DI SIMONE ONOFRI

Leggevo qualche tempo fa da Francesco, che oramai ci ha tristemente salutati, una riflessione sul pensiero che Zygmut Baumanimportantissimo sociologo e teorico della postmodernità – ha espresso tempo fa in un’intervista per Nova, l’inserto del Sole 24 Ore. Dell’intervista troviamo il sunto di Gregorji su Giornalettismo Militante, del quale consiglio vivamente la lettura non solo dell’articolo ma anche dei relativi commenti.

Brevemente, Bauman sostiene che da un punto di vista sociologico Internet, e più precisamente il fenomeno meglio conosciuto come Web 2.0 (che Tim Berners-Lee definisce un jargon) si sviluppa su tre concetti chiave: solitudine“, “paura” e “narcisismo ed è sostanzialmente “una potente via di fuga dalle difficoltà e dalle tribolazioni della vita reale“.

Questo primo punto fa immediatamente pensare ai Mondi Virtuali ed è interesante lo stesso titolo di Second Life, una Seconda Vita. Non a caso gli ultimi slogan usati per le sue comunità suonano come: “Second Chance for Real Life Players“. Inoltre, spesso, si sente che la Second Life diventa se non la First Life almeno la Primary Life e questo – da un punto di vista sociale e umano – non è il massimo. David illuminaci tu con la tua esperienza sui Mondi Virtuali.

Altro concetto che fa riflettere è che Bauman ci ricorda che Internet è un Lusso. Per navigare si ha bisogno di computer econnessione – possibilmente a banda larga e flat così da non avere problemi a seguire tutti i siti “social”, mantenere uno o più Blog, scrivere quello che faccio su Twitter e parlare con tutti i miei contatti in tempo reale. Ma non solo questi costi in “pura” moneta, soprattutto Tempo.

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E il Tempo è una delle cose più preziose che abbiamo, nonostante fugga inesorabilmente. Per usare una vecchia ma sempre attuale locuzione latina: Tempus Fugit.

Se devo dunque spendere così il mio preziosissimo tempo, che benefici ne ho? Perchè molti utenti lo fanno? Lo stesso Bauman risponde prontamente: “credo che l’unica funzione dei blog sia di consentire agli utenti di vedere celebrati se stessi e i propri interessi al pari dei ‘personaggi tv’, secondo i parametri con i quali obbligatoriamente oggi si misura la qualità e la rilevanza della realtà nel suo complesso“. Affermazione non poco dura e spesso vera.

Da piccoli sociologi in erba e grandi utilizzatori della Rete, sappiamo che molte cose devono esser viste caso per caso e, riguardo i Blog, le parole di Bauman fanno venire in mente il termine Blogstar. Forse è la parola stessa che conferma alcune affermazioni di Bauman? Luca, tu che ne hai gia parlato, cosa ne pensi sinceramente?

Ma non ci sono solo i Blog, Gregorji spezza una lancia in favore di Wikipedia: “Si può pensare alle migliaia di volontari che contribuiscono allo sviluppo di Wikipedia, con l’unico fine di diffondere la conoscenza“. L’enciclopedia libera tanto amata dalla Rete ma contestata da persone del calibro Robert Calliau – uno dei creatori del Web al CERN insieme a Tim Berners-Lee – è piena di utenti che collaborano gratuitamente. Perchè? Utenti di Wikipedia dite la vostra! Fa riflettere un caso interessante, tratto da Nonciclopedia (parodia italiana di Wikipedia), alla voce Wikipediano (attenzione, il registro linguistico è abbastanza basso) che delinea il profilo del Wikipediano-tipo.

Forse è troppo presto per avere una risposta sull’impatto sociale del Web e di questo 2.0, dei Mondi e delle Comunità Virtuali ma il dibattito è aperto. Qualcuno è d’accordo con Bauman e altri no. Voi che vivete queste cose in prima persona dite la vostra.

RISPOSTA DI JOHN MADERO

Complimenti a Simone: non credo che nessuno fosse mai riuscito a mettere così tanta carne sul fuoco con un solo post!

Tre anni fa usciva sull’Espresso (24/02/2005) un pezzo di Edmondo Berselli che, partendo dal successo della modalità shuffle dei riproduttori di musica Apple, arrivava addirittura a sostenere che “l’apparente irrazionalità del nuovo iPod è invece perfettamente allineata alla condizione giovanile contemporanea”.

Insomma, come gli Ipod Shuffle pubblicizzati con lo slogan “Life is random”, così anche i ragazzi del nuovo millennio “non hanno l’abitudine mentale a rispettare le costruzioni standardizzate”.

Mi interessa evidenziare come il trend sia mutato. Prima si discuteva delle conseguenze sociologiche dei mezzi tecnologici. Adesso, con Internet, ci si concentra sulle conseguenze della comunicazione che questi mezzi tecnologici rendono possibile.

Prima si pensava agli effetti che l’introduzione dell’iPod Shuffle poteva avere sulle persone. Adesso ci si dedica all’analisi del ruolo sociologico dell’interazione che, ad esempio, FaceBook permette. E, come c’era chi sosteneva che lo Shuffle portasse i giovani ad affrontare la vita a caso, è naturale che ci sia anche qualcuno diffidente nei confronti di social network, blog e compagnia bella.

Leggevo un mesetto fa su Nova (17/01) un articolo di Massimo Mantellini intitolato “Quei pregiudizi contro la rete”. Sono rimasto stupito leggendo la posizione radicale del premio Nobel Doris Lessing: “nuova internet, che ha sedotto con la sua vacuità un’intera generazione tanto che perfino persone del tutto ragionevoli vi confesseranno che anch’esse sono state agganciate, che è difficile liberarsene e che si accorgeranno di aver passato giornate intere bloggando”.

Forse a contare sono proprio i pareri di persone superpartes come la Lessing. O forse, prima di sparare sentenze, dovremmo aspettare degli studi di settori (che per ora mancano) svolti imparzialmente e senza l’ostinazione di dover per forza dimostrare qualcosa. L’indagine di mercato sulla blogosfera, insomma, se la possono anche tenere.

D’altro canto i dubbi sollevati da Bauman evidenziano quanto sia limitata la nostra visione. Viviamo la blogosfera. Ci siamo dentro. Ed è davvero difficile riuscire, da sognatori infervorati come siamo, a valutare oggettivamente fotografando dall’alto questo minestrone 2.0 su cui galleggiamo.

Ma dato che non siamo soliti desistere, cercheremo nei prossimi giorni di capirne qualcosa di più interrogando chi senza dubbio ci può dare delucidazioni sull’argomento.

Ci si riaggiorna.___

La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Doppia memoria e revisionismo storico: le due lapidi dell’anarchico Pinelli a piazza Fontana.