DI JOHN MADERO
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LinkedIn è un servizio di social networking online impiegato principalmente per networking professionale. La rete di LinkedIn ad Ottobre 2007 contava più di 15 milioni di utenti in America del Nord, Asia e Europa e cresce a una velocità di 100.000 iscritti a settimana. (Wikipedia)

Da qualche settimana è possibile inserire nel profilo una propria foto e, come tutti i social network, anche LinkedIn riceve sempre più attenzione dai media tradizionali (soprattutto in Italia, dove ispirarsi in ritardo alle mode americane è ormai la regola).

Ne abbiamo parlato con Liz O’Donnell, International Director di LinkedIn che, oltre a riportarci interessanti statistiche sull’uso di questo network in Italia, ha risposto anche alle critiche che vedrebbero LinkedIn sempre più simile a Fecebook, e sempre meno utile perchè surclassato dai social network di nicchia.

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Buona lettura.

1) Qualche statistica sull’utilizzo di Linkedin in Europa e, in particolare, in Italia?

Abbiamo più di 4 milioni di utenti in Europa, e questo ci rende il più grande network professionale online del continente; il volume di attività e di utenti dell’Italia è tra i 5 più elevati in Europa e addirittura tra i primi 10 al mondo.
Ho dato un’occhiata alle statistiche italiane, ed ecco cosa è emerso.
I titoli nel nostro sistema sono selezionati dagli utenti, quindi c’è un po’ di confusione e variabilità in come le persone si definiscono, ma nella comunità italiana i titoli con più connessioni (di media) sono “IT consultant”. “president”, “country manager”, e “CTO”. In termini di popolarità (ovvero i titoli che si palesano più spesso) troviamo invece ai primi posti “owner”, “manager” e “consultant”.
Si tratta di individui a vari livelli che hanno costruito e continuano ad avere bisogno di una grande rete professionale nella loro vita lavorativa quotidiana. I dati suggeriscono inoltre una moderata propensione imprenditoriale, che è tipica degli early adopters.
A livello di società, in Italia i dipendenti di Dada S.p.A. sono i più connessi su Linkedin, con una media di 76 connessioni per impiegato.
Tra le università, gli studenti della Bocconi sono i più connessi (con una media di 32 link a testa). La scuola figura inoltre nella classifica delle 10 università italiane più popolari tra gli utenti italiani di Linkedin.
Le città più attive sul nostro network sono Milano, Roma, Bologna e Torino (nessuna sorpresa, immagino).
Le 5 “Top industries” nella comunità professionale italiana sono invece “information technology and services”, “computer software”, “financial services”, “telecommunications” e “marketing and advertising”.

2) Da poco è possibile inserire nel proprio profilo una fotografia. Avete intenzione di continuare ad inserire funzioni di questo tipo, rendendo il vostro network sempre più simile a Facebook?

La possibilità di aggiungere una propria fotografia era forse la feature che i nostri utenti maggiormente richiedevano, quindi questo era senza dubbio qualcosa che non potevamo ignorare. Ci sono molte cose interessanti in Facebook, e certamente considereremo di adottarne alcune (tipiche di siti più orientati alla socialità).
Nonostante questo, continueremo a concentrarci principalmente sull’aspetto professionale e per noi questo significa valutare attentamente che ogni servizio proposto e aggiunto persegua il nostro obiettivo di diventare uno strumento utile per chi fa business.
Le applicazioni più popolari su Facebook sono la condivisione di foto, il poking e lo zombie biting. Questi, per intenderci, al nostro audiance non si addicono per nulla.

3) Come evolverete il vostro modello di business? Qualche anticipazione?

Continueremo a sviluppare nuove features che facciano uso del network di base. Ad esempio, il nostro servizio Answers è meglio di un qualsiasi tipo di servizio analogo anonimo, perchè è focalizzato sul business, con i profili allegati, con le relazioni tra chi chiede e chi risponde ben evidenziate. Questo rende le informazioni su Anserws molto contestuali e facili da validare.
Servizi che permettano ai nostri utenti professionisti di fare ciò di cui hanno bisogno, e che sicuramente possono fare meglio con un network come il nostro: queste sono le features che contiamo di sviluppare in futuro.

4) I social network professionali stanno diventando sempre più locali e dedicati alle nicchie, come reagirà LinkedIn a questo trend?

Talvolta mi chiedo quale sia il valore di tutti questi social network che stanno sbucando come funghi. Per esempio, un network solo per avvocati. Perchè dovreste prenderne parte, se una delle più rilevanti esigenze di un avvocato è proprio quella di trovare nuovi business? Sarà difficile riuscire in questo obiettivo se anche tutti quelli che avete intorno sono avvocati!
Gli avvocati su LinkedIn, al contrario, possono instaurare relazioni con altri avvocati connettendosi direttamente a loro, ma possono anche beneficiare di avere intorno anche persone che svolgono altre professioni che potrebbero avere bisogno di loro o magari raccomandarli nel network.

Allo stesso modo vediamo nascere sempre più di frequente network legati ad una particolare marca o società. Ognuno può gestire solo due, tre o quattro (dipende dalla persona) portali sociali e noi crediamo che il miglior modo per caversela sia con un network personale, ed uno professionale.
Una compagnia si aspetta che un consumatore entri in una rete sociale dedicata esclusivamente agli appassionati di pastasfoglia o di persone con un cognome che inizia con la R? Beh, questo significa sovrastimare l’impatto che un singolo marchio (e la relativa esperienza con il prodotto) ha sul consumatore.___

La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Giornalismo e giornalisti tra crisi e opportunità dell’era Internet.