GIANNI “ZACK MCKRACKEN” presenta le caratteristiche più interessanti del servizio di mappe Microsoft. LORENZO PERONE risponde raccontando i suoi problemi di accesso al servizio, che è riuscito alla fine ad utilizzare solo con Internet Explorer, su un particolare Pc.
Confrontando i vari servizi in grado di scrutare dall’alto ogni angolo del globo, non dobbiamo dimenticarci di Live Search Maps, anche perchè non tutti sanno che Microsoft ha dotato il servizio di una altissima risoluzione in grado, nelle grandi città, di visualizzare i dettagli con precisione anche sino a 200 metri di altezza, con possibilità di utilizzare il “volo di uccello”, ossia la visione da un’angolazione decentrata in grado di dare maggiore profondità all’immagine.
Per utilizzare appieno le potenzialità del prodotto, si consiglia di usare il browser Firefox e di scaricare l’apposito supporto 3D (l’installazione verrà richiesta automaticamente durante la richiesta della visuale 3D).

DI MASSIMO MELICA (Presidente del Centro Studi di Informatica Giuridica)
Un sms tra amiche riporta: “Ciao Vale, è successa una cosa gravissima vediamoci in facoltà prima della lezione, non posso dirti nulla per telefono”.
Ciò che l’amica del cuore riporterà a Valentina è la violazione dell’immagine della ragazza, avvenuta attraverso delle foto, scattate in un momento di intimità, e poi veicolate su canali peer to peer o in uno dei tanti siti di annunci o incontri.
Ma Valentina cosa è successo? Perché ti sei fatta riprendere nuda? Perché quelle foto?
Le risposte sono sempre le stesse: “quella sera ho bevuto un po’”; “era il mio ragazzo e volevamo vivere tutta la vita insieme, ma poi è finita”, “non pensavo che le avrebbe mai pubblicate”, “mi ha fatto vedere che le ha cancellate”.
In Valentina scatta il rimorso, occorre trovare il coraggio per dirlo ai genitori e al papà che ancora crede che sia una bambina, occorre superare le risatine degli amici che da quel giorno la vedranno come una “poco di buono”.
Valentina è un nome inventato, ma tante sono le ragazze che subiscono il disagio nel trovarsi sul web senza veli e in atteggiamenti molto intimi, il gioco condotto in buona fede spesso si trasforma in dramma.

| DI JOHN MADERO |
11/12: il video “Salvatore Aranzulla vuole andare a C’è posta per te” è stato rimosso sotto richiesta dello stesso Aranzulla.
Salvatore Aranzulla adesso è un blogger siciliano di diciassette anni che cura un popolare sito divulgativo sull’informatica in cui potete trovare guide, trucchi e consigli per utenti poco esperti su come utilizzare al meglio il proprio sistema operativo (Windows o Mac Os). Ma Salvatore, nonostante la giovane età, ha già avuto dei trascorsi curiosi.
Chi di voi ricorda il Salvatore Aranzulla sventa truffe? Il produttore di imbarazzanti podcast o ridicole inchieste? O addirittura il Salvatore Aranzulla che crea un sito aggiornabile via sms per permettere alla miriade di suoi fans di seguirlo nella sua gita scolastica in Inghilterra?
Per rievocare questo multiforme ed emblematico personaggio, che usa addirittura auto-citarsi inserendo la data in cui ha pronunciato l’aforisma (“L’età non pregiudica le conoscenze, falso colui che non crede nella gioventù” – 24 Gennaio 2005, Salvatore Aranzulla), è necessario tornare indietro di almeno tre anni.
Sotto trovate i PODCAST ORIGINALI, ritirati dalla circolazione dallo stesso Salvatore.
Vi proponiamo il secondo video dell’Oilproject Meeting di Firenze del 28 ottobre scorso. Si tratta dell’intervento di Simone Onofri dedicato alla teoria e alla pratica del Pensiero Creativo, e in particolare alla tecnica SCAMPER.
“Creatività è trovare nessi nuovi fra cose note” – Vilfredo Pareto.
Definire il concetto di Creatività è difficile se non impossibile. Il trovare nessi nuovi fra cose note è un arte e, come tutte le arti, non si può imparare. Esistono però delle tecniche che ci aiutano a liberare la creatività. Durante il seminario vedremo alcune di queste tecniche, SCAMPER in particolare, e dopo alcuni esempi le sperimenteremo insieme.
Sotto trovate le indispensabili diapositive dell’intervento e maggiori informazioni sul relatore.
DI FEDERICO MORO
Oggi la digitalizzazione delle informazioni sta collegando tutte le precedenti forme di cultura in un sistema a spazio e tempo zero (o quasi zero) sempre accessibile dove il mare di informazioni è perennemente in aumento e al tempo stesso riorganizzato di continuo sia automaticamente da macchine che manualmente da individui.
Tutto fila liscio fino al nodo centrale: la cultura ha dei costi che vanno coperti, il menestrello, che riporta le storie di eroi e gli insegnamenti degli avi, deve mangiare per poter proseguire il suo viaggio e alla fine della storia gli spettatori gli lasciano di buon grado un contributo. Quello che pagano non è la storia in sè ma piuttosto lo spettacolo, la musica, l’interpretazione. Oggi il sistema di produzione e diffusione della cultura è infinitamente più complesso ma gli scopi sono i medesimi.

| DI JOHN MADERO |
“Dopo una notte di sogni inquieti, Gregor Samsa si ritrovò uguale al giorno prima, ed andò a lavorare.” Inizia così il post scritto sul blog E io che mi pensavo. E’ la scintilla. Nei commenti centinaia e centinaia di lettori partecipano al gioco lanciato dal blogger Alessandro Bonino, che verrà poi battezzato da Stefano Andreoli con il nome Fincipit (“fine incipit” oppure “finto incipit”).
Cos’è un fincipit? Il fincipit è un gioco semplice. Si prende l’incipit di un’opera famosa e proprio nel bel mezzo della sua solennità si inserisce una frase, un verso, un colpo di frusta comico che la porta inesorabilmente verso una conclusione brusca ed esilarante. Qualche altro esempio? “Santi che pagano il mio pranzo non ce n’è, prendo un caffè in tazza grande”, “Sapore di sale, sapore di mare, la prossima volta si va in un altro ristorante.”, “La nebbia a gl’irti colli piovigginando sale, e lungo la statale c’è stato un bel frontale” oppure “Chiamatemi Ismaele, che io non c’ho campo”.
Che vi facciano ridere o meno, i Fincipit sono un sorprendente fenomeno mediatico che è cresciuto in rete, scatenando sul web un vero e proprio tormentone. Abbiamo intervistato lo stesso Alessandro Bonino, autore insieme a Stefano Andreoli di una raccolta di questi frammenti (con un’introduzione di Stefano Bartezzaghi) pubblicata da Mondadori il mese scorso.

DI FEDERICO MORO
In un mondo sempre più esigente la riduzione del consumo è un allarme su cui ormai anche gli ecologisti hanno gettato la spugna. Nessuno ti dice che per ridurre il tuo impatto ambientale devi consumare di meno, il nuovo cavallo di battaglia è il consumo intelligente ed ecocompatibile. Nulla di più giusto e corretto, ci sono moltissimi sistemi per consumare in modo più intelligente e ridurre l’impatto ambientale, vorrei provare a produrre un’argomentazione a favore di internet in campo ecologico, un’argomentazione che in modo surrettizio vuole anche controbattere ai catastrofisti che vedono nella rete il male che porterà l’uomo all’isolamento assorbendone gli interessi in un mondo virtuale e distaccandolo dal mondo reale (non so voi, ma io di gente così ne conosco di persona e non pochi…).
La popolazione mondiale continua a crescere e il relativo bisogno di beni con lei. L’economia non può non occuparsi delle sorti del pianeta (perchè produce risorse), ma al tempo stesso non può nemmeno retrocedere nei processi di produzione e vendita (l’economia è sempre in crescita, se no che economia è?).

DI JOHN MADERO (Risposta di DAVID ORBAN)
In seguito alle ultime sanzioni imposte dagli Stati Uniti, società come Microsoft, Ebay e Yahoo sono state costrette a modificare o limitare l’utilizzo dei loro servizi in Iran (stiamo parlando di killer application come PayPal, Skype e MSN Hotmail). C’è chi dice addirittura che, in accordo con le nuove sanzioni, queste aziende non potrebbero operare in Iran in nessuna forma.
Insomma, la strategia a me appare chiara: sabotare l’infrastruttura telematica iraniana chiudendo il rubinetto ai servizi più comuni. Quelli che ci rimettono, però, sono i comuni cittadini iraniani, che si ritrovano senza casella mail, senza chat, senza la possibilità di telefonare gratuitamente con Skype. Credete infatti che in Iran gli addetti alla costruzione della famigerata atomica chattino su MSN, passino le giornate su Skype, o facciano ordini di uranio su Ebay pagando con il loro conticino PayPal? Ma per favore…

Come promesso in questo post, ecco il primo video dell’Oilproject Meeting di Firenze del 28 ottobre scorso. Si tratta dell’intervento di Lorenzo Perone dedicato ai sistemi informativi territoriali e ai GPS: “Uilizzi poco convenzionali: divertirsi con Google Earth & Co“
In un momento in cui l’informazione geografica distribuita è davvero alla portata di tutti, esploreremo alcune interessanti forme di commistione.
Come mescolare i nostri dati geografici, ricavati anche attraverso l’uso di dispositivi GPS personali, attraverso l’uso di alcuni programmi di web-mapping tra cui Google Earth e Nasa World Wind. Cosa si può fare, ed in che maniera, quali sono i limiti tecnici e quali quelli dettati dalle licenze d’uso?
Ci muoveremo quindi in un’esplorazione varia e stimolante di alcune delle soluzioni più divertenti e innovative.
Sotto potete trovare dettagli e riferimenti sugli strumenti utilizzati e le relative modalità.
MASSIMO MELICA, presidente del Centro Studi di Informatica Giuridica, esprime il suo pensiero sull’esclusione italiana dalla gara per sviluppare software per il nuovo applicativo Android. A rispondergli ci sono MAURO RUBIN e GUIDO SCORZA, secondo cui gli avvocati di Google avrebbero sbagliato facendo una “distratta lettura della vigente disciplina”.
La notizia è di queste ore, il colosso Google decide di sviluppare un software denominato Android con la caratteristica di essere basato su open source, nonchè destinato a particolari piattaforme tecnologiche di sicuro successo, gli smartphone; a tal fine nell’ottica della Rete promuove un concorso planetario con un montepremi di 10 milioni di dollari (quasi sette milioni di euro) da destinare ai migliori programmatori.
Il regolamento del concorso, per la sua natura privatistica, si riserva di indicare i requisiti dei partecipanti e qui riporta una serie di nazioni in contrasto con le leggi federali statunitensi Cuba, Iran, Syria, North Korea, Sudan, and Myanmar (Birmania) precludendo altresì la partecipazione ai cittadini residenti in Quebec e Italia in quanto le leggi locali pongono delle restrizioni.

