| DI JOHN MADERO |
Alla domanda “quale sarà lo YouTube dei live video?” ognuno risponde a modo suo. Alcuni utilizzano le funzioni di live video di Ustream, e quelle introdotte sullo stesso YouTube da qualche mese. In America sembra che tutti vadano pazzi per BlogTv. Qui in Italia invece (ma anche all’estero d’altra parte) Mogulus è sempre più popolare. Noi abbiamo deciso di dare spazio all’altrettanto celebre Justin.tv, che si distingue per le sue peculiarità (TechCrunch lo ha definito “the oddest of the bunch”, il più strambo del gruppo).
Dal 19 marzo scorso (grazie ad un finanziamento iniziale di soli 50000 $), su Justin.tv potete seguire Justin Kan in ogni sua mossa, grazie alla webcam che si è attaccato al cappellino da cui mai si separa. Questo Grande Fratello 24/7 ha avuto un tale successo che dopo sole due settimane Justin è stato invitato alla trasmissione Today Show.
Tutti ricordano lo scherzo di cattivo gusto del 23 marzo scorso: uno spettatore ha chiamato la polizia locale denunciando un delitto in corso nello stabile da dove stava andando in onda Justin.tv, dando fra l’altro come riferimento il numero di telefono della Web Tv, reperibile da tutti sul loro stesso sito. La polizia ha fatto irruzione nella camera da letto dove Justin e i suoi amici stavano trasmettendo, scatenando un pandemonio. Tutto questo sotto gli occhi attoniti degli spettatori.

A giugno i creatori di Justin.tv hanno optato per la svolta: hanno affiancato al canale live dedicato alla vita di Justin decine e decine di altri canali, sui quali potete seguire morbosamente l’esistenza di altrettante persone, sparse sul globo.
Ognuno di questi canali (69 al momento in cui scrivo) ha un suo feed dinamico, un suo archivio video e una chat che gli spettatori possono usare. E’ inoltre possibile segnalare e consigliare ai futuri visitatori le parti di video più interessanti.
Per saperne di più Shannon.it ha intervistato direttamente il CEO e co-fondatore di Justin.tv Michael Seibel, un ventiquattrenne che si dedica a tempo pieno a questa originale webtv.
Quando gli chiediamo da che esigenza nasce il format di Justin.tv, Michael ci risponde che “tradizionalmente il potere di trasmettere in diretta era prerogativa solo di grosse organizzazioni di informazione e corporation da svariati millioni di dollari. Noi, con Justin.tv, vogliamo riportare questo potere nelle mani delle persone“. Niente di nuovo, però lui questa visione la sta concretizzando sul serio…
Parla orgogliosamente della sua creatura descrivendoci la notevole attenzione ricevuta dalla stampa e soprattutto delle possibilità tecniche offerte dal portale: “offriamo una community attiva, una chat, pagine personalizzabili per i canali video, visualizzazione degli episodi consigliati, un archivio completo e una homepage che permette di navigare l’intero network dei nostri broadcasters”.
Michael ci confida di nutrire dei dubbi sul successo della campagna di video-pubblicità introdotta poche settimane fa da YouTube, ma allo stesso tempo ammette che anche Justin.tv conta di monetizzare l’investimento attraverso la pubblicità, anche se con un diverso formato.
La visione di Michael delle webtv è comunque radicata con il passato: “penso che i prodotti più rilevanti online siano quelli che prendono le esigenze e i bisogni dei media tradizionali e facciano leva sulle uniche potenzialità del web per offrire un’esperienza di utilizzo ancora più efficace”.
A lungo termine ha una visione ben precisa e sostiene che “i siti come YouTube, basati su una semplice collezione di clip, sono solo la prima generazione e noi, con la nostra tecnologia di canali ed episodi preferiti, puntiamo ad essere protagonisti della generazione del domani“.___
La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Giovanni Anceschi. Alessi, il designer del flusso.
Tags: Justin.tv, ShannonPeople, Storie, techcrunch, Web 2.0, Webtv, YouTube

4 Responses for "La WebTV delle vite in diretta. Intervista al CEO di Justin.tv"
Scusate se il mio intervento è un po’ OT: io purtroppo non conosco bene questo settore – quello dello streaming video.
Questa intervista su questo esperimento è decisamente affascinante per il fatto che Justin.Tv si pone come seconda generazione rispetto alla prima ondata dei siti di YouTube.
Mi ha colpito anche l’investimento di 50000$ considerato medio. Questo legittima di fatto l’esigenza di fare partire i progetti web con Budget adeguati e Business plan dettagliati.
In Francia molti progetti web sono partiti spesso nel 2004 con investimenti milionari (di Euro) con una pianificazione del Break Even pianificati, e sponsorizzati da diversi gruppi bancari. Certamente c’è una abitudine consolidata e istituzionalizzata in Europa ad avere un sistema di tutele nella creazione di nuove imprese tra banche, incubatori di impresa.
Credo sia necessario porre le basi anche da noi a sistemi simili per fare decollare i tanti progetti che ancora devono nascere nel Web 2.0 italiano.
concordo pienamente con Enrico.
In Italia vai da un direttore di banca a spiegare che bel progetto web 2.0 hai in testa e quello si vanta di non sapere usare il computer…
Manca un sistema politico ed economico capace di pensare in termini di innovazione.
Anzi, l’attuale sistema politico ed economico e’ incapace di recepire il presente.
Triste ma vero.
cla
Io ritorno IT. Onestamente l’esperimento di Justin.tv, seppur interessante, è un Truman Show volontario. E chiaramente il mondo è pieno di voyeur che non aspettano altro che guardare la vita di uno sconosciuto 24 ore su 24. E questo è ancor più vero in italia, dove i reality show, quelle nauseanti pantomime di vita definita con cattivo gusto “vera” e “vissuta”, proliferano come la muffa in uno scantinato allagato. Tutti a guardare a farsi proprie le vite altrui. Sono le nuove soap. Resiste lo zoccolo duro di beutiful e pochissime altre, e ora spazio alla vita di un illustre sconosciuto che diventa un illustre famoso. E spazio alla gente che si fa un collegamento flat adsl o fastweb per stare ore e ore a guardare con gli occhi di un perfetto estraneo scene di vita perfettamente estranee, tutto questo mentre lui si fa un sacco di soldi per partecipare ai talk show. Tanto di cappello al colpo di genio di questo ragazzo, ma onestamente, il fatto che abbia tanto successo è di una tristezza abissale.
@Blackstorm
> Tanto di cappello al colpo di genio di questo ragazzo, ma onestamente, il fatto che abbia tanto successo è di una tristezza abissale.
Miracolo: per una volta sono completamente d’accordo con Blackstorm
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