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Archive for the ‘Internet’ Category

Thursday
Apr 29,2010

La boss di Yahoo! Carol Bartz dice:

“Ormai le persone sono abituate ad andare su siti diversi per esigenze diverse”, ha spiegato la Bartz. “Si usa Google per le ricerche, Facebook per incontrare gli amici e così via. Yahoo! vuole diventare il centro di tutto questo”.

La Bartz immagina un futuro in cui “le pubblicità saranno interessanti quanto i contenuti. Ma questo accadrà solo tra alcuni anni”, ammette.

Come no! Yahoo diventerà SICURAMENTE il centro di tutto questo. Eh sì, certo: le pubblicità diventeranno interessanti come i contenuti…

Capisco che debba motivare gli investitori, ma queste frasi della Bartz sono pura fantascienza. E la strada di Yahoo – in salita da quattro anni – rischia di rivelarsi un vicolo cieco.



Wednesday
Apr 28,2010

Nella video-presentazione mancano l’intervento di Umberto Rapetto di domenica 2 maggio e la videointervista ad Ignazio Marino del 14 giugno.

Il calendario completo è disponibile sul sito di Oilproject.



Tuesday
Apr 27,2010

Oggi alle 21 presentiamo in videoconferenza il nuovo palinsesto di lezioni di Oilproject, organizzato per il mese di maggio con la collaborazione di Nova IlSole24Ore e Liquida.

Il titolo è “Internet per il progresso”.

Vi aspettiamo oggi (mercoledì) alle 21 su www.oilproject.org



Tuesday
Apr 27,2010

Siamo stati al Festival del Giornalismo di Perugia. Io ne ho parlato su Liquida Magazine riportando l’intervento di Luca De Biase, e in generale riassumendo il dibattito in corso sul futuro del giornalismo attraverso una mappa semplificata. Buona lettura!



Saturday
Mar 13,2010

Questa notte Apple ha cercato di prelevare a più riprese, dalla mia carta prepagata per fortuna vuota, alcune decine di dollari a fronte di acquisti non effettuati. 5 tentativi di prelievo, di importi sempre minori, in pochi minuti. Quando ho visto gli sms della banca, ho provato ad autenticarmi nell’account, ma non ci sono riuscito. [...]



Wednesday
Mar 10,2010

di Marco De Rossi

Ieri sono stato – insieme ad altri blogger, geek e internettiani – ad un incontro a Milano con i responsabili di Rai Net. L’oggetto della discussione, in sostanza, era Rai.tv.

Beh, innanzitutto è sempre piacevole scoprire che dietro ad un prodotto che si utilizza spesso (le poche cose che guardo in televisione, le guardo su Rai.tv), c’è un gruppo di persone così aperto, vitale ed in gamba.

Pensate che l’intero budget annuale è di qualche milione di euro (all’estero si ragiona con due ordini di grandezza in più), e cioè appena il doppio di quello che la Rai ha dato a Bonolis l’ultima volta che ha condotto Sanremo. Vi risparmio – per clemenza e per non andare off topic – altri paragoni (ad esempio il budget attuale dell’Ente Pugliese di Bonifica dell’Agro Pontino, territorio bonificato 80 anni fa).

L’impressione è stata ottima, ma è evidente che questi eroi di Rai Net sono tirati come delle marionette da una parte dall’assetto miope e conservatore della dirigenza Rai (che discende ovviamente dalla miopia di un’altra dirigenza), e dall’altra parte non dico dal popolo della Rete (chissenefrega di qualche geek), ma direttamente dal buon senso e dal progresso.

Ok, arriviamo al punto.



Wednesday
Feb 17,2010

Di Marco De Rossi (Madero)

Ho letto You Are Not A Gadget di Jaron Lanier, di cui si è parlato parecchio nelle scorse settimane. Il libro mi è piaciuto, soprattutto la seconda parte: quella costruens e meno polemica, guarda caso quella meno discussa nell’articolo del WSJ e meno citata nel dibattito internazionale che si è sviluppato online.

Potrei scrivere cosa e perché mi è piaciuto, ma non credo interesserebbe a molti. Preferisco parlare invece di alcune modalità argomentative che ho trovato pericolose; poi ovviamente ognuno può condividere o meno le idee di Lanier (e non è appunto questo che mi interessa).

Nella teoria dei giochi sono due le condizioni perché il “gioco” abbia una soluzione. Prima di tutto le scelte effettuate devono portare a un equilibrio. In secondo luogo, queste scelte devono essere credibili. Ecco, alcune argomentazioni di Jaron Lanier sono sensatissime (e convincono quindi bene il lettore) ma mancano di credibilità. Ed è in questo spazio off-limits che si manifesta un sofismo spiacevole, e di cui non vorrei che un saggista si servisse.

Insomma, nella prima parte parte del libro – quella polemica che forse Lanier è stato invitato dal suo editor a evidenziare per vendere di più – mi sono sentito preso un po’ in giro. Secondo me, però, un po’ di logica formale può aiutarci non dico a valutare la veridicità delle tesi espresse nel saggio (mai sia!), ma per lo meno a difenderci da alcuni discorsi “tricky”.



Thursday
Feb 11,2010

DI MARCO DE ROSSI

Torno a scrivere un post su Shannon dopo tanto tempo perché sento il bisogno di dire la mia (sì, mi sento un po’ tirato in ballo) su questa questione – sollevata da Marco Massarotto ma, a giudicare dai feedback, cara a molti – dei nativi digitali.

Nativi che, nella riflessione di Marco, diventano addirittura micidiali. Micidiali perché Daniel, effettivamente, l’ha fatta proprio grossa.

Dunque, io credo sia sbagliato guardare noi nativi digitali come se avessimo qualche particolare talento. I nativi digitali (forse con l’eccezione di teste con la potenza analitica di Andrea Lo Pumo) NON sono geni.

Ho un sacco di amici in età da “nativi” che non sono nativi digitali ma sono persone di grande talento. Quando entreranno nel mercato del lavoro, dove io sono entrato precocemente, manifesteranno le loro competenze e daranno un grande contributo. Credo insomma che sia socialmente insignificante e poco interessante analizzare la questione dei nativi digitali utilizzando l’etichetta e il discriminante del “talento precoce”.

Chi lo fa, e su questo sono d’accordo con Marco Massarotto, genera mostri.

Ma allora cosa c’è di speciale in questi nativi digitali? L’impegno, il non essere pigri. I nativi digitali sono un gruppo di giovani che, sfruttando alcuni processi economici innescati dall’Information Technology (mancanza di barriere d’entrata, mercato unico ad accesso libero, crowdsourcing e altre “alleanze decentrate” nello sviluppo di progetti, opensource, piattaforme UGC) si danno da fare in età precoce.

Insomma, negli anni 70 non c’erano nativi digitali non tanto perché i PC non erano ancora entrati nelle nostre case (sarebbe una motivazione ben banale!) ma piuttosto perché, non essendo ancora avvenute le innovazioni economiche di cui sopra, non potevano esserlo! Non avevano gli strumenti culturali ed economici per farlo!

Poi ovviamente esistevano altri modi per “darsi da fare in età precoce”. E penso che, da questo punto di vista, il serio impegno politico non sia secondo a nulla (serio = produttivo rispetto alla propria sotto-comunità, serio != ingente).

Il mio amico Riccardo Iaconelli, che ha 19 anni e che probabilmente non conoscete, è un nativo digitale. Non c’è niente di speciale nella sua “testa”. Certo, è un ragazzo intelligente, ma chissenefrega! È pieno il mondo di gente a cui è capitata in sorte una buona corteccia…

Riccardo è un figo pazzesco per un altro motivo. È un figo perché da piccolo, per passione, ha imparato a programmare in C e C++ e adesso, ormai da 4 anni, collabora con il team internazionale di KDE, uno dei due principali desktop manager di Linux. Fa di tutto: grafica, concept del desktop del futuro (Plasma), icone, developing puro. Quando usate KDE, in piccolissima parte, dovete dire grazie anche a Riccardo. Poteva passare i suoi pomeriggi a guardare MTV e chattare su MSN, e non lo ha fatto. Ecco perché è un figo! Ecco perché lo stimo.

E io credo che l’intento di un altro Riccardo, che ha deciso di dedicare a noi nativi digitali una copertina di Wired, fosse proprio quello di esaltare l’impegno, più che la testa di questi ragazzi. Leggete questo suo post per averne conferma.

I nativi digitali sono quindi ragazzi qualunque. Non sono dei talenti da mettere nell’acquario e studiare come “bambini speciali”. Sono solo dei ragazzi che hanno fatto determinate scelte. Scelte che bisogna rispettare.

Grazie a Internet, da adesso e per sempre, chiunque potrà fare le stessa scelte (o anche molto diverse). Chiunque potrà essere nativo digitale. Chiunque potrà dare una mano come sta facendo Riccardo.

Post scriptum. Non capisco il collegamento con la vicenda di Daniel. I nativi digitali, essendo persone normalissime, hanno tutti i difetti del mondo. In questo caso Daniel si è dimostrato disonesto. I ragazzi (nativi e non), io credo, imparano a essere onesti guardando, fin da piccoli, i propri genitori. Guardando la dignità con cui svolgono quotidianamente il loro lavoro. Percependo l’orgoglio con cui descrivono determinate vicende dei nonni. Sentendo il rispetto che hanno per le Istituzioni e per il prossimo (che sono ovviamente la stessa cosa). Insomma, è una cosa squisitamente personale. E non credo c’entri nulla con il discorso dei nativi digitali.



Friday
Dec 18,2009

Dopo le parole del ministro Maroni e del presidente del Senato Schifani è lecito chiedersi in che modo la maggioranza legifererà intervenendo sui contenuti in Rete e su social network come Facebook.

Oilproject affronta queste tematiche direttamente con l’on. Antonio Palmieri, responsabile nazionale della comunicazione elettorale e Internet del Popolo delle Libertà.

Ad intervistare Palmieri oggi alle 18.30 sarà Stefano Quintarelli, Internet pioneer in Italia ( http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Quintarelli ).
Chiunque è invitato ad intervenire con domande in diretta collegandosi al sito di Oilproject all’orario stabilito.

Per maggiori informazioni: http://www.oilproject.org/EVENT253

Oilproject ringrazia Liquida.it, sponsor e ospite dell’evento.

Speriamo che a questo dibattito partecipiate numerosi!



Sunday
Dec 13,2009

All’interno del nuovo calendario di lezioni online gratuite dedicate ad attualità ed Innovazione, un particolare spazio è dedicato alla sfera politica.

Nella visione di Oilproject talkshow televisivi e domande di giornalisti concordate in precedenza non potranno più esistere in un futuro prossimo. Il confronto tra eletti ed elettori deve essere diretto, filtrato solo dal buon senso e dall’educazione.

Per questo motivo, dopo aver ascoltato nel maggio scorso il sen. Luigi Vimercati (PD), Oilproject ha invitato a confrontarsi con la moltitudine della Rete anche esponenti di altre forze politiche.

Martedì 15 dicembre alle ore 17.45 interverrà l’on. Linda Lanzillotta, deputata alla Camera dei Deputati, esponente di Alleanza per l’Italia ed ex ministro degli Affari Regionali.

Nel dibattito, intitolato Innovazione della Pubblica Amministrazione: ricette alternative alla crociata-Brunetta si parlerà anche della nuova forza politica “Alleanza per l’Italia”.

Venerdì 18 dicembre alle ore 21 interverrà invece l’on. Antonio Palmieri, deputato alla Camera dei Deputati e responsabile nazionale della comunicazione elettorale e Internet del Popolo delle Libertà.

Nell’evento – battezzato come Perché con Internet la politica non sarà più la stessa – si parlerà anche di libertà digitali e di come blogosfera e social network impattano le modalità con cui i partiti interagiscono con gli elettori.

Per partecipare è sufficiente connettersi al sito web www.oilproject.org dieci minuti prima dell’inizio delle videochat.

Nell’arena del Web, grazie alle domande dei partecipanti, a spuntarla saranno le idee migliori.

Be Free To Learn!



Aforismi ad aeternum

"Ratzinger ha invitato i giovani alla castità. Se funziona con loro proverà anche con i preti."
Daniele Luttazzi

"Ciò che ho sempre trovato di più bello, a teatro, è il lampadario."
Baudelaire

"Non so se Dio esiste. Ma se esiste, spero che abbia una buona scusa."
Woody Allen

"Dio è un commediante che recita per un pubblico troppo spaventato per ridere."
Voltaire


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CLAUDE SHANNON




Claude Shannon è uno dei più grandi teorici del secolo scorso. Gettò le basi per la progettazione dei circuiti digitali, scrisse una teoria dell'informazione ancora oggi ampiamente considerata, fondò la teoria matematica della crittografia e creò uno dei primi programmi scacchistici per computer.
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