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	<title>Comments on: Cultura, incultura: le trincee degli intellettuali</title>
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	<description>Il blog a più voci di Oilproject</description>
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		<title>By: Jacopo</title>
		<link>http://www.shannon.it/blog/cultura-incultura-le-trincee-degli-intellettuali/#comment-15294</link>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 18:16:28 +0000</pubDate>
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		<description>Il problema è che in Italia si è perpetuato un allontanamento più spontaneo che indotto tra intellettuali &quot;politici&quot;, cioè diffusori delle ideologie di un parito, e intellettuali &quot;culturali&quot;, ossia difensori del senso morale della conoscenza, confondendo troppo spesso le due tipologie. Prima di questa partitizzazione della democrazia, gli intelletuali venivano considerati i &quot;guardiani&quot; delle libertà civili, dei diritti acquisiti con le battaglie civili contro i pregiudizi e l&#039;assenza di cultura di certi politici insensati. Ma quando i partiti hanno iniziato a introdursi tra le elitè finanziare e industriali del nostro Paese, gli intettuali (e inserisco nella categoria anche molti giornalisti) hanno reagito come al tempo delle corti Cinquecentesche: sono passati da cani da guardia del potere a cagnolini da compagnia dei potenti. Hanno scelto di limitarsi ad annuire di fronte all&#039;obrobrio di questi partiti che hanno succhiato il midollo dalle ossa della democrazia. Sembra un assurdo anacronismo: proprio ora che la società dell&#039;informazione fornisce a più persone possibili l&#039;accesso alla cultura e alle notizie, le persone hanno scelto di disinteressarsene, snobbando la conoscenza come un inutile passatempo. E i politici ne hanno approfittato, pensando che un governo si possa reggere unicamente sulla base di scambi di favori e ragnatele di interessi economici. Ma prima o poi anche gli &quot;incolti&quot; si incazzano, e a quel punto chissà cosa può succedere...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema è che in Italia si è perpetuato un allontanamento più spontaneo che indotto tra intellettuali &#8220;politici&#8221;, cioè diffusori delle ideologie di un parito, e intellettuali &#8220;culturali&#8221;, ossia difensori del senso morale della conoscenza, confondendo troppo spesso le due tipologie. Prima di questa partitizzazione della democrazia, gli intelletuali venivano considerati i &#8220;guardiani&#8221; delle libertà civili, dei diritti acquisiti con le battaglie civili contro i pregiudizi e l&#8217;assenza di cultura di certi politici insensati. Ma quando i partiti hanno iniziato a introdursi tra le elitè finanziare e industriali del nostro Paese, gli intettuali (e inserisco nella categoria anche molti giornalisti) hanno reagito come al tempo delle corti Cinquecentesche: sono passati da cani da guardia del potere a cagnolini da compagnia dei potenti. Hanno scelto di limitarsi ad annuire di fronte all&#8217;obrobrio di questi partiti che hanno succhiato il midollo dalle ossa della democrazia. Sembra un assurdo anacronismo: proprio ora che la società dell&#8217;informazione fornisce a più persone possibili l&#8217;accesso alla cultura e alle notizie, le persone hanno scelto di disinteressarsene, snobbando la conoscenza come un inutile passatempo. E i politici ne hanno approfittato, pensando che un governo si possa reggere unicamente sulla base di scambi di favori e ragnatele di interessi economici. Ma prima o poi anche gli &#8220;incolti&#8221; si incazzano, e a quel punto chissà cosa può succedere&#8230;</p>
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