Esattamente quattro anni fa, nel febbraio del 2005, Google ha acquistato un gigantesco lotto di terreno nello stato dell’Oregon, ha costruito due magazzini - grandi ognuno come un campo da calcio - e li ha riempiti di server. Si tratta del cosiddetto “Progetto 2″.
Non è un caso isolato. Il Grande Fratello dei motori di ricerca - da solo - controlla decine di questi centri di elaborazione dislocati nei luoghi meno accessibili del pianeta.
A cosa serve questa gigantesca potenza di calcolo?
Queste reti di decine di migliaia di computer connessi ad altissima velocità alla rete Internet sono la prerogativa tecnologica di un’architettura dell’informazione e del servizio chiamata cloud computing, che non è più soltanto il pane quotidiano di Google o altre web companies della Valle del Silicio, ma è alla portata di qualsiasi privato, pubblica amministrazione o piccola azienda.
