DEL NOSTRO LETTORE REVE51 ( Roberto Ghislanzoni )

Il parere che mi ha preceduto, come avete potuto leggere, è a favore dell’oramai dichiarato standard ISO DIS 29500 e io cercherò di ribattere, attraverso le mie e le parole di grandi esperti, alle sue considerazioni cercando di farvi comprendere l’altro lato della medaglia.

Ecco elencate semplicemente i motivi principali del perché non dovremmo sostenere OOXML:
1. Esiste già uno standard approvato appena da due anni da ISO (ODF) che svolge già il futuro compito del formato MS
2. Ci sono, nei documenti presentati ad ISO, varie imperfezioni ed incongruenze che sono riassunte qui
3. E’ in corso un’indagine della Commissione Europea per far luce sulle possibili irregolarità nelle operazioni di votazione
4. Un formato open per questo standard esiste già, ora se ne istituisce un altro aumentando l’incertezza: qual è il vero standard?
5. Il nuovo standard che si è deciso di adottare è stato proposto dall’azienda che detiene di fatto un monopolio nel mondo dell’informatica

Quello che lascia più perplessi è il motivo di fondo per cui l’ ISO abbia voluto stabilire un nuovo standard quando precedentemente ne era già stato investito un altro (vedi Open DocumentFormat), qualcuno lo sa? E’ come se oggi la stessa organizzazione si svegliasse male e al posto dell’ ISO 8601, che definisce lo standard del formato data, istituisse un nuovo formato proposto dalla ditta PincoPalla completamente diverso dal precedente.
Cosa non va nell’ ODF? Non decolla? E sarebbe questo lo stupido motivo per cui viene accantonato? Il mio personale pensiero è che le persone non sanno neanche dell’esistenza di un formato standard per i documenti, presentazioni… perché purtroppo sono ignoranti e Office=Word per loro è l’essenza stessa del documento di testo.

Inoltre molte volte la pubblica amministrazione preferisce acquistare licenze MS (non compatibili con lo standard) che scaricarsi un bel OpenOffice gratuito.
Un altro argomento contestato ad OOXML da molte fonti autorevoli sono le mancanze e imperfezioni tecniche del prodotto attuale, ma non voglio entrare nel merito perché non ne sono all’altezza; passiamo ad un altro problema serio: i possibili brogli accorsi durante la votazione.

Purtoppo le magagne di MS non finiscono qui perchè come potete vedere, l’ Anti-Trust europea ha aperto un’indagine per far luce sulle possibili irregolarità durante il voto sopratutto in luce del giallo norvegese. Lo stato scandinavo, secondo fonti certe, si sarebbe espresso contro l’approvazione di OOXML ma a fine voto risulta a favore.

Ma ora qual è il vero standard da utilizzare? Beh nessuno lo sa ma sinceramente preferisco utilizzare ODF e non aumentare il monopolio MS: prima avevano Office ed ora hanno anche il loro formato standard, non è certamente un bene per gli utenti anche se l’apertura del formato indica che potrà essere comunque utilizzato da qualunque software (cosa che succedeva già con i formati Word per OpenOffice). Vedremo come andrà a finire.

I motivi esposti qui sopra mi sembrano abbastanza semplici e condivisibili ma per finire veniamo ai commenti che hanno espresso le grandi aziende incominciando da RedHat, grande azienda simbolo dell’ OpenSource, che si è detta «delusa e fortemente sorpresa che Office Open XML, uno standard monopolisticamente promulgato da un singolo vendor sia passato grazie uno sfortunato e sfortunato processo di approvazione ISO in modalità fast-track». RedHat si dice comunque fiduciosa sulla forza che il formato ODF, standard ISO da più tempo, continuerà ad avere nelle scelte di governi e aziende.

IBM ha invece commentato con le parole di Bob Sutor, vice presidente esecutivo del dipartimento Standards, ha dichiarato che il processo di standardizzazione è stato messo a nudo, dimostrando la sua fallacia. In particolare le critiche mosse riguardano gli stati che hanno cambiato il loro voto tra la prima votazione, che aveva bocciato OOXML chiedendo di colmare alcune lacune nella documentazione, e la seconda votazione, nonostante molti dei problemi evidenziati nelle 6.000 pagine di specifiche non fossero stati risolti.

Infine Mark Shuttleworth, fondatore di Canonical e Ubuntu ha espresso il seguente pensiero: «L’ISO è un club di ex alunni di ingegneria e questa roba è noiosa e per questo c’è bisogno di molta passione… E poi improvvisamente arrivano le lobby e investimenti per un sacco di soldi, e così si ottengono risultati artificiosi. Più di tremila domande sulle specifiche sono rimaste senza risposta e OOXML è così enormemente complesso e ambiguo che potrebbe essere implementato in molte maniere differenti».___

La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Il Foro Romano: Lacus Curtius e Tempio della Concordia.