| a cura della Redazione |
Nasce la rubrica Shannon People, un nuovo modo di affrontare il dibattito che contraddistingue questo blog (Tu scrivi, noi rispondiamo, il mondo commenta).
Quale modo migliore per stimolare una discussione se non chiamare in causa gli attori stessi di questo panorama virtuale, coinvolgendoli in Shannon con confronti, domande scritte e anche video-interviste?
I post con il logo “People” che vedete in alto a destra vi presentaranno nelle prossime settimane approfondimenti di cui saranno protagonisti le persone più varie (italiane e non), a partire dalla video intervista al brillante cartoonist satirico Nicola Brusco, fino ad arrivare ai fondatori delle ultime startup di successo della Silicon Valley.
Che dire… buon divertimento!
DI FEDERICO MORO
Il percorso che segnalo di seguito per sfruttare al meglio i servizi sviluppati secondo i principi del Web 2.0 è arbitrario e non vuole essere una guida dei siti di qualità.
Prima di tutto, per chi ancora non l’avesse fatto, è bene scaricare e usare Firefox. Per quanto mi riguarda navigare con Internet Explorer è più faticoso e Firefox consente l’installazione di molti plugin che semplificano e velocizzano di molto il lavoro.
Una volta connessi, una buona tazza di caffè (o una cioccolata calda) e si comincia aprendo un account su Clipperz, gestore di password, su cui memorizzare tutti gli account: Clipperz memorizza nome utente e password e fornisce una lista di link diretti ai servizi che si utilizzano.
Un account di Google è un secondo, ragionevole step. Google Accounts è un pacchetto di servizi on line con avanzate funzioni di condivisione.

Nel giorno in cui la Corte di Giustizia della Comunità Europea respinge l’appello di Microsoft contro la multa da 497 milioni di dollari per abuso di posizione dominante (in merito vi consigliamo di leggere i resoconti di Gnuvox.info), stupiscono le parole del nuovo amministratore delegato di Microsoft Italia Mario Derba che qualche ora prima della sentenza, nonostante la recente vicenda inerente il formato OOXML, dichiara su Punto Informatico che una delle strategie su cui punta Microsoft è proprio l’interoperabilità!
Subito dopo Derba sente evidentemente il bisogno di dimostrare all’intervistatore che conosce il significato del termine ‘interoperabilità’ e aggiunge quindi “l’interoperabilità si inserisce nella strategia di apertura alle altre piattaforme utilizzate dalla clientela, senza preclusioni di principio”.

DI ENRICO GIUBERTONI
Io credo sia un fatto naturale citare le marche poichè questa è (anche) la loro funzione. Le marche esistono proprio per essere riconosciute, diventare riconoscibili e per determinare una citazione (pur avendo anche altri scopi). Questo è Marketing e Comunicazione. Una volta le marche per rendersi visibili dovevano avere una comunicazione invasiva e questo era decisamente antipatico oltre che costoso.
Le nuove forme di Marketing stanno cambiando quei modelli di marketing One Way, cioè a senso unico. E come persona io cito le marche quando mi danno un utile, determinando in questo modo un incremento della reputazione di una marca. Ma altrettanto, nel mio blog cito le marche anche quando ottengo dei risultati disattesi, determinando magari un decremento della reputazione.

DI FEDERICO MORO
Con la crescita continua della rete, il problema dell’organizzazione dei contenuti emerge sempre più; lo sviluppo di interfacce utenti sempre più intuitive e la nascita di nuovi linguaggi di programmazione veloci e poliedrici contribuiscono ad aumentare il volume di dati presenti e ad aprire molti canali tematici di scambio di informazioni.
Il web è ancora in buona parte una fabbrica di entertainment, ma la possibilità di integrare servizi interattivi gratuiti e di usare il web come piattaforma sta progressivamente (e alla consueta alta velocità) spostando nel web una serie di attività che fino a pochi anni fa erano rigorosamente off-line.

DI CLAUDIO BROVELLI (Partito Pirata)
La durata dei supporti è estremamente limitata nel tempo: nastri magnetici che si smagnetizzano, CD che dopo 15 anni circa perdono irrimediabilmente il loro contenuto, le modifiche dell’hardware, i differenti standard sono un ulteriore ostacolo.
Il rischio serio è che nel giro di un paio di generazioni tutta la memoria artistica, giuridica e scientifica moderna scompaia.
Solo chi condivide e quindi continua a salvare su supporti diversi e multipli tali opere consente alla civiltà umana di potere avere accesso all’arte ed alla cultura contemporanea.

Il filesharer si configura quindi come una sorta di neo-amanuense, egli lo fa su base volontaria, a proprie spese, bypassando se del caso i limiti imposti da lucchetti di tipo DRM. Al filesharer va dunque riconosciuto il merito di essere la memoria viva della nostra civiltà.
DI ANDREA CAMBIERI
L’ultima patch per la versione italiana di Windows Xp Service Pack 2 aggiunge il timezone dell’Armenia e di altre regioni prima riunite in un unico timezone. Qualche Mb di patch e riavvio necessario, ovviamente è una patch per una patch di mesi fa. Quanti armeni con windows xp in italiano esisteranno al mondo? O.o
Nel frattempo se prendete un catalogo dell’Euronics potrete notare che con i portatili con Windows Vista installato vi danno 24 LATTINE di burn in omaggio….roba che per i primi 5 minuti non riuscivo a collegare la parola portatile con la marca della bibita e mi chiedevo se mi fossi perso qualche anno di progresso informatico.

DI JOHN MADERO
“In USA un fenomeno può definirsi completamente radicato nella cultura e nelle abitudini americane solo se I Simpsons ne hanno fatto una loro versione satirica. Google questo onore lo ha avuto.”, così apre l’articolo di copertina dell’autorevole The Economist di questa settimana.
Who’s afraid of Google? e Inside the Googleplex non aggiungono niente di nuovo a quello che ormai quotidianamente leggiamo riguardo a BigG, semplicemente riassumono i malumori, le critiche e le contestate iniziative dell’azienda più misteriosa della Silicon Valley. Tutto questo presentando un panorama comprensibile anche ai non addetti ai lavori.

Vi raccontiamo, ma magari lo farà anche Punto Informatico domani, cosa si dice in questa inchiesta.

Riaprimo le pubblicazione in anticipo per esprimere il nostro dolore per l’improvvisa morte, avvenuta la scorsa notte, di Franco Carlini, noto giornalista e studioso di Internet e dei suoi fenomeni di aggregazione.
Era stato ricercatore per moltissimi anni al CNR occupandosi di Cibernetica e Biofisica ma nel 1989 aveva lasciato il suo lavoro per dedicarsi al giornalismo ( per il Corriere della Sera, l’Espresso e, ultimo articolo pubblicato ieri, il Manifesto ). Con la sua società pionierisitca Totem ha lanciato numerose iniziative editoriali online (vi consigliamo di visitare Visionpost)
Con i libri Chips & Salsa. Storie e culture de mondo digitale (1995), Tornano i DNAsauri (1993), Internet, Pinocchio e il Gendarme” (1997), “Lo Stile del Web” (1999) si è imposto nel panorama nostrano come uno dei più brillanti visionari e comunicatori della Rete.
Ecco come lo sta ricordando la blogsfera.
DI NECOSI ( http://geekplace.org/ )
Persone di tutto il mondo usano internet, un’unica grande rete che mette in collegamento milioni di utenti, che si differenziano per cultura, lingua, religione, background sociale e soprattutto per leggi a cui sottostanno. Forse potrebbe risultare interessante discutere delle possibilità di permettere ai cittadini della rete di unirsi e creare un movimento democratico che riesca a far valere la sua voce anche nel mondo reale.
Tale problema emerge osservando le scelte di alcuni governi (Italia, Cina, …) che risultano essere in disallineamento con la maggior parte di coloro che popolano il MetaMondo.
Vday Video:
