DI NELLO COPPETO (NeCoSi)

Le Olimpiadi per l’anno 2008 si terranno a Pechino, Cina. Il regime dittatoriale comunista si sta organizzando da tempo, molti provvedimenti sono già stati presi e molti sono in fase di realizzazione.

Il Tibet, approfittando dell’ondata mediatica portata avanti dalle Olimpiadi, sta rivendicando la propria indipendenza, ma è stato versato già molto sangue e l’esercito cinese è orientato ad una repressione violenta.

Anche sul piano tecnologico ci sono alcuni punti da evidenziare.

Pochi giorni fa la Cina ha spedito nello spazio un secondo satellite: Fengyun-3. Il suo scopo sarà quello di fornire previsioni meteorologiche a medio raggio tra i 10 e i 15 giorni successivi. Con un solo satellite le previsioni non erano ottime, ora invece con due satelliti le previsioni saranno “migliori”. La necessità di questo secondo satellite sono relativamente connesse anche ai problemi di inquinamento di cui la Cina sta soffrendo. Alcune gare di resistenza potrebbero essere addirittura posticipate a causa di tassi pericolosi di inquinamento. Il nuovo stadio olimpico che ospiterà le Olimpiadi 2008, chiamato “il nido”, è una struttura priva di copertura, ed essendo Pechino soggetto a precipitazioni durante i giorni del mese di agosto, gli organizzatori dell’evento stanno facendo davvero “tutto il possibile” per garantire un sereno svolgimento delle attività sportive.

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Il responsabile dell’Ufficio delle Olimpiadi della China Mobile, Huang Tao ha detto:
La China Mobile ha realizzato il primo sito ufficiale per cellulare nella storia olimpica, che è già operativo, e tramite il quale il pubblico può scaricare in qualsiasi momento e luogo le più recenti informazioni, incluse primizie, e notizie sulle medaglie e sulle attività quotidiane.

Negli stadi delle Olimpiadi e nelle zone di concentrazione del pubblico nelle città interessate, la China Mobile allestirà completamente la tecnologia della rete a banda larga, offrendo un perfetto servizio wireless.

Tutta questa innovazione tecnologica che sta invadendo la Cina è nulla in confronto a quello che ho letto oggi: “Pechino – Razzi per disperdere le nuvole cariche di pioggia. È l’ultimo rimedio annunciato ieri da Zheng Guoguang, direttore della China Metereological Administration, per avere bel tempo nelle giornate di apertura e di chiusura della XXIX edizione dei Giochi Olimpici che si terranno a Pechino dall’8 al 24 agosto 2008.“ [lastampa.it]

Si useranno cannoni antiaereo con sostanze tipo ioduro d’argento e ghiaccio secco. Anidride carbonica insomma, che è il gas dell’effetto serra. Ci sono anche due aerei che porteranno queste sostanze direttamente sopra le nuvole se ce ne fosse bisogno.

Un altro aereo si leverà in volo per spruzzare sulle nuvole azoto liquido, se l’altro metodo non sarà sufficiente! L’azoto liquido dovrebbe aumentare il numero di goccioline d’acqua all’interno delle nuvole, e diminuirne contemporaneamente le dimensioni, rendendo così improbabile il fatto che precipitino verso terra.

Ma la Cina non sembra la sola nazione ad aver investito su tecnologie in grado di modificare le situazioni meteorologiche. Gli USA ad esempio hanno il progetto HAARP (High Frequency Active Auroral Research Program), che è amministrato congiuntamente da Aviazione e Marina.

E’ plausibile che le irradiazioni delle antenne HAARP possano rimbalzare fino a colpire gli strati bassi dell’atmosfera sopra un Paese distante migliaia di chilometri ed interferire quindi con i fenomeni meteorologici del territorio-target. Certamente si tratta di mere ipotesi, ma un uso militare dell’HAARP è stato ammesso anche dalla Federazione Scienziati Americani.

La «guerra ecologica» appare terribilmente possibile da oltre trent’anni. Già nel 1976 l’Enciclopedia Militare Sovietica ventilava il rischio che gli Stati Uniti, per via elettromagnetica o per via astronautica, potessero modificare il clima dell’Eurasia lacerando lo strato di ozono sopra l’URSS. L’Unione Sovietica si accordò così con gli USA perché fosse proibito l’uso dei cambiamenti climatici ambientali. A livello ONU, ciò fu ribadito con la convenzione ENMOD (Environmental Medifications), entrata in vigore il 5 ottobre 1978. Ma pochi anni dopo, negli Stati Uniti, lo scienziato considerato il padre dell’HAARP ideava un sistema volto apertamente a controllare i fenomeni meteo. L’11 agosto 1897 il dott. Bernard Eastlund brevettava con numero di «patente» 4,686,605 il suo «Metodo e apparato per l’alterazione di una regione dell’atmosfera, della ionosfera o della magnetosfera».“ [Michel Chossudovsky]

L’occhio vigile di Google Maps puntato su HAARP:
http://maps.google.it/maps?f=q&hl=it&geocode=&q=alaska+Gakona+haarp&sll=62.734719,-150.149218&sspn=0.001263,0.003433&ie=UTF8&ll=62.393472,-145.142269&spn=0.020444,0.054932&t=h&z=14

Sito ufficiale progetto HAARP: http://www.haarp.alaska.edu

L’europarlamento pubblicò un documento pdf a riguardo: http://www.europarl.europa.eu/omk/sipade3?PUBREF=-//EP//NONSGML+REPORT+A4-1999-0005+0+DOC+PDF+V0//IT&L=IT&LEVEL=4&NAV=S&LSTDOC=Y

In questo articolo sono presenti le parole wifi ed elettromagnetismo. Mi sembra dunque doveroso anche segnalare che ci sono alcune questioni ancora aperte riguardo la relazione salute/wifi.

Il forno a microonde che funziona ad una frequenza di 2450Hz riscalda i cibi facendo oscillare le molecole di acqua, aumentando quindi l’energia cinetica. Il WiFi funziona ad una frequenza 2400Hz, quindi una frequenza molto simile a quelle del forno microonde. Chiaramente la potenza è molto inferiore, infatti si parla di 900W per il forno e di massimo 0,1W per apparati WiFi. Forse il problema del wifi potrebbe porsi su periodi di ampia durata (decine di anni) con esposizioni permanenti, anche se molti test hanno dimostrato il contrario.

Cmq. un po di documentazione scientifica è disponibile qui: http://www.powerwatch.org.uk/science/studies.asp

Ne ha parlato anche Punto Informatico: http://punto-informatico.it/2302490/PI/News/Olimpiadi–appassionati-spiati-grazie-ai-biglietti/p.aspx___

La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Giovanni Anceschi. Design e sovversione: il ruolo del designer.