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Archive for the ‘Eventi’ Category

Tuesday
Dec 7,2010

“L’occidente avrebbe dovuto finanziare Assange, perché creasse reti simili in Russia, Cina, Iran, veri e propri nuclei di resistenza e di sovvertimento civile delle dittature sulla base delle armi di informazione di massa. Altro che imitare gli stati canaglia dove i giornalisti sono uccisi e i blogger incarcerati” – un estratto del commento all’arresto di Assange pubblicato su Scene Digitali.

Sempre a tema Wikileaks, riprendendo i suggerimenti di Pangloss, suggeriamo i post di Christian Rocca e Alberto Cottica.



Tuesday
May 11,2010

Vi segnalo alcune delle discussioni a cui prenderò parte in questi giorni perché in tutte è centrale il tema della formazione libera online, e quindi il lavoro che stiamo facendo con Oilproject e Shannon.

Oggi alle 17.30 parteciperò al Festival delle Libertà Digitali alla Triennale di Milano, organizzato dalla Wikimedia Foundation. La tavola rotonda si intitola Open&Crowd – le marce in più. Di cosa si parlerà? “Un incontro per parlare della rivoluzione in rete: le persone. Un confronto con aziende e associazioni che hanno trovato successo nella rete grazie alla forza delle loro idee e all’aiuto degli internauti” – sintetizzano gli organizzatori.

Oggi alle 21 – nel contesto dei corsi di divulgazione “Avviso ai naviganti” organizzati dalla Biblioteca Civica di Cologno Monzese (magari anche le biblioteche delle grandi città come Milano avessero le risorse per organizzare cose del genere!) – farò una specie di lezione dal titolo Dietro il fenomeno dei social network. Esiste davvero la “saggezza delle folle”? Gli elementi del calderone sono (in rigoroso disordine): Evgeny Morozov (faremo una contro-argomentazione collettiva delle sue teorie :D ), Gustave Le Bon, Liquida.it, Emanuele Severino, James Surowiecki (visto il titolo, era d’obbligo), Oilproject, Luca De Biase, Internet4Peace, Jaron Lanier. E questo è solo quello che mi viene in mente adesso… Insomma, una vera minestra. Vi farò avere le slide!

Domenica 16 maggio alle ore 11.00 presso lo stand della Regione Piemonte (pad.5) del Salone Internazionale del Libro di Torino, partecipo a:



Wednesday
Oct 14,2009

Scriviamo per raccontarvi che, in questi mesi di “riposo”, molto lavoro è stato fatto. Nel mese di luglio si è sviluppata una discussione interna alla mailing list di Oilproject e, dopo un dibattito animato anche da contributi esterni, è stato deliberato un allargamento delle materie trattate negli eventi serali organizzati dalla scuola gratuita online che, per data di fondazione e numero di iscritti, è prima in Italia.

Le tematiche trattate nel nuovo palinsesto, tutte connesse dal filo dell’Innovazione e “dell’approccio alla scelta” saranno:

- Attualità e politica
- Storia delle idee
- Internet
- Economia e business

A tenere queste nuove lezioni, che avranno luogo a partire dalla seconda settimana di novembre su Oilproject.org, saranno ricercatori, professori universitari, esperti di Internet, politici e imprenditori.

Il senso del percorso è far percepire come il paradigma dell’Innovazione sia unitario, multidisciplinare e trasversale. La ricetta? Offrire ai navigatori i contributi di persone con i background più disparati.

Il calendario dettagliato verrà presentato giovedì 22 ottobre.

Cosa ne pensate? La discussione è qui

Lo staff

(in ordine sparso) Andrea Cambieri, Marco De Rossi, Nello Coppeto, Enrico Giubertoni, Giacomo Rizzo, Lorenzo Perone, Mario Govoni, Mauro Rubin, Simone Onofri, Gabriele Levy



Thursday
Apr 2,2009

DI JOHN MADERO

Mentre in Europa Mozilla Firefox 3 batte Internet Explorer 7 (35,05% contro 34,54%) diventando così il browser più popolare del continente e mentre sulle pagine di TechCrunch si vocifera di un’imminente acquisizione di Twitter da parte di News Corporation per almeno 750 milioni di dollari, io vi scrivo da Perugia, dove sto assistendo al Festival Internazionale del Giornalismo come inviato di Liquida Magazine.

Il Festival è iniziato ieri e termina domenica con il Media Barcamp. Ieri ho seguito degli interventi inerenti il giornalismo di inchiesta e la funzione sociale dell’informazione. Nel tardo pomeriggio ho assistito ad un talk in cui Antonella Beccaria (che qualche anno fa aveva tenuto una lezione su Oilproject), Antonio Sofi e Mario Tedeschini Lalli parlavano del rapporto tra giornalismo e nuovi media.

Oggi cercherò di intercettare Tommaso Tessarolo, un esperto di WebTv artefice dell’esperimento N3TV e adesso responsabile di Current Italia, che alle 14 partecipa ad una tavola rotonda intitolata “Fare il giornalista. Un altro modo è possibile”.

Alle 15 assisterò a

SuperMedia: l’unione fa la forza
Intervengono Charlie Beckett (direttore POLIS London School of Economics), Paolo Liguori (direttore TGCOM), Marco Pratellesi (direttore Corriere.it), Giuseppe Smorto (condirettore Repubblica.it), Raffaella Soleri (Rainews24) e Eric Ulken (Los Angeles Times)

Secondo molti esperti entro 5 anni la newsroom integrata (carta, online, tv, radio e mobile) sarà di norma in ogni redazione. I SuperMedia salveranno il giornalismo?

In realtà – basta dare un’occhiata al programma della giornata – gli eventi interessanti sono moltissimi (parleranno, tra gli altri, anche Javier Moreno, Ezio Mauro, Sergio Romano).

Questa sera lascerò però il testimone a Luca Conti, che seguirà il Festival venerdì e sabato. Per il barcamp di domenica, invece, arriverà da Milano direttamente Gabriele Lunati, responsabile editoriale di Liquida.

Un saluto a tutti i lettori di Shannon!



Wednesday
Mar 25,2009

DI DARIO BORSOTTI

Spot.Us è un processo – non un prodotto.

Si sente spesso dire che l’editoria, nostrana ed internazionale senza distinzione, è morente, e che il giornalismo d’inchiesta sta morendo con essa. I più critici dicono che ad ucciderlo abbia contribuito non poco la rete.

Come afferma Cory Doctorow, Internet mastica e risputa i media, talvolta essi ne escono più robusti, alle volta più profittevoli, altre volte muoiono.

Se questo è vero, un progetto come Spot.us è l’ennesima spallata ad un palazzo diroccato.

Spot.us nasce come progetto no profit; un network di giornalisti professionisti localizzati tutti nell’area di S. Francisco. L’intenzione è quella di sfruttare il crowdfunding, ovvero il finanziamento dal basso per fare del giornalismo professionale e mirato.

Il meccanismo è semplice: chiunque può proporre argomenti su cui svolgere un’inchiesta e i lettori, se reputano interessante l’argomento, fanno una donazione. Quando si sono raccolti abbastanza fondi, il giornalista si impegna a svolgere il servizio.

“Spot us è un esperimento in divenire” – afferma il suo fondatore David Cohn – “che si focalizza su notizie di minor impatto, ma di alto contenuto sociale“.

Spot.us è innanzitutto una piattaforma, non una nuova organizzazione, ed essendo il codice opensource si auspica che altre realtà giornalistiche possano nascere seguendo il medesimo modello (“Anyone can take the code for Spot.Us and create their own version of it!”).

È il tentativo di applicare nuove strategie all’editoria. Non vuole sovrapporsi al giornalismo classico, ma vuole esserne un complemento.



Thursday
Feb 26,2009

DI JOHN MADERO

Le risposte a Shannon.it di Riccardo Luna, direttore dell’edizione italiana, e il rapporto che noi di Oilproject abbiamo con Wired.

A Milano, in piazza San Babila, Wired arriva intorno al 10 del mese. Il numero di febbraio è notevole: un reportage approfondito sulle lobby ed i giochi di potere che hanno fatto saltare l’accordo pubblicitario tra Google e Yahoo!, la storia del gigante americano delle telecomunicazioni Comcast e del suo leader Brian Roberts ed una sezione della rivista dedicata agli utilizzi software – decisamente non convenzionali – della tecnologia GPS.

Questo mese, però, di Wired ne sono usciti due. Giovedì scorso è apparso il primo numero della versione italiana, sempre edita da Condé Nast.
Una sfida difficile per Riccardo Luna, che si è assunto la responsabilità di far emigrare oltreoceano un format che negli USA ha fatto la storia.
“Wired in Italia” – ci racconta Luna – “sarà identico e molto diverso da quello originale”. Identico e molto diverso? Un bel casino, pensiamo noi.
“Sarà diverso” spiega l’ex caporedattore di Repubblica – “nel senso che non più del 20 per cento dei contenuti verranno tradotti da Wired Us. Ma sarà identico nel Dna, nel modo di guardare alle cose, di cercare grandi idee che cambiano il mondo”.

Io ho diciotto anni e leggo Wired da tre: non posso negare che di aspettative sulla versione italiana ne avessi molte.
Lo spirito di Riccardo è quello giusto, ma sorge spontanea la domanda: grandi idee che cambiano il mondo, in Italia, ce ne sono davvero?
Certamente non basta la scoperta di Massimo Banzi e del suo Arduino, che Luna ha ricordato ancora nel suo intervento su Radio2 di settimana scorsa, per giustificare la nascita della rivista. Nel primo numero c’è una sezione – introdotta da un rigenerante pezzo di Luca – dedicata a 24 storie italiane “da tenere d’occhio”. La mia domanda, banale quanto volete, è: nel prossimo numero, cosa ci mettete? Le avete altre 24 storie?



Tuesday
Sep 2,2008

a cura di John Madero

1) A New York più del 50% dei partecipanti è di sesso femminile. Se siete fortunati, troverete giovani PR Microsoft di 23 anni.

2) Incredibile. Oltreoceano, ai barcamp, la gente ha l’abitudine di ascoltare i talk degli altri partecipanti. E non parlo solo di poche persone…è una tendenza davvero diffusa! Insomma, nessuno imboscato nell’area rinfreschi ad aspettare solamente il proprio turno.

3) Si parla inglese, non italiano.

4) A New York i barcamp e le conferenze sono frequentati da veri venture capitalist, veramente interessati ad investire veri soldi in veri progetti che reputano validi. Non sono una leggenda come in Italia, in cui al massimo se ne sente parlare: oltreoceano si possono incontrare VC che si muovono con le loro gambe. E sono anche parecchi. Potete addirittura rivolgere loro la parola e intavolare una conversazione. Se avete un buon business plan, potrebbe essere fatta.

5) Se non vi piace il caffè americano, non provate quello che servono nei servizi di catering. E non dite che non vi avevano avvisato!



Thursday
Jul 17,2008

DI JOHN MADERO

Ieri sera, in un locale dell’East Village di Manhattan, un venticinquenne americano che ha vissuto in Italia mi chiede se anche noi, dall’interno, percepiamo il forte stato di ristagno in cui il Belpaese si trova. Non vuole offendermi, aggiunge. Dall’estero – mi spiega – ormai sono quattro anni che si sente parlare di un’Italia inesorabilmente in declino.
Gli rispondo che, ovviamente, lo percepiamo anche noi.
Non è niente di nuovo per me, ma sentirselo ribadire con tanta sicurezza da stranieri non è mai un granchè.
“Mi spiace molto dirlo” – aggiunge – “perchè amo l’Italia e ci sono stato per quattro anni”.
“Non sai quanto dispiace a me, che sono italiano!” gli rispondo.

Tornando a casa mi interrogo
. Rifletto. Poi la risposta si presenta da sola. Si, la risposta è nel mio aggregatore di feed rss. L’ennesima testimonianza di questa tragedia (uomini in ruoli chiave che forse dovrebbero valutare un ricollocamento) è il discorso di Francesco Pizzetti, presidente dell’Autorità garante della per la protezione dei dati personali.
Una vetustà ed una ignoranza delle dinamiche sociali, tecniche e burocratiche delle nuove tecnologie che non può davvero riguardare un uomo in quella posizione.
Capisco mia nonna (in cambio del pranzo del giovedì le racconto volentieri quanto Facebook può essere comodo), ma non Francesco Pizzetti.
Che dire? Se non altro, nella foto, l’aspetto è impeccabile.

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Friday
May 30,2008

DI NELLO COPPETO (NeCoSi)

Le Olimpiadi per l’anno 2008 si terranno a Pechino, Cina. Il regime dittatoriale comunista si sta organizzando da tempo, molti provvedimenti sono già stati presi e molti sono in fase di realizzazione.

Il Tibet, approfittando dell’ondata mediatica portata avanti dalle Olimpiadi, sta rivendicando la propria indipendenza, ma è stato versato già molto sangue e l’esercito cinese è orientato ad una repressione violenta.

Anche sul piano tecnologico ci sono alcuni punti da evidenziare.

Pochi giorni fa la Cina ha spedito nello spazio un secondo satellite: Fengyun-3. Il suo scopo sarà quello di fornire previsioni meteorologiche a medio raggio tra i 10 e i 15 giorni successivi. Con un solo satellite le previsioni non erano ottime, ora invece con due satelliti le previsioni saranno “migliori”. La necessità di questo secondo satellite sono relativamente connesse anche ai problemi di inquinamento di cui la Cina sta soffrendo. Alcune gare di resistenza potrebbero essere addirittura posticipate a causa di tassi pericolosi di inquinamento. Il nuovo stadio olimpico che ospiterà le Olimpiadi 2008, chiamato “il nido”, è una struttura priva di copertura, ed essendo Pechino soggetto a precipitazioni durante i giorni del mese di agosto, gli organizzatori dell’evento stanno facendo davvero “tutto il possibile” per garantire un sereno svolgimento delle attività sportive.

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Monday
May 5,2008

Il punto di MASSIMO MELICA

E’ il 30 aprile, tutto è pronto per un fine settimana al mare, complice il ponte del primo maggio. Si chiude lo studio, si salutano i collaboratori, ci si da appuntamento al lunedì successivo, magari rilassati dopo aver preso la prima abbronzatura primaverile. Squilla il telefono ed agitato un cliente mi riporta la notizia che i suoi dati fiscali sono on line, “va bene”, rispondo con fare sbrigativo, “ma qual è il problema?”. “Avvocato, non ricorda che nella separazione consensuale ho dichiarato a mia moglie un quarto del mio reddito?” Provo a tranquillizarlo, ma inutilmente. Chiudo il telefono e dopo qualche minuto mi chiama l’amministratore delegato di una piccola azienda: “avvocato, i miei dati sono sul web, per anni ho cercato di mantenere un “basso profilo economico” … sa i parenti, i vicini di casa, i figli che chiedono sempre oltre il necessario … qui risulta il mio vero volume d’affari! E ora che faccio?”

Ok, inizio a credere che il fine settimana al mare possa risentirne se devo occuparmi del caso, cerco maggiori informazioni, mi metto al lavoro. La prima testata giornalistica on line , che consulto, mi riporta che sul sito dell’Agenzia delle Entrate sono pubblicati sia i dati dei redditi denunciati dagli italiani per l’anno 2005, divisi per città, cognome nome, data di nascita, categoria di reddito, reddito imponibile, imposta netta, reddito da impresa o lavoro autonomo, volume d’affari; sia i dati delle persone giuridiche per i redditi dichiarati ed il volume d’affari.

Bene, evviva la trasparenza esclamo, poi penso ai clienti che qualche minuto prima mi hanno allarmato con le loro considerazioni, resto interdetto. Nel frattempo mi chiama un’anziana insegnante e mi chiede se può recuperare una somma ingente. Mi riferisce che il marito, ora colto da malore, ha versato al fratello, che doleva uno stato di necessità, dei soldi a partire dal 2003. Scopre solo adesso con l’aiuto di un conoscente commercialista, che in realtà il cognato gode di una solida situazione economica mentre l’ingiustificata richiesta patrimoniale è stata fatta più per furberia che per un reale bisogno.

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“..mi schiero come sempre in difesa della Rete, di questo strumento che, se mal interpretato, amplifica gli errori degli uomini che ne sottovalutano le potenzialità.”


Aforismi ad aeternum

"Ratzinger ha invitato i giovani alla castità. Se funziona con loro proverà anche con i preti."
Daniele Luttazzi

"Ciò che ho sempre trovato di più bello, a teatro, è il lampadario."
Baudelaire

"Non so se Dio esiste. Ma se esiste, spero che abbia una buona scusa."
Woody Allen

"Dio è un commediante che recita per un pubblico troppo spaventato per ridere."
Voltaire


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Claude Shannon è uno dei più grandi teorici del secolo scorso. Gettò le basi per la progettazione dei circuiti digitali, scrisse una teoria dell'informazione ancora oggi ampiamente considerata, fondò la teoria matematica della crittografia e creò uno dei primi programmi scacchistici per computer.
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