ECDL (European computer driving licence), detta anche Patente europea per l’uso del computer in Italia, è una certificazione della formazione informatica di base riconosciuta in 17 paesi europei. Serve per attestare la capacità di lavorare col personal computer e con le comuni applicazioni e la conoscenza essenziale della tecnologia dell’informazione (IT).

DI NELLO COPPETO

In molte scuole ed università si parla di ECDL (European Computer Driving Licence). Dal sito di questa certificazione possiamo leggere che si propone di “attestare la capacità di saper usare il personal computer a diversi livelli di approfondimento e di specializzazione”.

L’hacklab di Torino, conosciuto come Underscore, sostiene che “Saper usare il computer” non si limita alla serie di azioni meccaniche presentate dai corsi per sostenere gli esami ECDL, ma sotengono che “saper usare un computer”significhi invece avere la vera padronanza del mezzo ed avere coscienza delle problematiche che da esso scaturiscono. L’Underscore dunque afferma che “saper usare un computer” significa anche saper *valutare la qualità di un software*, riconoscere se è stato sviluppato seguendo un modello ‘aperto’ o ‘chiuso’.

Dunque hanno proposto un corso in cui si tiene conto anche delle problematiche del *trusted computing*, della scelta, oltre che dell’utilizzo, del software; alle questioni del controllo del sistema, del diritto alla privacy, della sicurezza; alle tematiche della proprietà intellettuale.

Affermano dunque che “saper usare un computer” non significa “saperscrivere una lettera”.*Per le motivazioni appena esposte l’*Underscore _TO* Hacklab di Torino* *ha proposto una certificazione, chiamata OCDL, Open Computer Driving Licence*.

Per maggiori info: http://www.autistici.org/underscore

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RISPOSTA DI MARIO GOVONI

Per conseguire la patente di guida dell’auto dobbiamo conoscere a menadito il secondo principio della termodinamica?
Voglio sfatare alcuni falsi miti: l’ECDL Core è un attestato che certifica che si sanno usare alcuni prodotti software (liberi o proprietari non importa … l’esame può essere sostenuto anche su Linux, OpenOffice e Firefox/Thunderbird), non che si sa usare il computer, affermazione mai fatta dall’ente certificatore. Questo fatto è facilmente verificabile se solo i detrattori di questa istituzione si prendessero la briga di leggere il Syllabus.

Per gli usi più approfonditi si possono conseguire le ECDL Advanced, che certificano che si conosce e si sa usare un elaboratore di testi, un foglio elettronico, un gestore di database oppure un programma per la realizzazione di presentazioni; anche in questo caso è possibile sostenere l’esame su software liberi o proprietari: dato il grado di difficoltà, sfido molti detrattori dell’ECDL a superare un esame di livello Advanced …

Secondo falso mito è quello del grande successo della certificazione: a oggi Aica ha rilasciato circa un milione e trecentomila skills card Core Level, alla quali corrispondono, a mio avviso, non più di un milione di patenti conseguite … quanti sono gli utenti di Internet in Italia? Quanti di loro usano un antivirus o un firewall? L’ECDL Core, almeno, li informa del problema e da loro rudimenti di sicurezza informatica.

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Quanti sono gli utenti che conoscono le norme sulla sicurezza del posto di lavoro? L’ECDL Core, almeno, dice loro quali accorgimenti evitare per ridurre i danni alla salute derivanti dall’uso del computer.
Ci sono errori, nel Syllabus, e anacronismi, è certo, ma ci sono anche argomenti dei quali, altrimenti, la gran massa degli utilizzatori non sarebbe consapevole. L’iniziativa di Hacklab Torino è condivisibile e trova il mio appoggio, ma non incondizionato: a quanti dei circa trenta milioni di utenti di computer italiani possono interessare veramente le nozioni indicate nell’OCDL? Alla quasi totalità di loro interessa che il computer, una volta acceso, faccia, più o meno, quello che loro desiderano, e per esperienza personale posso garantire che il livello della domanda è molto, molto basso.

Mi pare che in questi progetti si faccia molto idealismo e ci sia anche una sorta di technosnobismo: Linux = ottimo, Windows = pessimo. Lasciamo da parte l’idealismo e dotiamoci di una dose di sano realismo: ci sono prodotti free che sono delle boiate pazzesche e ci sono prodotti proprietari molto buoni, come, viceversa, ci sono prodotti free assolutamente di altissimo livello e prodotti proprietari tragicamente inadeguati, ma ritengo che i produttori di software abbiano la libertà di seguire il modello cattedrale o il modello bazaar, senza che questo influenzi il giudizio sul loro lavoro. Sarà il mercato, cioè la massa degli utenti, a stabilire se un prodotto avrà o meno successo.
Qui non è un problema di ECDL, di OCDL o di altre certificazioni … qui è un problema di alfabetizzazione, di vera alfabetizzazione informatica … prima di pensare a qualsiasi tipo di patente occorre insegnare a queste persone a camminare.___

La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Federalismo fiscale in Italia: cosa cambia e come.