a cura di John Madero

Shannon, la tecnologia raccontata a più voci

Ci siamo resi conto che digitando “Cuil” (ma anche “Cuil search engine”) nel motore di ricerca “Cuil”, il motore di ricerca non compare! Un sito con crisi di identità che non riesce a trovare nemmeno se stesso…

Si parla in queste ore di Cuil, il nuovo motore di ricerca creato da due ex-dipendenti del colosso di Mountain View. Prima di tutto cerchiamo di capire in che cosa i due motori di ricerca si differenziano (oltre alla schermata iniziale di colore nero, che molti preferiscono per l’inferiore consumo energetico):

1) La ricerca non avviene in base ad un algoritmo che privilegia i risultati con più autorità e link in ingresso (come fa il famoso PageRank di Google), ma usa come criterio solamente la pertinenza con la chiave (o le chiavi) di ricerca fornite dal navigatore.

2) Cuil vanta, lo leggiamo in homepage, un database di 120 miliardi di pagine web. E cioè tre volte quello di Google.

3) I risultati non vengono presentati come un lungo elenco di link blu, ma con una accattivante grafica a tre colonne, con tanto di minipreview o immagini correlate.

4) Cuil presenta una feature molto promettente. Per alcune ricerche, è disponibile sulla parte destra della pagina un browse by category, funzionalità utile se vogliamo risalire al nucleo concettuale a cui la nostra parola chiave appartiene, oppure effettuare ricerche su altre parole appartenenti alla stessa categoria.

5) Essendo Cuil appena nato, la sua stabilità è ancora insoddisfacente. Nel momento in cui scriviamo, ad esempio, il sito è irraggiungibile a causa dell’eccessivo carico di richieste ricevute.

6) Rispetto a Google, in cui Wikipedia appare tra i primi risultati per la maggior parte delle chiave di ricerca, salta subito all’occhio come invece con Cuil l’enciclopedia più famosa della rete venga decisamente penalizzata.

Ed ora vediamo cosa dice la blogosfera a riguardo:

Provando il sito con alcune ricerche l’ho visto comportarsi un po’ a fasi alterne, tra risultati indovinati e altri che al contrario non c’entravano molto con quanto da me digitato: l’impressione è che manchi almeno in parte quella straordinaria “contestualità” che ha contribuito al successo di Google.

Molto comoda invece la presenza nella pagina dei risultati di alcune categorie suggerite, con le quali restringere la propria chiave di ricerca a un set di risultati ritenuti più interessanti.

Downloadblog.it

Terminata l’esperienza con la grande G, Anna Patterson ha deciso di fondare il nuovo motore di ricerca Cuil con il marito, Tom Costello, e con alcuni sviluppatori provenienti dal grande vivaio di Google. Nonostante sia stato rivelato al pubblico da poche ore, Cuil nasce con una grande ambizione: superare il motore di ricerca di Mountain View per la qualità e la rilevanza dei risultati forniti agli utenti. Un obiettivo di non semplice realizzazione, che guiderà l’implementazione degli algoritmi concepiti per far funzionare Cuil e per indicizzare in un modo innovativo le informazioni presenti in Rete.

Secondo numerosi analisti, il nuovo progetto portato avanti con convinzione da Costello e Patterson potrebbe presto riservare non poche sorprese. La presenza di personaggi noti e molto apprezzati nel settore delle ricerche online potrebbe, infatti, fornire una spinta aggiuntiva per il successo di Cuil rispetto a progetti analoghi, ugualmente interessanti, ma che non annoverano tra i loro sviluppatori personaggi di spicco del settore.

Webnews.it

Ho fatto alcune prove ed è ancora molto indietro, più o meno come era Google quando è partito e quando avevo letto su Le Scienze un articolo in cui veniva illustrato il metodo innovativo utilizzato, che lo staccava dagli altri motori di ricerca in voga nel periodo quali Altavista (full text puro) e Yahoo! (categorizzato da umani).

Cuil (una parola gaelica che significa “conoscenza”) dice di utilizzare un sistema innovativo che si basa sui contenuti (semantici?) di una pagina, non sull’algoritmo hub/autorità che era l’innovazione di Google rispetto ad Altavista.

Fantascienza.com

Siamo rimasti piacevolmente sorpresi da quante poche risorse economiche abbiano utilizzato per creare il motore di ricerca. Solo 7 milioni di dollari spesi per indicizzare 120 miliardi di pagine e sviluppare l’interfaccia di accesso al database!

Scrive al riguardo Technicoblog.com:

Di solito, le queries effettuate su Google vengono gestite da centinaia di terminali, l’intuizione di Tom Costello nel dare alla luce Cuil, sta nel fatto che il 90 % delle queries vengono gestite da un solo computer. Infatti Anna Patterson ha dichiarato che il suo Cuil ha effettuato ricerche su 120 billioni di pagine web utilizzando solo 140 servers.

Inoltre la stessa Anna ha riportato una stima di Yahoo: ”Ci vogliono ben 300 milioni di dollari per entrare nel business della ricerca, ma noi abbiamo un’architettura tale da permettere lo stesso accesso con un prezzo di serie B”.
Lo ha riferito mentre la compagnia va incontro al secondo round di finanziamento attraverso venture capitals, che si aggirerà intorno alle decine di milioni di dollari e non alle centinaia come preventivato da Yahoo.
Finora Cuil ha beneficiato di 2 round di finanziamento, uno di 8 milioni di dollari e l’altro di 25 milioni, ma finora ne ha spesi solo 7 ( per buona pace del famigerato italia.it, vergogna! )

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La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Doppia memoria e revisionismo storico: le due lapidi dell’anarchico Pinelli a piazza Fontana.