DI NECOSI ( http://geekplace.org/ )

Persone di tutto il mondo usano internet, un’unica grande rete che mette in collegamento milioni di utenti, che si differenziano per cultura, lingua, religione, background sociale e soprattutto per leggi a cui sottostanno. Forse potrebbe risultare interessante discutere delle possibilità di permettere ai cittadini della rete di unirsi e creare un movimento democratico che riesca a far valere la sua voce anche nel mondo reale.

Tale problema emerge osservando le scelte di alcuni governi (Italia, Cina, …) che risultano essere in disallineamento con la maggior parte di coloro che popolano il MetaMondo.

Dunque credo ci sia bisogno di una netta separazione tra il mondo reale e il mondo virtuale. Osservando le reazioni di alcuni governi rispetto all’evoluzione di Internet, si delinea una chiara sensazione di paura, che porta nella maggior parte dei casi alla censura/sequestro, alcune volte preventiva/o, di siti, forum, giochi, video, immagini, ed altri contenuti digitali.

Internet è uno strumento meraviglioso. In teoria potrebbe permette a chiunque di collegarsi in tempo reale ad ogni angolo remoto del globo terreste. In pratica però esiste il digital divide.

I problemi aumentano anche a causa del lento passaggio da Ipv4 a Ipv6 che provoca come conseguenza diretta l’aumento vertiginoso dell’uso di reti NAT (http://it.wikipedia.org/wiki/Network_address_translation), le quali rendono difficoltosa la connessione diretta fra due utenti!

Lasciando la risoluzione dei problemi tecnici ai tecnici però, noi altri potremmo costituire un’assemblea attua a organizzare una rivoluzione digitale sulla falsariga della rivoluzione francese (http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_francese) magari.

Potremmo iniziare a lottare per far riconoscere l’indipendenza del MetaMondo (http://geekplace.org/index.php?m=news&id=2&titolo=Il_MetaMondo). Armarci magari, in senso digitale, formando eserciti, ed invadendo i domini di coloro che ostacoleranno la nascita del nuovo governo digitale.

La democrazia viene quotidianamente messa in pericolo da coloro che amministrano il potere. Internet è uno strumento che garantisce a tutti la possibilità di esprimere la propria idea, di poter selezionare un’idea rispetto ad altre, votarla, ed in questo modo internet può essere posto come strumento alla base di una nuova democrazia.

Comodamente da casa puoi leggere (stile referendum) e votare in tempi rapidissimi. Puoi accedere a tutta la documentazione di cui hai bisogno, leggere diverse opinioni, e tanto altro ancora. Il MetaMondo è ancora tutto da scoprire. Cittadini della rete, riappropriamoci dei nostri diritti, dei nostri privilegi. Nel 2007 ritengo ridicolo dover votare un uomo, che voterà altri uomini che a loro volta voteranno uomini e leggi a cui dovrò obbedire ciecamente. Troppi livelli di indirizzamento. Io dico che è giunta l’ora di smetterla. Se aumentiamo i bit, riusciamo ad ottenere lo stesso risultato in modo diretto! Se proprio non riesci a seguire tutto l’iter burocratico, allora avrai LA POSSIBILITA’, E NON L’OBBLIGO di delegare a chi vorrai, scegliendo tra i politici, ma anche tra i tuoi amici e/o vicini di casa per farti rappresentare.

Un modo concreto per realizzare questa utopia potrebbe essere quello di partecipare al V-Day
, dove ci saranno centinaia di associazioni potenzialmente interessate a questo discorso. Sviluppare una piattaforma per realizzare tutto questo è quasi un gioco da ragazzi. Inziamo a parlarne, e ricordate, il MetaMondo appartiene a tutti noi!



RISPOSTA DI JOHN MADERO
Come credo moltissimi altri condivido il tuo punto di partenza, e cioè sono d’accordo sul fatto che Internet, rivoluzione straordinaria e verticale (sia tecnicamente, sia socialmente) dei nostri tempi debba rimanere politicamente neutrale rispetto al mondo reale e soprattutto debba essere esente da qualsiasi forme di censura e, in parte, di controllo (perchè in parte? pensa al problema pedopornografia..).

Date queste premesse, per quanto concerne l’applicazione di questo sogno politically incorrect, credo che usare termini come eserciti, armi o rivoluzione sia controproducente perchè richiama il campo semantico usato dai “nemici” che stai cercando di “sconfiggere”. E non credo che sia tua intenzione utilizzare le stesse tecniche applicate dai tuoi temuti avversari terreni.

Penso inoltre che sia assolutamente inutile, come proponi, creare un altro organo legislativo (e anche esecutivo, visto che parli di Governo) che si occupi del MetaMondo: ci si troverebbe in una situazione assurda e ogni persona dovrebbe rispondere a due parallele giurisdizioni (politica reale e politica del MetaMondo). La tendenza dovrebbe essere quella di snellire la burocrazia, non il contrario!

Tu ti ostini a voler combattere la politica del mondo reale, ma ti dimentichi che gli attuali legislatori ci rappresentano (si, rappresentano anche te!) perchè sono stati da noi proporzionalmente eletti!

Il Parlamento Italiano non è certo un avversario contro cui organizzare una rivoluzione indipendentista, noi siamo il Parlamento! (e con quel noi intendo anche le milioni di persone che purtroppo si fanno accalappiare da frasi del tipo “aboliremo l’ICI”).

Come penso che sia opportuno procedere? Secondo me il Parlamento stesso (sì, quello reale) dovrebbe riconoscere l’indipendenza di Internet e vietare in qualsiasi modo atti di censura o di controllo (con le dovute eccezioni a cui accennavo sopra).

Perchè questo non è già accaduto? E’ sempre di noi cittadini, che non siamo ancora abbastanza maturi in materia da votare un gruppo politico che abbia nel suo programma un progetto di legge di liberalizzazione di questo tipo.
Diciamo che è una esigenza ancora non abbastanza forte ma vedrete che, come già sta succedendo in altri Paesi, la gente si renderà conto della gravità di atti di censura come quelli a cui stiamo assistendo e, in maniera ordinata attraverso i suoi rappresentanti, reagirà (senza armi…).

P.s. Il voto elettronico è un’ottima idea, ma lo possiamo benissimo applicare a questo sistema!

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La lezione di Oilproject che ti suggeriamo oggi è Paolo Giardini (CLUSIT) parla di cultura hacker e sicurezza informatica.