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	<title>Comments on: Internet come fuga dalla Realtà: Second Life, Blog e Wikipedia da un altro punto di vista</title>
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	<description>La tecnologia raccontata a più voci</description>
	<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 20:46:19 +0000</pubDate>
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		<title>By: luca89</title>
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		<dc:creator>luca89</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 13:27:43 +0000</pubDate>
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		<description>esiste in rete il codice sorgente dell'algoritmo di shannon ?</description>
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		<title>By: jeanpaul</title>
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		<dc:creator>jeanpaul</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 17:32:29 +0000</pubDate>
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		<description>E'vero il mondo virtuale èchiaramente un rifugio dal mondo reale.Tutto sul mondo virtuale assomiglia sempre di più al reale con la differenza che è fatto da gente migliore.
Leggete questa notizia:Finalmente anche su SecondLife  e precisamente nell’Isola di Spazitalia ci sarà Giovedì 27/03/2008 alle ore 22,00 . l’ inaugurazione  del più grande locale di musica dal vivo .Il locale che si chiama BlueNotte che per la sua realizzazione ha richiesto tempo e dedizione è rivolto a tutte quelle persone che anche nel Web vogliono rilassarsi ascoltando della buona musica L’invito è rivolto a tutti quelli che  navigano nella rete.
 Janus</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217;vero il mondo virtuale èchiaramente un rifugio dal mondo reale.Tutto sul mondo virtuale assomiglia sempre di più al reale con la differenza che è fatto da gente migliore.<br />
Leggete questa notizia:Finalmente anche su SecondLife  e precisamente nell’Isola di Spazitalia ci sarà Giovedì 27/03/2008 alle ore 22,00 . l’ inaugurazione  del più grande locale di musica dal vivo .Il locale che si chiama BlueNotte che per la sua realizzazione ha richiesto tempo e dedizione è rivolto a tutte quelle persone che anche nel Web vogliono rilassarsi ascoltando della buona musica L’invito è rivolto a tutti quelli che  navigano nella rete.<br />
 Janus</p>
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		<title>By: NeCoSi</title>
		<link>http://www.shannon.it/blog/internet-come-fuga-dalla-realta-second-life-blog-e-wikipedia-da-un-altro-punto-di-vista/#comment-9239</link>
		<dc:creator>NeCoSi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Feb 2008 10:38:14 +0000</pubDate>
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		<description>Qualcuno avra' notato che la frequenza delle mie connessioni si è ridotta ai minimi storici e che ho quasi abbandonato "la mia meta-vita". Meta vita perche' quello che facciamo al di la dello schermo è metafisico. Articoli, email, im, download, social network, ... è tutto intrappolato in un mondo ancora troppo lontano da Internet. Sembra banale, ma non lo è. Il digital divide lo si capisce solo quando lo si vive in prima persona. In Italia le infrastrutture digitali son raccapriccianti e restare chiuso fuori da internet è un attimo che dura a volte anche un anno. Questo è il mio caso. Cambio casa, firmo un contratto per internet, succede il caos in centrale, e boom, non risponde piu' nessuno, telecom, tiscali, il garante, manca solo un avvocato di mezzo e stiamo apposto. Quanto casino si deve fare per avere una connessione decente in casa a prezzi modici? E poi star fuori casa molte ore al giorno pregiudica la possibilita' di connettersi e di aggiornarsi in continuazione. Si certo ci si puo' connettere qualche minuto al volo qua e la', ma è diverso dallo stare a casa, sulla propria scrivania a macinare bit.

Dopo alcune settimane che si vien privati di internet, il desiderio mi si è assopito, come per le sigarette quando ti trovi a dover smettere di fumare. Si respira un' aria diversa. Si fan cose diverse e si cambia un po punto di vista. Internet non è un fenomeno grande, ma grande è il valore che le persone gli attribuiscono. Vivere in internet e di internet fa si che internet venga considerato addirittura come un luogo fisico in cui rifugiarsi. Non lo è. Internet è solo un meta-luogo che collega miliardi di sinapsi. Dunque è un luogo che puo' dar riparo al massimo alla nostra testa, ma non ha tutto il resto del corpo.

Queste parole son frutto di un anima perennemente in fuga da qualcosa, che per caso è rimasto fuori dal giro, e in questo istante rimpiange la mancanza di autocontrollo. Avere internet e saperlo usare con moderazione è uno dei miei piu' grandi sogni, ma dato che non ci riesco, speso desidero non potermi conenttere mai piu'.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno avra&#8217; notato che la frequenza delle mie connessioni si è ridotta ai minimi storici e che ho quasi abbandonato &#8220;la mia meta-vita&#8221;. Meta vita perche&#8217; quello che facciamo al di la dello schermo è metafisico. Articoli, email, im, download, social network, &#8230; è tutto intrappolato in un mondo ancora troppo lontano da Internet. Sembra banale, ma non lo è. Il digital divide lo si capisce solo quando lo si vive in prima persona. In Italia le infrastrutture digitali son raccapriccianti e restare chiuso fuori da internet è un attimo che dura a volte anche un anno. Questo è il mio caso. Cambio casa, firmo un contratto per internet, succede il caos in centrale, e boom, non risponde piu&#8217; nessuno, telecom, tiscali, il garante, manca solo un avvocato di mezzo e stiamo apposto. Quanto casino si deve fare per avere una connessione decente in casa a prezzi modici? E poi star fuori casa molte ore al giorno pregiudica la possibilita&#8217; di connettersi e di aggiornarsi in continuazione. Si certo ci si puo&#8217; connettere qualche minuto al volo qua e la&#8217;, ma è diverso dallo stare a casa, sulla propria scrivania a macinare bit.</p>
<p>Dopo alcune settimane che si vien privati di internet, il desiderio mi si è assopito, come per le sigarette quando ti trovi a dover smettere di fumare. Si respira un&#8217; aria diversa. Si fan cose diverse e si cambia un po punto di vista. Internet non è un fenomeno grande, ma grande è il valore che le persone gli attribuiscono. Vivere in internet e di internet fa si che internet venga considerato addirittura come un luogo fisico in cui rifugiarsi. Non lo è. Internet è solo un meta-luogo che collega miliardi di sinapsi. Dunque è un luogo che puo&#8217; dar riparo al massimo alla nostra testa, ma non ha tutto il resto del corpo.</p>
<p>Queste parole son frutto di un anima perennemente in fuga da qualcosa, che per caso è rimasto fuori dal giro, e in questo istante rimpiange la mancanza di autocontrollo. Avere internet e saperlo usare con moderazione è uno dei miei piu&#8217; grandi sogni, ma dato che non ci riesco, speso desidero non potermi conenttere mai piu&#8217;.</p>
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		<title>By: David Orban</title>
		<link>http://www.shannon.it/blog/internet-come-fuga-dalla-realta-second-life-blog-e-wikipedia-da-un-altro-punto-di-vista/#comment-9190</link>
		<dc:creator>David Orban</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2008 22:00:57 +0000</pubDate>
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		<description>Rispondo un po' velocemente, poi se mi viene in mente qualcosa di più lo aggiungo più tardi....

Quando l'oppressione religiosa nel '600 e nel '700 in Europa diventava intollerabile, quando le carestie uccidevano e le regole del vassallaggio incatenavano le persone, c'era una via di uscita. Le colonie del Nuovo Mondo. Queste rappresentavano una reale fuga da una realtà non più tollerabile. Per molti coloni la speranza moriva presto e spesso morivano anche loro. La vita nelle colonia per molti anni era forse peggio che non quello che avevano lasciato. Ma un po' alla volta, all'inizio in modo quasi impercettibile qualcosa veniva a costruirsi. Qualcosa che diventava una realtà sempre più robusta, da un punto di vista economico e poi politico e militare. E che oggi viene temuto, ammirato o odiato, ma che è oggi innegabilmente rilevante. Tanto rilevante da determinare, per riflesso molto, spesso troppo di quella che è la realtà del Vecchio Mondo, nella cultura, nelle leggi, nelle guerre che ci fa combattere.

Quei coloni che partivano centinaia di anni fa non badavano troppo ai racconti, rancori e recriminazioni di quelli che erano rimasti indietro. Non li sentivano nemmeno, assumevano l'onore di gestire i propri rischi e proiettati com'erano verso i propri sogni.

Penso che la linea di ragionamento sia chiara.

Sì, ci sono rischi. Sì, molte delle persone che abitano la rete hanno bisogno di aiuto. Aiutiamoli! Avrebbero bisogno di questo aiuto anche se non fossero online.

Non permetto a chi non ha il coraggio del nuovo e la tolleranza della sperimentazione e dell'errore di parlare e giudicare dall'alto della propria ignoranza. Ci guardano inorriditi mentre salpiamo. Sì, forse meritano un nostro cenno di saluto. Ma non tanto di più. Saranno i benvenuti se vorranno raggiungerci con una delle prossime navi.

Noi che abitiamo il digitale partecipiamo al nuovo. Stiamo costruendo la realtà del futuro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rispondo un po&#8217; velocemente, poi se mi viene in mente qualcosa di più lo aggiungo più tardi&#8230;.</p>
<p>Quando l&#8217;oppressione religiosa nel &#8216;600 e nel &#8216;700 in Europa diventava intollerabile, quando le carestie uccidevano e le regole del vassallaggio incatenavano le persone, c&#8217;era una via di uscita. Le colonie del Nuovo Mondo. Queste rappresentavano una reale fuga da una realtà non più tollerabile. Per molti coloni la speranza moriva presto e spesso morivano anche loro. La vita nelle colonia per molti anni era forse peggio che non quello che avevano lasciato. Ma un po&#8217; alla volta, all&#8217;inizio in modo quasi impercettibile qualcosa veniva a costruirsi. Qualcosa che diventava una realtà sempre più robusta, da un punto di vista economico e poi politico e militare. E che oggi viene temuto, ammirato o odiato, ma che è oggi innegabilmente rilevante. Tanto rilevante da determinare, per riflesso molto, spesso troppo di quella che è la realtà del Vecchio Mondo, nella cultura, nelle leggi, nelle guerre che ci fa combattere.</p>
<p>Quei coloni che partivano centinaia di anni fa non badavano troppo ai racconti, rancori e recriminazioni di quelli che erano rimasti indietro. Non li sentivano nemmeno, assumevano l&#8217;onore di gestire i propri rischi e proiettati com&#8217;erano verso i propri sogni.</p>
<p>Penso che la linea di ragionamento sia chiara.</p>
<p>Sì, ci sono rischi. Sì, molte delle persone che abitano la rete hanno bisogno di aiuto. Aiutiamoli! Avrebbero bisogno di questo aiuto anche se non fossero online.</p>
<p>Non permetto a chi non ha il coraggio del nuovo e la tolleranza della sperimentazione e dell&#8217;errore di parlare e giudicare dall&#8217;alto della propria ignoranza. Ci guardano inorriditi mentre salpiamo. Sì, forse meritano un nostro cenno di saluto. Ma non tanto di più. Saranno i benvenuti se vorranno raggiungerci con una delle prossime navi.</p>
<p>Noi che abitiamo il digitale partecipiamo al nuovo. Stiamo costruendo la realtà del futuro.</p>
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