di Marco De Rossi
Ieri sono stato - insieme ad altri blogger, geek e internettiani - ad un incontro a Milano con i responsabili di Rai Net. L’oggetto della discussione, in sostanza, era Rai.tv.
Beh, innanzitutto è sempre piacevole scoprire che dietro ad un prodotto che si utilizza spesso (le poche cose che guardo in televisione, le guardo su Rai.tv), c’è un gruppo di persone così aperto, vitale ed in gamba.
Pensate che l’intero budget annuale è di qualche milione di euro (all’estero si ragiona con due ordini di grandezza in più), e cioè appena il doppio di quello che la Rai ha dato a Bonolis l’ultima volta che ha condotto Sanremo. Vi risparmio - per clemenza e per non andare off topic - altri paragoni (ad esempio il budget attuale dell’Ente Pugliese di Bonifica dell’Agro Pontino, territorio bonificato 80 anni fa).
L’impressione è stata ottima, ma è evidente che questi eroi di Rai Net sono tirati come delle marionette da una parte dall’assetto miope e conservatore della dirigenza Rai (che discende ovviamente dalla miopia di un’altra dirigenza), e dall’altra parte non dico dal popolo della Rete (chissenefrega di qualche geek), ma direttamente dal buon senso e dal progresso.

Ok, arriviamo al punto.
Scriviamo per raccontarvi che, in questi mesi di “riposo”, molto lavoro è stato fatto. Nel mese di luglio si è sviluppata una discussione interna alla mailing list di Oilproject e, dopo un dibattito animato anche da contributi esterni, è stato deliberato un allargamento delle materie trattate negli eventi serali organizzati dalla scuola gratuita online che, per data di fondazione e numero di iscritti, è prima in Italia.
Le tematiche trattate nel nuovo palinsesto, tutte connesse dal filo dell’Innovazione e “dell’approccio alla scelta” saranno:
- Attualità e politica
- Storia delle idee
- Internet
- Economia e business
A tenere queste nuove lezioni, che avranno luogo a partire dalla seconda settimana di novembre su Oilproject.org, saranno ricercatori, professori universitari, esperti di Internet, politici e imprenditori.
Il senso del percorso è far percepire come il paradigma dell’Innovazione sia unitario, multidisciplinare e trasversale. La ricetta? Offrire ai navigatori i contributi di persone con i background più disparati.
Il calendario dettagliato verrà presentato giovedì 22 ottobre.
Cosa ne pensate? La discussione è qui
Lo staff
(in ordine sparso) Andrea Cambieri, Marco De Rossi, Nello Coppeto, Enrico Giubertoni, Giacomo Rizzo, Lorenzo Perone, Mario Govoni, Mauro Rubin, Simone Onofri, Gabriele Levy
Liquida.it è un valorizzatore di contenuti generati dagli utenti (articoli di blog, immagini, video) che mira ad ordinare e presentare in modo accessibile per chiunque la blogosfera italiana. Da oggi sono disponibili nuovi widget, utilizzabili da tutti i blogger per arricchire le proprie pagine.
Avevamo parlato di Liquida già a settembre, ad un mese dalla sua nascita. Non solo: fin dall’inizio alcuni di noi (Madero, NeCoSi e Mario Govoni) hanno collaborato con il progetto in vari modi (scrivendo contributi per Liquida Magazine o aiutando a promuovere l’iniziativa).
Eccoci quindi qua, dopo quasi dieci mesi, a rendere conto di come le cose si siano evolute. La prima benedizione è arrivata da Google, che ha indicizzato le pagine di Liquida e - grazie ad un lavoro di SEO - spesso le ha posizionate in prima pagina.
Gli utenti hanno iniziato a confluire e la seconda benedizione è arrivata proprio dalla blogosfera: centinaia di blogger hanno linkato la directory di Liquida (in cui erano stati inseriti) oppure, colpiti dal format di citazioni panoramiche del Magazine, hanno segnalato sui loro diari alcuni degli articoli scritti dalla redazione di Liquida.

Il risultato è stato un boom di visite con volumi di traffico che si mantengono costanti. Per il mese di aprile, ad esempio, si parla di 2,8 milioni di visitatori unici.
Liquida si rivolge al navigatore medio, e cioè a tutte le nicchie ed a nessuna nicchia allo stesso tempo. Ed è quindi naturale che punti a volumi di traffico di un certo ordine. Quello che soprende è il riscontro prematuro: Liquida è ancora in beta e vede implementate soltanto una piccola parte delle funzionalità presenti nel progetto iniziale. Non è un mistero o un’informazione privata: basta leggere la FAQ per rendersi conto che tra altri sei mesi il sito avrà nuove aree, strumenti e servizi.
Gli aggiornamenti più recenti sono la homepage editoriale e i nuovi widget.
Con la gestione editoriale della prima pagina - novità che risale al mese scorso – Liquida diventa a tutti gli effetti un mezzo di informazione alternativo che, per l’eterogeneità e l’originalità dei contenuti dei blogger, potrebbe affiancarsi ai grandi portali italiani di informazione.

I nuovi widget, invece, sono stati presentati oggi. Ecco un estratto del comunicato che verrà diffuso nelle prossime ore:
Chi desidera mostrare un widget sul proprio sito web deve solamente inserire nel codice html delle proprie pagine un breve javascript fornito da Liquida.
I Widget resi a disposizione sono di quattro tipi. Widget post, per importare articoli prodotti dalla blogosfera, widget per importare foto o per importare video, e widget tag, per mostrare sul proprio sito in forma di tag cloud i temi più trattati nelle ultime ventiquattro ore dai blog italiani.
La caratteristica principale dei widget è che è possibile decidere i temi da mostrare selezionando le tag inerenti all’argomento che si vuole approfondire. E’ possibile scegliere fino a tre tag (parole chiave di ricerca) per ogni widget. Liquida aggiorna poi automaticamente i contenuti da mostrare nel widget ogni quindici minuti, proponendo i contenuti più freschi, pertinenti e di qualità.

Le soddisfazioni - per lo staff di Liquida - si sono presentate anche sotto il profilo dei finanziamenti. A marzo Quantica sgr ha investito 4,3 mln di euro in Liquida ed in YouRank (un’altra startup del gruppo Banzai). Risorse che Liquida sta utilizzando - tra le altre cose - anche per lanciare una versione inglese .com, prevista per settembre ma destinata a vedere la luce con almeno un mese di ritardo.
Presto nuovi aggiornamenti. Nel frattempo, tenetevi informati sugli argomenti caldi.

DI JOHN MADERO
Mentre in Europa Mozilla Firefox 3 batte Internet Explorer 7 (35,05% contro 34,54%) diventando così il browser più popolare del continente e mentre sulle pagine di TechCrunch si vocifera di un’imminente acquisizione di Twitter da parte di News Corporation per almeno 750 milioni di dollari, io vi scrivo da Perugia, dove sto assistendo al Festival Internazionale del Giornalismo come inviato di Liquida Magazine.
Il Festival è iniziato ieri e termina domenica con il Media Barcamp. Ieri ho seguito degli interventi inerenti il giornalismo di inchiesta e la funzione sociale dell’informazione. Nel tardo pomeriggio ho assistito ad un talk in cui Antonella Beccaria (che qualche anno fa aveva tenuto una lezione su Oilproject), Antonio Sofi e Mario Tedeschini Lalli parlavano del rapporto tra giornalismo e nuovi media.
Oggi cercherò di intercettare Tommaso Tessarolo, un esperto di WebTv artefice dell’esperimento N3TV e adesso responsabile di Current Italia, che alle 14 partecipa ad una tavola rotonda intitolata “Fare il giornalista. Un altro modo è possibile”.
Alle 15 assisterò a
SuperMedia: l’unione fa la forza
Intervengono Charlie Beckett (direttore POLIS London School of Economics), Paolo Liguori (direttore TGCOM), Marco Pratellesi (direttore Corriere.it), Giuseppe Smorto (condirettore Repubblica.it), Raffaella Soleri (Rainews24) e Eric Ulken (Los Angeles Times)
Secondo molti esperti entro 5 anni la newsroom integrata (carta, online, tv, radio e mobile) sarà di norma in ogni redazione. I SuperMedia salveranno il giornalismo?
In realtà - basta dare un’occhiata al programma della giornata - gli eventi interessanti sono moltissimi (parleranno, tra gli altri, anche Javier Moreno, Ezio Mauro, Sergio Romano).
Questa sera lascerò però il testimone a Luca Conti, che seguirà il Festival venerdì e sabato. Per il barcamp di domenica, invece, arriverà da Milano direttamente Gabriele Lunati, responsabile editoriale di Liquida.
Un saluto a tutti i lettori di Shannon!

DI DARIO BORSOTTI
Spot.Us è un processo - non un prodotto.
Si sente spesso dire che l’editoria, nostrana ed internazionale senza distinzione, è morente, e che il giornalismo d’inchiesta sta morendo con essa. I più critici dicono che ad ucciderlo abbia contribuito non poco la rete.
Come afferma Cory Doctorow, Internet mastica e risputa i media, talvolta essi ne escono più robusti, alle volta più profittevoli, altre volte muoiono.
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Spot.us nasce come progetto no profit; un network di giornalisti professionisti localizzati tutti nell’area di S. Francisco. L’intenzione è quella di sfruttare il crowdfunding, ovvero il finanziamento dal basso per fare del giornalismo professionale e mirato.
Il meccanismo è semplice: chiunque può proporre argomenti su cui svolgere un’inchiesta e i lettori, se reputano interessante l’argomento, fanno una donazione. Quando si sono raccolti abbastanza fondi, il giornalista si impegna a svolgere il servizio.
“Spot us è un esperimento in divenire” - afferma il suo fondatore David Cohn - “che si focalizza su notizie di minor impatto, ma di alto contenuto sociale“.
Spot.us è innanzitutto una piattaforma, non una nuova organizzazione, ed essendo il codice opensource si auspica che altre realtà giornalistiche possano nascere seguendo il medesimo modello (“Anyone can take the code for Spot.Us and create their own version of it!”).
È il tentativo di applicare nuove strategie all’editoria. Non vuole sovrapporsi al giornalismo classico, ma vuole esserne un complemento.

Esattamente quattro anni fa, nel febbraio del 2005, Google ha acquistato un gigantesco lotto di terreno nello stato dell’Oregon, ha costruito due magazzini - grandi ognuno come un campo da calcio - e li ha riempiti di server. Si tratta del cosiddetto “Progetto 2″.
Non è un caso isolato. Il Grande Fratello dei motori di ricerca - da solo - controlla decine di questi centri di elaborazione dislocati nei luoghi meno accessibili del pianeta.
A cosa serve questa gigantesca potenza di calcolo?
Queste reti di decine di migliaia di computer connessi ad altissima velocità alla rete Internet sono la prerogativa tecnologica di un’architettura dell’informazione e del servizio chiamata cloud computing, che non è più soltanto il pane quotidiano di Google o altre web companies della Valle del Silicio, ma è alla portata di qualsiasi privato, pubblica amministrazione o piccola azienda.
Oilproject – la scuola virtuale che anima le pagine di questo blog – ha organizzato per febbraio e marzo sei lezioni tenute da esperti, imprenditori o professionisti del mondo di Internet, dell’innovazione e della tecnologia.
Ecco il calendario degli eventi gratuiti ed accessibili a tutti:
Martedì 10 febbraio alle ore 21. Amministrazione digitale e semplificazione dello Stato
A cura di Paolo Zocchi, presidente onorario dell’associazione “UnaRete Democrazia Digitale, Internet, Alfabetizzazione”, titolare delle cattedre di “Modelli e Strategie di E-Government” presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Roma Sapienza, e di “Tecniche della formazione a distanza” presso la Facoltà di Psicologia dell’Università dell’Aquila. È stato consigliere per l’Innovazione del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Locali Linda Lanzillotta. È vice direttore della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale.
Venerdì 13 febbraio alle ore 21. I social network e la privacy
A cura di Massimo Melica, avvocato cassazionista del Foro di Milano, socio dello Studio legale Melica, Scandelin & Partners con sedi in Roma, Milano, Bologna e Madrid (www.smsp.it).Socio fondatore della Fondazione Italiana per l’Innovazione Forense (F.I.I.F.); è presidente Centro Studi di Informatica Giuridica. Titolare della cattedra di “Informatica giuridica” presso l’Università “Giustino Fortunato” di Benevento. Componente della “Commissione europea IT Law” presso il “Council of the Bars and Law Societies of the European Union” (CCBE) Bruxelles.

Lunedì 16 febbraio alle ore 21. Percorso teorico-pratico sulle licenze Creative Commons
A cura di Simone Aliprandi, avvocato e scrittore, è il responsabile del progetto Copyleft-italia.it e si occupa ormai da alcuni anni di diritto del settore ICT e più specificamente di copyright e copyleft. Rilascia tutte le sue opere con licenze di tipo copyleft. Fra le sue pubblicazioni più conosciute: “Teoria e pratica del copyleft”, “Capire il copyright. Percorso guidato nel diritto d’autore” e “Creative Commons: manuale operativo”.
Martedì 17 febbraio alle ore 21. KDE 4.2: una panoramica sul desktop del futuro
A cura di Dario Freddi e Riccardo Iaconelli, due giovanissimi programmatori milanesi che – nonostante l’età – collaborano con il gruppo internazionale di sviluppo del desktop manager KDE lavorando principalmente su Solid e Plasma. Hanno collaborato allo sviluppo dello stack di gestione energetica, della shell di Plasma, e a vari plasmoidi nell’albero principale di KDE. Lavorano inoltre su KDEmod e Chakra.
Lunedì 2 marzo 2009 alle ore 21. La neutralità della Rete: cos’è e perché è importante parlarne
A cura di Stefano Quintarelli, imprenditore nel campo dei sistemi multimediali, della sicurezza informatica e delle reti di comunicazione. Tra le aziende fondate Presstoday.com, ceduta nel 2006, e I.NET, quotata alla borsa di Milano e ceduta a British Telecom nel 2000. Adesso si occupa di Eximia, una società specializzata nell’applicazione della tecnologia RFID. Accanto all’attività profit ha contribuito a molte iniziative, dando vita al progetto di sostegno all’associazionismo “Mondoaperto” (90 associazioni), contribuendo alla nascita di iniziative di sistema nelle tecnologie, in particolare nelle TLC in Italia, quali Aiip.it, Mix-it.net, Clusit.it, Aipsi.org, Equiliber.org.
Martedì 3 marzo 2009 alle ore 21. La prossima Internet degli Oggetti
A cura di David Orban, esperto di product marketing, sales development e globalizzazione. Ha un suo blog in italiano, uno in inglese ed uno in ungherese. È CEO e fondatore di Questar. È uno dei massimi esperti italiani di mondi virtuali: su Second Life ha creato la comunità Vulcano. È advisor presso la Singularity University della Silicon Valley, supportata da Google e dalla Nasa. In California ha fondato, insieme a Leandro Agrò e Roberto Ostinelli, WideTag Inc. che, con il progetto OpenSpime, cerca di rivoluzionare - attraverso l’alta tecnologia - il rapporto tra Internet, oggetti e ambienti.
Be Free To Learn!
Nato nel novembre del 2000, Catapulta.it è stata delle prime realtà italiane ad occuparsi del mondo del lavoro sul web.
Cresciuto in maniera esponenziale nel corso degli anni, attualmente il sito vanta quasi 400.000 utenti unici mensili, 4 milioni di pagine viste al mese ed oltre 100mila utenti registrati e che, attraverso l’esclusivo servizio.Il nostro obiettivo è quello di favorire l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro, integrando tutti i canali a nostra disposizione: il giornale in edicola, la distribuzione free press ed Internet.
da “Chi siamo” di Catapulta.it
Come si distingue Catapulta dagli altri siti di e-recruitment? La novità - ripresa tra l’altro da Repubblica a novembre - è quella di un canale televisivo online (una web tv, appunto) completamente dedicata alla ricerca di lavoro e alla presentazione di annunci di posizioni vacanti.
Dalla homepage di Catapulta TV, potete guardare una robotica annunciatrice che presenta, ogni due settimane, le offerte di lavoro più interessanti, di cui poi la community potrà discutere nelle aree sociali del sito. Segue una dettagliata descrizione di quali mansioni esattamente dovrebbero essere svolte dall’utente di Catapulta che decidesse di rispondere all’annuncio.
Un progetto che richiede senz’altro un impegno notevole da parte dello staff. Dimenticando per un attimo che si tratti di un’iniziativa - almeno in Italia - anomala e senza precedenti, siamo sicuri che il gioco valga la candela?
Ecco le opinioni di alcuni blogger di Shannon.

Ecco una scheda di comparazione fra diversi sistemi di aggregazione e valorizzazione di contenuti generati dagli utenti. Si parla di BlogBabel, Liquida, Memesphere, MyBlogJournal, Technorati e Wikio.
Vengono presi in analisi vari aspetti: supporto alla catalogazione di immagini e video, efficacia dell’interfaccia, tracking delle discussioni, sistemi di ranking utilizzati, sistema di votazione e condivisione, individuazione di articoli correlati, widget da inserire nel proprio sito, statistiche e comportamento rispetto ai contenuti dei media tradizionali.
L’amico ANDREA BICHIRI presenta e analizza Zooppa, un progetto italiano per lo sviluppo collettivo, attraverso un social network, di spot pubblicitari. Lo spot scelto viene poi premiato economicamente. A rispondergli c’è ENRICO GIUBERTONI di Shannon, che mette in evidenzia le differenze tra i prodotti di Zooppa (spot virali) e campagne pubblicitarie di altro genere. Buona lettura!
User generated Advertising. Zooppa collabora con diverse aziende nazionali e internazionali, interessate a sponsorizzare i loro marchi attraverso le gare che periodicamente vengono organizzate sul sito. A seconda delle indicazioni fornite dalle aziende committenti, gli utenti sono invitati a creare pubblicità per marchi o prodotti delle aziende in questione. Gli utenti registrati possono partecipare con diversi tipi di contributi: scrivere un’idea o una breve sceneggiatura per una potenziale pubblicità, realizzare delle pagine grafiche con il logo dell’azienda e un pay off, produrre un’animazione o girare un video vero e proprio.

