprie spese, bypassando se del caso i limiti imposti da lucchetti di tipo DRM. Al filesharer va dunque riconosciuto il merito di essere la memoria viva della nostra civiltà.



Friday
Jun 8,2007

DI MASSIMO MELICA
Presidente Centro Studi Informatica Giuridica - www.csig.it

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Fallito l’e-commerce di massa, monopolizzati da motori di ricerca, assopite le lotte di pensiero su software alternativi ai sistemi proprietari, è subentrato un binario di pigrizia intellettuale che ha limitato la Rete a semplici operazioni di posta elettronica e consultazione di siti di servizio o di informazione accostando sempre di più lo strumento informatico-telematico all’antenata televisione.

Il ciber-navigatore (termine ormai in disuso, sostituito da utente) appare depresso e schiacciato dalla consuetudine e dalla ricerca di quell’economia digitale figlia non tanto del fallimentare capitalismo ma di quel neo-liberismo economico poco etico e troppo veloce per essere ricordato.



Aforismi ad aeternum

"Ratzinger ha invitato i giovani alla castità. Se funziona con loro proverà anche con i preti."
Daniele Luttazzi

"Ciò che ho sempre trovato di più bello, a teatro, è il lampadario."
Baudelaire

"Non so se Dio esiste. Ma se esiste, spero che abbia una buona scusa."
Woody Allen

"Dio è un commediante che recita per un pubblico troppo spaventato per ridere."
Voltaire


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CLAUDE SHANNON




Claude Shannon è uno dei più grandi teorici del secolo scorso. Gettò le basi per la progettazione dei circuiti digitali, scrisse una teoria dell'informazione ancora oggi ampiamente considerata, fondò la teoria matematica della crittografia e creò uno dei primi programmi scacchistici per computer.
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