DI JOHN MADERO
Ieri sera, in un locale dell’East Village di Manhattan, un venticinquenne americano che ha vissuto in Italia mi chiede se anche noi, dall’interno, percepiamo il forte stato di ristagno in cui il Belpaese si trova. Non vuole offendermi, aggiunge. Dall’estero – mi spiega - ormai sono quattro anni che si sente parlare di un’Italia inesorabilmente in declino.
Gli rispondo che, ovviamente, lo percepiamo anche noi.
Non è niente di nuovo per me, ma sentirselo ribadire con tanta sicurezza da stranieri non è mai un granchè.
“Mi spiace molto dirlo” - aggiunge - “perchè amo l’Italia e ci sono stato per quattro anni”.
“Non sai quanto dispiace a me, che sono italiano!” gli rispondo.
Tornando a casa mi interrogo. Rifletto. Poi la risposta si presenta da sola. Si, la risposta è nel mio aggregatore di feed rss. L’ennesima testimonianza di questa tragedia (uomini in ruoli chiave che forse dovrebbero valutare un ricollocamento) è il discorso di Francesco Pizzetti, presidente dell’Autorità garante della per la protezione dei dati personali.
Una vetustà ed una ignoranza delle dinamiche sociali, tecniche e burocratiche delle nuove tecnologie che non può davvero riguardare un uomo in quella posizione.
Capisco mia nonna (in cambio del pranzo del giovedì le racconto volentieri quanto Facebook può essere comodo), ma non Francesco Pizzetti.
Che dire? Se non altro, nella foto, l’aspetto è impeccabile.

Francesco Pizzetti è spaventato. E’ preoccupato per la piega che i meccanismi social stanno prendendo. Essi, spiega “consentono a milioni e milioni di persone di scambiarsi notizie, informazioni, immagini, destinate poi a restare per sempre sulla rete”.
Sì, è vero: le foto che pubblichiamo su Asmallworld o Myspace sono destinate a rimanere memorizzate. Verranno salvate solamente sui server della società che gestisce il sito, e non saranno quindi propriamento di dominio pubblico.
A potervi accedere saranno, nel caso di Facebook ad esempio, solamente i contatti e gli amici della persona che ha pubblicato la foto o che viene rappresentata nell’immagine.
Senza tener conto delle policy che queste società devono rispettare e dei contratti di utilizzo che dobbiamo accettare per accedere a questi servizi.
Insomma, il signor Facebook non ha nessun potere sulla nostra fotografia o sul video del nostro ultimo party. Se, ipoteticamente, lo pubblicasse su Youtube, ovviamente sarebbe perseguibile.
E’ davvero necessario, vista la diffidenza che per natura gli italiani continuano a nutrire nei confronti dei nuovi servizi web, esprimere dei giudizi così arrischiati in un comunicato pubblico?
Ma non finisce qua. Come riporta il quotidiano laRepubblica, Pizzetti avrebbe addirittura spronato i navigatori a stare attenti alle “forme perverse di comportamenti umani” che si trovano su internet.
Per non parlare delle forti critiche sollevate contro la pubblicità comporamentale, e cioè quella che si adatta ai gusti della gente e offre inserzioni mirate.
Secondo Pizzetti, chiaramente, con queste nuove tecniche di marketing la nostra privacy andrebbe a rotoli. Se ci piace la pizza con i pomodorini e la bufala, beh, Google lo saprà e ci mostrerà pubblicità riguardanti quell’esatta pizza.
Nessuno gli ha raccontato che questi dati, in realtà, vengono già memorizzati dai principali motori di ricerca (che però secondo la legislazione attuale sono obbligati ad eliminarli dopo un determinato numero di mesi). Il matching tra i nostri gusti e i prodotti da pubblicizzare viene eseguito da un computer, quindi non c’è nessun rischio che qualcuno possa farsi gli affari nostri.
Senza contare che finalmente, con la pubblicità che lui chiama “comportamentale”, vedremo inserzioni di prodotti che realmente ci interessano. E non vedo cosa ci sia di male, dato che chiunque può scegliere di non prestarsi a questo nuovo tipo di marketing.
Invece che essere apripista per una moderna consapevolezza, da parte dei cittadini, delle potenzialità del mezzo tecnologico, il Presidente dell’Autorità garante della per la protezione dei dati personali finisce per gridare all’untore.
Sulle parti del suo discorso dedicate alle intercettazioni e alla diffusione di informazioni su esponenti politici preferisco non esprimermi… Shannon.it, d’altronde, parla di tecnologia.
Tags: asmallworld, burocrazia, facebook, marketing, myspace, privacy, pubblicità, social networking, Web 2.0

3 Responses for "Social networking: il garante grida all’untore"
Quando i politici italiani scopriranno la rete e le sue potenzialità… il resto del mondo comunicherà in un altro modo. E’ una questione di cultura, in italia i cellulari vengono acquistati per far parte della “TIM Tribu” o per vedere la TV… (allucinante: vedere la tv che è qualcosa di vecchio su un dispositivo tecnologicamente avanti 40anni)
Concordo con Mauro…è allucinante quanto siamo ridicoli…utilizzare il cellulare per vedere la tv!…
Si comprano cell. megagalattici da 1000 euro e poi si usano le funzionalità di un cell. di 20 euro…
Risponderei a jhon…certo che l’italia ha coscienza di quello che stiamo vivendo…ma non tanto perchè la gente si informa…ma perchè simao ormai entrati nella fase critica in cui i danni sono visibili attraverso le nostre tasche sempre più vuote…
pertanto anche il piùottimista sa che il paese è in piena crisi…
L’anomalia dell’italia è un’altra…
In Italia siamo sempre stati abituati a ragionare con la lgiche del “locale”…ovvero…
“io non mi preoccupo più di tanto perchè ho l’amico,collega,cugino, parente che mi aiuta a risolvere il MIO PROBLEMA personale, che gli altri stanno ,male non me ne può fregar di meno ed anche se mi dispiace non ci posso fare niente”….
Non si ha la coscienza dellle conseguenze di questo stupido ragionamento…
Grazie a questo ragionamento abbiamo fatto governare , anzi ci siamo fatti governare, da persone assurde che prendevano le decisioni per noi….AL SEMPLICE COSTO DI UN POSTO ALLA REGIONE PER IL FIGLIO(per dirne una)….
Quindi , certo che sappiamo in che condizioni viviamo, ma sappiamo anche che il 99% dell persone non può lamentarsi più di tanto perchè ognuno di noi a contribuito a raggiungere questo “traguardo”…chiedendo favori per il figlio, per lo ziop, per la nipote…ecc…ecc….
E’ così è inutile prenderci in giro….in Italia si ragiona così…forse solo ora le ultime generazioni stanno cominciando a capire che questo sistema è sbagliato, ma quanto ci vorrà per rimediare un “atteggiamento favoreggiante” che è durato per quasi 40 anni????
Temo che le cose stiano un tantino peggio.
Pizzetti e soci, semplicemente non fanno altro che gettare FUD in giro, sino a ottenere (per la sicurezza) la blindatura di internet, accessibilita limitata, magari con impronta digitale e solo verso siti di tipo “televisivo”
Piu di meta italia vuole solo vedere la TV in pace ovunque.
Internet e’ un covo di pedofili e criminali, salvaguardateci. Normatelo, chiudetelo, ridateci la tv…
L’Italia non e’ in declino, e’ morta. Uccisa dagli Italiani.
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