DI SIMONE ONOFRI
Oggi a Roma tutte le auto sono in vendita con tanto di cartelli rossi, blu, gialli e verdi con grandi scritte “Euro 1200″. Tutti vogliono comprare la nuova FIAT 500? Ovviamente non è così. E’ in atto una campagna pubblicitaria, di eBay Motori, lanciata a pochi giorni dalla commercializione del nuovo modello FIAT 500. E’ un caso? Probabilmente no, sul sito un partner FIAT-eBay ha messo all’asta alcune FIAT 500 nuove di zecca ma leggendo bene… Comunque i volantini sono ben pensati, li vedremo più in dettaglio, ma una perplessità viene in mente ai web marketer. La pubblicità Off-line, di solito, non funziona per il Web. In ogni caso è interessante che si siano interessati anche degli utenti della rete.
Come mai una mossa così? Cosa penseresti se trovassi la tua macchina con scritto “Vendesi”? Inoltre le aste delle 500 hanno qualcosa di particolare…
I COMPLIMENTI
Guardando i volantini sulle macchine sono subito stato incuriosito e avvicinandomi ho capito il trucco, vedendo poi tanti colori non ho esitato a raccoglierli tutti per controllarli meglio, è la prima volta che vedo eBay fare una pubblicità off-line e la curiosità ha preso il sopravvento. I volantini sono ben fatti, su cartoncino abbastanza rigido (dunque un costo non indifferente - poveri alberi) delle dimensioni di un foglio A4.
I VOLANTINI
Quattro le varianti con rispettivi colori e un motto differente. I colori, oltre ad attirare l’attenzione senza problemi, sono gli stessi del marchio eBay (la parola eBay con lettere colorate rispettivamente di rosso, blu, giallo e verde). Un “Vendesi” bianco su un riguardo nero (con i bordi arrotondati - il Web 2.0 approda sulla carta stampata) occupa quasi la metà del foglio in orizzontale. Sotto il motto principale “La trovi su eBay Motori!” differente solo nella versione rossa che riporta “Euro 1200″. Con un corpo più piccolo un ulteriore frase a effetto che ci fa pensare alla vastità del catalogo - “tra oltre 40.000 auto in vendita” (blu e verde), a quanto il sito sia già frequentato e ottimo per vendere o comprare - “Solo su eBay Motori si vende un’auto ogni 20 minuti” (giallo e rosso). La versione rossa ha un ulteriore testo “Solo su eBay Motori trovi un affare così”, come a consolarci che quell’auto - effettivamente - non sia in vendita a quel prezzo e ci consiglia dove trovarla. Per finire il logo stesso di eBay Motori con il relativo indirizzo. Ultimo elemento, molto piccolo ma degno di nota, una frase che ci dice di buttare - sapendo gia la fine che gli spetta - questo volantino nel cestino e non lasciarlo a terra, allora perchè spender tanto per quella carta così pesante?
SOTTO IL “MOTORE” PUBBLICITARIO
E’ interessante una pubblicità del genere, simile alla mania di un certo periodo di fare volantini con dei Fac-simile della banconote, comunque innovativa. Se lo troviamo sulla nostra macchina attira sicuramente la nostra attenzione: ci fa infatti pensare inconsciamente che la nostra macchina sia in vendita e “chi l’ha messa in vendita?” e dunque “e se lo facessi veramente?“. Oppure cominciamo a valutare effettivamente - il classico effetto che abbiamo al supermercato - tutte le macchine con tali cartelli.
E LA FIAT 500 COSA C’ENTRA?
Da notare la concomitanza del lancio della FIAT 500 con questa campagna (ovviamente non è l’unica per la FIAT, anche sequella sui giornali è - giustamente - contestata). Su eBay motori infatti, tramite un partner FIAT-eBay sono presenti alcuni esemplari della nuova nata FIAT e anche un’ asta. Sarà un caso? Nonostante la partnership le aste sembrano avere qualche cosa di anomalo, andiamo a vedere nel dettagio: “SE TI AGGIUDICHI L’ASTA POTRAI SCEGLIERE DI ACQUISTARE LA TUA NUOVA 500 CON LA FORMULA COLAFIVE!”, dunque possiamo ache aggiudicarcela per qualche spicciolo e poi avere il finanziamento? Ma allora andiamo a prenderla in concessionario! Questa non sembra l’unica sorpresa e gli scetticismi sulla FIAT 500 non sono da meno, sapevate che è fatta in Polonia?
MA LA PUBBLICITA’ E’ OFFLINE…
Dunque complimenti e riflessoni, ma un’ulteriore questione fa riflettere. Recenti studi dimostrano che la pubblicità Off-line non è molto efficace per prodotti o servizi On-line in quanto, oltre alla difficoltà di tracciare il tutto (per risolvere questo solitamente si utilizzano degli indirizzi web specifici della campagna) è richiesto all’utente non un semplice click, come sulle pubblicità On-line, ma svariate operazioni quali appuntarsi l’indirizzo, andare al proprio computer, collegarsi a internet (anche se con l’avvento della banda larga oramai si è sempre connessi), recuperare l’indirizzo del sito e digitarlo. Dunque un utente potrebbe dimenticarsi l’indirizzo o semplicemente avere troppo da fare. Allora perchè usare questo metodo? Funzionerà?
Secondo voi sta funzionando questa campagna? Volete la nuova 500 da eBay Motori? (ma non al vostro prezzo, al loro?). Avete trovato sulla vostra macchina in Vendesi? Cosa avete pensato?

RISPOSTA DI ENRICO GIUBERTONI
E’ interessante osservare nell’evento di lancio di un’auto che si includa la possibilità di venderla avvalendosi di Ebay. E’ interessante soprattutto quando la creazione di questa auto è stata influenzata in modo determinante dal contributo della propria webCommunity nata e sviluppatasi intorno al sito www.fiat500.com (cfr. oneweb20.it).
Certamente tra Fiat 500 e Iphone ci sono moltissimi punti di contatto – sottolineati tra l’altro dall’A.D. Marchionne - pur essendo i prodotti completamente diversi:
* Entrambi sono prodotti dirompenti e di cambiamento
* Entrambi utilizzano soluzioni avanzatissime che precorrono i tempi.
* Entrambi nascono nel 2007, anno della legittimazione e imposizione dei modelli del web 2.0.
* Sia Fiat 500, sia Iphone sono legati nel loro esistere al web 2.0, trattandosi di prodotti di nuova generazione, il cui DNA è pervaso dai partecipative media.
Entrambi i prodotti hanno avuto un evento ufficiale di presentazione. Ma mentre per Iphone si è creata una campagna adHoc studiata per il web, per quanto riguarda Fiat si sente il distacco ancora netto tra due modelli di marketing: quello on line e quello tradizionale dell’auto.
Fiat 500 è un prodotto innovativo e legato al Web 2.0. Credo però che l’evento di lancio abbia seguito logiche distaccate dal DNA di Fiat 500 e ancora legate al mondo dell’automobile tradizionale e dei mass media. Per questa ragione penso sia da ricercare anche in questa causa la ragione di alcune critiche da parte della Blogosfera. (cfr. Blogosfere).
Forse una maggiore integrazione del lancio di Fiat 500 con i media on line – come, ad esempio, una maggiore presenza su Second Life del gruppo, attualmente deficitaria se paragonata a Mazda (che ha lanciato su SL la Concept Car Hazake) o Renault (che il 31 maggio ha fatto provare la nuova Twingo su SL) - avrebbe spiegato e connotato in modo più preciso il Brand di Fiat 500.
… queste naturalmente sono le mie idee: e le vostre (anche critiche)? …
Tags: Blogosfera, Ebay, Fiat, Fiat 500, marketing, pubblicità, Web 2.0

8 Responses for "eBay Motori, FIAT 500 e pubblicità Off-line: complimenti ma…"
Titolo: “eBay Motori, FIAT 500 e pubblicità Off-line”…
Considerazioni brevi: solo dal titolo riscontro un 75% di argomenti OT
FIAT M3RD*!!
M3RD* CHI COMPRA LA 500!!
-AUTO
+BICI
CRITICAL MASS!!!
OLLEE”
stiamo per fare il gioco che vogliono alla fiat
stiamo creando un flame su un marchio
stiamo pubblicizzando un prodotto a gratis
stiamo dicendo alle persone che esiste la nuova 500 e che …
stiamo confermando la teoria per cui non è importante come se ne parli,
l’importante è che se ne parli…
stiamo facendo un articolo fortemente ot e scritto sula base di una
chiave di lettura del problema troppo centralizzata sul prodotto.
lo stesso vale per il coniglio fottutissimo che muove le orecchie di sta
gran ceppa!!!
basta pubblicizzare prodotti 2.0 che pagate coi soldi 3.0 del lavoro 4.0
con i cui soldi guadagnati vi paghere un tfr 5.0 per prenderlo nel culo
nel 2060 quando ormai il web sara’ alla versione 6.0 e alcuni
sconsiderati continueranno a parlare dell’innovazione di internet e di
un futuro che in realta’ non esiste!!!
un saluto affettuoso a tutti da un necosi sempre pessimista e scassapalle
Non vedo nessun Flame su un marchio o su un prodotto nell’articolo di Simone Onofri: personalmente a me piace la nuova Fiat 500 e non mi sembra che nell’articolo vi fosse flame rivolto a Fiat o 500.
La chiave di lettura dell’articolo di Simone Onofri, è nella sua analisi di un lancio pubblicitario di un prodotto/evento appartenente al marketing tradizionale su un medium on line. L’attenzione dell’articolo è orientata sulle dinamiche pubblicitarie a prescindere dal prodotto in questione (che poteva essere Fiat, Iphone, o il prossimo prodotto/evento che verrà). Il soggetto è la campagna pubblicitaria e il prodotto è il mezzo: l’articolo non vuole quindi né pubblicizzare un prodotto né demonizzarlo.
Non capisco proprio dove sia scritta la teoria che citi tu “.. per cui non è importante come se ne parli,l’importante è che se ne parli…”. L’articolo fa esattamente l’opposto smontando questo assunto. Sostiene che se nei Mass Media, vi è una attenzione su una quantità di messaggi esercitati in modo intrusivo e invasivo, su internet l’approccio è opposto: se un prodotto mi interessa, mi informo. Viceversa se un prodotto non mi interessa, non è per me pertinente e non me ne accorgo.
Ecco per quale motivo internet è una rete in cui le marche esercitano quella che è la loro funzione: essere un elemento di congiunzione tra le esigenze delle persone e i prodotti che possono risolverle. Infatti sono gli utenti a compiere in modo performativo una azione per ricercare qualcosa.
L’Internet come la conosciamo noi è da sempre una rete pubblicitaria. Se provassimo a pensare di togliere tutte le pagine dedicate alle marche, sparirebbe una quantità immensa di blog. Come potremmo parlare di componenti di computer senza potere citare una marca?. Ci da fastidio la presenza di una marca se è funzionale a quello di cui si parla? Lo consideriamo pubblicità? No perchè ci serve ad uno scopo o interesse. Io non ho fastidio nel mio blog quando parlo di marche se quelle marche mi interessano per quello che sto facendo: viceversa è spam.
Esistono miriadi di discorsi sulla marca su internet e – a differenza dei mass media – non sono intrusivi. Se non interessano non ti accorgi nemmeno che esistono. L’agenda Setting sul web è basata sulle pertinenze.
Un esempio? grazie ai consigli di un noto sito di Shopping Intelligence Italiano Ciao.it ho speso pochissimo comprando on line una macchina per il caffè. Grazie ad un sistema di pervasività pubblicitaria ho risparmiato.
Lo stesso mi sta capitando per la mia nuova Yogurtiera. Sono io che le cerco e mi informo tramite pubblicità che non disturbano nessuno che non è interessato.
Cmq non vedo come sia OT l’articolo di Simone Onofri: rispecchia pienamente i punti 2 -3 della pagina http://www.shannon.it/proponi-articolo/
Almeno IMHO
Gentile Giubertoni
Concordo con lei nel merito dell’articolo di Onofri.
Concordo meno nel momento in cui lei scrive che, nel suo blog (che non conosco) cita una marca od una tale altra. Difatto, seppur indirettamente, le aziende traggono profitto pubblicitario dal passaparola mediatico. Limiterei quindi, laddove possibile il citare la marca, e rilasciare le specifiche tecniche del prodotto da lei indicato.
Questo per evitare di far trarre alle aziende citate un maggior vantaggio che non si traduce in minor costi per l’utente finale. NeCoSI intendeva questo e concordo con lui. (o lei?)
In fine, ma mi sia consentita e’ solo una battuta,
il fatto che lei si sia avvalso dei consigli di un noto sito di Shopping Intelligence Italiano Ciao.it
per acquistare una macchina del caffe ed una yougurtiera mi fa rotolare dalla sedia dalle risate…
con stima
cla
Gentile EmmeEsse,
La ringrazio per il suo intervento molto impegnativo e ricco di stimoli. Rispondo alla parte in cui rimane perplesso sull’utile che un utente regalerebbe citando le marche nei blog personali e nei siti di Shopping Experience.
Io credo sia un fatto naturale citare le marche poichè questa è (anche) la loro funzione. Le marche esistono proprio per essere riconosciute, diventare riconoscibili e per determinare una citazione (pur avendo anche altri scopi). Questo è Marketing e Comunicazione. Una volta le marche per rendersi visibili dovevano avere una comunicazione invasiva e questo era decisamente antipatico oltre che costoso.
Le nuove forme di Marketing stanno cambiando quei modelli di marketing One Way, cioè a senso unico. E come persona io cito le marche quando mi danno un utile determinando in questo modo un incremento della reputazione di una marca. Ma altrettanto, nel mio blog cito le marche anche quando ottengo dei risultati disattesi determinando un decremento della reputazione.
Posso dire che spesso ho trovato un notevole vantaggio nel Word-to-Mouth Marketing, nel Blog Marketing e nel conversational marketing, come consumatore. Tramite internet e tramite l’E-Commerce ho risparmiato notevolmente come utente/cliente/consumatore rispetto alle forme tradizionali di commercio e i miei acquisti sono stati decisamente più ecologici degli acquisti fatti muovendo la mia autovettura e congestionando in questo modo il traffico cittadino.
Se poi le società che hanno avuto le idee che mi hanno dato un vantaggio personale, ne hanno una visibilità ne sono altrettanto contento, anzi lo faccio apposta. Pure nel caso contrario
Io appoggio e trovo naturale un concetto: quello di un mercato che si esprime nel senso della fiducia e nel senso del premiare le idee vincenti. Inoltre, quando parlo in un blog personale o nei siti di Shopping Experience, citando un vantaggio personale, faccio anche una forma di comunicazione solidaristica nei confronti di quelle persone che cercano prodotti simili ai miei.
Quanto poi alla mia yogurtiera, alla caffettiera, beh i pareri di altri - attraverso siti di Shopping Experience - mi hanno aiutato E MOLTO in una scelta. Ma il risultato più sbalorditivo è stata una tapparella che comprata via E-commerce e regolarmente fatturata mi ha consentito un risparmio netto molto alto se paragonato a preventivi (iva esclusa) presso piccole società locali (vero che io amo il Bricolage e quindi me la sono montata da solo).
Bisogna avere fiducia nell’E-Commerce poichè si basa - quando è bene applicato - sulle nuove forme di Marketing e Comunicazione.
Fare Branding e Corporate communication è difficile e costa, bisogna rischiare e molto. Non nascondo che nel mio blog ho citato diversi casi esemplari positivi anche con l’intento di premiare quanti rischiano, in Italia - Paese sempre un po’ diffidente verso le nuove forme di marketing - e anche nel fare vedere come in qualche caso chi non rischia perde (magari ancora pochi) clienti.
Una piccola provocazione forse un po’ sagace sul mio acquisto di tapparelle: io mi chiedo quante delle piccole società che producono beni simili, abbiano sbattuto fuori deridendole le persone che sono venute a proporre loro di fare E-Commerce B2C di questi prodotti. Bene poche società hanno accettato di compiere una sfida e a queste io do fiducia.
Questa naturalmente è la mia opinione. Ma è emblematico pensare che ancora molte imprese italiane temono queste nuove forme di marketing. I dati del consorzio Netcomm sull’E-Commerce Italiano dimostrano quanto si possa fare e quante opportunità siano ANCORA da cogliere. E ben vengano coloro i quali riusciranno a coglierle.
La ringrazio ancora per gli stimoli e per la simpatia dell’ultima battuta e nello scusarmi per il ritardo che ho messo nel rispondere a una domanda molto impegnativa, ricambio con altrettanta stima
Enrico Giubertoni
P.S.
Mentre scrivo sto mangiando un buon yogurt fatto in casa con la mia yogurtiera dopo avere sorseggiato un buon caffè con la mia espresso low cost.
Altrimenti non potrebbe essere, verrebbe meno altresì, uno dei fondamentali principali di tutte le società: la comunicazione.
Internet è un mezzo che, accorciando le distanze permette di confrontare e condividere i pareri e le opinioni tra persone molto distanti e su argomenti ed oggetti anch’essi non proprio nelle immediate vicinanze… Permettendo una collaborazione…
La collaborazione non sempre ha dei risvolti positivi, ma se saputa sfruttare può essere sempre costruttiva…
Inoltre, da un punto di vista etico, mi vien da pensare che per esempio alla cocacola, non importa più molto se se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli…
Comunque il bello delle conversazioni nel web è che sono aperte a pareri contrastanti, e che, piano piano anche le aziende se ne renderanno conto, sono i consumatori che decideranno attivamente in che direzioni si debbano muovere le aziende…
Oggi infatti, è possibile che le nuove fiat 500 (me lo auspico) nella loro prosima versione, saranno magari che so… Elettriche? O con un’autonomia derivante da pannelli solari?
Già qualcuno potrebbe pensare… Fantasceinza, ma, qualcun’altro invece potrebbe citare PeopleFinder… per indicare come la collaborazione nella rete può operare dei veri e propri “miracoli”
Speriamo di essere in grado di sfruttare al massimo le nuove opportunità dei nuovi media…
>Inoltre, da un punto di vista etico, mi vien da pensare che per esempio
>alla cocacola, non importa più molto se se ne parli bene o male,
>l’importante è che se ne parli…
Questa frase si sente spesso su internet. Siamo veramente certi che: “Bene o male, l’importante che se ne parli”?
Se parlano male di me, io non sono contento e cerco di fare in modo che parlino bene. L’idea che su internet un sistema Subliminale in stile Vota Antonio! Vota Antonio funzioni secondo me è inefficace.
Le persone su internet parlano ad altri esseri umani: e gli esseri umani ragionano. Se sento parlare male di una marca, io mi fido meno. Anche questo è Buzz Marketing
Credo che Coca Cola non gradisca quando se ne parla male. Ci sono molti libri che ragionano su come affrontare la bad reputation nella blogosfera.
Blog Marketing è uno di questi … ma ce ne sono molti altri …
P.S.
Adoro la Coca Cola
Per come la vedo è più una motivazione di paranoia che spinge al controllo delle conversazioni che un fattore di reale utilità…
Per prima cosa, è impossibile pensare di fermare veramente i pareri negativi attorno ad un brand, soprattutto se questi sono veritieri…
Ed è inoltre un approccio “vecchio stile” retaggio di una comunicazione verticalizzata, con utenti passivi e isolati…
Parlando di cocacola intendo un brand affermato, che se lancia un’iniziativa di buzz non è certo inconsapevole dei possibili commenti “negativi” che questo posa portare…
L’importante è saper affrontare le critiche, renderle costruttive, per essere veramente capaci di instaurare una conversazione p2p, da pari a pari, è necessario scendere dal proprio piedistallo di star…
Come è prevedibile, le forme di public relations si trasformeranno sempre di più in interventi e incentivi di comunità virtuali… dove però l’opinione è qualcosa di molto più difficile da controllare, soprattutto utilizzando i vecchi standard e metodi di controllo, quali censura, camufaggi di scomode verità ecc… Oggi la via è ben altra, e sono poche le aziende “illuminate” (così qualcuno le definisce), che si sono già rese conto che il primo capitale da non deludere sono le persone… in una realtà dove i mercati sono relazioni.
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