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	<title>Comments on: Citare le marche sul tuo blog è solo pubblicità gratuita?</title>
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	<description>Il blog a più voci di Oilproject</description>
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		<title>By: Reputation 2.0, siamo quello che gli altri dicono &#171; brand 2.0</title>
		<link>http://www.shannon.it/blog/citare-le-marche-sul-tuo-blog-e-solo-pubblicita-gratuita/#comment-14718</link>
		<dc:creator>Reputation 2.0, siamo quello che gli altri dicono &#171; brand 2.0</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 09:25:28 +0000</pubDate>
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		<description>[...] fonte immagine Shannon.it [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] fonte immagine Shannon.it [...]</p>
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	<item>
		<title>By: necosi</title>
		<link>http://www.shannon.it/blog/citare-le-marche-sul-tuo-blog-e-solo-pubblicita-gratuita/#comment-2058</link>
		<dc:creator>necosi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Sep 2007 17:21:52 +0000</pubDate>
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		<description>Qualcuno tempo fa eslamo&#039;: No Brand!

La marca la cito solo in rari contesti.
Se devo mettere in guardia i miei lettori allora faccio nome e cognome e dico la marca. Se devo pubblicizzare un prodotto, beh, non è il mio lavoro ne il mio interesse per cui evito.

Se devo parlare di un coniglio tecnologico con le orecchie lunghe che fa reti wifi e molto altro, decido cosa voglio dire di quel coniglio e lo scrivo. Chiaro che se non ho argomenti interessanti, allora mi soffermo sui suoi servizi, amplificando il suo commercio e la sua notorieta&#039; senza apportare nulla di utile alla societa&#039;. Se poi la societa&#039; ha bisogno di un prodotto che conosco, allora lo pubblicizzo. Dipende da moltissimi fattori.

Puoi decidere di far pubblicita&#039; gratis.
Puoi decidere di scrivere di prodotti.
Puoi decidere di scrivere riflessioni.
Puoi decidere di scrivere senza riflettere e infischiartene delle conseguenze.

buona giornata a tutti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno tempo fa eslamo&#8217;: No Brand!</p>
<p>La marca la cito solo in rari contesti.<br />
Se devo mettere in guardia i miei lettori allora faccio nome e cognome e dico la marca. Se devo pubblicizzare un prodotto, beh, non è il mio lavoro ne il mio interesse per cui evito.</p>
<p>Se devo parlare di un coniglio tecnologico con le orecchie lunghe che fa reti wifi e molto altro, decido cosa voglio dire di quel coniglio e lo scrivo. Chiaro che se non ho argomenti interessanti, allora mi soffermo sui suoi servizi, amplificando il suo commercio e la sua notorieta&#8217; senza apportare nulla di utile alla societa&#8217;. Se poi la societa&#8217; ha bisogno di un prodotto che conosco, allora lo pubblicizzo. Dipende da moltissimi fattori.</p>
<p>Puoi decidere di far pubblicita&#8217; gratis.<br />
Puoi decidere di scrivere di prodotti.<br />
Puoi decidere di scrivere riflessioni.<br />
Puoi decidere di scrivere senza riflettere e infischiartene delle conseguenze.</p>
<p>buona giornata a tutti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Blackstorm</title>
		<link>http://www.shannon.it/blog/citare-le-marche-sul-tuo-blog-e-solo-pubblicita-gratuita/#comment-2004</link>
		<dc:creator>Blackstorm</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Sep 2007 02:09:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.shannon.it/blog/citare-le-marche-sul-tuo-blog-e-solo-pubblicita-gratuita/#comment-2004</guid>
		<description>&quot;Paperino ( nome coperto da copyright ) non poteva altro che dire iPhone per il semplice fatto che iPhone non e’ uno smartphone qualsiasi, cosi’ come il moog agli inizi degli anni settanta non era una tastiera qualsiasi. Moog divenne termine abituale per indicare i sintetizzatori. Eppure era marchio registrato. iPhone e’ uno di quei prodotti che hanno una unicita’. Non mi stupirei se tra un paio di mesi sentissi dire: “ho comprato un ifoon della samsun’g”&quot;

Primo, paperino si, è un nome coperto ca copyroght. così come le sue immagini. E, con tutto il rispetto, me ne frego bellamente. Secondo, pure bic sarebbe un marchio registrato, così come milioni di altri neologismi. Perchè paperino non poteva dire altro che iPhone? Se è una cosa così unica, anche solo descrivendo l&#039;azienda, avrebbe reso chiaro a tutti di cosa si stava parlando. 

&quot;Dovendo fare un esempio non potevo esimermi dal citare delle marche.
1) molto probabilmente i due ISP citati sono i migliori in Italia
2) abbastanza probabolmente l’azienda costruttrice di hardware citata e’ tra le migliori a livello mondiale.&quot;

Scusami, ma continuo a coglier euna qual certa ironia. Stai facendo pubblicità, lo sai, vero?

&quot;Poi il fatto che tu confessi di usare Vista, non depone a tuo favore :)&quot;
E perchè mai? A parte il fatto che in fondo mi interessa relativamente che uno pensi male di me solo perchè uso un sistema operativo piuttosto che un altro (ma se ti dico che è la Ultimate, il tuo cuore regge allo sforzo? Oppure attendi il colpo di grazia del fatto che è pure la retail? :D), anzi onestamente non mi interessa proprio. Giudicare per cose così banali è una cosa che trovo molto stupida. E usare Vista non mi crea problemi. Ma forse ne crea a qualcun altro. 

&quot;Citare una marca, anche in negativo, significa solo spingerla in alto su gugol e compari. Per questo ne ipotizzo l’uso solo in una comparazione e non in un giudizio singolo. Bene o male se ne parli. Basta arrivare nelle prime righe di gugol.&quot;

Peccato che esiste una tecnica chiamata google bombing. Vogliamo parlare dell&#039;iniziativa badvista, per dirne una a caso? Che propone un googlebombing perchè qnd qlcn digita Windows Vista su google la prima pagina sia quella di Badvista? Se proprio sicuro che basta che se ne parli? Il web è pieno di atteggiamenti di questo stmapo, che personalmente considero solo poco meno che terroristici.

&quot;Il prodotto pubblicizzato dal p2p non e’ il prodotto finito, ma solo una immagine (la migliore possibile) di esso.

Io non so quale sia la migliore versione di “stairway to heaven” dei led zeppelin. Ma so che quella registrata su disco e’ solo la meglio registrata di tutte. Almeno per le tecnologie dell’epoca. Forse nemmeno Jimmy Page sa dire in quale momento hanno suonato quella canzone in maniera perfetta… Di certo sa che ogni volta che la hanno suonata e’ stata in maniera irripetibile, unica. Nel bene o nel male.&quot;

Certo, ma a me cosa me ne frega di avere 8000 copie di stairway to haven? Ragiona come utente medio, per favore. Renditi conto che l&#039;utente medio scarica le canzoni per ascoltarle, non per cercare la versione migliore (al più potrebbe avere per esempio nothing else matter sia in versione da concerto quella classica, che la unplugged, che quella fatta a new york con l&#039;orchestra classica - stupenda, fra l&#039;altro - ma non molto di più).

&quot;Per quanto concerne i negozi, essi hanno un diritto di reso talmente minimo (10 per cento circa) ed un pagamento dell’opera talmente breve (60-120 giorni massimo) da essere sicura fonte di guadagno per l”editore anche in caso di flop.&quot;
Non sono d&#039;accordo. A meno che non sia uno strasuccesso, pochi negozi ordineranno ingenti quantità di un disco. E le major potrebbero (non dico che succeda, è solo per dimostrarti come non sia esattamente semplice dire che non è dimostrabile un mancato guadagno) ritrovarsi con giacenze piuttosto pesanti di magazzino.

&quot;sulla frase finale di cui ti sfugge il senso dovrei fare un altro post.&quot;
E perchè non lo fai? ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Paperino ( nome coperto da copyright ) non poteva altro che dire iPhone per il semplice fatto che iPhone non e’ uno smartphone qualsiasi, cosi’ come il moog agli inizi degli anni settanta non era una tastiera qualsiasi. Moog divenne termine abituale per indicare i sintetizzatori. Eppure era marchio registrato. iPhone e’ uno di quei prodotti che hanno una unicita’. Non mi stupirei se tra un paio di mesi sentissi dire: “ho comprato un ifoon della samsun’g”&#8221;</p>
<p>Primo, paperino si, è un nome coperto ca copyroght. così come le sue immagini. E, con tutto il rispetto, me ne frego bellamente. Secondo, pure bic sarebbe un marchio registrato, così come milioni di altri neologismi. Perchè paperino non poteva dire altro che iPhone? Se è una cosa così unica, anche solo descrivendo l&#8217;azienda, avrebbe reso chiaro a tutti di cosa si stava parlando. </p>
<p>&#8220;Dovendo fare un esempio non potevo esimermi dal citare delle marche.<br />
1) molto probabilmente i due ISP citati sono i migliori in Italia<br />
2) abbastanza probabolmente l’azienda costruttrice di hardware citata e’ tra le migliori a livello mondiale.&#8221;</p>
<p>Scusami, ma continuo a coglier euna qual certa ironia. Stai facendo pubblicità, lo sai, vero?</p>
<p>&#8220;Poi il fatto che tu confessi di usare Vista, non depone a tuo favore <img src='http://www.shannon.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> &#8221;<br />
E perchè mai? A parte il fatto che in fondo mi interessa relativamente che uno pensi male di me solo perchè uso un sistema operativo piuttosto che un altro (ma se ti dico che è la Ultimate, il tuo cuore regge allo sforzo? Oppure attendi il colpo di grazia del fatto che è pure la retail? <img src='http://www.shannon.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> ), anzi onestamente non mi interessa proprio. Giudicare per cose così banali è una cosa che trovo molto stupida. E usare Vista non mi crea problemi. Ma forse ne crea a qualcun altro. </p>
<p>&#8220;Citare una marca, anche in negativo, significa solo spingerla in alto su gugol e compari. Per questo ne ipotizzo l’uso solo in una comparazione e non in un giudizio singolo. Bene o male se ne parli. Basta arrivare nelle prime righe di gugol.&#8221;</p>
<p>Peccato che esiste una tecnica chiamata google bombing. Vogliamo parlare dell&#8217;iniziativa badvista, per dirne una a caso? Che propone un googlebombing perchè qnd qlcn digita Windows Vista su google la prima pagina sia quella di Badvista? Se proprio sicuro che basta che se ne parli? Il web è pieno di atteggiamenti di questo stmapo, che personalmente considero solo poco meno che terroristici.</p>
<p>&#8220;Il prodotto pubblicizzato dal p2p non e’ il prodotto finito, ma solo una immagine (la migliore possibile) di esso.</p>
<p>Io non so quale sia la migliore versione di “stairway to heaven” dei led zeppelin. Ma so che quella registrata su disco e’ solo la meglio registrata di tutte. Almeno per le tecnologie dell’epoca. Forse nemmeno Jimmy Page sa dire in quale momento hanno suonato quella canzone in maniera perfetta… Di certo sa che ogni volta che la hanno suonata e’ stata in maniera irripetibile, unica. Nel bene o nel male.&#8221;</p>
<p>Certo, ma a me cosa me ne frega di avere 8000 copie di stairway to haven? Ragiona come utente medio, per favore. Renditi conto che l&#8217;utente medio scarica le canzoni per ascoltarle, non per cercare la versione migliore (al più potrebbe avere per esempio nothing else matter sia in versione da concerto quella classica, che la unplugged, che quella fatta a new york con l&#8217;orchestra classica &#8211; stupenda, fra l&#8217;altro &#8211; ma non molto di più).</p>
<p>&#8220;Per quanto concerne i negozi, essi hanno un diritto di reso talmente minimo (10 per cento circa) ed un pagamento dell’opera talmente breve (60-120 giorni massimo) da essere sicura fonte di guadagno per l”editore anche in caso di flop.&#8221;<br />
Non sono d&#8217;accordo. A meno che non sia uno strasuccesso, pochi negozi ordineranno ingenti quantità di un disco. E le major potrebbero (non dico che succeda, è solo per dimostrarti come non sia esattamente semplice dire che non è dimostrabile un mancato guadagno) ritrovarsi con giacenze piuttosto pesanti di magazzino.</p>
<p>&#8220;sulla frase finale di cui ti sfugge il senso dovrei fare un altro post.&#8221;<br />
E perchè non lo fai? <img src='http://www.shannon.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: emmeesse</title>
		<link>http://www.shannon.it/blog/citare-le-marche-sul-tuo-blog-e-solo-pubblicita-gratuita/#comment-1993</link>
		<dc:creator>emmeesse</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Sep 2007 19:59:01 +0000</pubDate>
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		<description>Il tuo post mi fa comprendere che mi spiego male.

IMHO citare NGI, McLink o Pippero in una informazione pubblicitaria e&#039; causa di confusione per chi mi legge a meno a che io non stia facendo una yabella comparativa.

Ma prima di pubblicare la tabella devo spiegare su quali parametri la ho creata (costi, qualita&#039;, rapporto tra essi, eccetera)

Paperino ( nome coperto da copyright ) non poteva altro che dire iPhone per il semplice fatto che iPhone non e&#039; uno smartphone qualsiasi, cosi&#039; come il moog agli inizi degli anni settanta non era una tastiera qualsiasi. Moog divenne termine abituale per indicare i sintetizzatori. Eppure era marchio registrato. iPhone e&#039; uno di quei prodotti che hanno una unicita&#039;. Non mi stupirei se tra un paio di mesi sentissi dire: &quot;ho comprato un ifoon della samsun&#039;g&quot; 
Se, linguisticamente parlando, diventasse per traslato un nome comune di cosa.

Sul fat†o che tu possa trovare ironico che io abbia citato delle marche:

Dovendo fare un esempio non potevo esimermi dal citare delle marche.
1) molto probabilmente i due ISP citati sono i migliori in Italia
2) abbastanza probabolmente l&#039;azienda costruttrice di hardware citata e&#039; tra le migliori a livello mondiale.

E quindi e&#039; facile che tali marche siano BEN NOTE  agli appassionati di informatica, un pochino meno agli altri.

Da qui la mia scelta. Credevo di comunicare.

Quindi reputo il fatto di avere citato delle marche ironico, si, ma anche esemplificativo. Sono lieto che tu ne abbia colta l&#039;ironia (etimologicamente parlando)

Citare una marca, anche in negativo, significa solo spingerla in alto su gugol e compari. Per questo ne ipotizzo l&#039;uso solo in  una comparazione e non in un giudizio singolo. Bene o male se ne parli. Basta arrivare nelle prime righe di gugol.

Sempre fermo restando che tutto e&#039; IMVHO

Poi il fatto che tu confessi di usare Vista, non depone a tuo favore :-)

P2P ed altro.

Il prodotto pubblicizzato dal p2p non e&#039; il prodotto finito, ma solo una immagine (la migliore possibile) di esso.

Io non so quale sia la migliore versione di &quot;stairway to heaven&quot; dei led zeppelin. Ma so che quella registrata su disco e&#039; solo la meglio registrata di tutte. Almeno per le tecnologie dell&#039;epoca. Forse nemmeno Jimmy Page sa dire in quale momento hanno suonato quella canzone in maniera perfetta... Di certo sa che ogni volta che la hanno suonata e&#039; stata in maniera irripetibile, unica. Nel bene o nel male.

Pensare al prodotto musicale od a qualsiasi altro prodotto artistico come un qualcosa che va bloccato in un hic et nunc; e&#039; sempre IMHO una sciocchezza. Non per nulla uno dei miei maggiori interessi e&#039; quello di suggerire di licenziare le proprie opere acconsentendo una opera derivata.

Le case discogfrafiche vendono la fotografia del brano mpusicale,
in realta&#039; quella fotografia dovrebbe essere solo il mezzo pubblicitario con cui vendoere il lavoro dell&#039;artista.

Il concerto o le magliette, le spilline, i poster, il mercato della fuffa, quello e&#039; il mercato in cui deve operare l&#039;editrore; le registrazioni (da ultime)
sono solo la testimonianza di un momento in cui quell&#039;arte si e&#039; manifestata. Non la versione definitiva ed unica. Il copyright lo hanno sulla canzone, non su quella specifica (registrata) versione. La diffusione di quella specifica (registrata) versione e&#039; pubblicita&#039;.

A me e&#039; succeso di scaricare gratis ed illecitamente la opera di un artista;
poi ho comprato due biglietti per il suo concerto; ho regalato quella esperienza ad una altra persona. Se avessi comprato il CD avrei speso meno. Ora, sempre piu spesso mi capita di scarivare LECITAMENTE m&#039;opera di altri artisti, tramite siti tipo jamendo.

E per quegli artisti e per quella casa discografica (che jamendo e&#039;)
non vi e&#039; migliore pubblicita&#039; del p2p

Solo che la EMI (e le sue consorelle) non lo ha/hanno capito. 

Per quanto concerne i negozi, essi hanno un diritto di reso talmente minimo (10 per cento circa) ed un pagamento dell&#039;opera talmente breve (60-120 giorni massimo) da essere sicura fonte di guadagno per l&quot;editore anche in caso di flop.

sulla frase finale di cui ti sfugge il senso dovrei fare un altro post.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il tuo post mi fa comprendere che mi spiego male.</p>
<p>IMHO citare NGI, McLink o Pippero in una informazione pubblicitaria e&#8217; causa di confusione per chi mi legge a meno a che io non stia facendo una yabella comparativa.</p>
<p>Ma prima di pubblicare la tabella devo spiegare su quali parametri la ho creata (costi, qualita&#8217;, rapporto tra essi, eccetera)</p>
<p>Paperino ( nome coperto da copyright ) non poteva altro che dire iPhone per il semplice fatto che iPhone non e&#8217; uno smartphone qualsiasi, cosi&#8217; come il moog agli inizi degli anni settanta non era una tastiera qualsiasi. Moog divenne termine abituale per indicare i sintetizzatori. Eppure era marchio registrato. iPhone e&#8217; uno di quei prodotti che hanno una unicita&#8217;. Non mi stupirei se tra un paio di mesi sentissi dire: &#8220;ho comprato un ifoon della samsun&#8217;g&#8221;<br />
Se, linguisticamente parlando, diventasse per traslato un nome comune di cosa.</p>
<p>Sul fat†o che tu possa trovare ironico che io abbia citato delle marche:</p>
<p>Dovendo fare un esempio non potevo esimermi dal citare delle marche.<br />
1) molto probabilmente i due ISP citati sono i migliori in Italia<br />
2) abbastanza probabolmente l&#8217;azienda costruttrice di hardware citata e&#8217; tra le migliori a livello mondiale.</p>
<p>E quindi e&#8217; facile che tali marche siano BEN NOTE  agli appassionati di informatica, un pochino meno agli altri.</p>
<p>Da qui la mia scelta. Credevo di comunicare.</p>
<p>Quindi reputo il fatto di avere citato delle marche ironico, si, ma anche esemplificativo. Sono lieto che tu ne abbia colta l&#8217;ironia (etimologicamente parlando)</p>
<p>Citare una marca, anche in negativo, significa solo spingerla in alto su gugol e compari. Per questo ne ipotizzo l&#8217;uso solo in  una comparazione e non in un giudizio singolo. Bene o male se ne parli. Basta arrivare nelle prime righe di gugol.</p>
<p>Sempre fermo restando che tutto e&#8217; IMVHO</p>
<p>Poi il fatto che tu confessi di usare Vista, non depone a tuo favore <img src='http://www.shannon.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>P2P ed altro.</p>
<p>Il prodotto pubblicizzato dal p2p non e&#8217; il prodotto finito, ma solo una immagine (la migliore possibile) di esso.</p>
<p>Io non so quale sia la migliore versione di &#8220;stairway to heaven&#8221; dei led zeppelin. Ma so che quella registrata su disco e&#8217; solo la meglio registrata di tutte. Almeno per le tecnologie dell&#8217;epoca. Forse nemmeno Jimmy Page sa dire in quale momento hanno suonato quella canzone in maniera perfetta&#8230; Di certo sa che ogni volta che la hanno suonata e&#8217; stata in maniera irripetibile, unica. Nel bene o nel male.</p>
<p>Pensare al prodotto musicale od a qualsiasi altro prodotto artistico come un qualcosa che va bloccato in un hic et nunc; e&#8217; sempre IMHO una sciocchezza. Non per nulla uno dei miei maggiori interessi e&#8217; quello di suggerire di licenziare le proprie opere acconsentendo una opera derivata.</p>
<p>Le case discogfrafiche vendono la fotografia del brano mpusicale,<br />
in realta&#8217; quella fotografia dovrebbe essere solo il mezzo pubblicitario con cui vendoere il lavoro dell&#8217;artista.</p>
<p>Il concerto o le magliette, le spilline, i poster, il mercato della fuffa, quello e&#8217; il mercato in cui deve operare l&#8217;editrore; le registrazioni (da ultime)<br />
sono solo la testimonianza di un momento in cui quell&#8217;arte si e&#8217; manifestata. Non la versione definitiva ed unica. Il copyright lo hanno sulla canzone, non su quella specifica (registrata) versione. La diffusione di quella specifica (registrata) versione e&#8217; pubblicita&#8217;.</p>
<p>A me e&#8217; succeso di scaricare gratis ed illecitamente la opera di un artista;<br />
poi ho comprato due biglietti per il suo concerto; ho regalato quella esperienza ad una altra persona. Se avessi comprato il CD avrei speso meno. Ora, sempre piu spesso mi capita di scarivare LECITAMENTE m&#8217;opera di altri artisti, tramite siti tipo jamendo.</p>
<p>E per quegli artisti e per quella casa discografica (che jamendo e&#8217;)<br />
non vi e&#8217; migliore pubblicita&#8217; del p2p</p>
<p>Solo che la EMI (e le sue consorelle) non lo ha/hanno capito. </p>
<p>Per quanto concerne i negozi, essi hanno un diritto di reso talmente minimo (10 per cento circa) ed un pagamento dell&#8217;opera talmente breve (60-120 giorni massimo) da essere sicura fonte di guadagno per l&#8221;editore anche in caso di flop.</p>
<p>sulla frase finale di cui ti sfugge il senso dovrei fare un altro post.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Blackstorm</title>
		<link>http://www.shannon.it/blog/citare-le-marche-sul-tuo-blog-e-solo-pubblicita-gratuita/#comment-1944</link>
		<dc:creator>Blackstorm</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Sep 2007 21:56:58 +0000</pubDate>
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		<description>&gt;Non credo che sia corretto dire “Le migliori adsl in italia sono quelle di NGI &gt;o di McLink.” ma dire “Le migliori adsl in italia hanno queste caratteristiche &gt;di latenza, di garanzia di banda”. In questo modo io, utente alla ricerca di &gt;un
&gt;prodotto, so su quali caratteristiche devo concentrarmi.

Mi permetto di puntualizzare una cosa: parlare di quesitoni tecniche non significa dire &quot;NGI è più veloce, Pippero fa schifo&quot;. Parlare di quesitoni tecniche vuol dire: prima spiego come funziona la banda eccetera, come dici tu, poi posso citare un esempio di una ditta che fornisce questo tipo di caratteristiche. Allora sono tecnico. Che sia sbagliato citare una marca nel proprio blog mi trova in forte disaccordo. Un esempio fresco di questa sera: http://aovestdipaperino.com/archive/2007/09/12/aifon.aspx?CommentPosted=true#commentmessage
Ora, paperino cosa avrebbe dovuto dire? Qualcosa tipo &quot;Il mio amico ha comprato uno smartphone che ha un nome più breve, senza &quot;smart&quot; ma con la i al suo posto distribuito da un&#039;azienda il cui simbolo è un frutto tipicamente attribuito al peccato originale al quae manca un pezzo come se fosse stato morso&quot;? Dobbiamo impelagarci in panegirici inconcludenti e dispendiosi (cavolo che domanda forbita che ho fatto... devo smetterla di ingoiar eil dizionario dei sinonimi e contrari :D)? Io cito un prodotto quando mi voglio riferire a quel prodotto o a quella tipologia. Seguendo il tuo ragionamento che non si dovrebbero citare marche, non potresti nemmeno scrivere &quot;Sono uscito a prendere una coca&quot; perchè nell&#039;immaginario collettivo il termine &quot;coca&quot; è associato alla coca cola. E questo è l&#039;esempio più banale. Ma ce ne sono un sacco di altri simili. Altrimenti, davvero dovremmo definire molte delle cose che scriviamo sul blog come ho fatto sopra per l&#039;iphone. 

Fra l&#039;altro è abbastanza ironico, non me ne volere, il fatto che tu sopra abbia citato ben due marche per sostenere il punto di vista secondo cui non è bene citare marche nei blog... :P
Vedi, che nemmeno tu ti puoi esimere da questo? ;)

Inoltre concordo con Enrico: io cito una marca, e descrivo le mie impressioni. Se sono positive ho fatto pubblicità, se sono negative, stai tranquillo che influenzeranno negativamente il prodotto. Vedi Vista. Nessuno lo conosceva al momento del lancio sul mercato user, eppure tutti lo demonizzavano: pure io. Ora che ho provato vista posso dire che tannte cose sono balle. Eppure la pubblicità negativa ha influenzato tantissimo l&#039;impressione del pubblico su questo prodotto. E continua a farlo. Penso che un&#039;azienda tenda ad aspettarsi un po&#039; di più del &quot;bene o male, purchè se ne parli&quot;, perchè a volte non è un discorso salutare per i prodotti.

&gt;Last but not least: se le major capissero quanta pubblicità aggratis &gt;ottengono con il p2p, invece di reclamare per il mancato guadagno (mai &gt;dimostrato), dovrebbero essere contente che non reclamiamo NOI la &gt;nostra ricompensa per essere il loro
&gt;migliore team di pubblicitari in assoluto (facilmente dimostrabile).

Ah, si? Ok, il p2p pubblicizza i prodotti. Il problema è che vengono pubblicizzati dandoli direttamente pronti e finiti all&#039;utente. Il quale una volta che li ha, per quale motivo dovrebbe comprarli? Il mancato guadagno mai dimostrato mi sembra un&#039;affermazione piuttosto forte: se io ottengo una copia pirata di un cd, o di un brano musicale, allora quel brano non lo compro, e la major, o chi per lei non ha venduto una copia, ergo c&#039;è il mancato guadagno. E questo avviene a prescindere dal fatto che le copie vengano esaurite ai negozi o meno. Meno chiaro mi pare come i canali p2p possano essere considerati i migliori pubblicitari. E visto che è facilmente dimostrabile, mi piacerebbe che lo facessi, perchè veramente mi sfugge l&#039;associazione del concetto di pubblicità di un prodotto fornendolo gratis e senza limiti.

&gt;Informazione pubblicitaria che IMHO deve anche diventare politica.
&gt;Ed economica, e medica. Eccetera.

Scusa, mi sfugge il senso di questa frase...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&gt;Non credo che sia corretto dire “Le migliori adsl in italia sono quelle di NGI &gt;o di McLink.” ma dire “Le migliori adsl in italia hanno queste caratteristiche &gt;di latenza, di garanzia di banda”. In questo modo io, utente alla ricerca di &gt;un<br />
&gt;prodotto, so su quali caratteristiche devo concentrarmi.</p>
<p>Mi permetto di puntualizzare una cosa: parlare di quesitoni tecniche non significa dire &#8220;NGI è più veloce, Pippero fa schifo&#8221;. Parlare di quesitoni tecniche vuol dire: prima spiego come funziona la banda eccetera, come dici tu, poi posso citare un esempio di una ditta che fornisce questo tipo di caratteristiche. Allora sono tecnico. Che sia sbagliato citare una marca nel proprio blog mi trova in forte disaccordo. Un esempio fresco di questa sera: <a href="http://aovestdipaperino.com/archive/2007/09/12/aifon.aspx?CommentPosted=true#commentmessage" rel="nofollow">http://aovestdipaperino.com/archive/2007/09/12/aifon.aspx?CommentPosted=true#commentmessage</a><br />
Ora, paperino cosa avrebbe dovuto dire? Qualcosa tipo &#8220;Il mio amico ha comprato uno smartphone che ha un nome più breve, senza &#8220;smart&#8221; ma con la i al suo posto distribuito da un&#8217;azienda il cui simbolo è un frutto tipicamente attribuito al peccato originale al quae manca un pezzo come se fosse stato morso&#8221;? Dobbiamo impelagarci in panegirici inconcludenti e dispendiosi (cavolo che domanda forbita che ho fatto&#8230; devo smetterla di ingoiar eil dizionario dei sinonimi e contrari <img src='http://www.shannon.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> )? Io cito un prodotto quando mi voglio riferire a quel prodotto o a quella tipologia. Seguendo il tuo ragionamento che non si dovrebbero citare marche, non potresti nemmeno scrivere &#8220;Sono uscito a prendere una coca&#8221; perchè nell&#8217;immaginario collettivo il termine &#8220;coca&#8221; è associato alla coca cola. E questo è l&#8217;esempio più banale. Ma ce ne sono un sacco di altri simili. Altrimenti, davvero dovremmo definire molte delle cose che scriviamo sul blog come ho fatto sopra per l&#8217;iphone. </p>
<p>Fra l&#8217;altro è abbastanza ironico, non me ne volere, il fatto che tu sopra abbia citato ben due marche per sostenere il punto di vista secondo cui non è bene citare marche nei blog&#8230; <img src='http://www.shannon.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /><br />
Vedi, che nemmeno tu ti puoi esimere da questo? <img src='http://www.shannon.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Inoltre concordo con Enrico: io cito una marca, e descrivo le mie impressioni. Se sono positive ho fatto pubblicità, se sono negative, stai tranquillo che influenzeranno negativamente il prodotto. Vedi Vista. Nessuno lo conosceva al momento del lancio sul mercato user, eppure tutti lo demonizzavano: pure io. Ora che ho provato vista posso dire che tannte cose sono balle. Eppure la pubblicità negativa ha influenzato tantissimo l&#8217;impressione del pubblico su questo prodotto. E continua a farlo. Penso che un&#8217;azienda tenda ad aspettarsi un po&#8217; di più del &#8220;bene o male, purchè se ne parli&#8221;, perchè a volte non è un discorso salutare per i prodotti.</p>
<p>&gt;Last but not least: se le major capissero quanta pubblicità aggratis &gt;ottengono con il p2p, invece di reclamare per il mancato guadagno (mai &gt;dimostrato), dovrebbero essere contente che non reclamiamo NOI la &gt;nostra ricompensa per essere il loro<br />
&gt;migliore team di pubblicitari in assoluto (facilmente dimostrabile).</p>
<p>Ah, si? Ok, il p2p pubblicizza i prodotti. Il problema è che vengono pubblicizzati dandoli direttamente pronti e finiti all&#8217;utente. Il quale una volta che li ha, per quale motivo dovrebbe comprarli? Il mancato guadagno mai dimostrato mi sembra un&#8217;affermazione piuttosto forte: se io ottengo una copia pirata di un cd, o di un brano musicale, allora quel brano non lo compro, e la major, o chi per lei non ha venduto una copia, ergo c&#8217;è il mancato guadagno. E questo avviene a prescindere dal fatto che le copie vengano esaurite ai negozi o meno. Meno chiaro mi pare come i canali p2p possano essere considerati i migliori pubblicitari. E visto che è facilmente dimostrabile, mi piacerebbe che lo facessi, perchè veramente mi sfugge l&#8217;associazione del concetto di pubblicità di un prodotto fornendolo gratis e senza limiti.</p>
<p>&gt;Informazione pubblicitaria che IMHO deve anche diventare politica.<br />
&gt;Ed economica, e medica. Eccetera.</p>
<p>Scusa, mi sfugge il senso di questa frase&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
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