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Archive for the ‘Net Business’ Category

Thursday
Apr 29,2010

La boss di Yahoo! Carol Bartz dice:

“Ormai le persone sono abituate ad andare su siti diversi per esigenze diverse”, ha spiegato la Bartz. “Si usa Google per le ricerche, Facebook per incontrare gli amici e così via. Yahoo! vuole diventare il centro di tutto questo”.

La Bartz immagina un futuro in cui “le pubblicità saranno interessanti quanto i contenuti. Ma questo accadrà solo tra alcuni anni”, ammette.

Come no! Yahoo diventerà SICURAMENTE il centro di tutto questo. Eh sì, certo: le pubblicità diventeranno interessanti come i contenuti…

Capisco che debba motivare gli investitori, ma queste frasi della Bartz sono pura fantascienza. E la strada di Yahoo – in salita da quattro anni – rischia di rivelarsi un vicolo cieco.



Tuesday
Jun 30,2009

Liquida.it è un valorizzatore di contenuti generati dagli utenti (articoli di blog, immagini, video) che mira ad ordinare e presentare in modo accessibile per chiunque la blogosfera italiana. Da oggi sono disponibili nuovi widget, utilizzabili da tutti i blogger per arricchire le proprie pagine.

Avevamo parlato di Liquida già a settembre, ad un mese dalla sua nascita. Non solo: fin dall’inizio alcuni di noi (Madero, NeCoSi e Mario Govoni) hanno collaborato con il progetto in vari modi (scrivendo contributi per Liquida Magazine o aiutando a promuovere l’iniziativa).

Eccoci quindi qua, dopo quasi dieci mesi, a rendere conto di come le cose si siano evolute. La prima benedizione è arrivata da Google, che ha indicizzato le pagine di Liquida e – grazie ad un lavoro di SEO – spesso le ha posizionate in prima pagina.

Gli utenti hanno iniziato a confluire e la seconda benedizione è arrivata proprio dalla blogosfera: centinaia di blogger hanno linkato la directory di Liquida (in cui erano stati inseriti) oppure, colpiti dal format di citazioni panoramiche del Magazine, hanno segnalato sui loro diari alcuni degli articoli scritti dalla redazione di Liquida.

Il risultato è stato un boom di visite con volumi di traffico che si mantengono costanti. Per il mese di aprile, ad esempio, si parla di 2,8 milioni di visitatori unici.

Liquida si rivolge al navigatore medio, e cioè a tutte le nicchie ed a nessuna nicchia allo stesso tempo. Ed è quindi naturale che punti a volumi di traffico di un certo ordine. Quello che soprende è il riscontro prematuro: Liquida è ancora in beta e vede implementate soltanto una piccola parte delle funzionalità presenti nel progetto iniziale. Non è un mistero o un’informazione privata: basta leggere la FAQ per rendersi conto che tra altri sei mesi il sito avrà nuove aree, strumenti e servizi.

Gli aggiornamenti più recenti sono la homepage editoriale e i nuovi widget.

Con la gestione editoriale della prima pagina – novità che risale al mese scorso – Liquida diventa a tutti gli effetti un mezzo di informazione alternativo che, per l’eterogeneità e l’originalità dei contenuti dei blogger, potrebbe affiancarsi ai grandi portali italiani di informazione.

I nuovi widget, invece, sono stati presentati oggi. Ecco un estratto del comunicato che verrà diffuso nelle prossime ore:

Chi desidera mostrare un widget sul proprio sito web deve solamente inserire nel codice html delle proprie pagine un breve javascript fornito da Liquida.
I Widget resi a disposizione sono di quattro tipi. Widget post, per importare articoli prodotti dalla blogosfera, widget per importare foto o per importare video, e widget tag, per mostrare sul proprio sito in forma di tag cloud i temi più trattati nelle ultime ventiquattro ore dai blog italiani.
La caratteristica principale dei widget è che è possibile decidere i temi da mostrare selezionando le tag inerenti all’argomento che si vuole approfondire. E’ possibile scegliere fino a tre tag (parole chiave di ricerca) per ogni widget. Liquida aggiorna poi automaticamente i contenuti da mostrare nel widget ogni quindici minuti, proponendo i contenuti più freschi, pertinenti e di qualità.

Le soddisfazioni – per lo staff di Liquida – si sono presentate anche sotto il profilo dei finanziamenti. A marzo Quantica sgr ha investito 4,3 mln di euro in Liquida ed in YouRank (un’altra startup del gruppo Banzai). Risorse che Liquida sta utilizzando – tra le altre cose – anche per lanciare una versione inglese .com, prevista per settembre ma destinata a vedere la luce con almeno un mese di ritardo.

Presto nuovi aggiornamenti. Nel frattempo, tenetevi informati sugli argomenti caldi.



Wednesday
Mar 25,2009

DI DARIO BORSOTTI

Spot.Us è un processo – non un prodotto.

Si sente spesso dire che l’editoria, nostrana ed internazionale senza distinzione, è morente, e che il giornalismo d’inchiesta sta morendo con essa. I più critici dicono che ad ucciderlo abbia contribuito non poco la rete.

Come afferma Cory Doctorow, Internet mastica e risputa i media, talvolta essi ne escono più robusti, alle volta più profittevoli, altre volte muoiono.

Se questo è vero, un progetto come Spot.us è l’ennesima spallata ad un palazzo diroccato.

Spot.us nasce come progetto no profit; un network di giornalisti professionisti localizzati tutti nell’area di S. Francisco. L’intenzione è quella di sfruttare il crowdfunding, ovvero il finanziamento dal basso per fare del giornalismo professionale e mirato.

Il meccanismo è semplice: chiunque può proporre argomenti su cui svolgere un’inchiesta e i lettori, se reputano interessante l’argomento, fanno una donazione. Quando si sono raccolti abbastanza fondi, il giornalista si impegna a svolgere il servizio.

“Spot us è un esperimento in divenire” – afferma il suo fondatore David Cohn – “che si focalizza su notizie di minor impatto, ma di alto contenuto sociale“.

Spot.us è innanzitutto una piattaforma, non una nuova organizzazione, ed essendo il codice opensource si auspica che altre realtà giornalistiche possano nascere seguendo il medesimo modello (“Anyone can take the code for Spot.Us and create their own version of it!”).

È il tentativo di applicare nuove strategie all’editoria. Non vuole sovrapporsi al giornalismo classico, ma vuole esserne un complemento.



Friday
Feb 13,2009

Esattamente quattro anni fa, nel febbraio del 2005, Google ha acquistato un gigantesco lotto di terreno nello stato dell’Oregon, ha costruito due magazzini – grandi ognuno come un campo da calcio – e li ha riempiti di server. Si tratta del cosiddetto “Progetto 2″.
Non è un caso isolato. Il Grande Fratello dei motori di ricerca – da solo – controlla decine di questi centri di elaborazione dislocati nei luoghi meno accessibili del pianeta.
A cosa serve questa gigantesca potenza di calcolo?
Queste reti di decine di migliaia di computer connessi ad altissima velocità alla rete Internet sono la prerogativa tecnologica di un’architettura dell’informazione e del servizio chiamata cloud computing, che non è più soltanto il pane quotidiano di Google o altre web companies della Valle del Silicio, ma è alla portata di qualsiasi privato, pubblica amministrazione o piccola azienda.



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  • Tuesday
    Dec 16,2008

    Ecco una scheda di comparazione fra diversi sistemi di aggregazione e valorizzazione di contenuti generati dagli utenti. Si parla di BlogBabel, Liquida, Memesphere, MyBlogJournal, Technorati e Wikio.

    Vengono presi in analisi vari aspetti: supporto alla catalogazione di immagini e video, efficacia dell’interfaccia, tracking delle discussioni, sistemi di ranking utilizzati, sistema di votazione e condivisione, individuazione di articoli correlati, widget da inserire nel proprio sito, statistiche e comportamento rispetto ai contenuti dei media tradizionali.

    VISUALIZZA LA SCHEDA



    Wednesday
    Nov 12,2008

    L’amico ANDREA BICHIRI presenta e analizza Zooppa, un progetto italiano per lo sviluppo collettivo, attraverso un social network, di spot pubblicitari. Lo spot scelto viene poi premiato economicamente. A rispondergli c’è ENRICO GIUBERTONI di Shannon, che mette in evidenzia le differenze tra i prodotti di Zooppa (spot virali) e campagne pubblicitarie di altro genere. Buona lettura!

    Da un’idea vincente dell’imprenditore Riccardo Donadon è nata Zooppa.com, piattaforma che rivoluziona il modo di fare pubblicità sul web.

    Essa offre a tutti i creativi la possibilità di realizzare video e spot pubblicitari e ricevere premi in denaro, partecipando ai contest che le aziende lanciano sul sito per ottenere le migliori pubblicità virali. Per iscriversi ai concorsi è sufficiente entrare nel sito http://it.zooppa.com/ e creare un account personale. A questo punto ogni utente potrà decidere a quale competizione prendere parte in base ai propri interessi e le proprie capacità tecniche e artistiche.

    User generated Advertising. Zooppa collabora con diverse aziende nazionali e internazionali, interessate a sponsorizzare i loro marchi attraverso le gare che periodicamente vengono organizzate sul sito. A seconda delle indicazioni fornite dalle aziende committenti, gli utenti sono invitati a creare pubblicità per marchi o prodotti delle aziende in questione. Gli utenti registrati possono partecipare con diversi tipi di contributi: scrivere un’idea o una breve sceneggiatura per una potenziale pubblicità, realizzare delle pagine grafiche con il logo dell’azienda e un pay off, produrre un’animazione o girare un video vero e proprio.



    Sunday
    Nov 9,2008

    DI JOHN MADERO

    Una buona parte della stampa italiana sembra voler giocare a fare Dio, divertendosi a creare, far crescere e poi distruggere fenomeni mediateci legati ad Internet.

    Prima, quando già usavamo Wikipedia da anni, ci hanno coperto di reportage sulla libera enciclopedia più grande del pianeta (e c’era un ma: non garantiva la qualità delle proprie voci perchè modificabili da chiunque), poi, cavalcando il successo di BeppeGrillo.it, hanno per mesi parlato del fenomeno “blog” (e c’era un ma: i blog erano troppi, confusi e anarchici, Beppe Grillo invece era apolitico e puzzava). Poi stop. Basta.

    L’estate del 2007 – si sa, d’estate c’è poco da scrivere – ci hanno riempito la testa con approfondimenti su Second Life. Decine di paginone sui maggiori quotidiani nazionali parlando di un mondo virtuale che, sostanzialmente, aveva parecchi milioni di iscritti ma soltanto 40.000 persone connesse contemporaneamente. E ovviamente c’era un ma: la seconda vita avrebbe rischiato di prevalere sulla prima allontanando la vittima dal mondo vero (i sociologi tornano sempre utili, soprattutto d’estate). Poi la bolla Second Life è scoppiata e tutti hanno smesso di parlarne.



    Sunday
    Oct 12,2008

    DI MARIO GOVONI

    Da giugno di quest’anno è disponibile, per gli uploader, un nuovo servizio: la possibilità di inserire nel video note, fumetti, bottoni, ai quali sono associati collegamenti ad altri siti o ad altri filmati. Come si fa? Nulla di più semplice, basta avere un filmato da pubblicare e leggersi la pagina delle istruzioni, dove è spiegato chiaramente tutto il procedimento. Si può, così, aggiungere interattività ai filmati che pubblichiamo su YouTube.

    Qualcuno si è chiesto come poter sfruttare in maniera originale questa possibilità offerta da YouTube: gli appassionati di bird watching possono identificare gli uccellini che hanno filmato nella loro ultima battuta di caccia fotografica, si possono inserire sottotitoli in un filmato e così via, chi più ne ha più ne metta. Poi qualche bello spirito è stato folgorato sulla via di Damasco: perché non sfruttare le annotazioni e la possibilità di collegare altri filmati per realizzare dei videogame? Una specie di Dungeon and Dragons o di libro game, dove le azioni del protagonista influenzano, secondo un rigido schema di regole che prevede ogni possibile sviluppo, lo svolgimento della storia. Il meccanismo è semplice: si parte con un filmato al termine del quale lo spettatore può, cliccando su un pulsante che appare sullo schermo, scegliere come continuare. Il clic del mouse provoca l’apertura di un altro filmato che presenta un altro spezzone di storia, al termine del quale si deve fare una nuova scelta e così via, fino al raggiungimento di un obiettivo, alla morte del protagonista o al passaggio a un livello di difficoltà superiore.

    Uno dei primi giochi di questo tipo, piuttosto rudimentale, è «A cars life», realizzato da Hexolabs, ma è possibile anche trovare di meglio: il canadese Patrick Boivin ha ripreso il lavoro del nostro Osvaldo Cavandoli che, negli anni Settanta, aveva realizzato una serie di spot animati, nei quali un personaggio, una linea perennemente borbottante, con le sue avventure e disavventure pubblicizzava una pentola a pressione. In un altro video, molto più semplice, un improbabile prestigiatore indovina quali carte non abbiamo scelto e, meraviglia delle meraviglie, non sbaglia mai.



    Tuesday
    Sep 30,2008

    DI BLACKSTORM

    È da poco tempo disponibile la beta pubblica di un interessante motore di ricerca, Searchme. Beh, considerato che esistono un sacco di motori di ricerca in giro, quale dovrebbe essere la marcia in più di Searchme? Presto detto: il fatto che sia un motore di ricerca visuale. Ovvero, i risultati visualizzati sono direttamente le anteprime delle pagine, non solo il link alla pagina.

    Ovviamente come è lecito aspettarsi, nella sezione video, i video possono essere visti direttamente senza accedere al sito in quesitone. Comodo, no?

    Ancora, ha una funzionalità che lo rende un’alternativa almeno interessante al più blasonato Google, ed è la memorizzazione degli stack. Uno stack, per Searchme, non è altro che una raccolta dei link che interessano, raccolti sotto un’unica categoria, ed è possibile avere diversi stack per ogni ricerca che vogliamo fare. Il meccanismo è semplice e intuitivo, basato sul classico drag&drop, e inoltre c’è un rapido ed esaustivo tutorial in proposito, molto ben fatto. La cosa fondamentale, però, è che gli stack rimangono nella memoria del proprio pc, a patto di non cancellare la cache del flash player, dal momento che le impostazioni vengono memorizzate lì.



    Tuesday
    Sep 23,2008

    Leggere tutto quello che la Rete italiana produce è improponibile. Fiumi di parole scritte e condivise da decine di migliaia di utenti ogni ora: i famosi user generated content su cui si basa l’intera filosofia dell’Internet sociale. Per la maggior parte si tratta di contenuti personali. Ma se anche solo il 2% di quel fiume di parole avesse rilevanza (e cioè potesse interessare ad una nicchia), avete una vaga idea di quanti articoli, pensieri, storie, immagini e video ci stiamo perdendo ogni istante? Quanti post di qualità stanno scorrendo via proprio mentre leggete queste righe?

    La solita questione della quantità/qualità su Internet direte voi. Questa volta, però, sembrano esserci buone notizie. Il gruppo Banzai, quarto nel Belpaese per volume di traffico gestito online, ha lanciato il mese scorso Liquida.it, un progetto ambizioso che non solo vuole far emergere dal mare magnum della blogosfera i contenuti migliori, ma vuole anche aiutare gli utenti meno esperti ad usufruire dell’universo degli user generated content.

    Insomma, un investitore italiano che ha deciso di provare a risolvere il problema. E già questo è un miracolo.
    Vediamo nel dettaglio cosa offre Liquida. Nei prossimi giorni pubblicheremo le opinioni, positive e non, dei bloggers di Shannon.it



    Aforismi ad aeternum

    "Ratzinger ha invitato i giovani alla castità. Se funziona con loro proverà anche con i preti."
    Daniele Luttazzi

    "Ciò che ho sempre trovato di più bello, a teatro, è il lampadario."
    Baudelaire

    "Non so se Dio esiste. Ma se esiste, spero che abbia una buona scusa."
    Woody Allen

    "Dio è un commediante che recita per un pubblico troppo spaventato per ridere."
    Voltaire


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    CLAUDE SHANNON




    Claude Shannon è uno dei più grandi teorici del secolo scorso. Gettò le basi per la progettazione dei circuiti digitali, scrisse una teoria dell'informazione ancora oggi ampiamente considerata, fondò la teoria matematica della crittografia e creò uno dei primi programmi scacchistici per computer.
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