DI MASSIMO MELICA
Presidente Centro Studi Informatica Giuridica – www.csig.it
Poter esplorare gli sviluppi di Internet, l’invenzione più importante dell’uomo moderno, appare impresa ardua con la certezza di poter essere subito smentiti, sulle proprie previsioni e conclusioni.
Di contro, sembra possibile solo analizzare il presente della Rete rispetto alla sua genesi.
La vitalità di un pensiero, di un’idea, di una cultura, di una società si riscontra da come oggi si sviluppa, da ciò che semina, da ciò che costruisce, da ciò che mostra.
Chi ha vissuto i primi vagiti di Internet ricorderà le notti trascorse con un modem di 9600 baud nell’attesa di poter scaricare un file di un mega, la meraviglia di provare i primi programmi di comunicazione sincrona, il trovare un proprio spazio web per costruire un sito che non sarebbe mai stato visto da nessuno, l’installare e reinstallare decine di volte sistemi operativi o applicativi non tanto alla ricerca della perfezione quanto di un semplice e stabile funzionamento.
In quelle ore sognavamo maggior capacità di calcolo nelle nostre macchine, banda più ampia per esplorare confini lontani, ipotizzavamo grazie allo spirito hacker una conoscenza condivisa, una positiva partecipazione degli utenti nell’accrescere i contenuti della Rete e infine un accesso democratico alla cultura quale unico elemento capace di abbattere disparità territoriali, economiche, sociali.
Questa è stata la Rete del secolo scorso, quella delle nostre aspettative, quella immaginata durante le lunghe e interminabili attese davanti al monitor.
Oggi in Italia, sebbene penultima nella classifica degli Stati europei nell’utilizzo del web, la Rete costituisce un fenomeno diffuso presente nelle case dell’italiani che ne sfruttano l’enorme capacità tecnologica per scaricare suonerie, film e canzoni, per immettere filmati più o meno comici o deliranti.
Nulla di male in tutto ciò, in quanto è un modo per ognuno di esprimere la propria libertà ma mi domando: è proprio questo il miglior uso che si può fare della Rete?

Fallito l’e-commerce di massa, monopolizzati da motori di ricerca, assopite le lotte di pensiero su software alternativi ai sistemi proprietari, è subentrato un binario di pigrizia intellettuale che ha limitato la Rete a semplici operazioni di posta elettronica e consultazione di siti di servizio o di informazione accostando sempre di più lo strumento informatico-telematico all’antenata televisione.
Il ciber-navigatore (termine ormai in disuso, sostituito da utente) appare depresso e schiacciato dalla consuetudine e dalla ricerca di quell’economia digitale figlia non tanto del fallimentare capitalismo ma di quel neo-liberismo economico poco etico e troppo veloce per essere ricordato.
La Rete, oggi, questa bambina che ancora non ha raggiunto la maggiore età, è stata violata da fatti che l’hanno resa famosa più per gli aspetti negativi che ha veicolato piuttosto che dai silenziosi progressi che ha permesso di raggiungere, coinvolgendo in un lavoro reticolare, sinapsi collegate da ogni parte del pianeta.
Ai giovani è affidato il futuro della Rete, a quanti non anestetizzati dalla produzione di atti e video di bullismo, preferiscono una crescita sociale basata sull’essere e sul saper fare, anziché l’apparire su un palcoscenico per poche ore.
E’ una responsabilità enorme, da portare avanti attraverso un’azione mirata, in parte, a sconfiggere l’apatia di tanti che hanno smarrito quella innovazione, quella creatività, quel coraggio che permise ad un ragazzo di avviare non la compilazione di un software ma un evoluzione sociale, quale Linux.
La Rete è un bene prezioso, essa deve essere diffusa e utilizzata con quella libertà edotta che permette di scegliere l’etico-sociale dal mero inquinamento digitale, tutto questo comporta una rivoluzione culturale non solo per il bene del singolo quanto per un progresso comune.
Agli innovatori – siano essi informatici, sociologi, giuristi, economisti, filosofi, tutti nessuno escluso – spetta il compito di guidarci nel difficile cammino di questo Paese, affinchè si realizzi un governo digitale lontano da logiche politiche e concreto verso le esigenze del cittadino.
Apatia, egoismo, indifferenza sono i principali avversari che tali innovatori dovranno sconfiggere ovvero aspetti tipici del modo più diffuso di vivere la società contemporanea.
Tuttavia se rimarranno fedeli alla genesi della Rete, allo spirito della condivisione, alla capacità di veder lontano, sono certo credetemi, riusciranno a invertire quel processo involutivo che oggi l’uomo ha avviato in danno non solo alle capacità offerte dalle moderne tecnologie della comunicazione, quanto a se stesso.
RISPOSTA DI DANILO VIZZARRO
Condivido a pieno il tuo punto di vista. Sino a quando l’utente sarà dominato da internet, continuerà ad utilizzare la rete per scaricare suonerie, film e canzoni, ma non appena imparerà a dominare la tecnologia facendone un uso appropriato e sfruttandone le sue enormi potenzialità, gli enormi vantaggi verranno a galla.
Mi sento però in dovere di ricordare che la rete non è solo popolata da utenti che utilizzano internet in modo non appropriato, ma è anche ricca di persone che continuano a credere nella libera condivisione della conoscenza, grazie alla quale internet ha quotidianamente nuovi sviluppi. Grandi passi sono stati già compiuti, si pensi a progetti
come wikipedia.org, sourceforge.net, csig.it, medicitalia.it o wordreference.com che sono ormai diventati un punto di riferimento per migliaia di utenti. Enorme è anche il vantaggio che si può trarre dai sempre più numerosi forum e dalle mailing list dove è sempre possibile trovare gente disponibile a rispondere ai nostri quesiti e ad aiutarci a risolvere i nostri dubbi.
Impariamo a dominare la rete e non rassegnamoci. Uniamo le forze e andiamo avanti nella nostra missione disintegrando l’ignoranza informatica che è troppo diffusa in un paese come il nostro. Troppo utopico?___
La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Cultura hacker: da wargames all’underground economy.
Tags: burocrazia, Cittadino della rete, diritto d'autore, Peer to peer, Storie

18 Responses for "Il pericolo è Internet o Internet è in pericolo?"
Non tutti usano internet solo per l’orario dei treni.
Non tutti vedono in internet un fine, ma solo un mezzo. Un mezzo di informazione. Da sempre l’utente medio è stato abituato ad essere passivo di fronte ai mezzi di comunicazione.
Continua dunque a fare ciò a cui è abituato, ricerca passivamente informazioni filtrate da multinazionali che gestiscono i motori di ricerca e le grandi software house.
Esiste l’utente medio, che vede internet come alternativa agli altri mezzi di comunicazione perchè in essa trova “interattività” nella possibilità di mandare un feedback su ciò che consulta. Trova la possibilità di bloggare quello che ha mangiato, le foto del mare e tante altre cose; a volte molto serie come i sentimenti o il diario di una vita.
Esite chi vede internet come un fine, ed utilizza internet per internet. Sviluppa da se parti della rete, intergisce a fondo e avolte fatica a distinguere dove comincia internet e dove comincia il desktop.
Il bello di queste tre realtà è che convivono intimament ein un unico mezzo, fatto da un doppino telefonico e migliaia di server.
Potete guardare la TV, scrivere un blog o sviluppare un codice API, l’unica cosa veramente importante è essere liberi di farlo.
Sono daccordo con Massimo…credo che quella sfrenata voglia di domandarsi “come è che sta cosa funziona? e come fa?” sia sempre piu’ riservata a pochi eletti…ma riflettendoci forse non c’e’ mai stato un vero cambiamento,semplicemente prima era meno diffusa internet e quindi c’era piu’ concentrazione di utenti impazienti di capire quella magia che trasforma una sfilza di 0 e 1 in una pagina web o in un servizio.
Per quanto riguarda l’uso di internet…beh internet rispecchia la popolazione: c’e’ chi la usa superficialmente e c’e’ chi e’ piu’ sensibile ai problemi sociali e riesce a cogliere il carico di liberta’ e opportunita’ che puo’ apportare la rete
Ho trovato molto interessante l’articolo in quanto propositivo per il futuro. ho sentito a roma l’autore durante due diversi convegni, la prima impressione che si ha è che è uno di noi in quanto non se la tira, la seconda è che mi sono trovato davanti ad un guru della new-technology citizen application.
complimenti
Sono una studentessa di Milano, leggendo l’articolo mi è venuto il dubbio che la mia generazione muova una rivoluzione immaginaria,
doveva essere un tramonto ed il bene in trionfo alla fine della storia, ma qui non è così, l’immagine è un po’ scura e il domani fa un po’ più paura. Come posso fare a contattare l’autore? Grazie
Massimo il tuo articolo (molto bello) mi ha risvegliato un sacco di ricordi… notti passate davanti alla luce di un monitor, con i disketti vuoti sempre nello zaino e lo spirito hacker sempre vivo…
ma poi subentrano un sacco di eventi, il lavoro, le responsabilità (i figli) e la rete diventa a volte la semplice alternativa alla televisione… ma basta leggere le tue parole (condite con un velo di tristezza alla William Gibson, WoW) che la rete mi cattura e mi ritrovo a surfare in un mare di byte!
grazie Max (e a tutti quelli che scrivendo codice, postando e chattando fanno parte di questo mondo)
Raga, l’articolo è fantastico, condivido tutte le idee e soprattutto il pensiero di Rubin Mauro. Ho scoperto questo blog grazie all’articolo di Melica che spero di vedere presto dal vivo e non solo sul filmato del convegno sulla legge bassanini del 31 maggio scorso scaricabile su radioradicale.it. Non arrendiamoci!
Ciao Martina,
Prova a dare un’occhiata al sito del Centro Studi Informatica Giuridica (il link lo trovi sopra). Li sicuramente riesci a trovare un modo per beccare l’autore!
Danilo
Complimenti per il blog, non avendo una competenza tecnica questo è l’articolo che più mi è piaciuto – in realtà mi sono innamorata – per ho voluto stamparlo per tenerlo con me ogni volta che vedo una nefandezza sul web.
Internet propone nuovi scenari, second life, giochi di ruolo ecc.ecc ma il passato lascia sempre profondi insegnamenti. Ottimo questo blog ed eccezionale l’articolo che CONDIVIDO
Ci sono spunti di verità in quel che il post argomenta. Solo non vorrei che anche con la rete si cominciasse la litania che ha accompagnato la televisione : poca cultura, la gente è superficiale, le suonerie sono stupide.. possono essere commenti disfattisti.E’ un poco come quei genitori ipercritici : non è che i figli riescan meglio degli altri, saranno invece cotratti, qusi rattrappiti e chiusi in se’.
Io so che alcune realtà ancora non sviluppano, per esempio l’E – commerce ( non so se ho scritto qualcosa di comprensibile ), è ovvio che risente della cattiva situazione economica.
Ma i siti che portano a sviluppare conoscenza e comunicazione, le possibilità tecniche che vanno delineandosi, sono mezzi, se lo vorremo, che potrebbero aiutare un processo di maturazione e di sviluppo sociale, proprio come a suo tempo ha contribuito a fare la tanto deprecata televisione, nonostante le censure, i lacci, gli interessi, i limiti imposti.
Ecco mi sentirei di augurarmi ed augurarci, che i soliti non mettano il bavaglio ala rete, io tecnicamente ne so niente, mi dicono che si troverà sempre il modo di una libera comunicazione, se questo è : vedo roseo il futuro di questo infelice paese.
Caro Danilo, attenzione a SourceForge, differenzia non di poco con WikiPedia.
Approfondimento su http://bicocca.net/web/index.php?name=News&file=article&sid=432
Ciao Marista, credo di interpretare diversamente da te il senso dell’articolo. Non è che scaricare suonerie sia stupido, non è negativo inviare i propri filmati su youtube ma, è scarsamente improduttivo usare la rete solo per questo! Complimenti per il tuo blog che ho visitato con interesse. Ci leggiamo in rete.
Seguo la rete da tanti anni per un risultato positivo come per nel vostro caso ci sono in giro decine di schifezza e inutilità. Lo scrittore riferisce cose corrette che ci devono far riflettere su ciò che stiamo diventando. Da ultimo un invito: provate a navigare su siti pubblici stranieri vi accorgerete che internet è anni luce più avanti dell’italietta scandalosa che viviamo ogni giorno. Alla prossima. Stefano
@Stefano.
Passami per favore qualche link di uno dei siti “pubblici” esteri di cui parli che sono curioso!
Grazie mille
http://www.direct.gov.uk/en/index.htm
http://www.vic.gov.au/
Stefano,
grazie per le segnalazioni dei link. Credo faresti una grande opera se li commentassi un po’ spiegando perchè li hai scelti, in cosa sono importanti e quale valore aggiunto danno.
Enrico
Credo che ci sono molti spunti itessani in questo articolo, i problemi possono essere risolti solo con la formazione dell’utente e con una informazione corretta su ciò che oggi è internet. Provate a pensare se tuto questo oggi esiste, se la risposta che date è negativa vuol dire che ho ragione. Ciao. Alessando Knet
articolo che ha ed avrà sempre una spiccata attualità. Hack the planet. Gino
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