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Tuesday
Jun 30,2009

Liquida.it è un valorizzatore di contenuti generati dagli utenti (articoli di blog, immagini, video) che mira ad ordinare e presentare in modo accessibile per chiunque la blogosfera italiana. Da oggi sono disponibili nuovi widget, utilizzabili da tutti i blogger per arricchire le proprie pagine.

Avevamo parlato di Liquida già a settembre, ad un mese dalla sua nascita. Non solo: fin dall’inizio alcuni di noi (Madero, NeCoSi e Mario Govoni) hanno collaborato con il progetto in vari modi (scrivendo contributi per Liquida Magazine o aiutando a promuovere l’iniziativa).

Eccoci quindi qua, dopo quasi dieci mesi, a rendere conto di come le cose si siano evolute. La prima benedizione è arrivata da Google, che ha indicizzato le pagine di Liquida e – grazie ad un lavoro di SEO – spesso le ha posizionate in prima pagina.

Gli utenti hanno iniziato a confluire e la seconda benedizione è arrivata proprio dalla blogosfera: centinaia di blogger hanno linkato la directory di Liquida (in cui erano stati inseriti) oppure, colpiti dal format di citazioni panoramiche del Magazine, hanno segnalato sui loro diari alcuni degli articoli scritti dalla redazione di Liquida.

Il risultato è stato un boom di visite con volumi di traffico che si mantengono costanti. Per il mese di aprile, ad esempio, si parla di 2,8 milioni di visitatori unici.

Liquida si rivolge al navigatore medio, e cioè a tutte le nicchie ed a nessuna nicchia allo stesso tempo. Ed è quindi naturale che punti a volumi di traffico di un certo ordine. Quello che soprende è il riscontro prematuro: Liquida è ancora in beta e vede implementate soltanto una piccola parte delle funzionalità presenti nel progetto iniziale. Non è un mistero o un’informazione privata: basta leggere la FAQ per rendersi conto che tra altri sei mesi il sito avrà nuove aree, strumenti e servizi.

Gli aggiornamenti più recenti sono la homepage editoriale e i nuovi widget.

Con la gestione editoriale della prima pagina – novità che risale al mese scorso – Liquida diventa a tutti gli effetti un mezzo di informazione alternativo che, per l’eterogeneità e l’originalità dei contenuti dei blogger, potrebbe affiancarsi ai grandi portali italiani di informazione.

I nuovi widget, invece, sono stati presentati oggi. Ecco un estratto del comunicato che verrà diffuso nelle prossime ore:

Chi desidera mostrare un widget sul proprio sito web deve solamente inserire nel codice html delle proprie pagine un breve javascript fornito da Liquida.
I Widget resi a disposizione sono di quattro tipi. Widget post, per importare articoli prodotti dalla blogosfera, widget per importare foto o per importare video, e widget tag, per mostrare sul proprio sito in forma di tag cloud i temi più trattati nelle ultime ventiquattro ore dai blog italiani.
La caratteristica principale dei widget è che è possibile decidere i temi da mostrare selezionando le tag inerenti all’argomento che si vuole approfondire. E’ possibile scegliere fino a tre tag (parole chiave di ricerca) per ogni widget. Liquida aggiorna poi automaticamente i contenuti da mostrare nel widget ogni quindici minuti, proponendo i contenuti più freschi, pertinenti e di qualità.

Le soddisfazioni – per lo staff di Liquida – si sono presentate anche sotto il profilo dei finanziamenti. A marzo Quantica sgr ha investito 4,3 mln di euro in Liquida ed in YouRank (un’altra startup del gruppo Banzai). Risorse che Liquida sta utilizzando – tra le altre cose – anche per lanciare una versione inglese .com, prevista per settembre ma destinata a vedere la luce con almeno un mese di ritardo.

Presto nuovi aggiornamenti. Nel frattempo, tenetevi informati sugli argomenti caldi.



Thursday
Feb 26,2009

DI JOHN MADERO

Le risposte a Shannon.it di Riccardo Luna, direttore dell’edizione italiana, e il rapporto che noi di Oilproject abbiamo con Wired.

A Milano, in piazza San Babila, Wired arriva intorno al 10 del mese. Il numero di febbraio è notevole: un reportage approfondito sulle lobby ed i giochi di potere che hanno fatto saltare l’accordo pubblicitario tra Google e Yahoo!, la storia del gigante americano delle telecomunicazioni Comcast e del suo leader Brian Roberts ed una sezione della rivista dedicata agli utilizzi software – decisamente non convenzionali – della tecnologia GPS.

Questo mese, però, di Wired ne sono usciti due. Giovedì scorso è apparso il primo numero della versione italiana, sempre edita da Condé Nast.
Una sfida difficile per Riccardo Luna, che si è assunto la responsabilità di far emigrare oltreoceano un format che negli USA ha fatto la storia.
“Wired in Italia” – ci racconta Luna – “sarà identico e molto diverso da quello originale”. Identico e molto diverso? Un bel casino, pensiamo noi.
“Sarà diverso” spiega l’ex caporedattore di Repubblica – “nel senso che non più del 20 per cento dei contenuti verranno tradotti da Wired Us. Ma sarà identico nel Dna, nel modo di guardare alle cose, di cercare grandi idee che cambiano il mondo”.

Io ho diciotto anni e leggo Wired da tre: non posso negare che di aspettative sulla versione italiana ne avessi molte.
Lo spirito di Riccardo è quello giusto, ma sorge spontanea la domanda: grandi idee che cambiano il mondo, in Italia, ce ne sono davvero?
Certamente non basta la scoperta di Massimo Banzi e del suo Arduino, che Luna ha ricordato ancora nel suo intervento su Radio2 di settimana scorsa, per giustificare la nascita della rivista. Nel primo numero c’è una sezione – introdotta da un rigenerante pezzo di Luca – dedicata a 24 storie italiane “da tenere d’occhio”. La mia domanda, banale quanto volete, è: nel prossimo numero, cosa ci mettete? Le avete altre 24 storie?



Tuesday
Dec 16,2008

Ecco una scheda di comparazione fra diversi sistemi di aggregazione e valorizzazione di contenuti generati dagli utenti. Si parla di BlogBabel, Liquida, Memesphere, MyBlogJournal, Technorati e Wikio.

Vengono presi in analisi vari aspetti: supporto alla catalogazione di immagini e video, efficacia dell’interfaccia, tracking delle discussioni, sistemi di ranking utilizzati, sistema di votazione e condivisione, individuazione di articoli correlati, widget da inserire nel proprio sito, statistiche e comportamento rispetto ai contenuti dei media tradizionali.

VISUALIZZA LA SCHEDA



Tuesday
Sep 23,2008

Leggere tutto quello che la Rete italiana produce è improponibile. Fiumi di parole scritte e condivise da decine di migliaia di utenti ogni ora: i famosi user generated content su cui si basa l’intera filosofia dell’Internet sociale. Per la maggior parte si tratta di contenuti personali. Ma se anche solo il 2% di quel fiume di parole avesse rilevanza (e cioè potesse interessare ad una nicchia), avete una vaga idea di quanti articoli, pensieri, storie, immagini e video ci stiamo perdendo ogni istante? Quanti post di qualità stanno scorrendo via proprio mentre leggete queste righe?

La solita questione della quantità/qualità su Internet direte voi. Questa volta, però, sembrano esserci buone notizie. Il gruppo Banzai, quarto nel Belpaese per volume di traffico gestito online, ha lanciato il mese scorso Liquida.it, un progetto ambizioso che non solo vuole far emergere dal mare magnum della blogosfera i contenuti migliori, ma vuole anche aiutare gli utenti meno esperti ad usufruire dell’universo degli user generated content.

Insomma, un investitore italiano che ha deciso di provare a risolvere il problema. E già questo è un miracolo.
Vediamo nel dettaglio cosa offre Liquida. Nei prossimi giorni pubblicheremo le opinioni, positive e non, dei bloggers di Shannon.it



Thursday
Feb 21,2008

DI SIMONE ONOFRI

Leggevo qualche tempo fa da Francesco, che oramai ci ha tristemente salutati, una riflessione sul pensiero che Zygmut Baumanimportantissimo sociologo e teorico della postmodernità – ha espresso tempo fa in un’intervista per Nova, l’inserto del Sole 24 Ore. Dell’intervista troviamo il sunto di Gregorji su Giornalettismo Militante, del quale consiglio vivamente la lettura non solo dell’articolo ma anche dei relativi commenti.

Brevemente, Bauman sostiene che da un punto di vista sociologico Internet, e più precisamente il fenomeno meglio conosciuto come Web 2.0 (che Tim Berners-Lee definisce un jargon) si sviluppa su tre concetti chiave: solitudine“, “paura” e “narcisismo ed è sostanzialmente “una potente via di fuga dalle difficoltà e dalle tribolazioni della vita reale“.

Questo primo punto fa immediatamente pensare ai Mondi Virtuali ed è interesante lo stesso titolo di Second Life, una Seconda Vita. Non a caso gli ultimi slogan usati per le sue comunità suonano come: “Second Chance for Real Life Players“. Inoltre, spesso, si sente che la Second Life diventa se non la First Life almeno la Primary Life e questo – da un punto di vista sociale e umano – non è il massimo. David illuminaci tu con la tua esperienza sui Mondi Virtuali.

Altro concetto che fa riflettere è che Bauman ci ricorda che Internet è un Lusso. Per navigare si ha bisogno di computer econnessione – possibilmente a banda larga e flat così da non avere problemi a seguire tutti i siti “social”, mantenere uno o più Blog, scrivere quello che faccio su Twitter e parlare con tutti i miei contatti in tempo reale. Ma non solo questi costi in “pura” moneta, soprattutto Tempo.

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Tuesday
Dec 18,2007

Nota: il nome del Direttore Responsabile di RiflettoTv è stato rimosso in data 28/12/2007 in seguito ad una esplicita richiesta (diffida) del suo ufficio legale.

DI CLAUDIO BROVELLI

Da un po’ di tempo nella blogosfera si fa un gran parlare di RiflettoTV, la piattaforma di streaming video digitale di ottimo livello e tutta italiana.

In effetti qualcosa di strano c’è. Intanto trasmettono gratuitamente e senza pubblicità contenuti che hanno un costo. Addirittura film in programmazione nelle sale cinematografiche.

E chi paga i diritti? Ho inviato loro una mail chiedendo di intervistarli sul loro modello di business per pubblicare un articolo ma non mi hanno mai risposto.
Posso solo fare alcune congetture. Intanto sulla Home Page del sito non è presente alcuna partita iva. Quindi non sono una azienda. Vi è però un link che rimanda a http://www.sunet.it/.

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Sunday
Dec 9,2007
DI JOHN MADERO
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11/12: il video “Salvatore Aranzulla vuole andare a C’è posta per te” è stato rimosso sotto richiesta dello stesso Aranzulla.

Salvatore Aranzulla adesso è un blogger siciliano di diciassette anni che cura un popolare sito divulgativo sull’informatica in cui potete trovare guide, trucchi e consigli per utenti poco esperti su come utilizzare al meglio il proprio sistema operativo (Windows o Mac Os). Ma Salvatore, nonostante la giovane età, ha già avuto dei trascorsi curiosi.

Chi di voi ricorda il Salvatore Aranzulla sventa truffe? Il produttore di imbarazzanti podcast o ridicole inchieste? O addirittura il Salvatore Aranzulla che crea un sito aggiornabile via sms per permettere alla miriade di suoi fans di seguirlo nella sua gita scolastica in Inghilterra?

Per rievocare questo multiforme ed emblematico personaggio, che usa addirittura auto-citarsi inserendo la data in cui ha pronunciato l’aforisma (“L’età non pregiudica le conoscenze, falso colui che non crede nella gioventù” – 24 Gennaio 2005, Salvatore Aranzulla), è necessario tornare indietro di almeno tre anni.

Sotto trovate i PODCAST ORIGINALI, ritirati dalla circolazione dallo stesso Salvatore.



Saturday
Dec 1,2007
DI JOHN MADERO
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“Dopo una notte di sogni inquieti, Gregor Samsa si ritrovò uguale al giorno prima, ed andò a lavorare.” Inizia così il post scritto sul blog E io che mi pensavo. E’ la scintilla. Nei commenti centinaia e centinaia di lettori partecipano al gioco lanciato dal blogger Alessandro Bonino, che verrà poi battezzato da Stefano Andreoli con il nome Fincipit (“fine incipit” oppure “finto incipit”).

Cos’è un fincipit? Il fincipit è un gioco semplice. Si prende l’incipit di un’opera famosa e proprio nel bel mezzo della sua solennità si inserisce una frase, un verso, un colpo di frusta comico che la porta inesorabilmente verso una conclusione brusca ed esilarante. Qualche altro esempio? “Santi che pagano il mio pranzo non ce n’è, prendo un caffè in tazza grande”, “Sapore di sale, sapore di mare, la prossima volta si va in un altro ristorante.”, “La nebbia a gl’irti colli piovigginando sale, e lungo la statale c’è stato un bel frontale” oppure “Chiamatemi Ismaele, che io non c’ho campo”.

Che vi facciano ridere o meno, i Fincipit sono un sorprendente fenomeno mediatico che è cresciuto in rete, scatenando sul web un vero e proprio tormentone. Abbiamo intervistato lo stesso Alessandro Bonino, autore insieme a Stefano Andreoli di una raccolta di questi frammenti (con un’introduzione di Stefano Bartezzaghi) pubblicata da Mondadori il mese scorso.

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Saturday
Nov 3,2007

FEDERICO MORO, dalla Cina, sostiene che qui in Italia siamo tutti cascati in una sorta di truffa mediatica. A rispondergli c’è MASSIMO MELICA, Presidente del Centro Studi di Informatica Giuridica. Buona lettura!

Signori della stampa e signori politici, complimenti! Se la sono bevuti tutti, in primis Grillo (che non ha colto l’aspetto più drammatico della vicenda), seguito dai bloggers italiani (che già prima si stavano informando della cosa) e dall’opinione pubblica fino ad arrivare agli echi della stampa internazionale.

Tanto per fare qualche esempio: Out-law.com titola un articolo “Italy proposes ‘anti-blogger’ law”; il Times con una fredda battuta tristemente allusiva alle condizioni della nostra politica “A geriatric assault on Italy’s bloggers”; BoingBoing “Italy proposes a Ministry of Blogging with mandatory blog-licensing”. Grazie al nostro sistema informativo sia i cittadini italiani che il resto del mondo si stanno convincendo che la legge Prodi Levi sia una legge anti-blog. Mi spiace deludere tutti ma questa legge non è anti-blog, magari lo fosse!

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Friday
Oct 5,2007

DI MARCO BENNICI di Innonation.org

Nell’era della collaborazione di massa le nuove tecnologie e le competenze possono essere cercate nei market place virtuali dell’economia della conoscenza. “Esistono due tipi principali di Ideagorà: quelle che propongono una serie di soluzioni in cerca di un problema e quelle che propongono una serie di problemi in cerca di soluzione”. L’Innovation Relay Center raggruppa entrambe queste esigenze.
All’interno di questa piazza affari dell’innovazione c’è chi vende e chi compra know-how. La materia prima dello scambio, l’innovazione stessa, è reperita direttamente sul mercato dai vari addetti di questa agorà virtuale. Le offerte e le richieste arrivano direttamente sulla e-mail dei vari responsabili degli IRC.

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Aforismi ad aeternum

"Ratzinger ha invitato i giovani alla castità. Se funziona con loro proverà anche con i preti."
Daniele Luttazzi

"Ciò che ho sempre trovato di più bello, a teatro, è il lampadario."
Baudelaire

"Non so se Dio esiste. Ma se esiste, spero che abbia una buona scusa."
Woody Allen

"Dio è un commediante che recita per un pubblico troppo spaventato per ridere."
Voltaire


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CLAUDE SHANNON




Claude Shannon è uno dei più grandi teorici del secolo scorso. Gettò le basi per la progettazione dei circuiti digitali, scrisse una teoria dell'informazione ancora oggi ampiamente considerata, fondò la teoria matematica della crittografia e creò uno dei primi programmi scacchistici per computer.
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