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Archive for the ‘Internet’ Category

Friday
Dec 18,2009

Dopo le parole del ministro Maroni e del presidente del Senato Schifani è lecito chiedersi in che modo la maggioranza legifererà intervenendo sui contenuti in Rete e su social network come Facebook.

Oilproject affronta queste tematiche direttamente con l’on. Antonio Palmieri, responsabile nazionale della comunicazione elettorale e Internet del Popolo delle Libertà.

Ad intervistare Palmieri oggi alle 18.30 sarà Stefano Quintarelli, Internet pioneer in Italia ( http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Quintarelli ).
Chiunque è invitato ad intervenire con domande in diretta collegandosi al sito di Oilproject all’orario stabilito.

Per maggiori informazioni: http://www.oilproject.org/EVENT253

Oilproject ringrazia Liquida.it, sponsor e ospite dell’evento.

Speriamo che a questo dibattito partecipiate numerosi!



Sunday
Dec 13,2009

All’interno del nuovo calendario di lezioni online gratuite dedicate ad attualità ed Innovazione, un particolare spazio è dedicato alla sfera politica.

Nella visione di Oilproject talkshow televisivi e domande di giornalisti concordate in precedenza non potranno più esistere in un futuro prossimo. Il confronto tra eletti ed elettori deve essere diretto, filtrato solo dal buon senso e dall’educazione.

Per questo motivo, dopo aver ascoltato nel maggio scorso il sen. Luigi Vimercati (PD), Oilproject ha invitato a confrontarsi con la moltitudine della Rete anche esponenti di altre forze politiche.

Martedì 15 dicembre alle ore 17.45 interverrà l’on. Linda Lanzillotta, deputata alla Camera dei Deputati, esponente di Alleanza per l’Italia ed ex ministro degli Affari Regionali.

Nel dibattito, intitolato Innovazione della Pubblica Amministrazione: ricette alternative alla crociata-Brunetta si parlerà anche della nuova forza politica “Alleanza per l’Italia”.

Venerdì 18 dicembre alle ore 21 interverrà invece l’on. Antonio Palmieri, deputato alla Camera dei Deputati e responsabile nazionale della comunicazione elettorale e Internet del Popolo delle Libertà.

Nell’evento – battezzato come Perché con Internet la politica non sarà più la stessa – si parlerà anche di libertà digitali e di come blogosfera e social network impattano le modalità con cui i partiti interagiscono con gli elettori.

Per partecipare è sufficiente connettersi al sito web www.oilproject.org dieci minuti prima dell’inizio delle videochat.

Nell’arena del Web, grazie alle domande dei partecipanti, a spuntarla saranno le idee migliori.

Be Free To Learn!



Wednesday
Oct 14,2009

Scriviamo per raccontarvi che, in questi mesi di “riposo”, molto lavoro è stato fatto. Nel mese di luglio si è sviluppata una discussione interna alla mailing list di Oilproject e, dopo un dibattito animato anche da contributi esterni, è stato deliberato un allargamento delle materie trattate negli eventi serali organizzati dalla scuola gratuita online che, per data di fondazione e numero di iscritti, è prima in Italia.

Le tematiche trattate nel nuovo palinsesto, tutte connesse dal filo dell’Innovazione e “dell’approccio alla scelta” saranno:

- Attualità e politica
- Storia delle idee
- Internet
- Economia e business

A tenere queste nuove lezioni, che avranno luogo a partire dalla seconda settimana di novembre su Oilproject.org, saranno ricercatori, professori universitari, esperti di Internet, politici e imprenditori.

Il senso del percorso è far percepire come il paradigma dell’Innovazione sia unitario, multidisciplinare e trasversale. La ricetta? Offrire ai navigatori i contributi di persone con i background più disparati.

Il calendario dettagliato verrà presentato giovedì 22 ottobre.

Cosa ne pensate? La discussione è qui

Lo staff

(in ordine sparso) Andrea Cambieri, Marco De Rossi, Nello Coppeto, Enrico Giubertoni, Giacomo Rizzo, Lorenzo Perone, Mario Govoni, Mauro Rubin, Simone Onofri, Gabriele Levy



Tuesday
Jun 30,2009

Liquida.it è un valorizzatore di contenuti generati dagli utenti (articoli di blog, immagini, video) che mira ad ordinare e presentare in modo accessibile per chiunque la blogosfera italiana. Da oggi sono disponibili nuovi widget, utilizzabili da tutti i blogger per arricchire le proprie pagine.

Avevamo parlato di Liquida già a settembre, ad un mese dalla sua nascita. Non solo: fin dall’inizio alcuni di noi (Madero, NeCoSi e Mario Govoni) hanno collaborato con il progetto in vari modi (scrivendo contributi per Liquida Magazine o aiutando a promuovere l’iniziativa).

Eccoci quindi qua, dopo quasi dieci mesi, a rendere conto di come le cose si siano evolute. La prima benedizione è arrivata da Google, che ha indicizzato le pagine di Liquida e – grazie ad un lavoro di SEO – spesso le ha posizionate in prima pagina.

Gli utenti hanno iniziato a confluire e la seconda benedizione è arrivata proprio dalla blogosfera: centinaia di blogger hanno linkato la directory di Liquida (in cui erano stati inseriti) oppure, colpiti dal format di citazioni panoramiche del Magazine, hanno segnalato sui loro diari alcuni degli articoli scritti dalla redazione di Liquida.

Il risultato è stato un boom di visite con volumi di traffico che si mantengono costanti. Per il mese di aprile, ad esempio, si parla di 2,8 milioni di visitatori unici.

Liquida si rivolge al navigatore medio, e cioè a tutte le nicchie ed a nessuna nicchia allo stesso tempo. Ed è quindi naturale che punti a volumi di traffico di un certo ordine. Quello che soprende è il riscontro prematuro: Liquida è ancora in beta e vede implementate soltanto una piccola parte delle funzionalità presenti nel progetto iniziale. Non è un mistero o un’informazione privata: basta leggere la FAQ per rendersi conto che tra altri sei mesi il sito avrà nuove aree, strumenti e servizi.

Gli aggiornamenti più recenti sono la homepage editoriale e i nuovi widget.

Con la gestione editoriale della prima pagina – novità che risale al mese scorso – Liquida diventa a tutti gli effetti un mezzo di informazione alternativo che, per l’eterogeneità e l’originalità dei contenuti dei blogger, potrebbe affiancarsi ai grandi portali italiani di informazione.

I nuovi widget, invece, sono stati presentati oggi. Ecco un estratto del comunicato che verrà diffuso nelle prossime ore:

Chi desidera mostrare un widget sul proprio sito web deve solamente inserire nel codice html delle proprie pagine un breve javascript fornito da Liquida.
I Widget resi a disposizione sono di quattro tipi. Widget post, per importare articoli prodotti dalla blogosfera, widget per importare foto o per importare video, e widget tag, per mostrare sul proprio sito in forma di tag cloud i temi più trattati nelle ultime ventiquattro ore dai blog italiani.
La caratteristica principale dei widget è che è possibile decidere i temi da mostrare selezionando le tag inerenti all’argomento che si vuole approfondire. E’ possibile scegliere fino a tre tag (parole chiave di ricerca) per ogni widget. Liquida aggiorna poi automaticamente i contenuti da mostrare nel widget ogni quindici minuti, proponendo i contenuti più freschi, pertinenti e di qualità.

Le soddisfazioni – per lo staff di Liquida – si sono presentate anche sotto il profilo dei finanziamenti. A marzo Quantica sgr ha investito 4,3 mln di euro in Liquida ed in YouRank (un’altra startup del gruppo Banzai). Risorse che Liquida sta utilizzando – tra le altre cose – anche per lanciare una versione inglese .com, prevista per settembre ma destinata a vedere la luce con almeno un mese di ritardo.

Presto nuovi aggiornamenti. Nel frattempo, tenetevi informati sugli argomenti caldi.



Wednesday
Jun 17,2009

In questo articolo di MARIO GOVONI si parla di libertà di espressione in Rete e dell’approccio con cui il legislatore vuole regolamentare Internet. La posizione espressa è condivisa dalla redazione di Shannon.

Caro nipote,
[..]
Ricordo, ad esempio, che in Italia ci fu chi propose una legge, una tra le tante, che stabiliva che chiunque si fosse sentito offeso da qualcosa che qualcuno aveva scritto in Rete, chiedesse, anzi pretendesse, immediata rettifica, pena sanzioni pecuniarie gravosissime. Devo dirti, caro nipote, che non so se la legge fosse stupida perché chi l’aveva scritta non capiva nulla di Internet, oppure fosse stata redatta da un sabotatore che l’aveva resa, di proposito, inapplicabile. Chi era che poteva chiedere la rettifica? Come si poteva esser certi che era stata richiesta da chi ne aveva diritto e non da uno scherzoso buontempone? A chi andava richiesta? A che indirizzo la si doveva inoltrare? Come si poteva avere la certezza che la notifica era stata recapitata? Come si poteva, infine, esser certi che il soggetto al quale era stata inoltrata la richiesta di rettifica fosse realmente in grado di apportarla? Senza contare, poi, che una notizia, una volta apparsa su Internet, poteva esser ripresa da altre fonti e diffusa come un incendio in una macchia di sterpaglie, quindi la richiesta di rettifica avrebbe dovuto raggiungere decine, forse centinaia di soggetti. Poi c’era un’altra cosa da considerare: la rettifica, lungi dal tutelare la dignità di chi si era sentito offeso, avrebbe potuto provocare l’effetto esattamente contrario. Se io scrivevo che tu eri un ladro c’era la possibilità che a leggere la notizia fossero solo dieci persone; tu chiedevi la rettifica e questa era letta da cento persone. La tua richiesta aveva fatto sì che altre novanta persone avessero saputo che c’era chi ti riteneva un ladro. Non c’è che dire: un vero e proprio atto di tafazzismo. Ah! Sì, scusa … Tafazzi era un personaggio, creato da un trio comico, che passava le sue giornate a prendersi a bottigliate i testicoli, un vero e proprio autolesionista.
[..]

Forse lo scopo della legge era proprio questo: creare un massiccio contenzioso al fine di bloccare ancor di più l’attività giudiziaria per favorire lo scattare dei termini della prescrizione dei reati, o per avere il destro per “riformare” l’amministrazione della giustizia nel senso auspicato dagli estensori della legge e dalla maggioranza che l’aveva approvato.
Quello che non era chiaro ai legislatori di tutto il mondo era che si trovavano di fronte a un fenomeno nuovo, che travalicava i confini degli Stati per creare una sorta di super nazione: l’espressione “cittadino del mondo” assumeva un nuovo, più preciso significato. Chi aveva accesso a Internet diventava, a tutti gli effetti, un cittadino del mondo, di un mondo libero e democratico, dove la parola di tutti aveva lo stesso valore. Di questo dovevano tener conto i legislatori, ma non se ne erano resi conto. Internet garantiva a tutti libertà di parola, libertà di espressione, libertà di conoscenza, libertà di informazione, ma era una nazione severa: pretendeva che i suoi abitanti acquisissero una cosa fondamentale, la consapevolezza. Consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri, dei rischi connessi, della possibilità di fare cattivi incontri e di essere truffati da criminali, perché, caro nipote, su Internet c’erano anche quelli, ma anche coscienza di dover difendere i propri diritti e doveri, di dover difendere Internet. Ed era proprio questa, spesso, a mancare. Ecco che gli Stati più evoluti iniziarono a organizzare campagne massicce di alfabetizzazione informatica, proprio per diffonderla. Fu come una valanga: dapprima poche iniziative, spesso locali e scoordinate, poi, via via, sempre più diffuse, estese a macchia d’olio. Cittadini di tutte le nazioni e di tutte le età acquisirono la capacità di usare Internet, che nel frattempo si era diffusa veramente in tutto il mondo, raggiungendo anche le più sperdute valli montane e gli angoli più remoti dei deserti, e capirono che erano tutti uguali, al di là delle differenze di cultura, razza e religione. Internet, così, diventò il primo luogo nel quale trovarono pratica applicazione i tre principi fondamentali della Rivoluzione Francese.

Augurio per una Rete veramente libera e democratica. Non c’è davvero nessun motivo per non essere uniti in questa battaglia: “Quando la verità è evidente, è impossibile che sorgano partiti e fazioni. Mai s’è disputato se a mezzogiorno sia giorno o notte” (Voltaire).



Tuesday
Jun 2,2009

È raro incontrare qualcuno che creda così tanto in ciò che fa, ma che non assuma posizioni estreme o talebane. Paolo era una di queste persone e, persino in questo periodo, credeva un sacco nel suo lavoro.
Qualche settimana fa, a Firenze, ho assistito ad un suo intervento, efficace come sempre, e mi aveva divertito la retorica utilizzata per allungare la durata del suo speech (l’ospite seguente era in ritardo). La sua vitalità si esprimeva anche in queste cose.
A febbraio invece – azzannando un trancio di pizza – ci eravamo presi in giro a vicenda per le nostre passioni sportive. Io, nuotatore, con la mia mania della piscina e delle nuotate di ore e ore in mare aperto in Puglia. Lui temerario con la sua montagna, che io invece snobbavo, e il suo sogno del Kilimangiaro.
Sono orgoglioso che una persona come Paolo abbia dato fiducia a me, teenager squinternato. E continuando a nuotare, sia nello Ionio, sia cercando di cambiare Internet, un pensiero per lui ci sarà sempre. “Keep in touch”, direbbe lui sorridendo.

Marco De Rossi

Chi non ha conociuto Paolo, che proprio a febbraio ha tenuto una lezione su Oilproject, guardi questo link.



Saturday
May 23,2009

DI JOHN MADERO

Dopo un lancio in sordina (il primo editore di ebook è nato nel 1993), e dopo un’accoglienza del pubblico fredda, la tecnologia dell’ebook sta prendendo piede soprattutto grazie a Kindle, l’ebook reader di Amazon.

Mario Calabresi racconta che ormai, sui treni ad alta velocità muniti di wireless che a fine giornata viaggiano sulla tratta Washington – New York City, moltissimi pendolari leggono giornali e libri in formato digitale, snobbando il supporto cartaceo.
Per noi italiani – ancora qui ad esultare per la presenza delle prese elettriche sulla Freccia Rossa – è difficile trovare un ebook in giro, anche nelle grandi città. Il problema non è soltanto culturale: i modelli commercializzati nel nostro Paese sono pochissimi e quindi, non essendoci concorrenza, i prezzi sono quelli che sono. Kindle di Amazon, ad esempio, da noi non è ancora arrivato. Tra i pochi ad importarli in Italia c’è Antonio Tombolini che, con la sua Simplicissimus Book Farm, ripropone in terre nostrane gli ebook reader prodotti da iRex. I formati sono tre: 6, 8 e 10 pollici.

Sabato scorso ho partecipato ad una festa a Torino per il lancio della versione ebook – presentata il giorno prima alla Fiera del Libro – del quotidiano LaStampa. Ho potuto verificare con mano quello che già avevo letto: se volete leggere un libro, un ebook reader da 6 pollici è sufficiente, 8 è ancora più comodo.
Per contenuti complessi - impaginati e arricchiti da immagini – la scelta adatta è quella del modello da 10 pollici.

LaStampa ePaper – nata da una collaborazione con Simplicissimus Book Farm – fa parte del secondo gruppo. Anna Masera, responsabile del sito del quotidiano torinese e attiva promotrice di questo progetto, ha insistito molto sul fatto che la struttura del quotidiano (sezioni), l’equilibrio fra articoli (impaginazione, titoli, sommari) e immagini rimanessero invariati.
Ed in effetti il risultato è notevole (apprezzabile su un modello da 8, incredibile su quello da 10).



Tuesday
May 19,2009

Martedì 26 maggio 2009 alle 21 su Oilproject (la scuola online da cui nasce Shannon.it).

Una legge per la Rete: incontro con il sen. Luigi Vimercati

Una video-intervista online a cura di Stefano Quintarelli, fondatore di NNsquad Italia

Il sen. Luigi Vimercati, ex Sottosegretario al Ministero delle Comunicazioni e professore di filosofia al Liceo Parini di Milano, presenterà in una video-intervista curata da Stefano Quintarelli il progetto di legge del PD “Neutralità delle reti, free software e società dell’informazione”, sviluppato insieme all’onorevole Vincenzo Vita.

L’incontro, privo di alcuna valenza politica, è un momento di riflessione su alcune delle tematiche più rilevanti connesse alla regolamentazione della Rete; segue a distanza di pochi giorni un convegno dedicato all’argomento con relatore il prof. Carter della Columbia University, New York, già membro dell’office of studies della FCC, convegno organizzato dalla Fondazione Bordoni in collaborazione con NNsquad.it.



Thursday
Apr 2,2009

DI JOHN MADERO

Mentre in Europa Mozilla Firefox 3 batte Internet Explorer 7 (35,05% contro 34,54%) diventando così il browser più popolare del continente e mentre sulle pagine di TechCrunch si vocifera di un’imminente acquisizione di Twitter da parte di News Corporation per almeno 750 milioni di dollari, io vi scrivo da Perugia, dove sto assistendo al Festival Internazionale del Giornalismo come inviato di Liquida Magazine.

Il Festival è iniziato ieri e termina domenica con il Media Barcamp. Ieri ho seguito degli interventi inerenti il giornalismo di inchiesta e la funzione sociale dell’informazione. Nel tardo pomeriggio ho assistito ad un talk in cui Antonella Beccaria (che qualche anno fa aveva tenuto una lezione su Oilproject), Antonio Sofi e Mario Tedeschini Lalli parlavano del rapporto tra giornalismo e nuovi media.

Oggi cercherò di intercettare Tommaso Tessarolo, un esperto di WebTv artefice dell’esperimento N3TV e adesso responsabile di Current Italia, che alle 14 partecipa ad una tavola rotonda intitolata “Fare il giornalista. Un altro modo è possibile”.

Alle 15 assisterò a

SuperMedia: l’unione fa la forza
Intervengono Charlie Beckett (direttore POLIS London School of Economics), Paolo Liguori (direttore TGCOM), Marco Pratellesi (direttore Corriere.it), Giuseppe Smorto (condirettore Repubblica.it), Raffaella Soleri (Rainews24) e Eric Ulken (Los Angeles Times)

Secondo molti esperti entro 5 anni la newsroom integrata (carta, online, tv, radio e mobile) sarà di norma in ogni redazione. I SuperMedia salveranno il giornalismo?

In realtà – basta dare un’occhiata al programma della giornata – gli eventi interessanti sono moltissimi (parleranno, tra gli altri, anche Javier Moreno, Ezio Mauro, Sergio Romano).

Questa sera lascerò però il testimone a Luca Conti, che seguirà il Festival venerdì e sabato. Per il barcamp di domenica, invece, arriverà da Milano direttamente Gabriele Lunati, responsabile editoriale di Liquida.

Un saluto a tutti i lettori di Shannon!



Wednesday
Mar 25,2009

DI DARIO BORSOTTI

Spot.Us è un processo – non un prodotto.

Si sente spesso dire che l’editoria, nostrana ed internazionale senza distinzione, è morente, e che il giornalismo d’inchiesta sta morendo con essa. I più critici dicono che ad ucciderlo abbia contribuito non poco la rete.

Come afferma Cory Doctorow, Internet mastica e risputa i media, talvolta essi ne escono più robusti, alle volta più profittevoli, altre volte muoiono.

Se questo è vero, un progetto come Spot.us è l’ennesima spallata ad un palazzo diroccato.

Spot.us nasce come progetto no profit; un network di giornalisti professionisti localizzati tutti nell’area di S. Francisco. L’intenzione è quella di sfruttare il crowdfunding, ovvero il finanziamento dal basso per fare del giornalismo professionale e mirato.

Il meccanismo è semplice: chiunque può proporre argomenti su cui svolgere un’inchiesta e i lettori, se reputano interessante l’argomento, fanno una donazione. Quando si sono raccolti abbastanza fondi, il giornalista si impegna a svolgere il servizio.

“Spot us è un esperimento in divenire” – afferma il suo fondatore David Cohn – “che si focalizza su notizie di minor impatto, ma di alto contenuto sociale“.

Spot.us è innanzitutto una piattaforma, non una nuova organizzazione, ed essendo il codice opensource si auspica che altre realtà giornalistiche possano nascere seguendo il medesimo modello (“Anyone can take the code for Spot.Us and create their own version of it!”).

È il tentativo di applicare nuove strategie all’editoria. Non vuole sovrapporsi al giornalismo classico, ma vuole esserne un complemento.



Aforismi ad aeternum

"Ratzinger ha invitato i giovani alla castità. Se funziona con loro proverà anche con i preti."
Daniele Luttazzi

"Ciò che ho sempre trovato di più bello, a teatro, è il lampadario."
Baudelaire

"Non so se Dio esiste. Ma se esiste, spero che abbia una buona scusa."
Woody Allen

"Dio è un commediante che recita per un pubblico troppo spaventato per ridere."
Voltaire


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CLAUDE SHANNON




Claude Shannon è uno dei più grandi teorici del secolo scorso. Gettò le basi per la progettazione dei circuiti digitali, scrisse una teoria dell'informazione ancora oggi ampiamente considerata, fondò la teoria matematica della crittografia e creò uno dei primi programmi scacchistici per computer.
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