Eugenio Scalfari - in un’intervista - racconta il suo “Per l’alto mare aperto”, uscito da poco per Einaudi. Si parla, sostanzialmente, del ciclo di vita della modernità, che Scalfari inquadra da Montaigne a Nietzsche.
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One Response for "La modernità e il pensiero danzante"
Scalfari conosce la storia della filosofia peggio che se l’avesse letta sul Bignami se confonde la modernità con la storia del relativismo. Secondo lui Nietzsche è il culmine del relativismo. Che ignorante o fazioso. Forse tutti e due. Nietzsche è un’isola di (falso) relativismo )falso perché vi è l’assoluto della natura come Volontà di potenza) circondato da uno stuolo di filosofi metafisici. E grandi poemi metafisici sono stati scritti anche dopo Nietzsche. Per esempio: Bergson. Blondel, James, Whitehead, Bradley, Alexander, Santayana, il secondo Heidegger, etc. Altro che fine della modernità con Nietzsche. La modernità è il pensiero forte che inizia con la metafisica del XVII secolo e percorre anche l’800, pur in contrasto con lo storicismo e il convenzionalismo (come quello di Poincaré e di Mach nella scienza fisico-matematica). Questo ignorante Scalfari ha incluso tre secoli nella modernità facendo di tutti gli indirizzi un solo fascio di relativismo. E’ stato sempre fazioso ed opportunista come giornalista. Cimentandosi con la filosofia è ancora peggio. Consiglierebbe un serio professore di storia della filosofia la lettura del libro di Scalfari almeno per diletto? Se lo facesse corromperebbe gli studenti.
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