Vi ricordate il videoblog sulla proprietà intellettuale di Francesca Terri e Christian Biasco di cui avevamo già parlato?
Arcoiris, il canale libero senza nè censura nè pubblicità, ha sospeso i finanziamenti al progetto, giunto ormai alla sua quinta puntata. Pubblichiamo la prima parte del messaggio che abbiamo ricevuto dai due autori, augurandoci che l’iniziativa possa in qualche modo riprendere con qualche altra fonte di finanziamento.
“…In un’epoca in cui la conoscenza e l’informazione possono circolare a costi bassissimi, una mentalità arretrata e lobbistica impone balzelli e pizzi arbitrari. Ci stiamo abituando all’idea che la cultura libera e gratuita è un’illusione (così come dichiarato qualche mese fa anche dalla presidente dell’ADAGP, la SIAE francese). Noi riteniamo che questa mentalità sia ingiusta e pericolosa: l’accesso alla conoscenza non può essere considerato un optional a disposizione solo di chi è in grado di pagare. È un bene primario, come l’aria, (non citiamo l’acqua e il cibo, visto che ormai ci siamo abituati all’idea che è accettabile che esseri umani muoiano di fame e sete!). La solita obiezione che viene mossa a questo ragionamento, è che facendo così si condanna gli autori a morire di fame e stenti e non si incentiva la ricerca e la creazione artistica. Non bisogna essere degli esperti per notare che comunque lo stato attuale delle leggi che riguardano “la proprietà intellettuale” (termine arbitrario per indicare cose differenti), non favoriscono gli autori e gli inventori, quanto piuttosto i grossi gruppi editoriali e le grosse compagnie private. La competenza e l’ingegnosità possono essere sostenute e finanziate anche in una società in cui la cultura e la conoscenza circolano liberamente: basta trovare nuove forme di sostentamento (il software libero è un esempio)…”
DI JOHN MADERO
Ho conosciuto Carlo C. tre anni fa quando, timidamente, sono andato in esplorazione al centro sociale di via Angelo della Pergola, a Milano.
Questo ventenne di Parabiago, incontrato per caso, si è rivelato di esemplare onniscienza in qualsiasi ambito dello scibile informatico anche se, ai tempi, stava ancora studiando Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano. Non per altro, invece che studiare, era sempre impegnatissimo nel cercare di accontentare le numerose aziende per cui lavorava.
Individuato dai responsabili delle risorse umane di Google al FOSDEM 2006 di Amsterdam, è andato a lavorare per la giovane coppia Larry&Page nel novembre dell’anno scorso.
Da allora nessuno ne sa più nulla. I cellulari e le sue caselle email sono buchi neri. I suoi amici del Politecnico, come me, non sentono più sue nuove da quasi un anno. Carlo è stato inghiottito da Google ed ha troncato al momento della partenza qualsiasi legame con i suoi primi ventidue anni di vita.

Come promesso in questo post, ecco il primo video dell’Oilproject Meeting di Firenze del 28 ottobre scorso. Si tratta dell’intervento di Lorenzo Perone dedicato ai sistemi informativi territoriali e ai GPS: “Uilizzi poco convenzionali: divertirsi con Google Earth & Co“
In un momento in cui l’informazione geografica distribuita è davvero alla portata di tutti, esploreremo alcune interessanti forme di commistione.
Come mescolare i nostri dati geografici, ricavati anche attraverso l’uso di dispositivi GPS personali, attraverso l’uso di alcuni programmi di web-mapping tra cui Google Earth e Nasa World Wind. Cosa si può fare, ed in che maniera, quali sono i limiti tecnici e quali quelli dettati dalle licenze d’uso?
Ci muoveremo quindi in un’esplorazione varia e stimolante di alcune delle soluzioni più divertenti e innovative.
Sotto potete trovare dettagli e riferimenti sugli strumenti utilizzati e le relative modalità.
MASSIMO MELICA, presidente del Centro Studi di Informatica Giuridica, esprime il suo pensiero sull’esclusione italiana dalla gara per sviluppare software per il nuovo applicativo Android. A rispondergli ci sono MAURO RUBIN e GUIDO SCORZA, secondo cui gli avvocati di Google avrebbero sbagliato facendo una “distratta lettura della vigente disciplina”.
La notizia è di queste ore, il colosso Google decide di sviluppare un software denominato Android con la caratteristica di essere basato su open source, nonchè destinato a particolari piattaforme tecnologiche di sicuro successo, gli smartphone; a tal fine nell’ottica della Rete promuove un concorso planetario con un montepremi di 10 milioni di dollari (quasi sette milioni di euro) da destinare ai migliori programmatori.
Il regolamento del concorso, per la sua natura privatistica, si riserva di indicare i requisiti dei partecipanti e qui riporta una serie di nazioni in contrasto con le leggi federali statunitensi Cuba, Iran, Syria, North Korea, Sudan, and Myanmar (Birmania) precludendo altresì la partecipazione ai cittadini residenti in Quebec e Italia in quanto le leggi locali pongono delle restrizioni.

Dal blog di Pausa Caffé
“Terza puntata di Pausa Caffe’ con ospiti Madero ed Enrico Giubertoni, dello staff di Oilproject.org e del suo rispettivo blog Shannon.it. Il contenuto della puntata e’ davvero interessante, si parla principalmente del progetto Oilproject, delle nuove lezioni e dell’idea di Shannon.it, blog concettualmente innovativo. Se ascoltate la puntata capirete il senso di quello che dico.Mi Scuso per la voce e il modo di esporre i miei concetti (torno da un brutto raffreddore).Bravissimi invece gli ospiti.”
Commenti?
FEDERICO MORO, dalla Cina, sostiene che qui in Italia siamo tutti cascati in una sorta di truffa mediatica. A rispondergli c’è MASSIMO MELICA, Presidente del Centro Studi di Informatica Giuridica. Buona lettura!
Signori della stampa e signori politici, complimenti! Se la sono bevuti tutti, in primis Grillo (che non ha colto l’aspetto più drammatico della vicenda), seguito dai bloggers italiani (che già prima si stavano informando della cosa) e dall’opinione pubblica fino ad arrivare agli echi della stampa internazionale.
Tanto per fare qualche esempio: Out-law.com titola un articolo “Italy proposes ‘anti-blogger’ law”; il Times con una fredda battuta tristemente allusiva alle condizioni della nostra politica “A geriatric assault on Italy’s bloggers”; BoingBoing “Italy proposes a Ministry of Blogging with mandatory blog-licensing”. Grazie al nostro sistema informativo sia i cittadini italiani che il resto del mondo si stanno convincendo che la legge Prodi Levi sia una legge anti-blog. Mi spiace deludere tutti ma questa legge non è anti-blog, magari lo fosse!

Questa settimana abbiamo aggiornato il blog decisamente poco perchè siamo stati tutti impegnati nel primo meeting di Oilproject, che ha avuto luogo domenica scorsa all’interno di QuiFree.it, un convegno del poliedrico Festival della Creatività di Firenze. Che dire… è sempre un’esperienza incontrare dal vivo persone mai viste ma con cui tanto si è lavorato al telefono, in chat, via mail, o su un blog come questo.
I relatori (anche bloggers di Shannon: Lorenzo Perone, Enrico Giubertoni, Mario Govoni, Simone Onofri) hanno fatto un gran bel lavoro e presto pubblicheremo le registrazioni degli interventi, che inaugureranno un nuovo canale di formazione in formato video frutto della collaborazione tra Oilproject e Shannon. Speriamo di riuscire a pubblicare un video alla settimana, ma sarà dura.
Nel frattempo, ecco alcuni resoconti del meeting di Firenze.

Nota: questo articolo ci è stato spedito alle 16 circa dal nostro blogger in Cina Federico Moro. In Italia ancora non se ne è parlato. Aggiornamenti in arrivo
Dopo Thailandia e Marocco anche in Cina arriva la censura per YouTube. Il fatto è ieri, la notizia non ancora riportata dalla stampa ufficiale. Da un giorno e mezzo a Pechino infatti non si apre più il sito, non si riesce accedere nemmeno usando un server proxy e i video importati da YouTube sulle pagine di altri siti semplicemente non esistono più e al loro posto la pagina bianca lascia un cadaverico senso di vuoto.
DI SIMONE ONOFRI
Nel grande mercato del Web 2.0 e dello User Generated Content molti non sanno che YouTube non è stato il primo esempio di Social Network legato all’ambito Multimediale. Non ci credete? Ecco la storia!
Esattamente 40 anni fa, nel 1967, la grande mente di Brian Wilson dei Beach Boys aveva avviato, senza volerlo, un processo di Social Networking ottenendo un album Sociale. Smile, questo il nome dell’album, non aveva ancora visto la luce a causa numerosi ritardi per i motivi più disparati, ma alcune informazioni sulla tracklist e dei frammenti incompleti di registrazioni e avevano cominciato a circolare. Così i numerosi Fan cultori del gruppo, alla caccia di tali frammenti e altro materiale su Smile, lo hanno elaborato e mixato, ottenendo ognuno la sua versione personale di Simile. Negli anni ognuno aveva la sua personalissima versione di Simile e, quando Brian Wilson decise di pubblicare, qualche anno fa, la versione ufficiale, molti rimasero sopresi…

a cura della Redazione
Dopo tre anni di lezioni gratuite di informatica, serali e rigorosamente virtuali, Oilproject finalmente sbarca nel mondo reale con un meeting che, oltre ad ospitare cinque interessanti interventi, permetterà finalmente ai membri della comunità di incontrarsi dal vivo.

Segnaliamo l’evento perchè lo staff di Oilproject è lo stesso di Shannon, e quindi parteciperanno all’iniziativa quasi tutti i bloggers di questo sito.
L’appuntamento è domenica 28 ottobre alle ore 10 nella Fortezza da Basso di Firenze, all’interno di QuiFree.it, primo evento sui saperi liberi che si terrà il 26 e 27 ottobre presso il Festival della Creatività.
