DI MARCO BENNICI
Il dibattito sugli IRC non ha mai preso in considerazione almeno finora alcuna strategia di marketing. Sono i vari operatori IRC a decidere come meglio promuovere le offerte e richieste del network. Il rischio di una simile impostazione è di perdere di vista alcune questioni strategiche di non poco rilievo. ‘Ingegnerizzare’ la catena degli IRC è una della possibilità per rendere più efficiente e più veloce il processo di adozione delle tecnologie inserite al suo interno.
Richiamando alcuni pilastri fondamentali del marketing è bene anzitutto vedere quali spazi si aprano per esso nei confronti delle offerte di tecnologia di IRC. Troppe volte si legge ‘marketing’ come ‘comunicazione’. Questa visione riduttiva della materia lascia fuori tutta una serie di elementi di carattere strategico che possono fare la fortuna o meno di certe scelte di mercato. Che si tratti di marketing strategico od operativo, differenziandosi su un orizzonte di breve o di medio-lungo periodo, il marketing è sempre frutto di un’impostazione strategica. Di breve periodo, giocherà sui due-tre anni, di medio-lungo su un arco temporale più ampio. Le leve da utilizzare sono quelle del ‘marketing mix’ (prodotto, prezzo, promozione, distribuzione) e delle strategie attorno a cui costruire comunicazione del brand, partnership ed opportunità di economie di scala.

Nel caso degli IRC, non dovendosi aggredire un mercato fatto di ‘n’ consumatori, sarebbero inutili ragionamenti di medio-lungo periodo, ma potrebbe fare comodo una segmentazione del mercato. Offerte e richieste potrebbero dirigersi verso i pezzi di esso più ricettivi nei confronti dei loro appelli. Per effettuare una efficiente segmentazione non basta fare riferimento alla catena del valore del prodotto/progetto, ma sarebbe opportuno sviluppare opportuni strumenti che possano fare da ‘marcatori’ lungo l’intero processo di sviluppo della tecnologia. In questo senso si dovrebbe ‘ingegnerizzare’ la catena del valore tecnologica, rendendo più facile l’inoltro di offerte e richieste.
A tali modalità operative dovrebbe essere affiancata una migliore comunicazione. Offerte e richieste sono compilate sotto forma di documenti testuali, spesso senza alcun ausilio di carattere visivo, filmati o altro tipo di presentazioni. Questi documenti sono poi diffusi dagli IRC alle aziende in maniera tradizionale, con e-mail, newsletter e bollettini tecnologici. Manca, insomma, un brand e mancano, soprattutto, degli standard comunicativi uniformi che rendano gli IRC riconoscibili nei vari ‘punto di contatto’ con le imprese clienti.
Rientrerebbe sempre in una prospettiva strategica inserire nel circuito IRC le scienze umane e quelle socio-economiche. Esse potrebbero fare da base per una corretta segmentazione del mercato. Nello stesso tempo idee di marketing adeguatamente formulate e diffuse in IRC potrebbero dare il via allo sviluppo di nuove tecnologie e di nuove offerte tecnologiche.
Molti prodotti di successo sono nati proprio da buone intuizioni di esperti di marketing. Anche la tecnologia può essere frutto, insomma, di ispirazione. Essa è normalmente spinta verso il mercato. Se gli IRC fossero implementati aprendosi al marketing e ad una certa porzione delle discipline umanistiche potrebbero trasformarsi in acceleratori potenti di innovazione. Ma questo per ora è un altro film. La certezza è che non sarebbe affatto difficile girarlo.
RISPOSTA DI ENRICO GIUBERTONI
L’articolo di Marco Bennici è una risposta al dibattito sviluppato nei commenti del suo precedente post ospitato da Shannon.it (vedi articolo del 5 ottobre 2007), ovvero come le potenzialità offerte dagli Innovator Relay Centers possano essere applicate al Marketing .
Marco Bennici ha affrontato questo tema e da questo importante articolo emergono diverse opportunità, ma anche alcuni aspetti ancora da definire per organizzare degli IRC Marketing Oriented che possano sviluppare nuove idee imprenditoriali.
La risposta a questo articolo credo debba darla il mercato, e per mercato si intende non tanto i mercati nazionali, quanto le collaborazioni tra nazioni a livello Europeo.
Chris Anderson – nel suo celebre testo The Long Tail - analizza il nuovo marketing, ormai quasi del tutto organizzato su strumenti tecnologici, che sta trasformando la società del del XXI secolo, da un mercato di massa, a una massa di mercati.
Io credo che gli Innovation Relay Centers come strumenti di marketing possano giocare un ruolo importante nel concorrere allo sviluppare progetti di Marketing avanzati.
In questo senso – per fare un esempio – mi riferisco a tutti quei progetti che utilizzano strumenti di marketing ad alto contenuto tecnologico come i siti di Social Shopping (vedi Wikipedia), i siti di Social Networking, le interrelazioni di marketing legate alla blogosfera e in generale tutto ciò che gira intorno al Social Web.
Chi opera nel Marketing che cosa ne pensa? ___
La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Lega Nord tra Sole delle Alpi e festa a Pontida: memorie di un’Italia divisa.
Tags: Innovation Relay Center, marketing, pubblicità, Strategie di sviluppo

3 Responses for "IRC: ingegnerizzare l’incrocio tra domanda ed offerta di tecnologia"
Le potenzialità dei marketplace globali descritti nel libro ‘Wikinomics’, da cui è partita la mia riflessione sugli Innovation Relay Center, sono enormi. Da utilizzatore di questi strumenti intravedo una serie di limiti ad una resa efficace di questo sistema di networking. Nell’articolo mi sono volutamente soffermato sugli aspetti del marketing di simili soluzioni tecnologiche proprio perchè è questa una delle condizioni per il successo di questi canali.
Esemplificando, proprio in questi giorni stavo pensando quanto sarebbe diverso il sistema se ciascun operatore IRC potesse ‘incanalare’
le proprie offerte e richieste di tecnologia direttamente verso i settori di interesse di tali soluzioni. Fino ad oggi a fronte di offerte o richieste che vengono presentate ad un IRC, quest’ltimo può solo inserirle nella Intranet del network degli Innovation Relay Center, confidando nella buona volontà dei suoi colleghi di rete per la diffusione di esse.
Un sistema a doppio filtro, insomma. Azienda/centro di ricerca Italia-IRC Italia-IRC straniero-azienda/centro di ricerca straniero. Due passagi quindi di intermediazione che vedono gli IRC protagonisti. Molto diverse potrebbero essere le cose se l’IRC che riceve l’offerta/richiesta potesse direttamente raggiungere le imprese straniere in grado di decodificare tale informazione ed eventualmente dare ad essaseguito.
Penso che le conoscenze e gli strumenti per arrivare ad un simile risultato ci siano. Il lavoro da fare per implementare in questo modo il sistema IRC sarebbe principalmente di progettazione e di sensibilizzazione. I destinatari di simili oni sarebbero in primis le aziende stesse beneficiarie dei servizi del network e poi gli operatori IRC.
Certo ragazzi che queste sono proprio tematiche di nicchia!
Che voi sappiate c’è qualche mailinglist italiana in cui se ne parli?
Purtroppo NO!
Ed è un vero peccato. Ho cercato di divulgare queste notizie su ML e forum dedicate al marketing e gli IRC sono stati poco o per nulla considerati.
Eppure, non so per altri settori, ma per quanto riguarda internet, si ha veramente fame di progetti intereuropei che potrebbero tranquillamente rientrare nella sfera degli IRC.
Perchè questa disattenzione verso l’Europa e gli IRC?
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