| DI JOHN MADERO |
Zoho.com è una suite di produttività di AdventNet Inc., una società fondata nel 1996 con sedi in Nord America, Europa ed Asia.
Proprio come il concorrente Google Docs, anche le applicazioni Zoho sono utilizzabili online con un qualsiasi browser. Insomma, un altro passo verso la big cloud che tra pochi anni renderà superflue le applicazioni offline che abbiamo sempre usato. Tutto questo a scapito della privacy dei nostri dati, conservati nei server centrali di queste aziende.
Come vedete dalla homepage, la suite è composta da ben 14 software. Si parte da Writer, Sheet, Show, Creator (rispettivamente elaboratore di testi, di fogli di calcolo, di videopresentazioni e gestore di database) per arrivare a sistemi di comunicazione istantanea (Zoho Chat) e di editing collaborativo (Zoho Wiki, Zoho Notebook).
Interessanti anche le applicazioni business (Zoho CRM, Zoho Business e Zoho Meeting per il web conferencing) e quelle di project management (Zoho Projects).
Shannon.it ha rivolto qualche domanda a Raju Vegesna, evangelist e punto di riferimento della comunità Zoho.

1) Perche è così importante che finalmente una compagnia indiana competa con le ben note web company americane?
Abbiamo una grande squadra e sono ormai undici anni che sviluppiamo applicazioni di successo. E tutto il merito va ai nostri eccellenti ingegneri indiani, che sono il cuore e l’anima dell’azienda.
L’impostazione internazionale del nostro team ci permette di competere senza problemi anche con grandi nomi.
A fine giornata, non importa certo quale sia il tuo Paese di provenienza. Quello che conta è il prodotto finale. Insomma, lavoriamo con Passione e i risultati ci sono.
2) Avete appena aggiunto al vostro ufficio virtuale Zoho DB: è un progetto su cui stavate lavorando da molto? Prevedete futuri miglioramenti significativi?
Zoho DB è un prodotto complesso a livello di back-end, e l’energia che abbiamo dedicato al progetto è stata notevole. E’ uno di quei prodotti in cui è necessario un grosso sforzo sia in ricerca, sia in sviluppo.
E in futuro vedrete integrazioni sempre più strette con le altre applicazioni della famiglia Zoho, soprattutto con Creator e Sheet.
3) Quale è l’entità dell’utilizzo dei servizi Zoho in Europa, e soprattutto in Italia?
Sfortunatamente non abbiamo numeri precisi per l’Italia, ma le posso dire che circa il 30% dei nostri utenti è europeo.
4) Cosa pianificate in futuro per rafforzare la vostra posizione nel settore dei servizi integrati online?
Beh, il concetto di servizi integrati inerisce moltissimi contesti. Al nostro lavoro di sviluppo, tutt’altro che completato, seguirà un’espansione dei nostri software e soprattutto un’integrazione con applicazioni di terze parti.
Con questo siamo sicuri di focalizzarci sul flusso di lavoro di ogni nostro utente e migliorarlo sensibilmente.
Tags: Google, ShannonPeople, Web 2.0, Zoho

3 Responses for "Intervista a Raju Vegesna, Zoho.com evangelist"
un altro esempio di come un buon prodotto possa essere competitivo senza venire da un colosso dell’informatica… Il mercato asiatico sta conquistando vari settori giorno dopo giorno.. E per quanto riguarda l’informatica l’india ne fa da padrona, non ci sono scuse x gli altri (inclusa l’italia) che invece di trovare nuove idee continua a perseguire metodi non più competitivi… Quando ero piccolo sentivo dire delle belle parole x i paesi del 3 mondo, ora quei paesi si chiamano “in via di sviluppo” e le parole nei loro confronti non sono più tanto belle… I paesi che detenevano il potere del vecchio mercato hanno paura di competere con le nuove armi che loro stessi hanno inventato: la rete e le sue nuove tecnologie.
Hai ragione Mauro.
Anche se devo ammettere che l’outsourcing dei processi di sviluppo software mi spaventa molto.
Un investor americano progetta un software, poi lo fa sviluppare in India e magari, per la grafica, contattata un designer di Cupertino.
Inquietante…
…lo so è inquietante e lo sarà fino a quando non ci saremo abituati all’idea. La globalizzazione non è una scelta, se non ci forse stata l’india esporterebbe ancora minatori invece di ingegneri.
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