DI JOHN MADERO (Risposta di DAVID ORBAN)

Martedì 6 novembre il presidente della Commissione Affari Esteri del Congresso americano aveva tuonato, rivolto all’alto management di Yahoo, “Tecnologicamente e finanziariamente siete dei giganti, ma moralmente siete dei pigmei”. Chi conosce la storia di Shi Tao, dissidente politico cinese incarcerato grazie a Yahoo, che lo ha tradito comunicando sue informazioni personali al governo di regime, concorderà con questa invettiva. E anche noi prendiamo atto ben volentieri dell’impegno americano nel garantire un’informazione libera e nel proteggere i diritti di tutti coloro che esprimono la propria opinione. Quando però veniamo a sapere che quello stesso Paese ha messo in atto un atteggiamento pressoché opposto nel contesto iraniano, riconosciamo delle chiare contraddizioni e capiamo che la forte presa di posizione contro la censura mediatica del regime cinese forse non è motivata da una coerente condanna contro il controllo dell’Informazione.

In seguito alle ultime sanzioni imposte dagli Stati Uniti, società come Microsoft, Ebay e Yahoo sono state costrette a modificare o limitare l’utilizzo dei loro servizi in Iran (stiamo parlando di killer application come PayPal, Skype e MSN Hotmail). C’è chi dice addirittura che, in accordo con le nuove sanzioni, queste aziende non potrebbero operare in Iran in nessuna forma.

Le conseguenze sono catastrofiche: TheRegister racconta di utenti paganti a cui è stato cancellato l’account Skype mentre, su Europa del 15 novembre scorso, possiamo leggere “Yahoo e Hotmail hanno infatti eliminato l’Iran dalla lista dei paesi al momento dell’iscrizione ai servizi di posta elettronica [...] Le controllate di Ebay hanno già escluso gli utenti iraniani dall’accesso ai propri servizi. PayPal non permette a utenti che si collegano da terminali iraniani di effettuare transazioni da e per conti di qualsiasi paese”.

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E proprio questo ultimo punto è di importanza critica: non vengono bloccati solo i trasferimenti riguardanti conti correnti iraniani (questo sarebbe stato comprensibile), ma addirittura le transazioni da e per conti di qualsiasi Paese.

Insomma, la strategia a me appare chiara: sabotare l’infrastruttura telematica iraniana chiudendo il rubinetto ai servizi più comuni. Quelli che ci rimettono, però, sono i comuni cittadini iraniani, che si ritrovano senza casella mail, senza chat, senza la possibilità di telefonare gratuitamente con Skype. Credete infatti che in Iran gli addetti alla costruzione della famigerata atomica chattino su MSN, passino le giornate su Skype, o facciano ordini di uranio su Ebay pagando con il loro conticino PayPal? Ma per favore…

E tutta quella determinazione nel lasciare la Rete indipendente dalle vicessitudini politiche dimostrata condannando il pessimo operato di Yahoo in Cina dove è andata a finire?

Al Congresso definiscono incongruente l’atteggiamento del CEO di Yahoo Jerry Yang, che prima consegna un dissidente nelle mani del governo cinese e poi davanti ai parenti dell’incarcerato dice che “il suo pensiero va alla famiglia”, ma secondo l’opinone di chi scrive è molto più incongruente l’operato del Congresso stesso, che prima condanna gli abusi del regine cinese sostenendo l’estraneità della Rete dalle vicende politiche e poi fa in modo che alcuni servizi web vitali vengano sospesi in Iran per questioni militari e di politica internazionale.

Anche per gli americani il fine giustifica i mezzi e, quando il fine è l’esportazione del format democratico a stelle e strisce, i mezzi che vengono giustificati possono (come per magia) entrare addirittura in contraddizione tra loro.

RISPOSTA DI DAVID ORBAN

Quali sono i diritti digitali e a quando una loro dichiarazione universale?

La diffusione di internet porta molti vantaggi ed arricchisce la vita delle persone, permettendo una comunicazione snella, nuove modalità di organizzazioni sociali e il progressivo annullamento delle barriere geografiche.

Siamo sicuri di poterci contare? Quanto siamo esposti ad un sistema che prendiamo per scontato, ma la cui continuata esistenza non è garantita da alcun diritto? Internet è un insieme di reti che è nata da origini militari e accademiche, ha acquisito una natura oggi commerciale impreditoriale. Forse è il momento di cominciare a portare l’accesso a internet a livello di infrastruttura sociale e rendersi conto che la garanzia di potervi accedere è importante quanto altre libertà personali che sono state da tempo codificate e che vengono legalmente difese.

Se sparisce internet cosa succede? Quando ci affidiamo alla rete per la conoscenza e la comunicazione, la verifica delle notizie, la critica e il confronto, perderla è un colpo difficile da recuperare.

Questo è vero tanto in paesi dalla struttura politica diversa dalla nostra quanto anche da noi.
L’accesso neutrale ai contenuti, l’assenza di censura infatti non sono garantiti in Italia.

E’ ora di cominciare a muoversi per farlo!___

La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Georiferire foto digitali con Google Earth.